Domanda di Patologia orale

Risposte pubblicate: 8

Possibile che non esista una medicina che eviti la formazione di quei gas maleodoranti tipici della alitosi ?

Scritto da Mario / Pubblicato il
Salve. Ho 72 anni e ho sempre sofferto di piorrea. In atto ho una implantologia e due protesi dei 4 denti frontali superiori ed inferiori, (tutti denti caduti a causa della piorrea). In atto curo attentamente l'igiene orale con getti d'acqua a pressione (Oxyjet) 3 volte al giorno e quando percepisco il sorgere di infiammazione ( sintomo dolori alle gengive) per 4-5 giorni effettuo sciacqui con DENTOSAN. Sono oramai oltre 20 anni che non ho più perdita di denti. Il problema che mi affligge invece è l'alitosi, non avendo altre patologie, mi è stato detto dal dentista, dipende dalla piorrea latente. Le mie gengive sono solo leggermente ritirate per il fatto che all'inizio (negli anni 50-60 ) mi venivano cauterizzate. Domanda: possibile che non esista una medicina che eviti la formazione di quei gas maleodoranti tipici della alitosi ? Grazie per la risposta.
Se ci sono tasche parodontali devono essere trattate. La piorrea latente è un termine che solitamente non utilizziamo in quanto c'è o non c'è e se non c'è non provoca nulla. L'abuso di colluttori può dare alterata percezione del gusto inefficacia degli stessi. Secondo il mio parere un consulto da un collega parodontologo può essere utile non esistono farmaci contro l'alitosi, purtroppo. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Tasche parodontali infraossee complesse miste a più pareti e Chirurgia ossea Ricostruttiva e Rigenerativa per la loro Terapia. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Mario, il termine "Piorrea" è un termine "volgare" ossia usato dal Volgo, dal Popolo. E' molto antico e prende origine dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus, perchè neri momenti conclamati e spesso terminali della malattia si hanno innumerevoli ascessi che in termine medico si chiamano "Parulidi". Modernamente si parla di Parodontite. La desinenza -ite indica infiammazione. L'espressione clinica principe della Parodontite è la formazione di una tasca parodontale, ossia di una zona di scollamento della gengiva dal dente, che si approfondisce sempre più fino a distruggere l'osso ed il parodonto, ossia il tessuto di sostegno del dente, osso appunto e ligamento parodontale, cemento necrotico e tessuti gengivali, fino alla espulsione del dente con pus (da cui il ricordato termine piorrea) se non si cura la malattia. La tasca parodontale In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane, il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta, molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a distanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così si potranno studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ossia conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la "parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi. Legga nel mio profilo "La visita Parodontale" e capirà meglio. Poi "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e ancora "Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." Si perchè la Parodontite si cura e non capisco perchè in lei, per decenni non sia stata curata! Due parole quindi sono necessarie sulla Terapia Parodontale che consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione….quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF. amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali.Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa) quindi è importante che lei la legga Mio Sito Web di Parodontologia www gustavopetti it , POI sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale, questa sconosciuta!' poi TRA I MIEI CASI CLINICI, i seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti a Pag 2 Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente. Come vede la Parodontologia è una specialità molto complessa che coinvolge tutta l'Odontoiatria ed il Parodontologo deve avere una cultura Odontoiatrica e Parodontale particolarissima e completa tanto che sul mio sito di Parodontologia ed Odontoiatria troverà scritto come aneddoto "Parodontologia, l'anima più nobile dell'Odontoiatria". Le posto una foto di difetti ossei a più pareti complessi curati con la chirurgia ossea ricostruttiva e in fondo rigenerativa per chiarirle ancor più il problema! Le consiglio di farsi visitare da un Parodontologo o anche da un Dentista generico esperto in Parodontologia. Per quanto riguarda l'Alitosi, è probabile che provenga dal catabolismo batterico delle tasche parodontali e/o dal reflosso gastroesofageo che dovrebbe far vedere ad un gastroenterologo.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Mario, purtroppo non vi sono medicine che curano il suo disturbo. Si ricordi che deve anche pulire la lingua con appositi puliscilingua. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente, oltre all'utilizzo di colluttori specifici per l'alitosi, non vorrei che lei avesse altri problemi per esempio al fegato, che di solito possono portare alla formazione di una chetoacidosi, si consulti con il suo medico curante di base, potrebbe cosi' approfondire le concause che le danno questi tipi di disturbi. Cordiali saluti Dr. Tommaso Giancane

Scritto da Dott. Tommaso Giancane
Noci (BA)
Consulente di Dentisti Italia

Gli idropulsori possono essere ottimi presidi specie per la pulizia sotto gli elementi mancanti di ponti in protesi fissa. Personalmente tendo a sconsigliarli perché spesso viene fatto un uso non congruo e improprio. Molte volte mi e' capitato di vedere lesioni parodontali dovute ad essi. Mi auguro che le siano state date le giuste informazioni per un corretto utilizzo. Cordialmente

Scritto da Dott. Maurizio Tabacchino
Roma (RM)

Purtroppo la parodontopatia può causare alitosi. Ha mai pensato di ricorrere all'implantologia computer assistita rimuovendo tutti i denti affetti da tale patologia? Secondo me sarebbe la soluzione definitiva a tutti i suoi problemi. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Leonardo Resta
Gioia del Colle (BA)

Sig. Mario, forse, piorrea latente è troppo poco, occorre un altro tipo di diagnosi con i corretti accertamenti diagnostici.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Caro sig. Mario, la "piorrea" o parodontite è una malattia che va trattata regolarmente in ambito professionale, è importante anche un controllo dell'attività gastro-esofagea. Cordiali saluti

Scritto da Dott.ssa Barbara Boniello
Ciampino (RM)

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