Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 9

Ho 26 anni e forse soffro di piorrea. C'è una cura farmacologica per contrastarla?

Scritto da Marianna / Pubblicato il
Ho 26 anni e forse soffro di piorrea..Mio padre (50 anni) ha la dentiera da qualche anno e la sorella anche (45 anni). Io sono sempre dalla denista perchè non fa in tempo a curarmi una carie che dopo brevissimo tempo ri-compare. Ho solo un paio di denti non curati, gli altri tra carie, gengive e devitalizzazioni sono tutti "malati". Il canino sinistro è molto accavallato ad un altro e la radice è più in su rispetto a tutti gli altri, come anche uno dei 2 dentoni grandi è un pò storto. Per 15 giorni ho avuto un disturbo ai denti solo nella parte destra della bocca, se si toccavano quelli sopra con quelli sotto vedevo le stelle e in più ho l'impressione che l'ultimo dente superiore e quello inferiore (a destra) si tocchino quando chiudo la bocca o mastico, mentre prima non era così. Ho fatto l''ortopantomografia e dice:"quadro di paradenziopatia, 38 e 48 inclusi ed orientati mesialmente". Ho chiamato la dentista e ha detto che il 38 e 48 sono i denti del giudizio inferiori ancora da togliere mentre sembra che io abbia un pò di piorrea. Lunedì vedrà le lastre, nel frattempo sapreste dirmi se non farò la fine dei miei parenti con la dentiera così giovani e se esiste una cura farmacologica? Mi scuso per non essere stata concisa ma sono molto preoccupata ed ho paura!! Qualora troviate il tempo di rispondere ve ne sarò grata. Cordiali saluti
Gent.ma Marianna, sebbene diversi studi scientifici evidenzino una "ereditarietà" nelle forme di parodontopatia (piorrea), ebbene tale ereditarietà genetica riguarda esclusivamente la "predisposizione" all'insorgenza della malattia. In sintesi la familiarità a tale patologia è un "fattore di rischio" (come l'abitudine al fumo ad esempio) quindi non l'unica causa ed inoltre non causa determinante. Peraltro ad oggi la causa di molti tipi di parodontopatie sono noti e curabili se presi i giusti provvedimenti terapeutici in tempo utile. Da quello che riferisce, parlo dei denti accavallati, ai precontatti occlusali, sembra che ci sia una serie di malposizione dei denti in arcata che predispone alle carie, ad una difficile igiene (anch'essa concausa di parodontopatia). Il mio parere è quello di seguire le indicazioni del suo Odontoiatra di fiducia e insieme di valutare il consulto di un esperto in parodontologia e abbia fiducia: la "piorrea" oggi è curabile per cui difficilmente, se si affiderà ad un professionista coscenzioso, cadrà in questa situazione. Cordiali saluti,
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Scritto da Dott. Massimo Rota
Alessandria (AL)

Gentile Marianna, si tranquillizzi, anche se è vero che la parodontopatia ha una familiarità non è detto che l'esito finale dei suoi parenti, più prossimi, debba essere necessariamente anche il suo; deve sapere che questa patologia è uno stato infiammatorio cronico a carico dei tessuti di sostegno del dente, per l'appunto il parodonto, che è l'insieme di più tessuti altamente specializzati, e per questo difficilmente curabili. Essa è influenzata da diversi fattori, alcool, fumo, familiarità, cattiva igiene orale ( quest'ultima, nel suo caso, credo sia agevolata dalla mal posizione dei suoi denti ). Ad oggi non esiste una cura magica che la debelli, poichè, come detto prima, troppi fattori concorrono, ma c'è la possibilità di rallentarla al minimo, mantenendo così i risultati più a lungo e quindi maggior vita e salute per i suoi denti. Per prima cosa, dunque, bonificare, cioè eliminare tutte le cause di ristagno alimentare (tipo tasche gengivali, se presenti, crateri osseii etc. etc..; faccia una buona visita da un odontoiatra esperto in parodontologia e vedrà che di certo il professionista troverà la soluzione del caso. Perdoni se mi sono dilungato, ma credo che sia sufficiente per chiarirle i dubbi e le paure. Saluti.
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Scritto da Dott. Giovanni Vitale
Zafferana Etnea (CT)

Gentile Marianna, la invito a leggere un mio articolo: Igiene e malattia paredontale. Cordiali Saluti

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Sig.ra Marianna, le sole cure farmacologiche non danno successo nel trattamento della malattia parodontale. Le consiglio di farsi curare completamente la bocca, poi cambiare stile di vita e impegnarsi in un mantenimento quotidiano, che le darà ottimi risultati, evitando il progredire della malattia parodontale. Questo è l'unico sistema accreditato per non far la fine dei parenti. Terminate le cure, parli con la sua odontoiatra e si faccia spiegare cosa è il mantenimento e come applicarlo, attenzione sono spiegazioni e controlli continui, che si apprendono con chiarimenti approfonditi, eseguiti in più volte, che non sono la solita frase "si pulisca i denti" ma un impegno di ore.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Cara Marianna, si concentri su una buona igiene domiciliare che è essenziale, un controllo periodico dal suo dentista che dovrà dedicarle il tempo necessario per istruirla e controllarla nei risultati a distanza con verifiche trimestrali. Periodiche (almeno semestrali) sedute di igiene professionale. Faccia del fluoro domiciliare (risciacqui dopo colazione con collutorio al fluoro e dopo cena appena lavati i denti con collutori alla clorexidina 0.05% per cicli di 30 gg, 4 volte all'anno). Usi regolarmente, almeno una volta alla sera, lo scovolino. Solo dopo tutto ciò valuti l'aiuto della chirurgia e dei farmaci che devono essere comunque dati da un dentista provatamente esperto in parodontologia. Cordialità.
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Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente, il termine piorrea indica la presenza di pus nell'alveolo dentale. Non credo sia il suo caso. La paradontopatia rilevata radiologicamente, come già illustrato da chi ha esaurientemente risposto prima di me, ha molteplici cause (tra cui a volte un professionista poco preparato). Indaghi con il suo dentista di fiducia la causa o le cause e, dopo averle individuate, le corregga e le rimuova. Cordialmente.

Scritto da Dott. Giuseppe Scandale
Roseto degli Abruzzi (TE)

Signora, con il suo curante tracci un iter terapeutico che elimini tutte le cause (sanguinamento, tartaro tasche, fumo) di "sofferenza" parodontale, programmi un mantenimento, e si motivi fortemente nell'igiene domiciliare. Così facendo resterà solo la predisposizione all'insorgenza vera e propria della parodontopatia. Saluti.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

E' chiaro che hai una predisposizione genetica alla malattia parodontale. Se vuoi guarire oltre l'igiene accurata e le necessarie terapie tieni presente che devi eliminare il trauma da decubito sulla mandibola nel sonno vedi PIORREA O PARODONTITE, ALITOSI LA DEGLUTIZIONE SPONTANEA su dentisti italia

Scritto da Dott. Gino Salvatore Galiffa
Teramo (TE)

Gentile Marianna, la parosontite è una patologia multifattoriale. Un ruolo importante lo svolgono i batteri, gli errati carichi masticatori e la familiarità. Una visita da un dentista esperto in parodontologia, nonché una terapia "causale" sarebbero opportune. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Cristian Romano
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

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