Domanda di Patologia orale

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30 giorni fa ho iniziato ad avere sanguinamento gengivale

Scritto da valentina / Pubblicato il
Salve gentili dottori, vi scrivo per avere un' opinione in merito ad un problema che si presenta da circa un mese. Premetto di aver fatto l'ultimo trattamento di igiene dentale a marzo e di aver portato l'apparecchio in passato. 30 giorni fa inizio ad avere sanguinamento gengivale, con gengive doloranti anche durante la masticazione, ed un'irritazione che coinvolgeva anche lingua e parte interna delle guance. Al tatto rilevo anche l'ingrossamento di un linfonodo sottomandibolare a sx. Mi reco dal mio dentista che, un po' incerto, mi dice che potrebbe trattarsi di stomatite diffusa, prescrivendomi sciacqui con corsodyl e applicazioni di daktarin. La situazione sembra risolversi, ma dopo una settimana siamo punti e a capo, con la comparsa di afte sia sulle gengive che all'interno delle guance, afte che sono scomparse dopo due giorni. Il sanguinamento e l'irritazione gengivale rimangono, quindi con il mio medico di base decidiamo di eseguire analisi del sangue che rilevano vitamina b 12 a 205 ng/L (210-911) e vitamina d a 50 nmol/L (>75). Tutti gli altri valori risultano nella norma, e tampone faringeo negativo. Ad oggi il sanguinamento gengivale continua, ed è diffuso. Per quanto riguarda i denti il mio dentista non sembra aver rilevato particolari problemi, e sostiene che l'eruzione di un dente del giudizio a dx non possa giustificare il tutto, dicendomi che onestamente non sa come muoversi. Chiedo un suggerimento a voi per capire di cosa potrebbe trattarsi e quali sono i passi successivi da fare. Grazie mille
Gengivite come descritta nel testo e sua terapia. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Valentina, anzitutto bisogna fare una Diagnosi differenziale tra una Gengivite, una stomatite, una Parodontite e manifestazioni stomatolgiche di una malattia sistemica, in particolare una malattia esantematica ma anche diabete, patologie gastrointestinali, epatiche, renali! Occorre pertanto fare una visita odontoiatrica- completa di visita Parodontale, gnatologica, conservativa, endodontica, anamnestica ed ematologica più ampia di quella fatta! Legga nel mio profilo, "Visita Parodontale", " La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!"e "LA PIORREA.....QUESTA SCONOSCIUTA!" e "GENGIVITE" e "CURETTAGE E SCALING" che è la terapia dela gengivite! La Visita Parodontale è una Doppia Visita Parodontale, Gnatologica ed Odontoiatrica totale, con sondaggio completo di tutti i denti in sei punti di ogni dente che ha in bocca, preparazione iniziale completa parodontale con curettage e scaling per rimuovere il tessuto di granulazione che falsa la misurazione parodontale delle tasche, il sondaggio cioè,ed il cemento necrotico radicolare ,dopo ovviamente una igiene orale professionale della bocca e sotto copertura antibiotica idonea, modelli di studio parodontali, serie completa di Rx endorali,esame gnatologico delle disclusioni incisive, canine ed in relazione centica, over jet e over bite, articolazione e erticolato in dinamica ed in statica e tanto altro e seconda visita di rivalutazione parodontale in cui si riprendono tutte le misure delle eventuali tasche parodontali e le si confrontano con le prime, solo ora è possibile fare una diagnosi differenziale. le spiego qualcosa come faccio ai miei pazienti, ma prima le dico che se vuole di contattarmi privatamente, forse posso aiutarla, non si disperi! Ora continuiamo: Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane.il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i suddetti titoli sotto Articoli! Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali.La Gengivite, come detto, è riconoscibile dall'aspetto lucido della Gengiva!Bisogna visitarla clinicamente e con Rx endorali e fare una Diagnosi Odontoiatrica Conservativa e Parodontale!L’aspetto a buccia d’arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell’epitelio (dall’esterno all’interno) con il connettivo (dall’interno all’esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, le zone depresse a proiezioni epiteliali. Quando si ha una flogosi di questi tessuti, praticamente questa compenetrazione viene meno per distruzione delle fibre connettivali e l’aspetto a buccia d’arancia non si ha più: siamo di fronte alla famosa GENGIVITE ,questo è un dato clinico obiettivo importante da ricercare. La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell’epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall’interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole) che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l’ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l’aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell’azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d’occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale". C'è infine un problema di estetica. Sappia che esiste una chirurgia Parodontale Estetica che serve per ritrovare quello che gli "Statunitensi" chiamano "Natural smile", "Sorriso naturale", che è dovuto ad una proporzione tra "pink aesthetics" and "white aesthetics", ossia tra l’estetica rosa (dovuta alle gengive) e l’estetica bianca (dovuta ai denti). c’è una strettissima relazione di forma ed armonia tra Denti, Gengive, Linea di Giunzione Mucogengivale ed osso sottostante. Tutti questi organi devono essere in equilibrio tra di loro. Legga nel mio profilo "La chirurgia parodontale estetica Introduzione Divulgativa alla Chirurgia Estetica Parodontale". Le lascio il poster sulla Gengivite fatto da me e da mia figlia Claudia! Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Valentina, senza una visita accurata con sondaggio gengivale ed analisi di radiografie è impossibile poterle rispondere. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un buon dentista che esegua correttamente la visita e, fondamentale, il sondaggio gengivale con sonda calibrata millimetrata da inserire nella gengiva intorno a CIASCUN dente. Solo in questo modo si può stabilire se vi siano tasche gengivali responsabili della sintomatologia. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Valentina, mi associo alla risposta del Dott. Savino. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Signora, legga con attenzione la risposta esaustiva ed esemplare del Dott. Petti, troverà tutte le risposte ai suoi dubbi. Cordialmente

Scritto da Dott. Paolo De Carli
Majano (UD)

Gentile Sig. Valentina, premesso che si possono fare solo ipotesi senza una visita, se la patologia coinvolge anche le guance e la lingua sarei propenso a sospettare una stomatite. Se al sondaggio parodontale non si scoprono tasche suggerirei di rivolgersi ad una specialista in patologia orale. Cerchi un ospedale dove vi sia un reparto di clinica odontoiatrica e richieda una visita. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Valentina, consigli al collega che non sa come muoversi di iscriversi gratuitamente a questo portale, qui troverà un Forum a lui riservato dove potrà sicuramente trovare colleghi disposti a darle degli ottimi consigli per il suo caso. I pochi dati degli esami ematochimici dicono poco, inoltre, non sono stati prescritti da uno specialista della materia che potrebbe avere omesso la richiesta di esami importanti specifici per la patologia orale dei tessuti molli.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

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