Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 12

Ho 45 anni e soffro di parodontite

Scritto da Fabio / Pubblicato il
Salve, ho 45 anni e soffro di paradontosi. Ho effettuato delle rediografie dell'arcata dentaria con il seguente responso: Riassorbimento osseo alveolare al colletto di tutti i denti con periradicolite diffusa e minime carie interstiziali. Il mio dentista mi ha detto che vorrebbe devitalizzare i denti superiori e "legarli" con delle capsule oltre ad applicare un Bite durante la notte, altrimenti nel giro di pochissimo tempo dovrò ricorrere alla protesi mobile. Il costo è esorbitante per me, non posso permetterlo, sono quasi disperato. Grazie per i vostri pareri.
Gentile Fabio, non conoscendo l'entità del riassorbimento osseo risulta difficile indicare quale terapia è più percorribile ed in ogni caso una valida alternativa potrebbe essere una chirurgia parodontale rigenerativa e che presuppone un'accurata igiene e controlli periodici. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Fabio, è necessario effettuare una corretta valutazione. La radiografia panoramica che lei ha presumibilmente eseguito desumendolo dal tipo di responso, non è assolutamente sufficiente per una diagnosi di parodontopatia ma è necessario eseguire un sondaggio sulle gengive intorno a ciascun dente corredato da radiografie endorali con centratore. Solo in questo modo si può stabilire se veramente si è in presenza di parodontopatia ed il grado di essa da cui dipende il tipo di terapia che interesserà interventi esclusivi sul parodonto; applicare corone in ceramica è assolutamente inutile così come qualsiasi tipo di devitalizzazione che non giovano assolutamente al suo problema. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Sig. Fabio, non sono d'accordo nel devitalizzare e mettere delle capsule. Se proprio i denti vanno “legati” è molto più rapido e meno costoso fare una legatura dei denti con un semplice filo ortodontico bloccato con un po' di composito. In ogni caso le sole radiografie non bastano ci vuole anche un sondaggio parodontale per decidere la gravità della sua paradontosi. Comunque la prima cosa che deve fare non è “bloccare” i denti, ma fare una preparazione iniziale, cioè un'accurata pulizia sopra e sotto gengivale e motivarla ad un'accurata igiene orale. Solo allora si può decidere come risolvere il caso. A volte i tessuti rispondono così bene che non c'è bisogno di fare altro. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Tasche parodontali con difetti ossei misti a più pareti per Parodontite aggressiva. Da casistica Parodontale clinica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo in Cagliari
Caro Signor Fabio, mi scusi se mi permetto di correggerla: si dice Parodontite perchè la Parodontosi non esiste, figuriamoci la Paradontosi che è un termine errato di Parodontosi. Purtroppo sono vecchi retaggi del lontano passato, risalenti agli anni '50 quando si disquisita sulla etiopatogenesi infiammatoria (parodontite) o degenerativa (parodontosi) della malattia Parodontale. E' stato dimostrato inconfutabilmente sin da quegli anni e via via nei sucessivi anni sessanta e settanta che la malattia parodontale ha come etiologia i microbi. Se non ci fossero i microbi non ci sarebbe la Malattia Parodontale. Ci tengo a precisare questo perchè, purtroppo, ancora oggi c'è molta ignoranza su questa terminologia e sul significato delle desinenze -ite e -osi. Non solo presso i pazienti, ma anche presso i Medici di altre specialità, in particolare Radiologi e, cosa inammissibile, anche presso Dentisti Specialisti addirittura Professori Universitari! Quindi, una volta per tutte facciamo chiarezza sul fatto che si dica Parodontite perchè la etiologia è solo batterica e la patogenesi è dovuta all'interazione dei microbi col sistema immunitario locale e generale che innesca una serie di alterazioni che se non ci fossero i batteri, non si innescherebbero! La cura proposta dal suo dentista non è una cura, ma solo un palliativo per ritardare la espulsione dei denti da parte della malattia. La diagnosi non è radiologoca specie con panoramiche e scommetto che lei sta parlando di una panoramica, OPT detta anche OPM! La Diagnosi è clinica e tende a verificare la presenza di tasche parodontali, ossia di scollamenti della gengiva dal dente che sono profonde tanto più quanto più grave è la malattia.La profondità massima che si può sondare è di 14 mm che è la lunghezza media delle radici dei denti, tranne che i canini che arrivano anche a 30mm! Bisogna sondare ogni dente in sei punti, in tutta la bocca, poi bisogna fare una preparazione iniziale della stessa con curettage e scaling e root planing, modelli di studio ed una serie completa di Rx endorali e poi una seconda visita in cui, tra le altre cose e dati e rilievi gnatologici, ortodontici, conservativi, protesici, di mobilità dentale, di indici di placca e di sanguinamento e tanto altro,si riprendono le misure parodontali, le si confrontano con le prime e queste seconde misure saranno quelle vere, reali del danno perchè sarà stato rimosso il tessuto di granulazione presente nelle tasche parodontali che falsava la presa delle misure stesse. Si può fare così una Diagnosi esatta sul tipo di Parodontite, emettere una prognosi e instaurare finalmente una terapia.Legga tra i miei tanti scritti di Parodontologia la pubblicazione ed articolo "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e "Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." nel mio profilo cliccando sul nome e troverà altre pubblicazioni e filmati, cos' capirà! Le lascio una foto di cosa siano le tasche parodontali infraossee gravi, curate tranquillamente con la chirurgia parodontale (di miei casi clinici).Si rivolga ad un bravo Parodontologo per visita e cure.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

In effetti la sua descrizione non è chiarissima, e solo visitandola direttamente si può fare una diagnosi chiara. In ogni caso, generalmente si procede nel seguente modo in casa di parodontite diffusa: la devitalizzazione degli elementi dentari si effettua solo se necessaria (il problema è di tipo osseo, non dentale); lo splintaggio, cioè bloccare i denti con legature di composito (e filo di seta o metallico) e/o capsule (generalmente si preferisce la prima opzione, meno invasiva e meno costosa), è molto utile; il bite, altrettanto utile per evitare sovraccarichi occlusali sopratutto durante il sonno. I costi delle procedure sono comunque piuttosto elevati (mi permetto di suggerire splintaggio in composito dove possibile, quanto meno nei frontali, piu' economico del bloccaggio con capsule) e comunque, a prescindere, visto che la parodontite è genetica e causata dagli accumuli di placca batterica, DEVE NECESSARIAMENTE DEDICARSI CON ASSOLUTA METICOLOSITA' ALLA SUA IGIENE ORALE (lavarsi i denti tre volte al giorno, filo interdentale e scovolino, collutorio, sedute periodiche di rimozione della placca subgengivale), altrimenti arriverà comunque alla protesi mobile.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Fabio, i colleghi che mi hanno preceduto credo le abbiano già dato tutte le risposte al suo caso, e le hanno spiegato che una terapia protesica non è da sola capace di risolvere il suo problema, si rivolga ad un collega più informato sulla sua patologia, buona fortuna

Scritto da Dott. Donatello Castagna
Cori (LT)

Gentile Sig. Fabio, a parte le cure parodontali da eseguire, le conserrvative da attuare e la sensibilizzazione verso l'igiene - più si lava e meglio è, in maniera sistematica - è anche possibile stabilizzare i denti in altro modo, con le fibre o con un filo metallico. Inoltre, Lei non menziona lo stato di mobilità, sarebbe meglio avere la radiografia. Il byte può essere di aiuto, nel caso che esistano faccette di usura, ma può in questo caso essere di aiuto l'ortodonzia? Come vede, è solo la visita che può essere dirimente, insieme a un'Rx. In tutti i casi, prima di fare un circolare, è necessario valutare diverse possibilità . Cordiali saluti
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Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Fabio, come già le stato detto, è necessario avere altri informazioni più dettagliate oltre ad un referto radiografico per poterla aiutare di più, un semplice consiglio e quello di indirizzarsi verso un dentista che si dedica essenzialmente alla Parodontologia, vedrà che sicuramente le potrà proporre soluzioni meno aggressive rispetto a quella che le è stata proposta. Distinti Saluti.

Scritto da Dott. Enrico Deodato
Bari (BA)
Consulente di Dentisti Italia

Egr. Fabio, non concordo con la devitalizzazione e costruzione di un ponte esteso per bloccare i denti: si tratta di un artefatto che non risolve il problema alla radice. Come le è stato suggerito dalle risposte precedenti lei necessita di terapia paradontologica, la solidarizzazione può essere fatte con legature in attesa di guarigione, solo allora si potrà prendere una decisione razionale. A parte il problema locale non ci dice se assume medicinali per qualche patologia che potrebbero interferire con l' ossificazione, qual' è lo stato dell' igiene della sua bocca (placca, depositi di tartaro), se ha cure precedenti sui denti, protesi... Di più è difficile dire senza una visita accurata ed una anamnesi approfondita.
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Scritto da Dott.ssa Emma Castagnari
Torino (TO)

Egregio Signor Fabio, la terapia che le è stata proposta è corretta ma desueta, anche se molto di moda alcuni decenni fa. Sicuramente lei rischia la dentiera, se non interviene bene e subito. Tuttavia non concordo con le devitalizzazioni: non serve provocare anchilosi e bloccaggio per salvare i denti, anche se la coronoplastica (cambio di forma e posizione dei denti con corone protesiche) può dare buoni risultati. Se il sostegno osseo dei suoi denti è ancora valido, dopo una buona terapia parodontale, potrà ricorrere alle cure di un bravo gnatologo per eliminare la probabile causa malocclusiva della sua paradentosi. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

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