Domanda di Odontoiatria

Risposte pubblicate: 5

E' proprio necessaria l'estrazione?

Scritto da Sergio / Pubblicato il
Buongiorno Dottori; ho fatto una panoramica ed il referto del radiologo è stato il seguente: - Disidontiasi con germe incluso a carico del 48 - netti segni di periodontite con rarefazione ossea a carico del 36 - carie mesiali multiple Per il dente 48 non riscontro attualmente alcun fastidio. Per il dente 36 non riscontro dolore nè sensibilità al caldo ed al freddo; ma affianco alla gengiva mi si è creato un ascesso. Sono andato da due dentisti ed entrambi mi hanno consigliato l'estrazione (del 36) seguito da un impianto. Mi chiedo se è proprio necessaria l'estrazione o se c'è una qualche possibilità di potermela cavare con qualche trattamento endodontico. In attesa di una qualche gentile risposta porgo i più cordiali saluti.
Se con visita e radiografia le hanno consigliato l'estrazione non vi è motivo per noi di vere dubbi. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Sergio, se 2 odontoiatri concordano per l'avulsione, non possiamo certamente noi a distanza senza la minima conoscenza del caso sapere se esiste un eventualità di possibilità di salvare il dente; per cui si affidi a una di queste buone mani, con preferenza all'odontoiatra che non le ha eseguito la visita gratuita.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Chirurgia Parodontale con innesti ossei o rigenerazione ossea parodontale profonda con menbrane. Da casistica del Dottor Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Caro Signor Sergio, troppe volte ho visto durante visite cliniche situazioni simili alla sua di denti con tasche parodontali e osteolisi periapicali e periradicolari (periodontite con rarefazione ossea a carico del 36, descritta nel referto da un radiologo che tra l'altro non sa neanche che non si dice periodontite ma Parodontite)! Mi scusi ma è Cultura Generale Medica la cui mancanza è inammissibile in un Medico, in questo caso un Radiologo. Osteolisi periapicali e periradicolari, dicevo per le quali tanti Dentisti consultati dal paziente gli hanno proposto la avulsione del dente (estrazione) per inserire un impianto, per dirle che in linea di massima, non potendola vedere clinicamente, si tratta di un Dente in Necrosi che basta curare endodonticamente e parodontalmente per poterlo salvare. Tra l'altro "sparare" un impianto senza neanche aver tenuto presente che è in essere nella sua bocca una Parodontite e non avere Diagnisticato di che tipo e pianificato una terapia che va fatta , nel caso, comunque, prima di un impianto, se eventualmente la qualità dell'osso fosse, eccezionalmente alta, è proprio sbagliato! Le spiego qualcosa sul dente in necrosi e poi sulla Parodontite. Per il Dente in Necrosi, i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa (rarefazione ossea che è descritta)per arginare l'infezione stessa e difendersi.Tolti i microbi con la terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda, se fossero presenti ostacoli insormontabili come perni non rimovibili etc (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per quanto riguarda la Parodontite, bisogna visitarla clinicamente con due visite intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perchè è stato escisso il tessuto di granulazione presente!Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Altroché impianto! È stato inoltre dimostrato da Ebersole che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/2, 1/3, 1/5 di mm. all’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Dalla Parodontite si guarisce. E' un discorso difficile da fare via web! Sì si guarisce se intendiamo per guarigione, la ricostruzione o rigenerazione dei difetti ossei, la eliminazione delle tasche e quindi il riattacco della gengiva al dente, la immobilizzazione di denti con mobilità di 1°, 2°, 3° grado spesso col l'ausilio di Legature Parodontali o addirittura Protesi Parodontale e se si fa poi per tutta la vita una terapia di mantenimento con Curettage e Scaling di regola ogni Tre mesi nei primi due anni (tempo di rigenerazione ossea) poi se la situazione lo consentisse diradandole ad una ogni 4 mesi e poi col tempo ad una ogni 6 mesi salvo riprendere ogni tre mesi al primo segno di "recrudescenza della malattia"! Questo perché il sistema immunitario non lo possiamo controllare sempre, a volte si ma sempre no. La Parodontite etiologicamente e patogeneticamente ha origine dall'interazione batteerica col sistema immunitario locale e generale! Però se avremo chiuso la porta aperta di accesso ai microbi, costituita dalla tasca parodontale, e ricostruito in parole semplici e povere quello che la malattia ha distrutto, attuando innesti ossei o rigenerazione ossea parodontale profonda con membrane, possiamo dire che la "Guarigione" è stata raggiunta! Ho pazienti curati 36 anni fa che sono in perfetta salute parodontale dopo tutti questi anni. Ma sono stati scrupolosi nel seguire la terapia di mantenimento che la si deve considerare un proseguimento della terapia iniziale e non una profilassi facoltativa! Poi nel corso della vita, in occasione di possibili recrudescenze della Malattia Parodontale, potrebbe essere necessario reintervenire in quel punto e per quel motivo preciso, ma mai si avrà una recrudescenza che coinvolga tutta la bocca come all'inizio della malattia al momento della terapia! Quindi stia tranquillo veramente. Dalla Parodontite se ne esce fuori, si guarisce e la si controlla. Molta importanza ha la sua situazione Clinica Sistemica e la Presenza di Patologie che interferiscono sul sistema immunitario ed ormonale come per esempio Diabete Mellito, Tiroiditi, Mesenchimopatie, Hiv, mille altre patologie specialmente Epatiche, Immunitarie, Ematologiche di cui lei non ci parla. Ecco perchè è difficile rispondere. Se fosse perfettamente sano in tutto, la Guarigione sarebbe "certa" seguendo le indicazioni espresse su terapia e mantenimento. Mi sembra che il suo Dentista Parodontologo non abbia centrato il problema reale! Le lascio un Poster di esempio di chirurgia ossea parodontale ricostruttiva ed in basso rigenerativa! Un caro in bocca al Lupo gentile Signor Sergio. Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Sergio, un dente bisogna sempre salvarlo. Vi sono dei casi in cui purtroppo non è possibile. Senza una visita e la visione delle lastre non possiamo dire in quale delle due situazioni ricade il suo dente. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Relativamente al 48, se asintomatico e non crea problemi particolari in arcata (ad esempio a carico del molare precedente), può tranquillamente non estrarlo. Per ciò che riguarda il 36, il discorso è un po' più complesso e sarebbero utili delle radiografie che purtroppo non ci ha fornito. Dai problemi che lei riferisce, il dente in questione, oltre ad essere cariato (immagino che le "carie mesiali multiple" siano riferite a quello), presenta problemi importanti parodontali (parodontite, ascesso pardontale etc etc). La devitalizzazione, di per sé, può non essere indicata per il semplice fatto che, se la carie è piccola può essere curata senza necessariamente devitalizzare il dente, e, inoltre, ai fini parodontali non giova particolarmente (dato che il problema è appunto a carico del parodonto e non del dente in sé, da quello che capisco). Chiaramente è opportuno fare tutto il possibile per mantenere il dente in arcata il più a lungo possibile (quindi curare la carie, devitalizzare solo se necessario, un'accurata pulizia dell'area parodontale coinvolta con curettage - antibiotico locale etc etc), ma, se nonostante questi trattamenti non si ha remissione significativa dei sintomi - segni clinici nel tempo, alla lunga, potrebbe convenirle l'estrazione. Tenga conto che, proprio a causa dell'importante rarefazione ossea causata dalla parodontite in corrispondenza di questo molare, l'inserimento di un impianto non dovrebbe essere molto semplice (proprio per mancanza di osso), ma richiedere tempi di attesa più lunghi - rigenerazione dell'osso andato perduto e solo in un secondo momento, se possibile, l'inserimento dell'impianto stesso. Quindi valuti bene tutti questi aspetti, prima di decidere sul da farsi.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia