Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 11

Ho 41 anni e ho scoperto di soffrire di parodontite a 20 anni

Scritto da Stefania / Pubblicato il
Salve, ho 41 anni e ho scoperto di soffrire di parodontite a 20 anni ( mi chiedo come mai avete detto a una ragazza che vi ha scritto che la piorrea a 20 anni è impossibile!!!) Ora inizio a perdere i denti, nonostante una corretta igiene orale . L'incisivo superiore è calato sin troppo....e non ha lunga vita. Mia madre ha perso i suoi primi denti a 15 anni. Alla mia età non ne aveva più uno suo. Non ho pus nelle sacche, bensì le mie radici sono "consumate". Insomma, non c'è verso di guarire, pare, né di rallentare questo inesorabile processo. Che mi dite? Conoscete una qualche soluzione che possa rallentare la perdita dei denti? Grazie:)
Probabilmente alla base di questa situazione c'è anche una forte malocclusione. Oppure c'è qualche sindrome genetica che sicuramente uno specialista in parodontologia conosce e può essere di aiuto a curare. Nella sua regione c'è uno dei massimi esperti, presente anche qui nel sito,il dr. G.Petti di Cagliari.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Stefania, la malattia parodontale è una malattia di natura infettiva e causata dall'accumulo di placca batterica e, che, a lungo andare, distrugge il parodonto (=tessuti di sostegno delle radici dei denti) con conseguente mobilità e perdita dei denti, anche se costituzionalmente alcuni soggetti sono più predisposti per un biotipo gengivale favorente. Non conoscendo il suo caso clinico con relativa anamnesi le consiglio di farsi visitare da un Collega esperto in parodontologia. Si tratta di un Caso Clinico Semplice. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Tasche parodontali infraossee miste a più pareti complesse curate con chirurgia ossea parodontale ricostruttiva o rigenerativa. Da casistica clinica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Stefania, non sono certo io ad aver detto che a 20' anni non si può soffrire di Parodontite, per il semplice fatto che nelle mie risposte ho sostenuto che oltre la Parodontite aggressiva che la più comune e che può iniziare anche intorno ai 18-20 anni, o sottolineato che esiste un'altra parodontite (tra le diverse altre), che è la Parodontite giovanile, l'unica ereditaria, propria del sesso femminile e che purtroppo inizia in età adolescenziale. Quello che non capisco è perchè per oltre 20 anni non è stata mai curata. La parodontite si può e si deve curare. Mi stupisco che il suo Dentista non l'abbia inviata da un Parodontologo se non era in grado di curarla Lui! Il Parodontologo è il Dentista Specialista che cura la Parodontite con la chirurgia Parodontale. In parole povere si ricostruisce tutto ciò che la malattia ha distrutto. Per cercare di spiegarle bene cosa sia la Parodontite, le rispondo nel modo in cui spiego ai miei pazienti in studio, cosa sia una tasca parodontale e come si arriva ad una diagnosi e come si imposta una terapia, ecco: " Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane…il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta … molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a distanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la "parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale! Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo, nel primo caso si ha una rigenerazione, quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment ossia con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita…… nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. Ora spiego più dettagliatamente la Visita Parodontale:Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Quindi la Visita Parodontale si svolge in tre tempi: La Prima Visita Parodontale, La Preparazione Iniziale Parodontale, La Seconda Visita di Rivalutazione Parodontale e Totale Odontoiatrica (Per un totale 5/9 ore in tre sedute). Entrambe le Visite sono seguite da un accurato "colloquio" col Paziente.clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE poi MIEI CASI CLINICI, seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti... a Pag 2...Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it poi legga ancora qui in Dentisti Italia i miei articoli "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)"Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Stefania, purtroppo esistono delle parodontiti estremamente aggressive che non si riescono a trattare. Per fortuna sono rare, ma qualcuno ne soffre. Darle un consiglio senza una visita parodontale è praticamente impossibile. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Stefania, probabile che ci sia stato un equivoco poichè esistono parodontopatie giovanili che sono spesso difficili da curare e resistenti molto al trattamento. Inoltre appare strano che in tutti questi anni nessuno le abbia diagnosticato il problema e non si sia fatto nulla per contrastarlo. Inoltre senza una visita parodontale è assolutamente impossibile poterla aiutare e consigliare se non di rivolgersi ad un buon parodontologo per lo studio e terapia del problema. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Mi domando chi ha detto che non si può avere la malattia parodontale a 20 anni.....e' possibile si. Ci sono forme di malattia parodontale che purtroppo sono difficilmente curabili per carenze congenite di difese atte a contrastarle. Da quello che ho capito sono 20 che ha questo problema e quindi e' una cosa seria che se per 20 e' stata trascurata, credo che la soluzione dovra' essere drastica.

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Gentma Sigra Stefania, non perda altro tempo e si rechi da un parodontologo, tenendo ben presente che è malattia seria, ma non mette in pericolo la sua incolumità. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Cosimo Coscia
Collegno (TO)

Esistono varie forme di Parodontite e, purtroppo, le più gravi sono quelle che si verificano in giovane età, tuttavia, rispetto al passato recente, oggi esistono molte più possibilità di cura. Un bravo dentista esperto in parodontologia saprà sicuramente illustrargliele. Distinti saluti

Scritto da Dott. Maurizio Sicilia
Napoli (NA)

Sig. Stefania, per curare la malattia parodontale si doveva partire con il piede giusto, altrimenti qualunque cura è destinata all’insuccesso. Purtroppo con una madre che a 15 anni perdeva già dei denti, non penso che essa abbia trasferito le migliori norme d’igiene dentale domiciliare; speriamo che lei non abbia fatto la stessa cosa con i suoi figli. Ora non le rimane che pagare le conseguenze di ciò che non è stato fatto, cioè togliere i denti e probabilmente finire in una bella dentiera, corra immediatamente da un odontoiatra che forse qualcosa è ancora salvabile.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Salve, Lei necessita di un corretto esame parodontale e di un adeguato piano di trattamento per decidere quali denti possano essere risparmiati. Le sottolineo che anche il più meticoloso regime di igiene orale non risolve il problema della parodontopatia se non accompagnata da terapia parodontale. Sono a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott. Raffaele Papa, Specialista in Parodontologia

Scritto da Dott. Raffaele Papa
Fara in Sabina (RI)

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