Domanda di Parodontologia

Risposte pubblicate: 8

Ho notato di avere diversi colletti dentali scoperti

Scritto da Stefano / Pubblicato il
Buongiorno, sono un ragazzo di 30 anni. Ultimamente mentre mi lavo i denti ho notato di avere diversi colletti dentali scoperti, alcuni in modo particolare. Non nascondo che la cosa mi crea particolare imbarazzo e preoccupazione e vorrei risolvere il problema, magari con un intervento di innesto gengivale? Chiedo un consiglio a voi su come muovermi, non vorrei mettermi nelle mani di gente inaffidabile, magari effettuando interventi inutili con spreco di tempo, denaro e salute. Allego un paio di immagini per mostrarvi la situazione. Ringrazio sentitamente per qualsiasi consiglio! Stefano
Recessioni Gengivali e Loro Terapia. Da casistica del Dottor Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Stefano, buongiorno. Sono Recessioni Gengivali, con, in corrispondenza di alcune di esse (canini per esempio), la presenza di insufficienza di Gengiva Aderente. Le spiego subito una cosa essenziale. Non si devono curare, a meno che non fossero gravissime, le carie e le erosioni dello smalto cervicali (del colletto) se prima non è stata curata la Recessione Gengivale. Questo perché se si facesse il contrario, come purtroppo troppo spesso viene fatto, la Gengiva non potrebbe "attecchire e dare il suo attacco epiteliale e connettivale su una struttura artificiale come una otturazione. Chiaro e semplice, no?! Diciamo che ogni Recessione ed ogni zona della bocca necessitano di interventi adatti e mirati! Questa è serietà! Non si vende il "fumo", si vende "l'arrosto"! :) Infatti la morfologia delle recessioni è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di MILLER, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione. quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento dovrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti , Lembo Peduncolato Ruotato , Il riposizionamento laterale del lembo , Lembo con doppia papilla , Innesto bilaminare e sue varianti, Il lembo semilunare secondo Tarnow , lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR , amelogenine sulla superficie radicolare ,(veda nei miei Casi Clinici, ci sono tanti lavori, cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo). Il dolore agli stimoli termici o chimici lo da una carie o se no un denudamento della radice o per una recessione gengivale o per una tasca parodontale; si faccia visitare da un Parodontologo; Glielo dico con coscnizione di causa essendo Parodontologo. A tal proposito le lascio una foto di recessioni gengivali curate con innesti liberi, legga nel mio profilo sotto pubblicazioni Recessioni Gengivali : Lembo semilunare, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo Riposizionato Lateralmente, POI RECESSIONI GENGIVALI: LEMBO CON DOPPIA PAPILLA (Bipapillare secondo tecnica di Goldman), in una grave terza classe di Miller, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo peduncolato ruotato, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo". Le lascio un Poster con diverse Recessioni Gengivali e Diverse Terapie tra le tante a disposizione! Cari Saluti.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Stefano, la sua recessione in particolare riguarda i canini e ciò è da mettere in rapporto soprattutto all'anatomia del dente e della sua radice che determinano un assottigliamento marcato della corticale dell'osso alveolare nella parte che è rivolta verso la guancia; cmq allo stato la recessione non mi pare ancora di gravità tale da procedere ad un innesto gengivale che in ogni caso deve essere preceduta da un trattamento iniziale di scaling e di root planing e da un consolidato mantenimento di un buon stato di igiene orale ed in particolare di evitare di spazzolare i denti in senso orizzontale. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Se si contrae un'infezione batterica è probabile che la temperatura corporea si elevi. Per abbassare la febbre si prendono antipiretici ( aspirina, tachipirina etc.) ma non si cura la causa: per quella ci vogliono gli antibiotici. Lei ha le gengive retratte; si sottoponga pure a innesti, lembi semilunari, a mezzo spessore.. Ma se nessuno individua la CAUSA della sua recessione gengivale, dopo due o tre anni tornerà tutto come prima. Consiglio: si faccia visitare da un odontoiatra perfezionato in gnatologia.
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Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia

L'approccio terapeutico alle recessioni gengivali (che rientrano nella vasta categoria delle patologie parodontali) e/o alle erosioni - carie cervicali (colletti scoperti) è estremamente vario ed articolato. Ogni caso clinico fa storia specifica a sé, ed esistono altrettanto specifiche linee guida diagnostiche e terapeutiche a cui fare riferimento. In primis è necessario effettuare una diagnosi, andando a definire l'eziologia delle recessioni gengivali e delle lesioni cervicali presenti, che spesso è multifatttoriale (anamnesi per valutare eventuali parafunzioni - abitudini viziate, esami radiografici endorali, fotografie, esame clinico endorale obiettivo per valutare status tessuti molli - gengiva aderente - status tessuto dentale, sondaggio parodontale, valutazione occlusione e movimenti di apertura - chiusura - lateralità della bocca): perché sono presenti e come si sono create?? La classificazione di riferimento è quella di Miller. Da qui, impostare il piano di trattamento, che varia a seconda della diagnosi: approccio conservativo (intervento solo sui colletti dentari esposti, in caso di recessioni gengivali minime), intervento chirurgico mucogengivale (tipo lembo peduncolato associato o meno ad innesto palatale), intervento su eventuali pre contatti occlusali - parafunzioni - abitudini viziate. Quello che scrivo è soltanto un indicativo. Ovviamente dovrebbe recarsi in uno studio dentistico dove è presente un Parodontologo e Chirurgo Mucogengivale, da cui farsi visitare, per avere un quadro chiaro e definitivo della sua situazione e appunto valutare come risolverlo.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Stefano, le recessioni sono un sintomo, non una malattia. Prima di pensare ad innesti o comunque ad una chirurgia, bisogna capire perchè ha questo problema. Una recessione può venire per una malocclusione, per errore nello spazzolamento ecc. Si deve curare la malattia, non il sintomo. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Stefano, le recessioni gengivali con erosione della struttura dentale a livello del colletto riconoscono diverse cause ma occorre non dimenticare che essi possono essere annoverati fra ,secondo la letteratura gnatologica funzionale, i cosidetti "Dental Flags" e cioé i segni dentali di un rapporto occlusale non corretto. Per dirimere la questione non é certo sufficiente e dirimente una generica visita gnatologica usuale ma occorre procedere attraverso l'interpretazione del meccanismo neuromuscolare che determina funzioni e parafunzioni del sistema stomatognatico (ossa, muscoli, denti, gengive, etc. ). Ciò lo si può ottenere esclusivamente in maniera strumentale computerizzata che, per mezzo di specifici tests, determina e misura i possibili traumi dentali che possono essere alla base del suo disturbo.
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Stefano dovrebbe ricercare uno in cui opera un igienista dentale laureato o abilitato dal ministero della sanità, perché questa figura è essenziale nel suo caso per i trattamenti e soprattutto per il mantenimento. Si faccia rilasciare sempre tutto per iscritto dai risultati previsti e la loro durata nel tempo, eviti per questo gli studi che promuovono la visita gratuita.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Due valutazioni sono importanti parodontale ed ortodontica, paradontale x valutare la situazione dei tessuti di sostegno dei denti ed ortodontica per capire se la posizione dei denti ha importanza sullo stato dei tessuti di supporto. Si affidi a degli specialisti di queste due branche odontoiatriche. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

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