Domanda di Ortodonzia

Risposte pubblicate: 9

Come può un trattamento ortodontico fatto male provocare una pulpite?

Scritto da Claudia / Pubblicato il
Gentili dottori, ho 20 anni e ad 11 anni ho fatto un ortodontia con il cosiddetto arco bimetrico di Wilson per risolvere una seconda classe con denti molto sporgenti. L'ortodontia è durata un anno circa ma, una volta finita ho riscontrato un difetto di funzionalità:gli incisivi superiori bandati mi danno dolore!non riesco a strappare il cibo e provo dolore solo a mordere il labbro (il dolore è una sensazione del tipo "dente addormentato", costante con momenti in cui ho delle fitte e ipersensibilità a stimoli che normalmente non inducono ipersensibilità, ad esempio bere acqua a temperatura ambiente, il dolore non mi permette di masticare ma è un pò azzardato parlare di dolore da pulpite)adesso a causa del dolore e del fatto che il primo trattamento ortodontico è recidivato mi sono rivolta ad un altro specialista che mi ha bandato tutti i denti e sta usando forze molto leggere per questo motivo. Adesso sono a fine trattamento ortodontico (secondo il mio dentista si tratta di finiture) ma il dolore non è passato e, anche se il mio dentista nota che nella radiografia non vi sono segni di lesioni apicali, necrosi etc...non esclude il rischio di pulpite/iperemia e mi ha proposto, se il dolore è poi cosî forte di devitalizzare i 4 incisivi superiori. La mia domanda è: come può un trattamento ortodontico fatto male provocare una pulpite? (non ho mai avuto traumi o microtraumi in passato)ho altri amici che hanno fatto l'ortodonzia ma NESSUNO ha avuto mai questi problemi! Il mio attuale dentista poi mi aveva assicurato che con una ortodontia fatta bene sarebbe passato tutto. E inoltre volevo chiedervi, secondo voi é opportuno devitalizzare degli incisivi(mi hanno detto che in seguito vanno messe faccette estetiche o capsule, ma io ho solo 20 anni!) ribadisco che il dolore non è quello lancinante di una pulpite, ma è fastidioso,a  volte molto forte e mi impedisce di strappare il cibo. Grazie a tutti voi delle risposte.
Sig. Claudia, non esiste il forse, le lesioni periapicali ci sono o non ci sono, così anche la necrosi se c'è va curata. Controlli se chi opera su di lei è iscritto all'ordine dei medici e poi si faccia mettere tutto per iscritto, senza preoccuparsi ora delle faccette. Ci tenga informati.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Claudia, il suo racconto mi sembra poco verosimile in quanto alla sua giovane età pensare ad una pulpite e ad un'eventuale terapia canalare degli incisivi mi sembra paradossale pur volendo ammettere che siano state usate forze ortodontiche non leggere e che, comunque, al massimo avrebbero potuto determinare un danno al parodonto. Ne parli con il suo dentista in maniera chiara e non equivocabile. Cordialmente

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Cara signora Claudia, certamente le sarà stato spiegato che l'arco bimetrico di Wilson (Ortodontista ed Ingegnere Statunitense) è una variante di un arco con molle compresse, che non ha bisogno però di brackets ma di un dispositivo particolare costruito apposta! Ma veniamo al secondo Dentista che non esclude il rischio di pulpite/iperemia (: E' semplicissimo, con una visita clinica e prove termiche fare una diagnosi :).Le prove termiche fatte durante la visita clinica mostrerebbero dati che le spiego dal punto di vista etiopatogenetico, istologico e clinico: nella iperemia attiva , il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dagli stimoli termici, in questo caso il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!Se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti, tipici della Pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono = necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI è invece sordo profondo e non pulsante. Potrebbe avere delle sinalgie, infatti esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certo che si arriva ad una diagnosi.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La prima domanda che le farei è: ha abitudini viziate tipo morsicare penne, unghie o labbro? La seconda: il dolore e' maggiore al mattino quando si sveglia o nei momenti di impegno massimo al lavoro o quando fa sport? Se le risposte sono negative passerei alle prove di sensibilita' etc.. Poi si dovrebbe vedere come sono i suoi movimenti di disclusione, protrusione etc..

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Gentile Sig.ra Claudia, se sono state usate forze eccessive o sbagliate dovrebbero esserci danni parodontali e non pulpite. Mi riempie di perplessità anche le faccette, mi sembra una terapia senza senso. Ammettendo che gli incisivi siano in necrosi a cosa servirebbero le faccette, a mascherare che cosa? Se dopo la terapia endodondica si vogliono prevenire eventuali fratture ha più senso perno moncone e corona. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Non capisco, sono 8 anni che hai dolore agli incisivi?? Se hai fatto ortodonzia a 11 anni, ed è durato un anno (ti credo che è recidivato), e poi è iniziato il fastidio e il dolore, vuole dire che sono otto anni che lo sopporti. Dico bene??

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Claudia, un trattamento ortodontico, seppur fatto malissimo, non può provocare una pulpite. Possono esserci effetti collaterali, ma per poter comprendere il suo problema e fare una diagnosi di certezza è necessario fare un accurato esame clinico adiuvato da una serie di prove (test di sensibilità, radiogrfaie, etc). Cordialmente

Scritto da Dott. Umberto Tersigni
Palermo (PA)

Cara Claudia è indubbiamente difficile rispondere al quesito senza una visione diretta del caso,ma da ciò che racconti e dalla descrizione di ciò che hai subito negli anni precedenti potrebbe far propendere per un sovraccarico occlusale del settore frontale dovuto ad un deficit di supporto dei denti posteriori. La mancanza di una corretta Verticentrica,che è in sostanza l'altezza dei denti posteriori ed una traiettoria neuro-muscolare scorretta sono daltronde tipici delle seconde classi e ciò rappresenta sicuramente motivo di recidiva e possibili fenomeni algici a livello del settore frontale superiore. Occorre analizzare ,con opportune strumentazioni,sia da un punto di vista tridimensionale che con l'interpretazione elettromiografica, lo sforzo e la funzione dei muscoli elevatori della mandibola la e traiettoria di chiusura dentale in quel piccolissimo spazio che viene definito come spazio libero che avviene continuamente ad ogni deglutizione (3000 volte al giorno) e stabilire che non vi sia una prematuranza occlusale continua sui denti che risultano sensibili. Ovviamente nessun clinico è in grado di comprendere ad occhio tale anomala situazione ma occorre procedere attraverso opportuni esami condotti con strumentazioni computerizzate che forniscono dati chiaramente interpretabili. Per il resto siamo nel campo delle ipotesi di ogni diverso operatore.Cordiali saluti Michele Lasagna
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

Avrai capito, cara Claudia, che è difficile consigliarti senza visita. Il tuo caso è complesso, e certe tue affermazioni non chiare. Mi rivolgerei a Torino ai dottori Garino che dovranno risolvere il tuo caso. Cordialmente

Scritto da Dott. Edmondo Spagnoli
Lecco (LC)
Consulente di Dentisti Italia