Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 11

E' possibile che un dentista non si accorga della parodontite, pur visitando il paziente abbastanza spesso?

Scritto da Luisa / Pubblicato il
Salve, ho 34 anni, faccio la pulizia dal dentista ogni 6 mesi, uso filo interdentale, ecc. Dopo aver cambiato il dentista, mi è stata diagnosticata la parodontite nella fase acuta. Un dente è completamente scoperto dall'osso. Il mio nuovo dentista insiste con estrazione per poter procedere con le cure. Per confermare la diagnosi ho fatto la tac 3d. Domanda: è necessaria l'estrazione? Non si può procedere con la ricostruzione ossea senza estrarre i denti? Sono assolutamente sani. E poi un'altra cosa: Stavo in cura da un altro dentista , più di un anno, lamentandomi di un dente che mi dava fastidio (quello scoperto , allora non lo sapevo). Il dentista ha dato colpa ad un altro dente che mi ha curato, mettendomi la capsula. Domanda: E' possibile che un dentista non si accorga della parodontite, pur visitando il paziente abbastanza spesso? Ho dovuto cambiare il dentista, perchè il fastidio non passava, ed il vecchio dentista mi diceva che non è possibile che lo sento, la mia bocca è perfetta, il nuovo invece, subito ha capito tutto e mi ha mandato a fare la tac 3d con urgenza. E un'ultima cosa: Posso fare la causa al dentista che non si è  accorto di niente, visto che il dentista nuovo dice che 1 anno fa si poteva risolvere tutto senza problemi facendo CURETTAGE, ora invece perdo i denti sani, poi devo fare la ricostruzione ossea, impianti, ecc. Grazie mille.
Parodontite Grave, esempio di Terapia con GTR (stimolazione parodontale profonda con membrana)
Cara Signora Luisa ... la risposta alla sua domanda: "E' possibile che un dentista non si accorga della parodontite, pur visitando il paziente abbastanza spesso?" è : ASSOLUTAMENTE NON E' POSSIBILE...o meglio non dovrebbe essere possibile...poi sa, la Parodontologia non è molto "coltivata culturalmente", quindi può trovare Dentisti che, non capendola, non la riconoscono neanche!... Purtroppo questa è la triste realtà! Ho insegnato per tantissimi anni all'Università, proprio Parodontologia e tutti i Dentisti "Laureati da me" sanno riconoscere una Parodontite e molti sanno anche curarla... purtroppo l'insegnamento in Parodontologia è molto carente nell'Università Italiana e di conseguenza, vengono purtroppo "laureati" Odontoiatri che non la conoscono! In ogni caso non è con la TAC che si diagnostica una Parodontite...per cui mi sa che ha "sbagliato di nuovo Dentista, se le ha fatto fare la TAC per questo motivo...sicura che non sia per altro?.....le spiego:la Parodontite è una infiammazione come le spiego più sotto…le rispondo nel modo in cui spiego ai miei pazienti in studio, cosa sia una tasca parodontale e come si arriva ad una diagnosi e come si imposta una terapia…ecco: " Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane…il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta … molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la "parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!........Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la ……..TERAPIA PARODONTALE………………………. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo…nel primo caso si ha una rigenerazione….quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita…… nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali…le lascio un paio di links a dei miei casi clinici che comunque può trovare in abbondanza in questo stesso portale di Dentisti Italia e nel mio sito personale: …………………..in questo primo link è descritta la tecnica della rigenerazione parodontale profonda…in era pre HIV…quindi con colla di fibrina e membrana amniotica..(ora si usa il PRP-PRF e la membrana artificiale riassorbibile….è interessante però leggerlo per capire i principi della terapia rigenerativa……è diviso in 4 parti…le lascio la prima e poi vada avanti nel leggere le altre ed avrà un quadro completissimo …. LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/283_la-rigenerazione-parodontale-guidata-con-membrana.html  …………………… RIABILITAZIORE PARODONALE E PROTESICA COMPLETA http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/215_riabilitaziore-parodontale-e-protesica-completa.html  …………… ----------- VISITA PARODONTALE http://www.dentisti-italia.it/dentista/parodontologia/286_visita-parodontale.html  ... da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa)....quindi è importante che lei la legga.... ...... Mio Sito Web di Parodontologia www.gustavopetti.it  …………….......... POI ........... bisogna trattare le recessioni ed il denudamento delle radici, poi eventualmente se ce ne fosse ancora bisogno si trattano conservativamente (otturazioni) le parti di radice scoperte...questo dal punto di vista funzionale...poi da quello estetico se facesse un allungamento delle superfici vestiobolari allungherebbe la corona del dente con a volte seri inestetismi!!! Le spiego qualcosa sulle recessioni: Le recessioni sono anarchiche nel loro manifestarsi: possono interessare un unico dente o più denti adiacenti e non adiacenti. La morfologia è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di Miller, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: � prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. � seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali � terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione � quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento davrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: • Innesto Libero di Gengiva • Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti • Lembo Peduncolato Ruotato • Il riposizionamento laterale del lembo • Lembo con doppia papilla • Innesto bilaminare e sue varianti. • Il lembo semilunare secondo Tarnow • lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR • amelogenine sulla superficie radicolare Ho già pubblicato in questo stesso portale i primi tre: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti, Lembo Peduncolato Ruotato con prestimolazione subperiostea secondo Goldman, IL RIPOSIZIONAMENTO LATERALE DEL LEMBO (Lembo Riposizionato Lateralmente o Lembo per scorrimento laterale) Le lascio una foto e alcuni link (uno al caso della foto) gli altri ad altri interventi........Recessioni Gengivali : Lembo semilunare http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/290_recessioni-gengivali-lembo-semilunare.html  .......RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale. http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/193_recessioni-gengivali-innesto-libero-di-gengiva.html  ..... RECESSIONI GENGIVALI: Trattamento chirurgico con lembo a riposizionamento coronale e innesto libero di gengiva. http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/188_recessioni-gengivali--trattamento-chirurgico-con.html  ..... RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva http://www.dentisti-italia.it/casi_clinici/parodontologia/149_recessioni-gengivali-innesto-libero-di-gengiva.html  ...... ..........Gustavo Petti, Parodontologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.Luisa, è difficile condannare il suo dente via web senza la minima conoscenza del caso. Non posso darle un corretto parere sul dentista precedente senza averlo consultato. La sola frase del secondo odontoiatra, che un anno prima si poteva risolvere tutto facilmente, non mi sembra per nulla una buona prova per vincere una causa. Le ricordo che tutti gli odontoiatri hanno eseguito studi in parodontologia, sostenendo il relativo esame.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile signora lei può fare ciò che vuole. Però un giudice non può restituirle i suoi denti. Talvolta non può nemmeno stabilire se il dentista che l'ha vista un anno fa (perchè non prova a parlarci?)abbia agito male. Poteva ancora non avere manifestato in modo evidente i problemi attuali. Quello che lei deve invece fare è curare i denti che rischia di perdere, che se sono malati di parodontite, non sono affatto sani: hanno una malattia diversa dalla carie, ma sono lo stesso malati e non si possono curare con otturazioni e capsule, ma con metodi diversi, che se ha un po' di pazienza può leggere tra la documentazione del dr.Petti. Comunque si deve curare, perchè aspettare non porta certo a miglioramenti. A fare causa probabilmente perderà molto tempo e si arrabbierà molto e lo stress insieme al fumo è una delle cause della parodontite; sicuramente farà felice uno o più avvocati, ma sull'esito non sarei così sicuro, anche perchè lei dovrebbe dimostrare che il suo dentista ha sbagliato qualcosa con radiografie e prove e lui invece cercherà di dimostrare il contrario.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Enrico Cauli
Roma (RM)

Come al solito sono d'accordo con il Dott. Ruffoni che dimostra nella sua estrema e concisa risposta più sale in zucca di molti colleghi pazienti e avvocati. pur non conoscendolo direttamente convengo che la risposta che le è stata data da Ruffoni sia la più giusta: il senno di poi è una scienza esatta scrive Guy Bellami e io sono d'accordo. No. Non può fare causa al suo vecchio dentista, non ha nessuna prova se non la frase dell'altro dentista che pur di compiacerla, le ha detto quello che voleva sentirsi dire, per accaparrarsi un nuovo cliente.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Pierluigi Avvanzo
Foggia (FG)

Gentile Sig.ra Luisa, il suo quesito è abbastanza imbarazzante perchè con poche righe e senza nessun altro dato oggettivo imputare colpe al collega precedente non mi pare cosciente. Ricordi che è abbastanza semplice e poco deontologico che l'ultimo dentista che l'ha visitata è spinto sempre ad addebitare colpe a cure pregresse ma dovrebbe ricordare che un giorno anche lui potenzialmente potrebbe essere il dentista accusato da quello che verrà dopo. E' bene, secondo il mio modesto parere, avere fiducia di un solo dentista e solo in circostanze gravi e ben documentate procedere. Cordiali saluti.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Luisa, è una storia vecchia come il mondo, "il precedente dentista non si è accorto di nulla ora che sono arrivato io metto a posto tutto!", Lei ha 34 anni, leggo dalla scheda, già questo mi fa pensare, età e gravità della parodontopatia, che riferisce in grado di farle perdere degli elementi nonostante la sua scupolosa igiene, fa francamente meditare. Se tutto viene confermato dalla realtà delle cose, ci troviamo di fronte ad una patologia rapida e pericolosa, già questo solleva molto l'operato del precedente Collega. Tenga presente una cosa: le parodontopatie a volte si può solo controllarle, prima di animarsi andrebbe sempre fatta una valutazione più che scrupolosa dello stato generale, predisposizioni genetiche, diminuzione della efficienza immunitaria, allineamento dei denti, quantità e qualità della gengiva aderente, capacità individuali a raggiungere dei buoni risultati di igiene orale e questo buona volontà a prescindere, ecc. ecc.. Cordialità Gustavo De Felice sapri (sa)
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Cara Signora Luisa ... in risposta alla sua domanda... non voglio soffermarmi sul passato e sulle considerazioni fatte dai colleghi, bisogna solo farsi visitare da persone che agiscono con scienza e coscienza, da quello che riesco a capire è possibile attuare un trattamneto riparativo, c'è bisogno di un monitoraggio manuale e radiografico, per altre informazioni sono a sua disposizione.Cordiali saluti dr. Giuseppe Schiavone, Casal di Principe (Ce)

Scritto da Dott. Giuseppe Schiavone
Casal di Principe (CE)

Gentile signora Luisa, dubito fortemente che il suo vecchio dentista non si sia accorto di una parodontite così grave. Tutti gli odontoiatri in regola hanno studiato parodontologia. Forse non sanno come curarla al meglio ma di certo la riconoscono. E' sin troppo facile criticare il dentista che ci ha preceduto. Chieda al nuovo dentista, così ben preparato, una certificazione (come é suo diritto) che evidenzi la negligenza del collega che lo ha preceduto e vedrà subito che lo scritto non corrisponderà a quanto le é stato enunciato verbalmente. Lei dice che la sua bocca é perfetta ma non ci dice allora quale sia la causa della parodontite, sempre secondo il suo nuovo dentista. Glielo domandi. Cordiali saluti.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Prof. Vito Antonio Tomasicchio
Bari (BA)

Gentile Signora Luisa, è troppo facile giudicare a posteriori gli errori degli altri, soprattutto senza avere tutti gli elementi in mano, e sostenere che si sarebbe potuto ottenere qualsiasi risultato senza doverlo provare con i fatti. Le consiglio di concentrarsi sul presente: a mio avviso è molto strano che in una bocca un solo elemento sia compromesso al punto di rendere necessaria l’estrazione. La tac 3d non mi sembra l’esame di elezione per il suo problema. Di solito si inizia con un’ortopanoramica, si procede poi con un visita parodontale con sondaggio delle tasche e compilazione del parodontogramma. Se si ritiene che possano aggiungere qualche dato, si procede a radiografie endorali. Poi, sulla base di tutto questo si può formulare un piano di trattamento. Se ammettiamo invece che la situazione patologica del suo dente un anno fa fosse inapparente, bisogna indagare a livello della sua salute generale sugli elementi che potrebbero aver fatto precipitare la situazione in così breve tempo. Com’è stata la sua salute negli ultimi 12-18 mesi? E’ successo qualcosa di particolare, eventualmente anche a livello psicologico? Ormai il rapporto tra stress e parodontopatia è ben documentato.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Francesco Santi
Saint Vincent (AO)

Credo che lei si debba affidare ad un professionista serio in grado di spiegarle correttamente il piano di trattamento che le propone e le cause che lo determinano. Tutto ciò che lei riferisce non sembra essere frutto di ciò che le ho detto. Non si sottopone il paziente ad una tac per fare diagnosi di parodontite. La parodontite a 34 anni si può certamente curare senza dover estrarre denti che alla sua età non possono essere così compromessi e l'implantologia non è la soluzione dei suoi problemi perchè se non cura la malattia parodontale perderà alla stessa stregua anche gli impianti. Siamo a sua disposizione previo l'invio di una panoramica via mail di darle certamente un consiglio sul da farsi. Cordialità Dott. Signorini M.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Maurizio Signorini
Barbania (TO)

Sullo stesso argomento