Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 7

Sono affetto da parodontite ed ho fatto un intervento di scaling.

Scritto da roberta / Pubblicato il
Approfitto di questo forum di mia moglie per chiedere un vostro parere su questo mio problema. Sono affetto da parodontite ed ho fatto un intervento di scaling sul quadrante superiore con relativa estrazione di una radice da un molare. Ora mi trovo con il premolare che si muove tantissimo mentre prima era saldo. Il mio dentista mi ha detto che è dovuto ad una carenza a di osso e che effettuerà uno splintaggio per fermare i denti. Sono rimasto perplesso in quanto non mi aveva avvisato che poteva esserci questo problema, e chiedo se è possibile che prima fosse fermo ed ora no? Lo scaling non è fatto per curare la malattia? Può aver sbagliato qualcosa nell'intervento? Grazie
E' difficile che un dente sano dopo un'estrazione di una radice inizi ad avere mobilità, penso piuttosto che sia collegato alla malattia parodontale. La terapia di quest'ultima prevede la rimozione del tartaro sopra e sotto-gengivale che può portare in alcuni casi all'aumento della mobilità degli elementi che possono essere splintati o estratti se la loro mobilità è eccessiva o presentino problemi tali da compromettere altri elementi dentali. Consideri pure che può avvenire in contrario, ovvero che denti mobili presentino maggiore stabilità dopo terapia parodontale. Sperando di averle chiarito qualche dubbio le auguro buona giornata
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Scritto da Dott. Andrea Pallavera
Cornegliano Laudense (LO)

Gentile Paziente, un aumento della mobilita da parte di uno o più elementi è un evento possibile dopo una seduta di scaling, è possibile infatti che l'eliminazione del tartaro interprossimale ne sia la causa, a volte il tartaro stesso costituisce una sorta di collegamento rigido tra gli elementi, una specie di splintaggio, e quindi una volta rimosso i denti sono liberi di muoversi in relazione alla gravità della malattia parodontale; può anche accadere che il fenomeno sia semplicemente legato ad un effetto infiammatorio post operatorio, pertanto le fibre padontali infiammate si presentano più lasse,causando il sintomo da Lei evidenziato; bisognerebbe avere una visione più diretta del problema. In conclusione tenga presente che una terapia atta alla cura del parodonto non le darà mai risultati immediati, questo è normale, come è normale che un dente che ha perso molto attacco pur essendo stato curato bene, presenterà necessariamente una maggiore mobilità in quanto la leva che si è creata tra parte fissa nell'osso e quella che lavora è aumentata. Cordialità Gustavo De Felice sapri(SA).
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Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Gentile utente, è ovvio che per darle una risposta dovrei avere qualche dato in più come radiografie ecc.., ma mi sento di dire che se le è stata diagnosticata una malattia parodontale è corretto eseguire la levigatura radicolare (scaling). Questa è una terapia che assieme ad altre che eventualmente farà, può solo migliorare la sua situazione e mai peggiorarla . La mobilità è dovuta ad una mancanza di tessuto osseo attorno al dente . Probabilmente lei aveva del tartaro che limitava tale mobilità. Cordiali saluti Dott Amato Aldo - Borgoricco PD
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Scritto da Dott. Aldo Amato
Borgoricco (PD)

Gentile marito di Roberta non c'è modo di effettuare terapie parodontali di chirurgia resettiva su un molare senza alterare il profilo gengivale dei denti immediatamente adiacenti,la stessa elevazione del lembo d'accesso alla chirurgia stacca i legamenti superficiali del suo premolare in questo caso,e lo fa muovere perchè è ovvio ha perso ancoraggio. La condizione è assolutamente transitoria,non si preoccupi più di tanto,magari chieda più lumi al suo parodontologo. Cordialmente Orazio Ischia
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Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Parodontite grave prima, durante e dopo la terapia chirurgica parodontale e riabilitativa completa
Cara Signora Roberta..difficile esprimere pareri..ma mi sembra che non ci siamo...prima bisogna fare una diagnosi...poi si può impostare una terapia...si parla di Parodontite...ma di Parodontiti ce ne sono diverse... la visita Parodontale non è cosa semplice...ora le spiego quella che faccio io, e poi le spiego cosa è una Parodontite e le lascio infine una foto dimostrativa...Il Parodontologo deve avere una “Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale” Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita “totale odontoiatrica”. È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Quindi la Visita Parodontale si svolge in tre tempi: La Prima Visita Parodontale, La Preparazione Iniziale Parodontale, La Seconda Visita di Rivalutazione Parodontale e Totale Odontoiatrica (Per un totale 5/9 ore in tre sedute). Entrambe le Visite sono seguite da un accurato “colloquio” col Paziente. PRIMA VISITA PARODONTALE Anamnesi Clinico-Medica generale ( Malattie, Allergie, Emorragie,Intolleranze, Cure Specifiche, Disturbi Nervosi o Psichici etc ) Anamnesi Odontoiatrica ( Dolore e sue caratteristiche, Dolore ATM, Gengive sanguinanti, Alitosi, Spazi tra i Denti, Cambiamento colore di denti o gengive, Sensibilità dei Denti termica o chimica, Tumefazioni all’interno della bocca, Bruxismo ) Visita Soggettiva ( tutto ciò che il paziente ha da raccontarvi ) Visita Oggettiva ( tutto quello che voi osservate in bocca ) Visita Oggettiva • Si inizia con l’esame Gnatologico : Devono essere rispettati i concetti basilari della gnatologia: rapporto corretto cuspide-fossa, occlusione reciprocamente protetta, contatto simultaneo massimo tra tutti i punti di centrica in posizione di relazione centrica, una corretta guida incisiva e una sufficiente disclusione canina dei denti posteriori nei movimenti di lateralità (benché, se fosse gia presente una funzione di gruppo in assenza di segni di trauma o sofferenza parodontale, potrebbe essere accettabile anche il mantenimento della funzione di gruppo posteriore). Si ricercano così i denti in trauma d’occlusione. • Valutazione Gnatologiche-Ortodontiche : Classi Dentali di Angle, a livello dei primi molari e dei canini, I Cl.Dentale, II Cl. Dentale (e se in I o in II Divisione), III Cl., Overbite e quindi se c’è deep bite, Overjet e quindi se è presente un open bite. Curva di Spee e di Wilson per il piano occlusale rispettivamente sagittale e frontale, Rotazioni, Inclinazioni, Estrusioni, Intrusioni, Migrazioni, Faccette d’usura. • Visita A.T.M. (Articolazione Temporo Mandibolare): Rilevando se sono presenti Algie, Scrosci, Click, Sublussazioni, Contratture dei muscoli in particolare Massetere e soprattutto lo Pterigoideo. • Valutazione delle Gengive : Aspetto, consistenza, Parulidi, Igiene Orale, Placca batterica, Tartaro, Sanguinamento Spontaneo, Sanguinamento al Sondaggio Parodontale, Gengivite Marginale, Recessioni Gengivali, Insufficienza di Gengiva Aderente. • Valutazioni Parodontali Specifiche: Mobilità Dentale di 1°,2°,3° , Lesioni delle forcazioni, 1°Cl.,2°Cl.,3°Cl., Valutazione della presenza di manufatti Conservativi o Protesici o Legature Parodontali Irrazionali, Sondaggio Parodontale e se c’è dolore e sanguinamento al sondaggio. • Sondaggio Parodontale: si sondano tutti i denti a partire, personalmente, dagli ultimi denti posteriori sinistri, dell’arcata inferiore, dalla Superf. Vestibolare (Disto Vestib., Centro Vestib., Mesio Vestib.) proseguendo poi sullo stesso dente dalla Superf. Linguale (Disto Ling., Centro Ling., Mesio Ling.) e si passa al dente contiguo fino a sondare tutta l’arcata poi si passa a quella superiore allo stesso modo e nello stesso ordina. In questo modo io rilevo la misura e l’assistente la scrive direttamente sul cartellino, velocizzando l’operazione! Queste misure poi verranno riportate su carta millimetrata per disegnare le tasche parodontali. • Programmazione della eventuale Preparazione Parodontale Iniziale: Ablazione Tartaro e Lucidatura dei denti, Curettage e Scaling sotto adeguata copertura antibiotica, specie in Cardiopatici e Diabetici, ma altamente consigliabile almeno “la prima volta”, Modelli di Studio, Studio valutativo Rx Parodontale e se occorre Conservativo e protesico e ATM, Programmazione della Seconda Visita di Rivalutazione Parodontale specie se in presenza di Gengivite Evidente! • Colloquio col paziente: Essenziale! Per semplificare e perché sia utile sia al Dentista che al Paziente, trascriverò ciò che dico al mio Paziente a questo punto della Prima Visita Parodontale, dopo averlo fatto accomodare nel mio Studio Privato! : ...POI COME SPIEGO AI MIEI PAZIENTI:...ecco...: “ Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l’osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all’osso e l’Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di “Piorrea” dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando “questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama “Tasca Parodontale”. In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo “granuleggiare” un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto “anarchico”. Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d’ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all’ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell’95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per “guarire” ma anche per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza “in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno”, in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgnazie (per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!...Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.). la “terapia parodontale”, spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la ..TERAPIA PARODONTALE .RIASSUMENDO Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo nel primo caso si ha una rigenerazione .quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment, nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più “fragile” e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell’avvento dell’HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l’avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali le lascio un paio di links a dei miei casi clinici che comunque può trovare in abbondanza in questo stesso portale di Dentisti Italia e nel mio sito personale: ..in questo primo link è descritta la tecnica della rigenerazione parodontale profonda in era pre HIV quindi con colla di fibrina e membrana amniotica..(ora si usa il PRP-PRF e la membrana artificiale riassorbibile .è interessante però leggerlo per capire i principi della terapia rigenerativa è diviso in 4 parti le lascio la prima e poi vada avanti nel leggere le altre ed avrà un quadro completissimo . LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali RIABILITAZIORE PARODONTALE E PROTESICA COMPLETA Mio Sito Web di Parodontologia  www.gustavopetti.it Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologo in Cagliari, Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Roberta, lo scaling è una delle terapie per prevenire l’avanzamento della malattia parodontale, normalmente lo specialista di queste tecniche è l’igienista dentale. Difficile esprimere pareri senza consultare il collega che le ha prestato le cure.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La solidità precedente allo scaling del premolare era più apparente che reale: il dente era già con poco sostegno; le manovre necessarie per pulire a fondo la radice hanno fatto si che si mobilizzasse di più, rimuovendo il tartaro e scollando il tessuto gengivale che contribuiva alla stabilità del dente. Sicuramente questa mobilità è temporanea: se il dente prima era solido, tra un po di giorni ritornerà tale. Comunque è stata giustissima la scelta di effettuare lo scaling perchè ciò ha in parte bloccato la progressione della malattia parodontale. Se non si fosse fatto nulla, sicuramente il dente lo avrebbe perso presto
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

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