Domanda di Parodontologia

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Nel mese di giugno scorso ho iniziato ad avere un forte dolore all'ultimo molare

Scritto da Marina / Pubblicato il
Salve, Vorrei avere cortesemente un vostro parere riguardo quello che mi sta accadendo. Partirò dall'inizio: nel mese di giugno scorso ho iniziato ad avere un forte dolore all'ultimo molare sup dx che curavo per parodontosi con currettage regolari. Il dolore e gonfiore erano sempre più forti e dopo una settimana il mio dentista decise di togliermelo. Ho vissuto quei giorni con forte ansia e preoccupazione per l estrazione e ho iniziato ad avere forti dolori allo stomaco e problemi digestivi. Tolto il dente tolto il dolore ma invece i disturbi digestivi sono rimasti. Nel mese di dicembre visto che non riuscivo a stare meglio e avvertivo anche un dolore nella zona alta dell'addome a dx ho effettuato una visita dal gastroenterologo e dopo analisi del sangue e eco addominale negative a febbraio mi decidevo a fare la gastroscopia . E' risultata un infiammazione del duodeno con presenza di linfociti . Abbiamo escluso la celiachia e l'helicobattero con altri esami. Da piu di due settimane soffro di un fastidioso dolore al collo e navigando su internet ho scoperto che c è una relazione tra torcicollo e infezione batterica... Visto che di dice che non vi sia miglior medico che se stesso l idea che mi sono io fatta della mia condizione è che i batteri che mi provocarono l'ascesso e il dolore al dente sono arrivati al duodeno e l hanno infiammato ... Vorrei avere un vostro parere prima di parlare con gastroenterologo e vorrei sapere che esami ecc. Bisogna fare per sapere di che tipo di battere si tratta per scegliere l antibiotico mirato. Grazie infinite per una vostra risposta. Marina
Dr.Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari. Difetti Ossei Parodontali a più Pareti Complesse e loro Terapia con Chirurgia Parodontale Ossea Ricostruttiva ed in basso Rigenerativa con Membrane Guida.
Cara Signora Marina, buongiorno. Una "Precisazione". La Parodontosi non esiste. Esiste la Parodontite! Anche parlando di Terminologia, il termine Parodontosi è errato. Il termine giusto è Parodontite.In altre parole esiste la Parodontite in cui la desinenza -ite significa in medicina infiammazione. Invece la desinenza -osi significa degenerazione! Orbene la Malattia Parodontale è solo ed unicamente infiammatoria (anche se, per essere precisissimo, "nasce" dall'interazione dei batteri col Sistema Immunitario Locale e Sistemico) e non degenerativa! Quindi esiste la Parodontite e non la Parodontosi! Mi ripeterò ancora, nel prosieguo della "chiacchierata" ma è troppo importante. Esiste la Parodontite ed un Odontoiatra anche di minima cultura e capacità è ben consapevole che il termine parodontosi non esiste, è un termine vecchio che risale a prima degli anni 70 quando si credeva che la parodontite fosse una malattia unicamente degenerativa, la desinenza -osi significa questo (e purtroppo non solo la gente comune, ma molti Medici e in particolare Radiologi e purtroppo anche molti Dentisti Specialisti ed addirittura anche cosiddetti Parodontologi lo usano ancora perché non capiscono nulla di parodontologia che è la specialità della odontoiatria che studia il parodonto e le sue malattie). Quindi potrebbe avere, ma va confermata Diagnosticamente come spiegato, una Parodontite, in cui la desinenza -ite, indica infiammazione. Infatti, come ho già detto, la parodontite è dovuta all'interazione dei microbi gram negativi anaerobi che aprono le tasche parodontali ed interagiscono col suo sistema immunitario locale e generale, distruggendo l'attacco della gengiva al dente e l'osso sottostante con formazione di tasche parodontali gengivali ed infraossee miste a più pareti che vengono misurate con un sondino parodontale in sei punti diversi di ogni dente di tutti io denti insieme alla loro mobilità e tante altri paramatrei che si valutano con una prima visita parodontale cui segue una preparazione iniziale della bocca con curettage e scaling e root-planing per rimuovere il tessuto di granulazione dall'interno delle tasche e che falsava la reale misura della loro profondità, con una serie completa di Rx endorali, modelli di studio e infine un a seconda visita di rivalutazione parodontale in cui si riprendono le misure delle tasche, determinandone solo ora la reale entità. Dalla differenza tra le prime misure e le seconde e di altri parametri, si può infine emettere una diagnosi sul tipo di parodontite in atto, sulla sua gravità, curabilità, prognosi e terapia che in due parole consiste nel ricostruire con rigenerazioni ossee e gengivali, tutto il tessuto distrutto dalla malattia! Approfondisco per sua cultura!Non si procede per tentativi ma una terapia la si imposta solo dopo una Diagnosi ed una Diagnosi ci deve essere per forza!Ha descritto sintomi che possono essere parodontali o stomatologici di patologie orali, se quanto segue come la doppia visita parodontale intervallata dalla preparazione parodontale iniziale con Igiene Orale, Curettage e Scaling e Root planing, Serie completa di Rx endorali, modelli di studio Gnatologici e Parodontali e soprattutto doppio sondaggio parodontali inprima e seconda visita di rivalutazione, allora manca qualcosa di estremamente importante per la Diagnosi! Così come mancherebbe se non fosse stata fatta una accurata anamnesi clinica sistemica. L'aspetto a buccia d'arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell'epitelio (dall'esterno all'interno) con il connettivo (dall'interno all'esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, le zone depresse a proiezioni epiteliali. Quando si ha una flogosi di questi tessuti, praticamente questa compenetrazione viene meno per distruzione delle fibre connettivali e l'aspetto a buccia d'arancia non si ha più: siamo di fronte alla famosa GENGIVITE ,questo è un dato clinico obiettivo importante da ricercare. La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell'epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall'interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole), che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All'anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l'anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l'ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l'aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell'azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d'occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell'Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Per rispondere in modo completo alla sua domanda, cercherò di spiegarle brevemente in cosa consista la TERAPIA PARODONTALE. Essa consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo...nel primo caso si ha una rigenerazione....quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell'avvento dell'HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l'avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a mo di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali.Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti titoli sotto Articoli: VISITA PARODONTALE da questa lettura sulla visita Parodontale capirà se chi ha fatto gli interventi è un Parodontologo o un Dentista che si opccupa di Parodontologia (cosa molto diversa),quindi è importante che lei la legga. Mio Sito Web di Parodontologia www gustavopetti it, POI ,sempre sotto gli ARTICOLI, La 'tasca parodontale,questa sconosciuta!, poi,TRA I MIEI CASI CLINICI,seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): a Pag 1, LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE) 1°PARTE - Considerazioni Istologiche e Sperimentali e le altre tre parti, a Pag 2.Dalla parodontologia alla protesi, attraverso tutta l'odontoiatria e poi Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente, infine vada sul mio sito, le sarà molto utile: www gustavopetti.it ,le ripeto si faccia visitare da un vero parodontologo. Le lascio un poster sulla Parodontite Diffusa aggressiva dell'Adulto con difetti ossei molto gravi curati con chirurgia ossea parodontale ricostruttiva ed in basso rigenerativa! Per rispondere alla Sua domanda: certamente esistono le malattie Focali ma esse hanno una Sintomatologia ben precisa che Lei non ha descritto ed io non posso "svelargliela" per evitare che si "suggestioni" e invalidi quindi la Diagnosi di Malattia Focale per quanto riguarda la sua patologia duodenale. I linfociti sono aumentati per forza perché fanno parte della sua immunità cellulo mediata, proprio dai Linfociti T! Le malattie focali sono malattie di organi sistemici a distanza come Cuore con Endocarditi batteriche, I Reni con Glomerulonefriti, l'occhio con Uveiti o altre Flogosi etc e possono, se trascurate essere gravi perchè diventano autoimmuni e quindi automantenentesi se non le si diagnosticano in tempo! Per completezza dirò che la etiopatogenesi delle malattie focali prende origine da "Qualsiasi cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", ossia da retto, intestino, apparato gastroenterico, vie biliari, fegato, pancreas, faringe stomaco, orecchio esterno, medio ed interno, seni paranasali, vie respiratorie come faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni etc. Tra queste cavità comunicanti con l'esterno c'è la cavità orale con le sue infezioni. sono malattie rarissime e hanno sintomi prodromici molto particolari e ben precisi che qualsiasi Dentista o Medico o Specialista Internista conosce! Non li dico perché se no si suggestiona e potrebbe falsare i sintomi inconsapevolmente! Rimanere con una infezione in bocca "che è appunto una cavità comunicante con l'esterno", può esporla alle malattie Focali come descritto. Questo a prescindere dalla patologia locale! Una semplice necrosi endodontica o una Tasca Parodontale con o senza Difetto Osseo, può esporre sempre alla presenza di microbi ed alle Patologie Focali, a prescindere da quelle Locali Endodontiche o Parodontali. Mi ripeto Sed "Repetita Iuvant"! Diagnosi, Diagnosi e Diagnosi! Ecco cosa occorre!!! La grande assente di sempre: La Diagnosi! :( Cari saluti.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Marina, "che non vi sia miglior medico che se stesso" non ha nulla di scientifico e soprattutto non è ripetibile, se poi lo condisce con ciò che trova in internet lei potrà cadere ancor più facilmente in crisi d'ansia. Ritorni dall'odontoiatra e si faccia mettere per iscritto l'esclusione di foci infettivi del cavo orale, poi quando arrivano i fastidi legga e rilegga che non ci sono infezioni patogene derivanti dai denti e si tranquillizzi.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Difficilmente sarà presente una correlazione effettiva fra i suoi disturbi gastrici e la sua patologia orale (parodontite). In ogni caso le conviene trattare la patologia parodontale e farla gestire da un bravo parodontologo

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Egr. Signora, Escludendo la causa dentale dei suoi presunti mali, Le consiglierei di effettuare un colloquio con bravo psicoterapeuta al fine di domare il suo verosimile stato di ansia e di tralasciare diagnosi azzardate trovate su internet che non abbiano solide basi scientifiche (tipo https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/). Cordialmente

Scritto da Dott. Claudio Cirrincione
Firenze (FI)

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