Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 9

Tale proposta fornita dal mio dentista, è l'unica alternativa possibile?

Scritto da Sofia / Pubblicato il
Recandomi dal mio dentista ho riferito che notavo una certa fuoriuscita di pus dal dente canino dx, ma solo effettuando una pressione gengivale. Effettuata la radiografia, mi è stato detto che è necessario sottopormi ad un intervento chirurgico, consistente nell'asportazione della parte ossea intaccata dai batteri, dato che si tratta di una tasca di 8/10 mm, con successiva ricostruzione ossea, mediante osso sintetico. 1) Tale proposta fornita dal mio dentista, è l'unica alternativa possibile? O ci sono altre tecniche curative ( per una tasca gengivale di questo tipo) ??? 2)E se dovesse essere l'unica modalità possibile che durata può avere nel tempo? 3) La porzione di osso asportata è destinata a non ricrescere, per cui è necessaria la ricostruzione? ( ipotesi che mi lascia perplessa) P.S. Non avendo denti cariati, sono rimasta molto sorpresa nonostante la notevole cura che ho sempre posto nell'igiene orale e nell'essermi sottoposta alla regolare pulizia annuale, come mai non è stato notato prima tale problema. Grazie
Questa è purtroppo la malattia parodontale (piorrea detta anche).. Certo, forse poteva essere diagnosticata prima, ma chi lo sa?? A volte si presenta a poussèes, ovvero si riacutizza improvvisamente e velocemente.. Quanto alle domande, la 1: probabilmente è una ottima soluzione. Il laser contribuisce a chiudere le tasche, ma non di 8-10 mm. In questo caso solo la chirurgia forse può aiutare, ma non è detto neanche questo. La domanda 2  la deve fare al suo dentista meglio che a noi, ma la filosofia è questa: se si rimanda anche solo di poco la perdita del dente con l'intervento, è sempre immensamente meglio che perderlo in breve tempo.. E se anche dura poco, è tutto di guadagnato. Certo, il vantaggio non può essere ad esempio di 1-2 anni, ma un po' di più.. La 3 anche se le deve far spiegare da lui in base alla tecnica che vuole eseguire..
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Bisogna appurare senza ombra di dubbio se si tratta di una lesione parodontale o se si tratta di una lesione a carattere endo-parodontale. Nel secondo caso ci sono ottime possibilità che tutto si risolva con una semplice terapia endodontica su quel dente, viceversa è possibile che sia indicata una terapia chirurgica, ma con modi, tempi e materiali tutti da discutere. Io, a distanza di web, non posso dire di più. Provi a postare la lastra e sarò più preciso. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Tasche parodontali infraossee in parodontite Diffusa Aggressiva curate con chirurgia ossea Parodontale ricostruttiva ed in fondo rigenerativa parodontale profonda. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Sofia, dire di avere una tasca di 8/10 mm su un canino, con gemizio di pus, è veramente molto generico e non conclusivo per una reale Diagnosi della patologia presente! Anzitutto la misurazione della tasca deve essere presa in sei punti del canino in questione e non in un solo punto ed è necessario quindi sapere le misure in ogni punto! Poi i punti da misurare si devono estendere a tutti i denti di tutta la bocca perchè se avesse altre tasche con misure maggiori ai 4-5 mm, sarebbe una Parodontite Diffusa o no a seconda del coinvolgimento patologico! Se invece non ci fossero tasche altrove ed addirittura non ce ne fossero negli altri punti di quel canino, non sarebbe una tasca parodontale ma semplicemente una tasca aperta dal pus che si è fatto strada dalla profondità e magari è una Parodontite acuta apicale o una granuloma ascessualizzato per necrosi del dente! Ecco che sapere e valutare la vitalità del dente è fondamentale! A questo punto basterebbe curare il Dente, se fosse in Necrosi e basta! Ciò detto, se invece ci fossero altre tasche, potremmo fare diagnosi di Parodontite! Ma quale parodontite? Ce ne sono vari tipi ed in vari stadi ed è indispensabile fare una Diagnosi per impostare una terapia certa! Ed allora le spiego prima cosa sia una Visita Parodontale e poi cosa sia una Paroidontite!Non ci vuole puoi così tanto! Purtroppo spesso manca la capacità di fare una visita completa Odontoiatrica che "spazi " su tutte le varie Specialità e che valuti il Dente non come dente a se stante, ma come "UNITA' DENTALE" ossia come Dente e il suo Parodonto e i rapporti Gnatologici coi denti e le unità dentali prossimali ed antagoniste! Il Parodontologo ha questa mentalità! Ma non solo Lui! Anche un qualsiasi Dentista Generico che però sappia fare il Dentista. Il Parodontologo o il Dentista quindi, deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo".ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.) la "terapia parodontale", spesso, per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Tenga presente poi che esistono dei sintomi detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certa che si arriva ad una diagnosi. Tenga inoltre presente che la visita Odontoiatrica deve essere totale.Questa plurispecialità, ripeto e non mi stancherò mai di ripeterlo, della visita che comprenda anche un sondaggio parodontale totale e completo, deve essere parte costante in qualsiasi Visita anche solo Generica Odontoiatrica per qualsiasi motivo sia stata fatta e che in genere non viene mai fatta, invece, purtroppo, specie nei centri Low Cost! Non si procede per tentativi ma una terapia la si imposta solo dopo una Diagnosi ed una Diagnosi ci deve essere per forza!Ha descritto sintomi che possono essere parodontali o stomatologici di patologie orali, se quanto segue come la doppia visita parodontale intervallata dalla preparazione parodontale iniziale con Igiene Orale, Curettage e Scaling e Root planing, Serie completa di Rx endorali, modelli di studio Gnatologici e Parodontali e soprattutto doppio sondaggio parodontali in prima e seconda visita di rivalutazione, allora manca qualcosa di estremamente importante per la Diagnosi! Così come mancherebbe se non fosse stata fatta una accurata anamnesi clinica sistemica oltre che odontostomatologica totale! L’aspetto a buccia d’arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell’epitelio (dall’esterno all’interno) con il connettivo (dall’interno all’esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, le zone depresse a proiezioni epiteliali. Quando si ha una flogosi di questi tessuti, praticamente questa compenetrazione viene meno per distruzione delle fibre connettivali e l’aspetto a buccia d’arancia non si ha più: siamo di fronte alla famosa GENGIVITE, questo è un dato clinico obiettivo importante da ricercare. La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell’epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall’interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole), che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l’ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l’aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell’azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d’occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione….quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana), amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si occupa di Parodontologia (cosa molto diversa), quindi è importante che lei la legga. Nel mio Sito Web di Parodontologia, sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale, questa sconosciuta!, poi,TRA I MIEI CASI CLINICI, seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti, a Pag 2.Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile. Le ripeto si faccia visitare da un vero parodontologo. Le lascio un poster sulla Parodontite Diffusa aggressiva dell'Adulto con difetti ossei molto gravi curati con chirurgia ossea parodontale ricostruttiva ed in basso rigenerativa!. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Sofia, occorrono viste semestrali da un professionista iscritto all'ordine dei medici. Chieda al suo odontoiatra se ci sono alternative terapeutiche, perché lui ha la conoscenza del quadro clinico e radiologico, visto ciò che dichiara, chieda anche perché non c'è stata una diagnosi precoce della malattia, meglio se lo fa anche scrivere.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Sig.ra Sofia, una tasca di 8-10 mm è profonda, ma bisogna sapere anche la geometria della tasca. Si sonda in un solo punto o in più punti. Questo può cambiare tutta la terapia. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

La malattia parodontale è cosa diversa dalla carie, è spesso subdola e non dà sintomi per cui ci se ne può accorgere in ritardo. La terapia può variare in relazione alla conformazione del difetto (diagnosi!) ma, in questo caso, è sempre chirurgica. Un bravo parodontologo può essere in grado di far rigenerare il tessuto perduto.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Gentile paziente la terapia che le hanno consigliato mi sembra corretta, è importante sapere la geometria della tasca per poter intervenire, una lastrina la può aiutare nella spiegazione, attenzione che i pazienti che non hanno mai avuto carie purtroppo soni i candidati ideali alla malattia parodontale la vecchia piorrea. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Ciò che le ha proposto il suo dentista è perfettamente corretto. Alle sue domande le rispondo: 1) L'alternativa è di associare alla terapia chirurgica l'uso del laser, sia per distruggere le zone tessutali infette (osso e tessuti molli), sia per creare un ambiente sterile dove poi applicare la sostanza osteonduttrice (osso sintetico). 2) La durata nel tempo potrebbe essere molto limitata (alcuni mesi), se non viene rimossa la causa che ha provocato la tasca parodontale purulenta. 3) La parte di osso asportata potrebbe anche ricrescere senza "rigenerazione guidata" (osso sintetico e membrana) se viene correttamente biostimolata col laser, e se la causa che ha provocato la tasca parodontale purulenta è stata rimossa. Nulla avviene per caso ed ogni evento patologico ha la sua causa! La diagnosi consiste appunto nel riconoscere quale è la malattia e quale la sua "eziopatogenesi", cioè la sua causa. Una causa molto insidiosa ma anche molto frequente di lesioni parodontali è il microtraumatismo da malocclusione o da parafunzione, che può essere localizzato ad un dente, ad un gruppo di denti, oppure a tutti i denti. Solo eliminando la causa, mi ripeto, si può scongiurare il pericolo che la malattia non si ripeterà in futuro! Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Casi parodontali che coinvolgono un unico dente non sono frequenti ma esistono. Tutti i casi che ho visto erano associati a malocclusioni o a parafunzioni. Non ho mai visto questo in dentature corrette e prive di parafunzioni (ma puo' essere un mio convincimento per cui potrebbe non essere corretto). In ogni caso, almeno per scrupolo, prima di impostare il piano di trattamento cercherei di scoprire tutte le cause che hanno portato a questo danno.

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

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