Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 7

Il mio dentista mi ha diagnosticato una non grave forma di parodontite

Scritto da giovanni / Pubblicato il
Il mio dentista mi ha diagnosticato una non grave forma di parodontite, mi ha suggerito: un'igiene piu' accurata e sedute semestrali di pulizia professionale. Un intervento sulle gengive da fare in quattro sedute E l'apparecchio invisibile (per spingere i denti in dentro "parole del dentista")
Tasche parodontali complesse a piu pareti infraossee. Curate con Chirurgia Ossea Parodontale ricostruttiva in alto e rigenerativa in basso. Da casistica Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Giovanni, dato che posta delle foto, le dico che in esse si vede una gengiva che ha perso la sua festonatura normale, che ha cambiato i suoi rapporti di forma col colletto dei denti, ci sono papille interdentale decapitate e soprattutto ha perso il caratteristico e sano aspetto a "buccia d'arancio" dovuto all'intersecarsi delle fibre connettivali che provengono dal periostio alla membrana basale dell'epitelio e delle fibre epiteliali che da questa vanno in profondità verso l'osso dando alla gengiva questo aspetto malato, infiammato, lucido, proprio di una Parodontite che però va dimostrata con una visita Parodontale e sondaggio dei denti in sei punti per ogni dente, tra gli altri rilievi e una Preparazione Parodontale iniziale con Rx endorali complete, modelli di studio, AT, Curettage e Scaling e Root Planing ed infine una seconda visita di rivalutazione Parodontale in cui si riprendono le misure delle tasche, non più falsate dalla presenza del tessuto di granulazione rimosso col curettage e scaling e solo ora si può fare Diagnosi, emettere una Prognosi e Pianificare una Terapia! Parodontite, la gengiva si stacca dal dente e si forma una tasca parodontale aprendo la porta ai microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi!Per arrivare ad una diagnosi esatta ed impostare così una terapia adeguata che consiste in parole povere a ricostruire chirurgicamente tutti i tessuti che la malattia parodontale ha distrutto, osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo, nel primo caso si ha una rigenerazione, quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment ossia con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration, ossia, Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration, ossia, Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF ossia Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa, ossia nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita, nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. Per ottenere questo, stavo dicendo, bisogna fare una Visita Parodontale con misurazione delle tasche, una preparazione parodontale iniziale con curettage e scaling ed igiene orale, modelli di studio e Rx endorali in serie completa e proiezione parodontale e infine una seconda visita di rivalutazione parodontale in cui si riprendono le misure delle tasche parodontali, le si confrontano con le prime misure della prima visita, dopo che è stato rimosso il tessuto di granulazione dall'interno delle tasche parodontali col curettage e scaling. Come vede caro signore l'approccio a questa malattia è molto serio e non "alla carlona"! Legga nel mio profilo, cliccando sul nome i miei articoli e pubblicazioni:VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà tante cose utili .POI, sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!'. Poi, TRA I MIEI CASI CLINICI, seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti, a Pag 2.Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it ; Le lascio una foto con difetti ossei complessi a più pareti dovuti a tasche parodontali che vede pulite perchè è stata fatta la preparazione iniziale descritta e la loro ricostruzione e in fondo la loro rigenerazione. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La parodontite potrebbe essere conseguente alla malocclusione o almeno favorita da questa. Non mi sembra dalla foto una situazione grave dal punto di vista parodontale. Ma ovviamente ho solo pochissimi elementi per dire qualcosa. Invece la malocclusione viceversa mi sembra molto forte, un deep biretruso forse di II classe con orbicolari forti, che se fosse così, le mascherine trasparenti.. gli fanno il .. solletico.. In generale il suo dentista le ha detto tutte cose ottime, si fidi di lui: curare le gengive con sedute di igiene periodiche (anche ogni 4 mesi!) e vedere se si può risolvere la forte malocclusione che peggiora lo stato gengivale..
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Tutti noi invecchiamo, ma i suoi denti sono leggermente più avanti rispetto alla sua età anagrafica. Lei ha un viso stretto e magro, e ossa lunghe, e forse è sottopeso. Guardi le foto dei suoi nonni e riconoscerà l'aria di famiglia. La costituzione non si cambia, ma l'assetto del suo rapporto di combaciamento si può migliorare. Senza altra confusione di parole inutili, servono mani esperte, meglio se di un dentista taciturno. Buona fortuna!

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Io le dico la mia, che vale per la mia esperienza e non e' vangelo. Se il piano di trattamento comprende sia ortodonzia che parodontologia vuol dire che e' stata fatta una diagnosi nel contesto della quale si giudica che sia possibile uno spostamento dei denti senza compromettere la loro permanenza in bocca. E' giusto fare scaling ma un intervento parodontale mentre si usano le placchettine mi sembra rischioso. Io metterei un apparecchio classico e solo dopo interverrei con la terapia parodontale perche' la guarigione necessita di stabilita' dentale, che e' quella che e' garantita dalla contenzione ortodontica. Fare prima l'intervento poi ortodonzia mi sembra rischioso.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Gentile Sig. Giovanni, mi pare che la malocclusione sia da correggere per prima cosa. Visto la situazione non mi pare pero che si possa affrontare con un apparecchio invisibile. Ottimo il consiglio di fare sedute semestrali di pulizia professionale. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

In un caso come il suo credo che sarebbe giusto, dopo aver fatto l'igiene, cominciare il trattamento ortodontico per primo e poi successivamente si può affrontare l'eventuale parodontopatia con te terapie chirurgiche del caso. Ho i miei dubbi che "l'apparecchio trasparente" possa riallineare i denti, sarebbe preferibile l'ortodonzia tradizionale che sicuramente le risolverà il problema ortodontico.

Scritto da Dott. Stefano Trinchieri
Roma (RM)

Sig. Giovanni, se queste parole provengono da un odontoiatra iscritto all'ordine dei medici, va ascoltato. Delle lesioni al labbro sup. Dx e Sx cosa le ha detto?

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Sullo stesso argomento