Domanda di Parodontologia

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Ho una parodontite che mi ha causato la caduta di tre denti dell'arcata inferiore

Scritto da luciano / Pubblicato il
Ho una parodontite che mi ha causato la caduta di tre denti dell'arcata inferiore e la mobilità di altrettanti nella parte anteriore dell'arcata inferiore e un paio nell'arcata superiore. Mi è stato prospettata come cura oltre alla pulizia anche il bloccaggio (split?) di sei denti della parte anteriore dell'arcata inferiore e l'impianto di almeno due denti per le mancanze. E' una procedura corretta oppure devo aspettare di eliminare completamente l'infiammazione e poi procedere con l'implantologia e il bloccaggio? Grazie
terapia chirurgica Parodontale ossea di tasche parodontali complesse a più pareti, sia ricostruttiva che Rigenerativa. Da casistica del Dottor Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Luciano, se ha capito bene quello che le è stato spiegato, la risposta è nè l'una, nè l'altra cosa! Bloccare i denti (ossia l'immobilizzazione Parodontale temporanea o definitiva) è una procedura che rende possibile l'esecuzione della terapia di chirurgia ossea ricostruttiva o rigenerativa. Quando si "tocca" l'osso, chirurgicamente, si stimolano delle cellule che si chiamano osteoclasti che distruggono l'osso che si "ritira" per così dire, come volesse difendersi dall'intervento. Questo accade per circa 40-60 giorni e può portare all'espulsione dei denti o ad una diminuzione dell'efficacia della ricostruzione o rigenerazione ossea, se i denti non fossero stati "bloccati"! Poi inizia la stimolazione delle cellule dette osteoblasti e che risintetizzano0 osso ricostruendolo! Quindi la immobilizzazione serve per poter fare la terapia e non è fine a se stessa! Non serve neanche per fare implantologia! Le devo a questo punto spiegare alcune cose perchè vedo che c'è molta ignoranza in materia sia in Lei che in Chi la sta "curando", almeno in base a quanto dice! Le lascio un poster con terapia chirurgica Parodontale ossea di tasche parodontali complesse a più pareti, sia ricostruttiva che Rigenerativa. Buona fortuna! In ogni caso le spiego qualcosa come faccio ai miei pazienti: Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane.il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta, molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i suddetti titoli sotto Articoli! Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Luciano, per prima cosa l’implantologia si può fare solo in una bocca sana, cioè deve risolvere prima tutti i problemi paradontali e poi mettere gli impianti. Per quanto riguarda i bloccaggi dipende dalla terapia proposta. Se si esegue una preparazione iniziale, cioè una pulizia molto approfondita (sopra e sotto gengiva) e si valuta di non fare ulteriori interventi chirurgici, il bloccaggio si esegue come ultima cosa. Se invece bisogna ricorrere ad una chirurgia sarà il suo dentista a decidere la tempistica, dipende molto anche dalla mobilità dei denti. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Diciamo che conosco la tecnica dello splintaggio, è antica quanto il mondo e vi sono probabilmente decine di milioni di denti in bocca che resistono proprio grazie a questa tecnica odontoiatrica. Ma non mi piace. Rende i denti solidali come se fossero un ponte, impedisce l'uso di presidi come il filo interdentale, se non bene eseguita crea "trappole" per placca e quindi batteri che invece con la forma originaria non si sarebbero probabilmente annidati lì. In parole povere, lo splintaggio secondo me è un "rimandare l'esecuzione". Quei denti sono da trattare (con rigenerativa o addirittura da estrarre) e splintandoli si chiede aiuto ai denti sani limitrofi che così, oltre se stessi, devono reggere anche gli altri. Il più delle volte una serie di denti in forte sofferenza parodontale trascina nel cestino anche i due elementi limitrofi. Chieda per bene consiglio al collega se è la terapia più indicata, oppure una più radicale, sebbene più dolorosa (in tutti i sensi) non sia più indicata. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Luciano, occorre una corretta relazione scritta del suo odontoiatra, solo così le possiamo dare dei corretti pareri, altrimenti con le sue parole, rischia solo una grande confusione senza risultati.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Si, se la diagnosi è corretta. Cordialmente

Scritto da Dott. Fausto Perrone
Catanzaro (CZ)

Digiti sul mio sito Piorrea o Parodontite alitosi o su dentisti Italia, è probabile che traumatizzi i tuoi denti dormendoci sopra.

Scritto da Dott. Gino Salvatore Galiffa
Teramo (TE)

La parodontite è una patologia cronica per cui è fondamentale per la prognosi dei denti la terapia causale che prevede l'eliminazione degli agenti eziolgici quali placca e fumo. La capacità del paziente di mantenere una scrupolosa igiene orale è essenziale nella scelta del piano terapeutico.

Scritto da Dott. Paolo Fulgenzi
Pescara (PE)

Deve prima farsi curare perfettamente la malattia parodontale e poi passare all'implantologia.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Egr Luciano Per prima cosa e ' importante capire qual'è l 'effetto scatenante della mobilita' dei suoi denti. Escluso il trauma, un affollamento dentale o un cattivo rapporto fra le due arcate si deve misurare la profondita' delle tasche e osservare , tramite rx, l'osso residuo intorno ai denti e da qui decidete la terapia. In una bocca infetta escluderei gli impianti se non previa bonifica. A volte si deve optare x altre riabilitazioni protesiche o aver il coraggio di estrarre i denti con mobilita'. DA qui una riabilitazione implantoprotesica. Cordiali saluti
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Scritto da Dott.ssa Giusj Cecconi
Messina (ME)

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