Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 11

Mi è stasa diagnosticata una paradontite grave, soprattutto in relazione alla mia età ( 33 anni )

Scritto da Roberto / Pubblicato il
Salve a tutti, mi è stasa diagnosticata una paradontite grave, soprattutto in relazione alla mia età, 33 anni. Ho sentito due dentisti, che mi hanno proposto sostanzialmente la stessa cura: un intervento di pulizia profonda, una serie di medicinali, vitamine, dentifricio e colluttorio specifici e soprattutto una gestione dei miei denti “svizzera” (pulizia ogni 4 mesi, tutte le sere filo interdentale ecc…) per il futuro. So che in genere questa pulizia profonda, sotto anestesia, si fa in genere con quattro interventi. Volevo sapere se ci sono controindicazioni a concentrare tutto in due sedute (una per i denti sotto e una per i denti sopra) e quali sono gli eventuali rischi e controindicazioni. Grazie per il consiglio, Roberto
Gentile Roberto, ai due dentisti consultati e che le hanno proposto sostanzialmente la stessa cura mi associo e divento così il terzo. Cordialmente

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Roberto, la scelta di suddividere in 4 sedute le cure è una scelta del suo dentista fatte le dovute valutazioni e non credo esista alcuna controindicazione. Le consiglio di seguire attentamente le direttive del suo dentista. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Riabilitazione Parodontale ed Orale Completa in Un Caso Grave di Parodontite. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Roberto, mi dispiace ma, se fosse vero che lei avesse una Partodontite grave, questo non sarebbe certo l'approccio giusto per una terapia parodontale. Quello che le è stato proposto può essere sufficiente solo come terapia di mantenimento di una Parodontite curata Chirurgicamente. Evidentemente i due Dentisti non sono pratici di Parodontologiua e avrebbero avuto il dovere di inviarla da un Parodontologo. La parodontite è una malattia seria che porta alla perdita dell'osso di sostegno dei denti e quindi dei denti stessi. La terapia consiste in parole semplici e "povere" nel ricostruire tutto quello che la malattia ha distrutto. Poi la Diagnosi di Parodontite grave e la terapia come sono stati decisi? La visita Parodontale è una visita altamente specialistica che si sa fare o non si sa fare! Consiste in breve in una prima visita dove vengono sondate e misurate le tasche parodontali, massima espressione patologica delle Parodontiti, in sei punti di ogni dente di tutti i denti in bocca. Vengono fatti inoltre rilievi gnatologici, gengivali parodontali profondi con indici di dolore, sanguinamento, placca e tartaro e tanto altro. Viene quindi programmata una preparazione parodontale iniziale con curettage e scaling e root planing ( che ha lo scopo diagnostico di eliminare il tessuto di granulazione attivo o inattivo a seconda della attività od inattività della malattia Parodontale in modo del tutto anarchico in ogni punto sondato e poter quindi riprendere in un secondo tempo le vere misure parodontali che consentono di fare diagnosi: specifico questo perchè colleghi che non sono veri Parodontologi, confondono la preparazione iniziale con un atto terapeutico, confondendolo con le tecniche di preservazione della papilla tipo takei Han Carranza Lekovich modificata degli ormai lontani anni 80 e da me portata in Italia e ulteriormente modificata vedere bibliografia:Petti G. (1988) “ Uso di un nuovo impianto di idrossiapatite microporosa (interpore 200) nella terapia dei difetti ossei parodontali e di una nuova tecnica di conservazione della papilla nella preparazione del lembo parodontale”. Dental express Sardegna 3, 26-27, perfezionata ulteriormente da me, Petti G. (1988) “ A new attachment:guided tissue regeneration using an amniotic membrane and fibrin glue-preclinical considerations after 2 years” The Journal of the American Dental Association,JADA/FDI. Free Communications, Periodontics, july, 133.
,che è tutt'altra cosa ed ha tutt'altro significato), modelli di studio, Rx endorali in proiezione Parodontale e, rimosso il tessuto di granulazione presente nelle tasche che falsa la loro misurazione, si fa una seconda visita parodontale in cui si rileva la risposta alla preparazione iniziale e si rilevano tutte le misure delle tasche parodontali per confrontarle con le prime misure. Ora, non essendo più falsate dalla presenza del tessuto di granulazione, le seconde misure sono quelle "vere" o che più si avvicinano alla realtà. Tutto questo insieme a tanto altro, porta ad una diagnosi sul tipo di Parodontite che ha, ad emettere una prognosi ed a programmare la terapia più idonea! Si ricordi che la Parodontite è una malattia che si può e si deve curare! Personalmente, essendo Parodontologo da 34 anni, ne ho curate, di qualsiasi gravità, una infinità!Quindi le parlo con l'esperienza clinica, didattica, di ricerca e con migliaia di casi clinici curati nel corso della mia vita e centinaia pubblicati in Italia ed all'Estero. Legga nel mio profilo "VISITA PARODONTALE" poi La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!' poi "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e "Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." e si faccia un giretto nel mio sito personale di Parodontologia ed Odontoiatria il cui link troverà nella mia Home page qui su Dentisti Italia, cliccando sul mio nome! Le chiedo scusa per questo lungo e veemente discorso e chiedo scusa anche ai colleghi, ma è inammissibile che si tratti ancora, nel 2012, la Parodontite come un "mostro sconosciuto ed incurabile"! Le lascio una foto di una Parodontite gravissima con tasche di 12-14 mm e curata con chirurgia ossea Parodontale ricostruttiva e dove possibile rigenerativa che è l'ideale ma non sempre possibile cui è seguita una riabilitazione orale completa sempre fatta dal sottoscritto! Per inciso, questa riabilitazione chirurgica e orale complessa e completa è stata fatta circa 25-30 anni fa ed è tuttora in bocca ed in piena salute! Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia, e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia ed Endodonzia, la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La gestione dovrà diventare "tedesca"!! Una attenzione teutonica all'igiene personale che è l'unica cosa al mondo che può determinare l'allungamento della vita dei suoi denti. Ottima la scelta della.. superpulizia. O curettage o pulizia profonda con anestesia etc. Scegliere quanti quadranti fare in una sola seduta è solo in funzione del coraggio del paziente. Che deve tenere conto che tutto molto semplice. Quando lo si fa, c'è l'anestesia e non si sente nulla. Al risveglio e nelle ore successive, il fastidio è veramente minimo (in funzione della gravità della situazione) ma paragonabile a quello che si sente dopo una detartrasi normale, solo un po' di più.. Quindi va benissimo fare due zone per volta. non ne soffrirà molto. La durata però con due settori diventa un po' lunghetto l'intervento: chieda al dr quanto durano uno o due quadranti. Ma se tutto questo si accompagna ad una situazione che vede ascessi tasche profondissime e infezioni varie, allora può essere meno semplice di come dico, e meglio fare un settore alla volta.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Roberto, penso che il miglior modo per risolvere i suoi problemi sia quello di seguire i consigli di chi l'ha visitata a cui tra l'altro mi associo. Cordialmnete dott. Dario Cianci.

Scritto da Dott. Dario Cianci
Montanaso Lombardo (LO)

Gentile Sig. Roberto, fare tutto in due sedute ha due svantaggi che sono legati al tempo necessario ad eseguire la pulizia profonda. Il primo è dato dal fatto che non molti pazienti sopportano una seduta cosi lunga. Il secondo è legato al dentista. E' stato infatti dimostrato che dopo 45 minuti il dentista o l' igienista comincia ad essere stanco e tende a pulire di meno. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Quando si ha un problema cosi' alla sua eta' bisogna pensare a una predisposizione alla malattia parodontale al netto del livello di igiene orale domiciliare e professionale. Il protocollo in questi casi e' personalizzato e non va bene per tutti. Fatta la diagnosi si passa alla terapia che giustamente le hanno consigliato. Poi pero' c'e' una seconda fase che dipende molto dalla prima che riguarda la possibilita' di intervenire strutturalmente sul parodonto con interventi chirurgici . Questo e' molto collegato alla buona riuscita della "pulizia profonda" e al suo livello di pulizia domiciliare. Ci sono pazienti e pazienti quindi il suo caso, come tutti i casi, non lo si puo' pianificare a tavolino ma sara' rivalutato piu' volte
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Gentile sig. Roberto mi associo in tutto e per tutto a quanto già esposto dai colleghi. Costanza e tenacia nell'igiene sia domiciliare che professionale. Buona giornata

Scritto da Dott. Antimo Perfetto
Sant'Antimo (NA)

Non per fare polemica con nessuno, tantomeno col dott. Petti di cui apprezzo la esaustività delle informazioni, ma debbo dire che i nuovi indirizzi in ambito parodontale, soprattutto per quel che riguardano le zone estetiche del sorriso, non prevedono più una prima fase di root planning a lembo coperto, perchè si è visto che questo primo intervento provoca comunque delle recessioni post-operatorie che successivamente è difficile correggere. Al contrario chi effettua la tecnica della "papilla preservation" (tecnica cosiddetta di Takei semplice o modificata, tecnica di Cortellini ecc.) preferisce fare in un unico intervento la pulizia profonda e la fase ricostruttiva (spesso tramite l'uso di fattori di crescita come le amelogenine) proprio per prevenire il rischio di riattacco più apicale del lembo. Per quanto riguarda il suo caso la scelta del numero di interventi è solo sua e del chirurgo. Ogni soluzione ha i suoi pro e contro. Cordialmente
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Scritto da Dott. Bruno Cirotti
Roma (RM)

Ciò che le è stato detto dai due colleghi va sicuramente bene, ma potrebbe essere insufficiente. Bisognerebbe innanzitutto fare una diagnosi molto precisa, basata su dei dati raccolti con una visita accurata, con una serie di radiografie endorali e analizzando tutti i fattori di rischio per capire come mai è affetto da questa parodontite alla sua età; poi eseguire una terapia "causale" che più o meno corrisponde a quella che le è stata proposta. Poi si farà una rivalutazione per decidere quale dovrà essere la terapia risolutiva (rigenerativa, resettiva ecc.) sempre che ci siano le condizioni per poterla fare; infine ci sarà la terapia di mantenimento con igiene scrupolosissima e sedute professionali tri- quadri-mestrali. Se fossi in lei andrei più a fondo, consultando magari anche uno specialista parodontologo.
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

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