Domanda di Parodontologia

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L’estate scorsa ho effettuato un piccolo intervento su una carie

Scritto da Marco / Pubblicato il
Buongiorno. Purtroppo non sarò brevissimo. L’estate scorsa ho effettuato un piccolo intervento su una carie avvalendomi di un dentista diverso dall’abituale a causa della sua assenza per ferie. La relativa otturazione mi ha però determinato un problema di precontatto quasi inavvertibile, di cui mi sono reso conto solo dopo circa un paio di settimane quando ho iniziato ad avvertire una maggiore sensibilità alla radice del dente. Ho fatto eliminare il precontatto dal medesimo dentista quando la corrispondente gengiva iniziava già a mostrare un certo gonfiore, localizzato in particolare nel tratto intergengivale (il primo molare e il premolare, credo). Mi è stata fatta anche una pulizia accurata straordinaria dei denti coinvolti. Il mio dentista ha nei giorni seguenti rilevato la formazione di una tasca, non tanto per cattiva igiene ma più probabilmente a causa dei microtraumi legati al precontatto. Attraverso lo spazio al colletto è intervenuto iniettando acqua ossigenata e la stessa operazione l’ho proseguita da solo a casa con un microago. Il problema si è però rapidamente ripresentato e il dentista ha iniettato nuovamente acqua ossigenata questa volta anche attraverso la gengiva forando l’ascesso con un microago. La stessa cosa ho fatto io, purtroppo con meno abilità, a casa, creando anche un certo danno al tessuto gengivale. La situazione non è migliorata. Dalle lastre mirate e da una orto panoramica è visibile un processo infiammatorio alla base di solo una radice del dente (il molare) che sfoga attraverso questa fistola e che mi è stato detto è in parte nell’osso poroso alla base del dente e in parte forse in un piccolo volume dove l’osso sembra essersi ritirato (o non c’è mai stato). Il dente non presenta invece alcun problema e non è dolorante (se non per una leggerissima maggiore sensibilità). Qualche settimana fa mi è stato effettuato un primo intervento con il laser eliminando il tessuto un po’ necrotico e ripulendo un po’ l’interno ma il problema si è ripresentato sotto forma di una specie di escrescenza che si gonfia fino ad aprirsi e drenare all’esterno un po’ di pus e di sangue. Lo spazio dente / gengiva si è invece ormai chiuso e in quella zona la gengiva ormai è in buone condizioni. Circa 3 settimane fa ho avuto un ulteriore intervento laser con il quale mi è stata rimossa questa escrescenza, che ha base nelle zona intergengivale (fra i due denti, leggermente al di sotto del punto più basso del colletto gengivale del dente più coinvolto - spero di essermi riuscito a spiegarmi) e si sviluppa staccandosi dalla gengiva (come una specie di tubicino di drenaggio, che è poi un ruolo che effettivamente svolge). In quell’occasione mi è stata fatta anche una pulizia della zona basale della fistola più accurata e sono stati effettuati anche un paio di passaggi laser in funzione antinifiammatoria. Con molta più lentezza di prima il fenomeno si sta ripresentando. Se premo sull’escrescenza il tessuto sommitale cede ed esce un po’ di pus seguito da poco sangue. Disinfetto poi con un batuffolo intriso di acqua ossigenata. Per un po’ l’escrescenza si sgonfia per poi ricrescere lentamente (più lentamente di prima), evidentemente alimentata dal bacino infiammatorio più profondo. Dalle radiografie più recenti, fatte pochi giorni dopo l’ultimo intervento laser, l’infiammazione risulta ancora presente, anche se sembra in forma leggermente meno accentuata. E’ però chiaro che il problema alla radice (in senso letterale) non si è risolto ed è necessario procedere in altro modo. Fra l’altro la situazione mi preoccupa sia per il danno continuo al tessuto gengivale coinvolto sia perché i batteri responsabili del processo infiammatorio non vorrei possano propagarsi a tessuti vicini o ad altri organi, per non parlare della situazione di “stress” prolungato che ritengo stia gravando sul sistema immunitario. Per completare il quadro preciso: a) che di notte manifesto bruxismo (limitato ad una contrazione senza movimento) e utilizzo bite specifico inferiore, che ho rifatto di recente a seguito di alcuni problemi al collo e alle scapole che sembra derivassero proprio da un bite non più adeguato (ora infatti sono praticamente scomparsi); b) che utilizzo plantari correttivi (non so se ci sia una correlazione nel mio caso ma lo segnalo perché so che un qualche legame in generale può anche esserci). Al momento sono in attesa che dallo studio dentistico mi facciano sapere a chi potermi rivolgere perché la terapia dentistica non sta funzionando e ci vuole altro. Il dentista ha ipotizzato, in ultima istanza, la possibile necessità di rimozione del dente (che non ha specifici problemi) ma, francamente, vorrei non arrivare a questo anche se devo risolvere il problema. Unico aspetto positivo della faccenda è che non ho dolore salvo nei momenti in cui quella specie di serbatoio interno all’escrescenza giunge al limite di tensione per poi quasi scomparire quando il tessuto cede e il “serbatoio” si svuota. Resto in attesa e ringrazio in anticipo per ogni eventuale suggerimento o valutazione, pur comprendendo i limiti di una consultazione online (in particolare connessi a eventuale poca chiarezza descrittiva da parte mia e al fatto che senza vedere è difficile dare valutazioni). Spero di essere stato il più chiaro possibile. Abito a Roma est. E’ un problema con cui sto convivendo da troppo tempo e non vorrei proseguire oltre a lungo. Saluti Allego qualche foto per quanto mi è stato possibile.
Il suo lungo racconto fa sospettare una infezione che può essere di derivazione parodontale (osso, legamento, gengiva), endodontica ((sistema dei canali radicolari) oppure mista. Per fare una diagnosi è indispensabile una visita clinica accurata, un sondaggio parodontale da effettuarsi su sei punti su ciascun dente e delle Rx endorali (la radipgrafia OPT non è indicata in questi casi), questa diagnosi è indispensabile perchè permette di impostare la terapia in modo corretto che sarà diversa a seconda dell'origine del problema, come le ho spiegato sopra. Penso che fare questa diagnosi non sia difficile per un professionista mediamente preparato. È questo che manca nel suo caso e i ripetuti ed inutili tentavi "fantascientifici" non potranno risolvere nulla. L'estrazione è l'inizio di un problema, non la soluzione.
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Scritto da Dott. Paolo De Carli
Majano (UD)

Poster di Gnatologia e Podologia legati dalla ricerca diagnostica con arco facciale di trasferimento e da esame e grafico computerizzato della postura con pedana podometrica. Da Dottor Gustavo Petti Parodontologo Gnatologo di Cagliari
Caro Signor Marco, Lei capirà che occorre fare una visita Clinica completa per fare una Diagnosi. Attraverso la visione delle foto, fatte anche male, si possono avere solo sospetti diagnostici anche in base al suo racconto! Intanto avrà capito spero che il Laser, almeno in questa patologia non serve a niente! Bisogna fare una diagnosi differenziale tra un ascesso fistolizzato, una Epulide, una Parulide o altre neoformazioni magari infette o meglio infettate! Il Dente non va certo estratto! Bisogna valutarne la Vitalità, sua e dei viciniori, e constatare se è in Iperemia Attiva, Passiva, Sindrome Radicolare o Necrosi. Bisogna valutare la presenza di tasche parodontali non solo su questo dente ma in tutti i denti della bocca per diagnosticare una eventuale Parodontite! La Diagnosi è semplice, è routine normalissima e non capisco perchè il suo Dentista si sia "perso" col fare "Laser" senza aver prima fatto una Diagnosi certa! A questo punto si faccia visitare da Professionista Preparato Veramente, meglio se Parodontologo che poi è quasi sempre anche Gnatologo essendo la Gnatologia parte integrante di una buona Parodontologia. Certo con una malocclusione i plantari possono interferire in senso positivo se è ascendente o negativo se è discendente e non sono stati fatti in assonanza con la Gatologia! Le lascio un Poster di Gnatologia e Podologia legati dalla ricerca diagnostica con arco facciale di trasferimento e tanto altro per la Gnatologia e da esame e grafico computerizzato della postura con pedana podometrica! Stia tranquillo, sono, le sue patologie, normale amministrazione, anche se delicate e che richiedono una "sofisticatezza mentale" da parte del Dentista, che tutti non hanno purtroppo!Non cada nel tranello dell'avulsione dentaria con sostituzione con un impianto perchè temo che il suo Dentista voglia andare a parare lì! Cordialmente
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Spiegazione lunga eppure molto efficace. Incominciamo dalla fine. Il laser è un lanciafiamme, e a basso amperaggio fa quel che può, e ad alto amperaggio le illuminerebbe le orecchie. La radiografia endorale e solo endorale (endorale non significa panoramica e digitale di secondo livello di diagnostica per immagini) è dirimente. Lei non scrive se il dente è stato devitalizzato, ma in caso positivo la spiegazione è lampante: cura canalare scadente o assente e intervento da fare o da rifare. In subordine, ma molto subordine, sta una infezione gengivale solo locale, da trattare con mezzi normalissimi alla portata di qualsiasi dentista "modesto" di città capitale o dei castelli romani. Terzium non datur. Terzium sarebbe l'occlusione, per cause ed effetti che stanno nell'iperuranio. In questo caso, scappi a gambe levate. Il suo problema è un Caso Clinico Semplicissimo, da risolvere senza eccessivi sforzi cerebrali di qualsiasi dentista. Servono mani esperte e mente coltivata. Mi telefoni quando vuole. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Marco, le è stato asportato un tessuto molle, qual'è la diagnosi istopatologica? Le consiglio di invitare il suo odontoiatra con esperienze laser, ad iscriversi al nostro portale dove troverà un forum a lui riservato, qui molti colleghi gli indicheranno come risolvere e gestire il suo caso.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

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