Domanda di Parodontologia

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Ho 41 anni e soffro di parodontite

Scritto da Tony / Pubblicato il
Lasciatemi esordire con una totale incredulità sul numero di persone afflitte da questo male, non solo, la gravità di immagini e storie a cui assisto mi lascia sempre più perplesso e mi affligge, visto che a 41 anni mi rendo conto di essere in una fase cronica avanzata (se ben capisco quel che leggo sugli stadi di avanzamento). Non ricordo bene in quanto tempo possa esser peggiorato, di sicuro non ricordo periodi in cui la mia paradontite mi abbia messo ad un bivio come oggi, allego foto dell'ultimo intervento il quale ha visto l'estrazione di un molare (non conosco il nome esatto), eppure ad oggi guardandomi allo specchio i miei denti non sono sporchi, pieni di tartaro come in alcune foto viste, le mie gengive non sono così brutte come in alcune foto ma ahimè sembrano ritirarsi a vista d'occhio. Un'altro dente che mi preoccupa parecchio è accanto ai due centrali, notevolmente sceso e si muove molto, se non è stato possibile recuperare il molare mi chiedo cosa si potrà fare con questo. Da pochi giorni quindi per l'aggravarsi della mia paradontite, sono in cura da un Dottore il quale mi propone dopo questa estrazione, sondaggio e status e terapia causale in due sedute ca due ore circa vicine... l'importo per quello che ho letto in giro è irrisorio, tante domande affollano la mia mente, ma in particolare a me piacerebbe capire se possibile se dai 41 anni della mia vita in poi dovrò rassegnarmi a convivere con questo male, perché leggendo e rileggendo episodi e storie mi rendo conto che la guarigione totale e sopratutto definitiva è cosa davvero difficile e costosa, sopratutto in relazione a vizi (fumo) che pur capendo benissimo l'ovvio consiglio dei medici, non si può eliminare con facilità. Inoltre ignorantemente denoto una specializzazione ed "accanimento" in termini positivi si intende, dell'intervento in bocca.. ma di un'intervento a livello batterico con l'individuazione del giusto battere e relativo antibiotico sembra forse essere sottovalutata? nel mio caso ad esempio si parla appunto di sondaggio e status sottointendendo anche ad esame microbiologico? ovviamente chiederò ad Dottore che forse me lo avrà anche già spiegato ma in questo periodo molto mi sfugge. Leggo inoltre di predisposizione genetica mi domando quindi non è che pur con il migliore degli interventi, pur limitando fumo e massimizzando l'accuratezza nella pulizia giornaliera poi bene o male perché predisposti ci si possa ricadere? sarebbe proprio un'incubo iniziato a 41 anni.
Gentile Tony, il suo è un problema comune a molti pazienti.Col termine di parodontite si intende nominare tutta una serie di problematiche differenti l'una dall'altra e quindi con gravità e caratteristiche diverse e suscettibili di terapie diverse. Si tratta quindi di stabilire il tipo esatto di problema e cioè effettuare una corretta diagnosi che è il risultato di una serie di indagini come ad esempio una visita molto accurata con sondaggio gengivale, test di vitalità, rx endorali con centratore di Rinn (non la panoramica). Da tutte queste analisi emergono una serie di dati utili per la diagnosi di fondamentale importanza per una corretta terapia. Molte volte i pazienti si stupiscono della gravità della lesione di cui soffrono ma molto spesso la causa non va ricercata in un tipo particolare di batterio oppure sulla probabile ereditarietà della parodontite ma deve essere ricercata altrove. Moltissimi pazienti non eseguono una igiene domiciliare accurata né tantomeno effettuano visite periodiche semestrali di controllo che a mio avviso sono fondamentali per il mantenimento della salute orale. Pertanto le consiglierei di affidarsi con TOTALE FIDUCIA ad un buon dentista meglio se parodontologo ( lasci stare i centri low-cost) che le sappia spiegare per bene i suoi problemi e le cure possibili e poi di seguire attentamente le direttive e consigli per il mantenimento dei risultati raggiunti. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

difetti ossei a più pareti complesse curati in alto con chirurgia Ossea Parodontale Ricostruttiva ed in basso con chirurgia ossea Rigenerativa con Membrane. Da Dr. Gustavo Petti Parodontologo Riabilitatore Orale in Casi Clinici Complessi, di Cagliari
Caro signor Tony, buongiorno. "di un'intervento a livello batterico con l'individuazione del giusto battere e relativo antibiotico sembra forse essere sottovalutata?" Non è così che si cura la Parodontite!!! Il Dente che le è stato estratto lo è stato senza aver fatto una corretta Diagnosi perché è molto probabile che lo si sarebbe potuto salvare dato che sembrerebbe fosse affetto da una Endoparodontite ossia da una patologia di necrosi pulpare endodontica con sovrapposizione di Parodontite con tasche Parodontali e Difetti Ossei a più pareti complesse! Probabilmente sarebbe bastato curare endodonticamente e parodontalmente il Dente per Salvarlo! L'unico modo Serio e Professionale per affrontare una Parodontite è fare due visite cliniche strumentali, semeiologiche e anamnestiche, intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Tramite la Visita Clinica e le Rx endorali, oltre a valutare visivamente il parodonto profondo ai difetti ossei e la qualità della trabecolatura ossea, si valuta la eventuale sofferenza periradicolare o periapicale di tutti i denti.Si faccia Visitare da un Parodontologo. Glielo dice un Parodontologo. La Visita Parodontale diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un'ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell'apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo". Non si ponga tante domande, questo spetta al Dentista a cui si vuole affidare. La Visita Gratis propende a far pensare che il Dentista sia "mediocre". Non esiste qualità a costi bassi! Come in un centro low cost, a basso costo dove fanno la visita gratis, la panoramica gratis etcetcetc! Ma purtroppo come accade anche da molti Dentisti Privati che non capiscono che La visita Odontoiatrica, ripeto , è un atto medico essenziale e "carico della cultura del medico e non può non essere fatta "pagare" con un giusto Onorario! Quindi se vuole un consiglio, scelga solo chi inizi una terapia o proponga o pianifichi una terapia, qualsiasi essa sia, solo dopo una adeguata visita Odontoiatrica completa e "colta"! Una visita Odontoiatrica è un atto medico importante e colto che richiede almeno un'oretta oltre un'altra mezzoretta per informare il paziente (consenso informato). Mi scuso coi Colleghi di Dentisti Italia se mi sono ripetuto per l'ennesima volta ma questo comportamento "che purtroppo è figlio di questi nostri tempi malsani e di questa nostra Società decadente" deve cessare! Io faccio il possibile. Una Visita Odontoiatrica è la massima espressione Culturale e di conoscenza Medico-Odontoiatrica e, se fatta come si deve , impegna il Cervello del Dentista per un'ora circa più una mezzora per le informazioni doverose di "consenso informato"! Vada dal Dentista, scelto per Fiducia e Stima e non in base a visite gratis e preventivi apparentemente convenienti! Segua la "Vox Populi" o cerchi su questo portale in "Trova Dentista " in Home page digitando la città e leggendo i curricula. Poi digiti il nome del Dentista su un motore di ricerca e se il Professionista è uno studioso, troverà curriculum, foto di interventi, corsi, congressi, pubblicazioni. Non sarebbe indispensabile avere tutto questo, ma almeno sa che sta recandosi da un Dentista colto e che fa cultura, il ché è già un buon inizio! Legga sul mio profilo "Visita Parodontale" che poi è la Visita Odontoiatrica che io Parodontologo ma anche Odontoiatra ed anche Medico faccio sempre, così come mia figlia Claudia, per qualsiasi motivo un paziente venga da noi! Per favorirle la comprensione di un argomento così astruso le faccio la stessa spiegazione che faccio ai miei pazienti durante il colloquio informativo alla fine della prima Visita Parodontale: Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! Il Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti."Le lascio una Poster di Parodontiti con vari tipi di tasche curate con la chirurgia ossea ricostruttiva e con quella Rigenerativa Profonda. Per concludere il discorso sulla Terapia parodontale le dico: la TERAPIA PARODONTALE, come detto, consiste nel ricostruire ciò che la malattia parodontale ha distrutto: osso e gengiva ed ottenere una rigenerazione di questi tessuti, ossia la neoformazione di nuovo osso, nuovo, nuovo ligamento parodontale, nuova gengiva che si attacchi a nuovo cemento radicolare con un attacco epiteliale corto e non lungo...nel primo caso si ha una rigenerazione,quello che gli Statunitensi chiamano New Attachment = con Le metodiche rivoluzionarie GBR (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata), che impedendo la proliferazione cellulare di elementi indesiderati e stimolando quelli desiderati, portano ad una rigenerazione parodontale profonda nel secondo caso si ha una ricostruzione, sempre biologicamente valida, ma molto più "fragile" e soggetta a recidive. Questa terapia la si fa con membrane, PRP, PRF (Piastrine ottenute dal sangue centrifugato, prelevato dal paziente stesso, in passato prima dell'avvento dell'HIV si usava la colla di fibrina umana omologa = Nel PRP le piastrine sono integre e vengono iniettate nel sito chirurgico, senza l'avvenuta degranulazione, in quanto non attivate col Cloruro di Calcio e solo lì, per la superficie ruvida del sito, che si rompono e rilasciano i Grow factors = fattori di crescita,nel PRF è avvenuta la degranulazione, per rottura delle piastrine durante la centrifugazione tale che il risultato ottenuto è il coagulo di fibrina, che viene innestato a guisa di membrana) , amelogenine, Acido Ialuronico, solfato di calcio, fosfati di calcio etc, osso autogeno, osso omologo, meno bene eterologo ed artificiale, usati a seconda della situazione, della profondità ed ubicazione dei difetti ossei e delle tasche parodontali. ORA Le domando solo una cosa: e' stata fatta questa doppia visita così come l'ho descritta con una preparazione Parodontale iniziale tra la prima e la seconda visita? Sicuramente NO! E se confermasse il no, significherebbe che chi l'ha visitata non è Parodontologo! Non mi è mai capitato in tantissimi anni di onorata attività Clinica, Didattica, Ricerca, Terapia che una parodontite, tra parentesi "curata" dice Lei sia arrivata ad uno stadio di gravità tale da dovere estrarre molti denti. Per concludere la Parodontite si Cura con la Chirurgia Parodontale! Lei purtroppo in 41 anni non è mai stato Visitato a dovere e non è mai stata Diagnosticata la Parodontite nè emessa una Prognosi né pianificata la Terapia! Vada da un Bravo Parodontologo! Il suo Dentista, non "occupandosi" evidentemente di Parodontologia, avrebbe dovuto inviarla da un Parodontologo di sua Fiducia! Sempre che di Parodontite si tratti perché lei ha mostrato solo una Rx di un solo dente con una patologia necrotica e parodontale e non tutte le Rx endorali di tutta la bocca. Badi Rx endorali, non OPT o Cone Beam che non servono a niente in questo caso! Cari saluti e si dia da fare per farsi Visitare da un Parodontologo degno di questo nome, come le ho già spiegato. Le lascio un poster di Parodontiti con difetti ossei a più pareti complesse curati in alto con chirurgia Ossea Parodontale Ricostruttiva ed in basso con chirurgia ossea Rigenerativa con Membrane, preso dalla mia Casistica Personale! Ancora cari saluti :)
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Tony, parodontite o malattia parodontale dobbiamo capire dove ci troviamo, perchè mostra una Rx che presenta danni parodontali non da malattia parodontale, poi ci parla di trattamenti al parodonto indicati in presenza di malattia parodontale. Forse sarebbe meglio iniziare con un po di chiarezza con delle corrette diagnosi, cercando di non aggravare l'attuale situazione, si ricordi che la perdita di elementi dentari senza riabilitazione protesica aggravano la malattia parodontale. La malattia parodontale è curabile, logicamente le cure sono riservate solo a una piccola fascia di pazienti che sono dediti alla visita semestrale e che di norma affrontano il problema prima dei 40 anni. Nel suo caso che è già arrivato a delle mutilazioni, probabilmente si può fare ancora qualcosa, ma non con delle spese irrisorie, perchè vanno riabilitati gli elementi dentari e dovranno essere eseguiti degli interventi parodontali, poi il mantenimento sarà di poca e costante spesa. Le consiglio di ricercare al più presto un colloquio con un igienista dentale che le spiegherà cos'è la malattia parodontale, come curarla e soprattutto come mantenerla nel tempo
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La radiografia che ci mostra non indica affatto la malattia parodontale ma un danno del parodonto causato da infezione endodontica. Segua il consiglio del dr. Ruffoni.

Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia

Buongiorno concordo con quello che ha detto il collega Dr.Petti, inoltre la parodontite ad oggi non è uno spauracchio è una patologia che se diagnosticata ha una sua soluzione, Le hanno mai parlato della laser terapia, con ottimi risultati con il minimo dolore e minima invasività. Come vede le soluzione esistono non disperi. Buona giornata.

Scritto da Dott. Fabio Vaja
Milano (MI)

Caro Tony, prima di tutto bisogna fare una corretta diagnosi. Poi bisognerebbe sapere quando e' cominciato il problema. Per arrivare ad una condizione come quella che vedo nella lastra occorre molto tempo. Lei ha osservato i protocolli usuali di prevenzione? Cioè visite e igiene orale e professionale? Se la risposta e no bisogna iniziare da ora perche' non e' detto che sia troppo tardi ;se la risposta e' si' dovra' chiedere spiegazioni al suo dentista del perche' di questo esito. Ci sono siyuazioni in cui e' molto difficile contrastare la malattia e altre invece di esito positivo. Gli antibiotici servono per la fase acuta e per una copertura se sara' sottoposto a interventi. Io avrei tolto anche il dente del giudizio cercando di rigenerare la zona in modo da mettere al sicuro un eventuale immissione dell'impianto ma e' una mia lettura personale. Si poteva forse ,se il dente fosse risultato necrotico, provare con terapia endodontica e parodontale a salvarlo ma comunque non e' sbagliato averlo estratto.Diciamo che non e' facile contrastare la malattia parodontale quando essa compare in giovane eta';lei si deve affidare a un buon professionista magari non integralista che la consigli in base alla sua esperienza
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

La radiografia endorale allegata è quanto meno dubbia sull'origine del problema (più probabilmente endodontico e conseguentemente parodontale, come lesione combinata, che non il contrario) e dalla foto postata non si riesce ovviamente a fare diagnosi. Se lei soffre di parodontite, diagnosticata con le metodiche previste, si affidi con fiducia al suo Parodontologo: istruzioni, mantenimento, follow up e quindi, dopo la terapia causale, una costante ed importante terapia di mantenimento (procedure di igiene orale in primis), le consentiranno di salvare e mantenere la sua dentatura negli anni a venire (no fumo, non esiste l'antibiotico specifico per risolvere la patologia dato che è multifattoriale, la predisposizione genetica è presente ma seguendo le indicazioni del suo Parodontologo avrà la meglio lei e non la sua predisposizione).
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno Tony. Concordo coi colleghi che mi hanno preceduto, e le chiedo: ma la diagnosi di parodontite su quale base è stata eseguita? Sondaggi parodontali? OPT? Visita parodontale? O solo sulla base della Rx che ci mostra? Dalla Rx la lesione sembra endo-parodontale, cioè a partenza dalla polpa del dente (molto verosimilmente per la vicinanza dell'otturazione in amalgama alla camera pulpare) e poi estesa al parodonto. Se così fosse, sarebbe stato opportuno e possibile, oltre che saggio, recuperare il molare. Se comunque fosse affetto da parodontite, non creda che sia una spada di Damocle che incombe sulla sua testa. Esistono oggi terapie molto efficaci... a patto di eseguire una diagnosi corretta. Se invece si va per tentativi, forse è il caso di temere quella spada di Damocle. Si affidi ad un dentista che sappia pensare, e che sappia anche fare. Auguri.
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Scritto da Dott.ssa Vanessa Ciaschetti
Marostica (VI)

Gent.le paziente, la malattia parodontale ha un'eziologia multifattoriale. Se c'è una predisposizione genetica, per quella non può far nulla, però può ridurre gli altri fattori di rischio ( fumo, batteri, stress ecc.) ed è sempre il fattore "infezione" quello più nocivo, Se lei, una volta fatta la diagnosi e la terapia causale, elimina, attraverso l'opera del chirurgo parodontale, le tasche e tutti gli altri fattori di ritenzione batterica. diventa un esperto di igiene orale, riduce il fumo ( se fuma ) a meno di 10 sigarette al giorno, può tenere a bada la progressione della malattia per molti anni. In bocca al lupo!
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Gentile Sig. Tony, la parodontopatia è una malattia multifattoriale. sicuramente c'è una predisposizione di certe persone rispetto ad altre, ma non esiste malattia parodontale in assenza di placca batterica. esistono persone (fortunate) che, pur avendo una igiene orale scadente, non presentano la malattia, altre che, non appena sgarrano di poco, si ritrovano problemi seri. Quello che le ha detto il suo dentista è l'approccio corretto; terapia causale e corretta diagnosi sono l'inizio "giusto". poi occorre proseguire con l'eventuale terapia chirurgica e, soprattutto, con una igiene domiciliare ineccepibile. il suo impegno nel fare "i compiti a casa" sarà determinante per il risultato, almeno quanto quello del suo dentista (se non di più). il fumo è sicuramente una aggravante (soprattutto se fuma tanto) ma l'uso sbagliato di spazzolino e filo interdentale fanno ancora più danni...
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Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

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