Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 15

Ho o non ho la parodontite?

Scritto da Franco / Pubblicato il
Sono un uomo di 39 anni, tre mesi fà ho fatto una visita dal dentista che mi ha diagnosticato una parodontite, e che devo eseguire uno scaling di tutti i denti, premetto che non ho gengive che sanguinano o denti che ballano, pero si sono ritirate e lo si vede soprattutto nei molari e premolari, per scrupolo ho visto un altro dentista che mia ha detto che non ho nessuna paradontite e che le gengive si ritirano per un cattivo spazzolamento dei denti (e vero che io spazzolavo piuttosto in senso orizzontale), per l'età e per non aver usato troppo spesso il filo interdentale (ahimé) NEL DUBBIO HO VISTO UN ALTRO DENTISTA, RISPOSTA..... HO LA PARADONTITE , HO VISTO UN ULTIMO DENTISTA..... NON HO LA PARADONTITE !!!!!!!!!!! A questo punto dico AIUTOOOOOOOO, HO O NON HO LA PARADONTITE ? CHI HA RAGIONE ???? COSA DEVO FARE ? Mi conviene comunque fare uno scaling di tutti i denti oppure no? Se faccio lo scaling senza avere la parodontite cosa succede? VI PREGO DITEMI IL VOSTRO PARERE. GRAZIE
La parodontite è la malattia a carattere infiammatorio del parodonto, ovvero quell'organo costituito da cemento radicolare, legamento parodontale e osso alveolare. Delle due l'una: o il suo dentista (come spesso sbagliamo un po' tutti) le ha detto che ha una parodontite indicando con quel termine gli effetti di una parodontite che ora è in fase quiescente (non ha infiammazione in questo momento) oppure hanno compreso nel grande capitolo della malattia parodontale anche le retrazioni causate dall'errato spazzolamento. In realtà non credo sia un peccato gravissimo quello commesso dal suo dentista, e dalla serie di professionisti che ha interpellato, la cosa più importante è cercare di sensibilizzarla sulla degenerazione delle sue gengive con conseguente retrazione, che è rallentabile fino all'arresto della progressione solo a prezzo di grossi sforzi da parte sua e del dentista/igienista laureato che la seguirà. Capisce bene che spesso è necessario "scuotere" il paziente per metterlo al corrente che è in atto una patologia silente che però porta spesso alla perdita di elementi dentari altrimenti curabilissimi. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Franco, ad essere estremamente sottili tutti soffriamo di parodontite in quanto anche con una corretta igiene domiciliare e professionale le gengive si retraggono fisiologicamente di pochi decimi di mm ogni anno e se a ciò si aggiunge anche un non corretto spazzolamento ed igiene le gengive si retraggono in percentuale maggiore. Per tale ragione si raccomanda ai pazienti di recarsi almeno due volte l'anno dal dentista per dei periodici controlli e per l'eventuale scaling e root planing. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

In effetti, parlare di parodontite è piuttosto generico, visto che la parodontite, come ha correttamente specificato il collega, è una patologia infiammatoria del parodonto (e comprende dalla gengivite alla retrazione gengivale, dalla parodontite lieve all'ascesso parodontale etc. etc. Per valutare con precisione la presenza di Parodontite intesa in forma piu' grave di una gengivite sono sufficienti: sondaggio parodontale con sonda millimetrata e ortopantomografia (per valutare i livello dell'osso crestale. In ogni caso, sempre seguendo come ha detto il collega, una accurata pulizia dentale e relativo scaling radicolare (a cielo coperto ovviamente, cioè non chirurgico), associato a corrette procedure di igiene orale (spazzolamento orizzontale, uso corretto del filo etc. etc.)....male non fa, e rientra sempre nel campo della prevenzione (che è la base per una bocca sana!)! L'unica differenza la può trovare nel costo complessivo della procedura, ma è comunque, generalmente, massimo due volte all'anno, quindi sostenibile da quasi chiunque! Saluti!
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Tasche parodontali con difetti ossei a più pareti e loro terapia con chirurgia parodontale ossea ricostruttiva e rigenerativa. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo in Cagliari
Caro Signor Franco, la Diagnosi è semplicissima: basta fare un sondaggio parodontale delle gengive. Se si reperiscono tasche parodontali sondando in 6 punti di ogni dente e in tutti i denti della bocca lei ha una Parodontite perchè la espressione clinica di essa è la tasca parodontale (una specie di "sacca" che si forma per distacco della gengiva dal dente. Queste tasche possono misurare al massimo come la lunghezza della radice di un dente che mediamente è lunga 14 mm. Tasche di 14 mm indicano una parodontite allo stato terminale e i denti hanno mobilità di terzo grado! Se le tasche sono tra 6 e 10-12 mm la parodontite è grave e se sono tra 4 e 5 mm è di lieve entità. Se si misurano 1-3 mm questa è la normale misura del solco gengivale e non è parodontite. Quelle che ha descritto lei sono Recessioni gengivali, che è una patologia sempre del parodonto ma non è parodontite e non è dovuta come le hanno detto ad un cattivo spazzolamento dei denti, ma a patologie gengivali ben precise che sono curate sempre dal Parodontologo! Quindi la presenza della tasca parodontale è il segno Diagnostico che è proprio di una Parodontite e non si può sbagliare la diagnosi! E' impossibile! Quindi, la parodontite è dovuta all'interazione dei microbi gram negativi anaerobi che aprono le tasche parodontali ed interagiscono col suo sistema immunitario locale e generale, distruggendo l'attacco della gengiva al dente e l'osso sottostante con formazione di tasche parodontali gengivali ed infraossee miste a più pareti che vengono misurate con un sondino parodontale. Bisogna fare una prima visita parodontale cui segue una preparazione iniziale della bocca con curettage e scaling e root-planing per rimuovere il tessuto di granulazione dall'interno delle tasche e che falsava la reale misura della loro profondità, con una serie completa di Rx endorali, modelli di studio e infine un a seconda visita di rivalutazione parodontale in cui si riprendono le misure delle tasche, determinandone solo ora la reale entità. Dalla differenza tra le prime midìsure e le seconde e di altri parametri, si può infine emettere una diagnosi sul tipo di parodontite in atto, sulla sua gravità, curabilità, prognosi e terapia che in due parole consiste nel ricostruire con rigenerazioni ossee e gengivali, tutto il tessuto distrutto dalla malattia!Se è stato fatto questo allora la Diagnosi dovrebbe essere esatta. Se non fosse stato fatto allora non era un Parodontologo chi l'avesse visitata e la sua diagnosi non ha valore! Invece per le Recessioni Gengivali, bisogna valutare se queste sono nella compagine della gengiva aderente o se sono già sfociate nella linea di giunzione mucogengivale e nella mucosa alveolare. Mentre la prima gengiva è rosa e aderisce all'osso sottostante e circonda i denti proteggendoli dal bolo alimentare e da altri stress ed insulti, la seconda gengiva, violacea, elastica, sottile, che si estende sul fornice della bocca e poi sulle labbra (parte interna), non è adatta ad avere la funzione di gengiva marginale che ha la prima e si crea una patologia che porta alla perdita del dente. Ecco che dal punto di vista funzionale le seconde recessioni descritte (quelle che arrivano 0od oltrepassano la linea di giunzione mucogengivale), vanno curate con la chirurgia parodontale mucogengivale. Legga nel mio profilo cliccando sul mio nome tutte le pubblicazioni mie che iniziano con la parola Recessione e legga anche "Chirurgia parodontale estetica Introduzione Divulgativa alla Chirurgia Estetica Parodontale" che le spiega tutto. Quindi si faccia visitare da un buon e noto Parodontologo che decida quale sia la reale patologia della sua bocca! Legga tra i miei tanti scritti di Parodontologia la pubblicazione ed articolo "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e "Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." nel mio profilo cliccando sul nome e troverà altre pubblicazioni e filmati, così capirà! Le lascio una foto di cosa siano le tasche parodontali infraossee gravi, curate tranquillamente con la chirurgia parodontale (di miei casi clinici).Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Se il sondaggio parodontale con annesso full radiografico endorale sono in regola mi oriento nel dire che non c'è malattia...la sola presenza di qualche retrazione che spesso è un segno fisiologico del tempo che passa non mi induce a fare diagnosi di parodontite. Le consiglio controlli periodici con igiene professionale per monitorare ogni evoluzione, igiene domiciliare scrupolosa e corretta.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente, la retrazione gengivale in ogni soggetto è quasi sempre fisiologica di pochi decimi di mellissimi per ogni anno di vita, diventa patologica, quando ci sono sintomi clinici, quali traumi da spazzolamento o altre cause, e quindi il Parodonto quale organo di supporto del dente, patisce una cattiva igiene orale. Parlare di parodontite, è quando cè una infiammazione di tale organo di supporto, per cui bisognerebbe prima fare una giusta diagnosi su ogni sito interdentale, per mezzo di una sonda specifica, che ci permette di capire bene, quale possa veramente essere il suo problema, a tutto ciò oggi c è la figura dell'igienista dentale o del Parodontologo, che di certo le daranno le giuste risposte. Cordiali saluti Dr. Tommaso Giancane
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Scritto da Dott. Tommaso Giancane
Noci (BA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Franco, controlli se tutti i professionisti che hanno eseguito la visita clinica sono iscritti all'ordine dei medici. Le consiglio d'ora in avanti di farsi mettere sempre tutto per iscritto per evitare malintesi, poi quando avrà i due certificati medici contrastanti, poi possiamo forse anche parlare di scaling, termine che interessa poco al paziente che non conosce la materia. Importante è capire che per curare la malattia parodontale occorre sempre la collaborazione ODONTOIATRA-IGIENISTA-PAZIENTE senza che il paziente conosca le tecniche di scaling, altrimenti possono essere delusioni.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile sig Franco, la prevalenza della malattia parodontale in Italia si aggira intorno al 60% della popolazione.(significa che è stata riscontrata almeno una tasca parodontale al sondaggio nel 60% della popolazione italiana) statisticamente non è improbabile, quindi, che possa essere affetto da questa problemoatica. Consideri che vi sono varie forme con diversa gravita' e diversa estensione. La diagnosi viene effettuata, in prima analisi col sondaggio parodontale ossia l'inserimento sistematico di una sottile sonda millimetrata nel solco gengivale al fine di verificarne la profondità e quindi l'eventuale presenza di malattia. Come supporto radiografico, in prima istanza è utile la classica ortopantomografia e successivamente, per essere più precisi e capillari, una sistematica radiografica endorale ( una serie di piccole radiografie endorali, in genere 8, che evidenziano bene la gravita della perdita di supporto parodontale esito della malattia) cordialmente dott. Gianfranco Vuolo
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Scritto da Dott. Gianfranco Vuolo
Salerno (SA)

Se lei ha o non ha la parodontite non dipende dal parere personale di questo o quel dentista. A questo punto le consiglio di rivolgersi ad un parodontologo: soltanto dopo aver effettuato una DIAGNOSI si può dire se la parodontite c'è o non c'è, e solo così la risposta può essere sicura. La diagnosi si fa dopo aver raccolto una serie di dati per i quali è necessaria una visita di 1 ora almeno. Saluti

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Caro paziente, la diagnosi di parodontite non e' cosi' complessa. Basta che siano presenti tasche( sacche gengivali) maggiori dei livelli normali( 3 mm) perdita di attacco clinico ( recessione) infiammazione gengivale ( sanguinamento) e perdita anche solo localizzata di sostegno osseo dei denti( apprezzabile con delle radiografie emdorali) . E' sbagliato prendere sotto gamba il problema perche' la conseguenza della malattia e' la perdita dei denti negli anni se si lascia indisturbata la malattia ( lei riferisce che i denti ballano e questo la deve mettere in allarme). Si affidi ad un collega parodontologo che sappia inquadrare bene la sua situazione con un' accurata visita, dei sondaggi parodontali accurati, e un full radiografico e che possa seguirla nel tempo. E' una malattia curabile, che puo' essere arrestata o mantenuta a livelli non attivi, ma va prima bene inquadrata la sua situazione specifica. Se fosse solo un problema di spazzolamento errato o accanito a tal punto da far retrarre le gengiva dubito che questo porti a sanguinamento gengivale e mobilita' dentale. Il sanguinamento e' indice di infiammazione gengivale x lo + da attribuire alla presenza di placca e quindi di batteri e la mobilità e' segno di perdita di sostegno osseo attorno ai denti per retrazione dei tessuti gengivali e riassorbimento dell' osso alveolare, e questi x me sono segni di parodontite, le cause di tale patologia nella sua bocca sono poi da stabilire con una visita ppiu' accurata. Buona fortuna. Anna bilotta
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Scritto da Dott.ssa Anna Bilotta
Cetraro (CS)

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