Domanda di Parodontologia

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Mi è stata diagnosticata una paradontosi in stato avanzato

Scritto da Amalia / Pubblicato il
Salve, ho 48 anni e mi è stata diagnosticata una paradontosi in stato avanzato. Mi mancano 5 denti e l'ultimo, con una forte mobilità, l'ho tolto un mese fa a causa di un ascesso. Altri settimi e ottavi di entrambe le arcate sono molto compromessi a causa della malattia. Ho girato parecchi dentisti nel milanese per avere un piano di cura e relativi preventivi che si aggirano sui 20.000 euro. Quasi tutti hanno optato per l'estrazione di quelli compromessi, cura e nuovi impianti per un totale di 8 circa oltre alle cure, il rischio è di rimanere senza denti. Io non posso permettermi di pagare una tale cifra e sto valutando di andare a Bucarest, ma vorrei rivolgermi ad un bravo dentista. Volevo sapere se qualcuno poteva darmi qualche consiglio. Sono abbastanza demoralizzata. Grazie
Poster che le mostra i difetti ossei della Parodontite e la loro Terapia Chirurgica Ossea Parodontale. Da Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Amalia, anzitutto si dice Parodontite! Nel suo dire c'è un doppio errore. Uno è la desinenza para- che invece deve essere paro- e l'altro è la desinenza finale -osi che invece deve essere -ite! La desinenza -ite indica flogosi, infiammazione. la desinenza -paro indica il Parodonto, ossia il tessuto di sostegno del dente, dal greco -(puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. La desinenza -osi si usava prima degli anni '50 quando ancora si credeva che la malattia parodontale fosse una malattia degenerativa e non flogistica. La desinenza -Para è proprio un errore di sintassi e grammatica! Non esiste la paradontosi, esiste la Parodontite! Questo lo preciso perchè il termine deve averlo sentito da qualche Medico o Radiologo Ignorante! Ed è bene chiarire. Lasci perdere i paesi dell'Est o le Clinche Low-Cost. La Parodontite è una malattia Seria e va curata da Parodontologi Colti e Preparati e Noi Italiani siamo i migliori del Mondo. Glielo dice un Parodontologo che ha girato "Culturalmente" tutto il Mondo, tenendo Corsi e Congressi Un po' ovunque e avendo conosciuto tanti Parodontologi di tutte le Nazionalità! Noi Italiani siamo i primi! E se gli USA e la Svezia sono avanzate in Parodontologia è anche o perchè la Materia Grigia l'abbiamo messa in prevalenza Noi Italiani e loro i Soldi ed una Ricerca Seria! E per meglio chiarire, la Parodontite va sicuramente e senza tema di smentita, prima valutata, diagnosticata, espressa la prognosi e curata, la Parodontite sapendo di che parodontite si tratta perchè esistono diverse parodontiti! Questo il Parodontologo lo sa! Per favorirle la comprensione di un argomento così astruso le faccio la stessa spiegazione che faccio ai miei pazienti durante il colloquio informativo alla fine della prima Visita Parodontale:Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . Molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un articolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa) quindi è importante che lei la legga Mio Sito Web di Parodontologia , POI sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale, questa sconosciuta!' poi TRA I MIEI CASI CLINICI, i seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti a Pag 2 Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, POI La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta. Le lascio una Poster di Parodontiti con vari tipi di tasche curate con la chirurgia ossea ricostruttiva e con quella Rigenerativa Profonda. Cari saluti e spero di esserle stato utile! La lascio un Poster che le mostra i difetti ossei della Parodontite e la loro Terapia. Da mia casistica personale di Parodontologo da 36 anni! Cari saluti ed in bocca al Lupo, cerchi un bravo Parodontologo!
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Il caso clinico che lei riferisce non è semplice da affrontare, ma sicuramente non infrequente nella nostra pratica odontoiatrica. Tenga conto che le risposte che riceverà da me e da altri colleghi in questo sito internet, possono darle solo informazioni e linee guida indicative sul "da farsi", consigli generici, "dritte" e suggerimenti vari con relative spiegazioni, dato che non disponiamo di radiografie (panoramica, status endorale...) nè fotografie nè cartella clinica - parodontale nè possiamo visitarla. Senza entrare nel merito della diagnosi di "parodontite dell'adulto" (probabilmente in fase acuta, come indica l'ascesso parodontale che presumibilmente ha avuto) che le ha fatto il collega nè sulla necessità o meno di aver eseguito le estrazioni dei denti che ad oggi le mancano, tenga conto che comunque ha fondamentalmente due opzioni terapeutiche su cui ragionare: trattare - curare la parodontite (come non manca di sottolineare spesso il dott.Petti, la parodontite si cura o quanto meno si può stabilizzare) e quindi salvare i suoi denti residui (tutti o comunque una buona parte); estrarre estrarre estrarre e quindi implantologia e protesi o solo protesi (fissa o mobile). Ora, se avesse già perduto due terzi e più di dentatura, forse un approccio parodontale conservativo potrebbe risultare quasi una sorta di accanimento terapeutico: in questo caso le converrebbe completare l'opera, cioè estrarre i denti residui, e procedere ad un approccio riabilitativo completo implanto - protesico; soluzione non priva di complessità, con tempi non brevi (su una bocca "parodontale" l'implantologia post - estrattiva è da valutare con attenzione esopratutto il carico immediato non è particolarmente indicato, e spesso è necessario rigenerare l'osso mancato o prima o contestualmente all'inserimento degli impianti), e costi comunque elevati. All'estero, per ovvie ragioni, le farebbero tutto e subito, in qualunque caso e qualuque tipo di riabilitazione (sorvolando sulla qualità dei materiali...), quindi le lascio immaginare....considerando il suo problema piuttosto complesso (non dobbiamo sostituire un dente mancante in una bocca sana)! Mi sembra però di capire che di denti in bocca ne ha ancora molti, e al di là dell'idea di sostituire quelli perduti con impianti o meno, a mio parere la priorità sarebbe un altra. In primo luogo è opportuno impostare un piano di trattamento parodontale, e cioè: visita clinica generale e visita clinica parodontale approfondita (realizzazione di una cartella clinica parodontale), con relativa diagnosi specifica; terapia causale non chirurgica in primis (ablazione tartaro e curettage - scaling radicolare) ed eventualmente, se necessaria, in un secondo momento terapia causale chirurgica (previa ri-valutazione); terapia di mantenimento con accurate istruzioni di igiene orale al paziente (la sua collaborazione in questo senso, fin da subito e nel tempo, è fondamentale!). Gliel'ho riassunta e semplificata nei minimi termini, anche se servirebbe una pagina intera di spiegazione in proposito. Una volta stabilizzata la patologia parodontale ed ottenuto una buona compliance - collaborazione da parte sua (se, durante queste procedure, si renderà necessaria l'estrazione di uni o più denti, ad esempio gli ottavi, si procederà in tal senso), sarà possibile impostare un piano di trattamento di riabilitazione protesica o implanto - protesica completo. Ma non prima. Questo perchè se lei effettuasse gli impianti ora, senza aver stabilizzato la malattia parodontale (ci vogliono mesi per ottenere questi risultati, non qualche giorno....), con ogni probabilità perderebbe anche quelli: su una bocca non sana ma aggredita dai batteri parodontopatogeni, qualsiasi tipo di impianto, anche se eseguito da un Maestro, è a rischio di fallimento e con esso la riabilitazione protesica eseguita su di esso (addirittura diversi studi suggeriscono di attendere sei mesi circa dall'estrazione dell'ultimo dente parodontalmente compromesso prima di effettuare impianti); non è terrorismo psicologico, ma senso pratico facilmente comprensibile anche ad un non addetto del settore......se ho le 4 pareti di una stanza piene di muffa e ne ri-tinteggio soltanto una e non le altre, in tempi brevi la muffa avrà la meglio nuovamente anche su questa (mi perdoni l'esempio edile). Il mio consiglio è evitare la trasferta verso l'est Europa. Ma non perchè voglia portare l'acqua al mio mulino o comunque sponsorizzare l'odontoiatria italiana, anche se può sembrare il contrario (a me personalmente non cambierebbe nulla). Le scrivo questo per il motivo molto semplice che le ho già accennato in precedenza: a fronte di una spesa molto ridotta che le si prospetterebbe, qualunque terapia le verrà fatta, non sarà eseguita nel rispetto dei tempi previsti dai protocolli nè con materiali adeguati, e tutto il fondamentale discorso parodontale che le ho illustrato sarà per ovvi motivi di tempo irrealizzabile; potrà essere soddisfatta nell'immediato, ma difficilmente lo sarà nel medio - lungo termine. Il mio consiglio è rivolgersi ad un Parodontologo con la P maiuscola, ad un Odontoiatra davvero specializzato in Parodontologia, e impostare un piano di trattamento parodontale. I costi non sono neanche paragonabili a quelli che ha scritto nella sua domanda, perchè salvare i denti costa molto meno che estrarli e sostituirli protesicamente. Almeno tentare questa strada, che dipende molto, non soltanto dalla bravura e dalla preparazione del Professionista, ma anche dalla sua forza di volontà e motivazione (igiene orale super scrupolosa, controlli etc etc). Se non ci riuscirà, o se proprio non se la sente, sarebbe un vero peccato per la sua bocca.....ma si ricordi che, anche in questo caso, effettuati gli impianti, i suoi problemi non saranno risolti (a meno che non tolga tutti i denti ed esegua una riabilitazione completa superiore ed inferiore con Overdenture, ma, comunque, anche in questo caso molto poco conservativo ed aggressivo e dispendioso ma che alcuni pazienti preferiscono, seppure il numero di sedute di terapia parodontale praticamente scompare, è sempre molto importante la collaborazione del paziente e la terapia di mantenimento). Mi sono un pò dilungato, ma ho cercato di darle un quadro piuttosto chiaro della situazione in cui credo lei si trovi. Glielo ripeto, vada da un bravo Parodontologo, si giochi questa carta prima di procedere oltre!
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Lei pensa che a Bucarest il livello delle cure che riceverà siano valide come quelle di Milano?? Impossibile!!! Chieda preventivi di costo inferiore, di lavori più semplici, tipo protesi mobili o altri lavori che si possa permettere e starà molto meglio. Poi quando si va all'estero, diventa letteralmente impossibile successivamente rivolgersi agli stessi dentisti della prima volta. Nessuno la seguirà e se ci saranno problemi dovrà ricominciare tutto daccapo in Italia spendendo e soffrendo due volte. Sono innumerevoli le storie che sono andate a finire così...
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Amalia, perchè lei è in queste condizioni in tenera età? Questa è la domanda che deve farsi e che detterà la corretta riabilitazione adatta a lei. All'estero non verrà di certo motivata a mantenere sano il suo cavo orale e si troverà presto con costose complicanze.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Purtroppo è ben difficile pensare a preventivi senza visita e documentazione la malattia paradontale prima di tutto va trattata, la sua patologia va risolta e solo poi si può pensare agli impianti andando all'estero non troverà sicuramente la risoluzione radicale ai suoi problemi. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno Signora Amalia, la parodontite è una malattia cronica causata dall'azione di batteri specifici. Per sapere cosa è possibile fare è necessario innanzitutto formulare una diagnosi corretta, con radiografie, foto, e sondaggi parodontali. In linea di massima l'estrazione dei denti compromessi è una opzione di "seconda scelta", da attuare se non è possibile fare altro. Le estrazioni, e gli eventuali impianti per sostituire i denti mancanti non dovrebbero essere viste come una "terapia" per "fare guarire" la parodontite, ma purtroppo sono indispensabili per evitare ascessi e la conseguente perdita ulteriore di osso.
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Scritto da Dott. Johannes Schmitz
Milano (MI)

Gentile signora, se mi posso permettere, il consiglio che le dò è di farsi fare qualche preventivo, sempre in Italia, ma al sud, dove di solito i costi sono più bassi rispetto a Milano. Se vuole postarmi una rx panoramica, posso provare anch'io a darle qualche idea. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Gentile paziente, la parodontite ha una eziologia multifattoriale nel quale rientra anche una predisposizione familiare ed è causata da varie specie batteriche più o meno aggressive nei confronti dei tessuti di sostegno del dente, detto questo le domande da porsi sono essenzialmente due.. la prima è cosa può fare il paziente???? Sicuramente avere una corretta igiene con tutti gli strumenti necessari e mi riferisco a filo interdentale scovolini ecc.. non solo allo spazzolino, l'igiene domiciliare è FONDAMENTALE! La seconda domanda è cosa può fare il medico dentista? Sicuramente introdurla in un programma periodico di igiene dentale professionale volto a combattere con tutti gli strumenti a nostra disposizione la patologia per poter rallentare il più possibile il suo decorso e fare si che lei abbia i suoi denti il più possibile. Ora preso atto di questo come ci si cura? Ad oggi una volta appurato con sondaggio parodontale ( effettuato con un semplice, ma efficacissimo strumento diagnostico detto SONDA PARODONTALE) e full RX endorale la reale situazione si inizia dapprima con una igiene a fondo effettuata con ultrasuoni e strumentazione manuale, ed una volta visto come reagiscono i tessuti si prevede un piano cure adeguato. Personalmente da qualche anno presso il mio studio mi avvalgo della tecnologia LASER, con Ottimi risultati. Va detto che La tecnologia Laser non deve in nessun modo essere vista come un sostituto alla strumentazione manuale e a tutte quelle metodiche "tradizionali" , ma come un valido aiuto che segue la strumentazione Manuale. ( I batteri vanno rimossi prima meccanicamente altrimenti il LASER non ha senso). Una volta appurato quali sono gli elementi che possiamo conservare si pianifica un piano cure ed una riabilitazione degli elementi mancanti mediante utilizzo di Impianti piuttosto che di protesi fissa o protesi mobili di altro genere, in base alle aspettative del paziente e alle spese sostenibili cercando il MIGLIOR compromesso estetico e funzionale oltre che economico. Detto questo 20000€ di preventivo non credo siano l'unica soluzione, confido che i colleghi su a Milano possano offrirle altre "strade" per riabilitare la sua situazione orale e farla tornare a sorridere. La faccio i miei migliori Auguri e segua scrupolosamente i consigli del collega a cui si affiderà, vedrà che alla fine avrà lei la meglio! Resto a disposizione per dubbi o chiarimenti.
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Scritto da Dott. Pier Paolo Melgar Dorado
Roma (RM)

Cara Amalia, io ti risponderò in modo semplice e veloce. Penso che il suo caso possa essere risolto in maniera duratura ed efficace, sia sotto il profilo estetico che funzionale con una cifra sensibilmente inferiore ai 20000 euro che lei menziona. Esistono proposte chirurgiche implantoprotesiche costosissime e spesso fallaci perché non attuate da professionisti magari inadeguati e soluzioni piú semplici,veloci ed economiche in grado di fornire una completa soddisfazione del paziente se messe in pratica da mani capaci. Mi invii una sua rx panoramica e vedrá che esistono rimedi piú economici e sicuri senza dover andare all'estero a procurarsi altri guai!
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

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