Domanda di Otturazioni Conservativa

Risposte pubblicate: 6

Ho sostituito le vecchie otturazioni in amalgama con degli intarsi.

Scritto da Mario / Pubblicato il
Buongiorno. Nei primi mesi del 2009 ho sostituito le vecchie otturazioni in amalgama (in quanto sotto erano presenti ancora delle carie) con degli intarsi. L'operazione ha coinvolto alcuni molari sia nell'arcata superiore che inferiore. Da circa 10 giorni quando bevo un liquido freddo, su uno di questi denti (penultimo a sinistra sopra)avverto per un secondo una fitta acutissima. Percepisco questa fitta solo con il freddo e non con il caldo. Il mio nuovo dentista mi ha detto che la tecnica dell'intarsio eseguitami in precedenza da un collega, seppur risultasse esteticamente bellissima poteva aver avuto una piccola infiltrazione. Nel dente dolente ha notato un colorito non normale su un lato dello stesso. Poteva trattarsi di una carie interna. Il suo consiglio e' quello di procedere in tempi brevissimi alla rimozione dell'intarsio, pulire l'eventuale carie e applicare una classica otturazione in amalgama, piu' brutta a livello estetico ma molto piu' sicura rispetto ai nuovi intarsi. Vorrei un vostro parere a riguardo. Siete in linea con cio' che mi ha detto il dentista? Non ci sarebbe la possibilita' che questo dolore si attenui nel tempo evitando di togliere l'intarsio? Consigliate di agire tempestivamente? Grazie mille.
Sig. Mario mi trova in accordo con la probabile diagnosi del suo odontoiatra, per il restauro dovrebbe richiedere forse qualche altra soluzione più estetistica, garantisco che esistono.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Signor Mario, una radiografia è necessaria per confermare l'eventuale infiltrazione. La sintomatologia dolorosa Le sta indicando che bisogna agire. Non conosco l'entità  dell'intarsio, comunque sia, l'intarsio se effettuato ad arte non ha nulla da invidiare ad altri procedimenti.

Scritto da Dott. Angelo Raffaele Izzi
Lainate (MI)

Caro Signor Mario...togliere un intersio per capire se c'è una carie è assurdo...si fa una diagnosi prima e poi si decide...andando sul sicuro...basta una visita da un buon Dentista per questo: percussione assiale e trasversale...Rx endorale...e stimoli termici: il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!...se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esci più con la vena danneggiata...si ha pressione che può anche scatenare dolori forti...o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi...e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti...però è sufficiente da parte del dentista fare un semplice esame che si chiama di stimolazione termica: si saggia la risposta del dente ad un liquido che abbassa la temperatura istantaneamente a qualche grado sotto zero...dai 37 gradi che abbiamo in bocca...a -4 , il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente và devitalizzato... ...ora non potendo raggiungere gli apici delle radici per la presenza della corona...per via normale...li si raggiungono per via retrograda ...sigillando..gli apici con MTA o Amalgama chirurgica priva di zinco...Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Togliere un intarsio significa, quasi sicuramente, distruggerlo. Se l' intarsio è stato fatto e cementato a regola d' arte (diga di gomma ecc.), difficilmente si risolve qualcosa togliendolo e sostituendolo con un'amalgama, può darsi che la sensibilità sia un fatto dovuto alla profondità della cavità e che, anche rimuovendolo poi il dente necessiti la devitalizzazione comunque; per cui le consiglierei di aspettare un mese, se la sensibilità non accennasse a diminuire (cosa possibile visto che è solo da dieci giorni che ce l'ha), o se aumentasse, si può anche valutare la possibilità si devitalizzare il dente, come ultima ratio. Se l' intarsio è in composito è facile forarlo al centro per accedere alla polpa, senza rimuoverlo.
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Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

L'amalgama NON E' assolutamente più sicura rispetto agli intarsi. Non uso amalgame da oltre 15 anni, e non ne sento assolutamente la mancanza. Verosimilmente ci sono dei problemi in quell'intarsio. Senta altri pareri.

Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Le sconsiglio di rimuovere l'intarsio soprattutto per tornare all'amalgama! Le suggerisco di attendere perchè l'inevitabile irritazione del rimuovere un'amalgama e la cementazione di un intarsio potrebbe darle qualche fastidio per qualche giorno. Saluti

Scritto da Dott. Luigi Balestriere
Arezzo (AR)