Domanda di Odontoiatria

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Recessione gengivale e gengivite

Scritto da Elena / Pubblicato il
Gentili dottori Salve mi Chiamo Elena ho 19 anni. Da un anno soffro di gonfiore alle gengive, prima quando mi lavavo i denti sanguinavano. Il mio dentista mi ha spiegato che la recessione e il gonfiore è causato da una tecnica sbagliata di pulizia denti, li ho sempre lavati in modo orizzontale e troppo energicamente tutto ciò mi ha provocato la gengivite. Mi sono sottoposta a 2 sedute di igiene e mi ha prescritto un collutorio a base di clorexedina 0.12 mattina e sera. La situazione è migliorata non mi sanguinano più, ma alcune gengive sono ancora gonfie. Ne ho parlato con lui, ma ogni volta si arrabbia mi ripete di stare tranquilla perchè lui è il medico sa quello che deve fare, ma a questo punto ne dubito. Ho paura perchè il gonfiore non passa, su internet ho letto che la gengivite è il primo stadio della piorrea ho paura di perdere i denti. Grazie
Il semplice laser a diodo sterilizza a fondo e promuove la guarigione gengivale meglio di qualsiasi altro presidio terapeutico esistente

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Poster sulla Gengivite. Clinica e Terapia. Da casistica Dr. Gustavo Petti e Dr.ssa Claudia Petti Parodontologi di Cagliari
Cara Signora Elena, stia tranquilla, la Gengivite si cura! Basta però curarla! Non si procede per tentativi ma una terapia la si imposta solo dopo una Diagnosi ed una Diagnosi ci deve essere per forza!Ha descritto sintomi che possono essere parodontali o stomatologici di patologie orali, se quanto segue come la doppia visita parodontale intervallata dalla preparazione parodontale iniziale con Igiene Orale, Curettage e Scaling e Root planing, Serie completa di Rx endorali, modelli di studio Gnatologici e Parodontali e soprattutto doppio sondaggio parodontali in prima e seconda visita di rivalutazione, allora manca qualcosa di estremamente importante per la Diagnosi! Così come mancherebbe se non fosse stata fatta una accurata anamnesi clinica sistemica oltre che odonmtostomatologica totale! Tenga presente che spesso esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certa che si arriva ad una diagnosi. Tenga inoltre presente che la visita Odontoiatrica deve essere totale.Questa plurispecialità della visita che comprenda anche un sondaggio parodontale totale e completo, deve essere parte costante in qualsiasi Visita anche solo Generica Odontoiatrica per qualsiasi motivo sia stata fatta e che in genere non viene mai fatta, invece, purtroppo! Quindi ha bisogno di una semplice visita Parodontale a questo punto da un Parodontologo affermato, se il suo Dentista non avesse fino ad ora mai fatto un Sondaggio Parodontale!Le spiego qualcosa sulla Gengivite e sulla Parodontite affinchè non rimanga nella più completa ignoranza di questa malattia che è stata indubbiamente meno "aggressiva" delle devastazioni Odontoiatriche Iatrogene! Ecco:L’aspetto a buccia d’arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell’epitelio (dall’esterno all’interno) con il connettivo (dall’interno all’esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, le zone depresse a proiezioni epiteliali. Quando si ha una flogosi di questi tessuti, praticamente questa compenetrazione viene meno per distruzione delle fibre connettivali e l’aspetto a buccia d’arancia non si ha più: siamo di fronte alla famosa GENGIVITE ,questo è un dato clinico obiettivo importante da ricercare. La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell’epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall’interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole), che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l’ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l’aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell’azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d’occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo".ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recidive etc.) la "terapia parodontale", spesso,per la sua importanza e complessità, coinvolge tutta l’Odontoiatria. La Gengivite si cura con il Curettage e Scaling che è in grado di rimuovere il tessuto di granulazione presente e di rimuovere così anche il 99% della carica batterica presente. Ovviamente, a seconda della situazione clinica, il Curettage e Scaling e Root Planing vanno ripetuti ogni tre mesi o a cicli e tempi da stabilire!Le lascio un Poster che spiega cosa sia la Gengivite e quale sia la sua terapia! Ripeto stia tranquilla e serena perchè non è NIENTE, ma si rivolga ad un Parodontologo affermato o ad un Dentista che si occupi anche di Parodontologia in modo competente, non è necessario essere specialisti in Parodontologia per curare una Gengivite, è più complessa la Diagnosi, nel caso! Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Elena, ora si attenga alle istruzioni del suo odontoiatra, se tra 3 mesi non avrà miglioramenti, potrà renderlo responsabile delle sue cure.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Posso confermare che la gengivite non è una malattia mortale, almeno al momento in cui questa nota viene scritta. Posso confermare che lei non perderà i suoi denti in una notte, ma ci vuole qualche decennio di perseveranza a tenere i denti ben sporchi, e poi ancora non basta. Ci vuole qualcosa di più, disgrazie della vita e avversità del destino, con uno stato di salute generale molto traballante. Il suo medico si arrabbia e "sa quello che deve fare". Noi che scriviamo possiamo arrabbiarci senza una conclusione. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Come spesso si vede qui, c'e' una cosa a cui, a volte, non viene data la giusta importanza, cioe' la diagnosi. Una diagnosi corretta con lastre e sondaggi mette il dentista sulla strada di una terapia di successo. Nel suo caso occorre sapere questo per poi impostare un piano di trattamento coerente

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Bisogna che si rivolga da un parodontologo e si faccia formulare una diagnosi precisa; da lì poi partire per una terapia appropriata.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Gentile signora sappia che un'errata tecnica di spazzolamento, soprattutto se orizzontale ed energica può causare recessioni gengivali (le gengive si ritirano), mentre il gonfiore è tipico dell'infiammazione, che può essere causato dalla mancata rimozione della placca ed è dunque anch'esso compatibile con un'errata tecnica di spazzolamento. Le consiglio di attenersi alle prescrizioni del suo terapeuta qualora abbia fiducia in lui o cambiare dentista se il rapporto fiduciario è venuto a mancare. Cordialmente,
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Scritto da Dott. Vincenzo Gueli
Catania (CT)

Gentile Sig.ra Elena, la gengivite si cura benissimo, ma non è detto che “solo”due sedute di igiene risolvano la situazione. Poi bisogna fare una corretta diagnosi con sondaggio e status radiografico. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente sicuramente una tecnica diversa ma soprattutto l'utilizzo del filo interdentale devono impedire il sanguinamento, altrimenti servono altri accertamenti. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Gentile Sig. Elena, in linea di massima quanto fatto dal suo dentista è sufficiente per controllare l'infiammazione gengivale definita "gengivite". L'uso del collutorio prescrittole non va fatto però all'infinito, ma va integrato con una corretta tecnica di igiene orale domiciliare adeguatamente insegnatale. Le recessioni possono essere secondarie ad errata tecnica di spazzolamento ma non solo ad essa, riconoscendo anche altri fattori. Lei afferma che nonostante sia cessato il sanguinamento le gengive appaiono ancora gonfie, però non ci dice se siano anche rosse e/o dolenti. Esistono precisi parametri di valutazione oggettiva dello stato di salute gengivale, sia a livello di screening generale che settoriale, come del resto esistono criteri di valutazione parodontale ( come ad es. sondaggi parodontali e radiografie ), atti a valutare l'esistenza di un altro tipo di patologia più complessa e grave della semplice gengivite, che appunto si può associare ad essa. Di ciò però non sappiamo niente da Lei né se sono state impiegate dal suo dentista per fare diagnosi e diagnosi differenziale. Posso solo aggiungere che se esistesse una morbilità parodontale non bastano certo due sedute di igiene. Per dirimere i suoi legittimi dubbi chieda chiarimenti al suo dentista e poi decida se attendere ancora o fare altre scelte: brutta cosa la supponenza!!
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Scritto da Dott. Massimo Scaramelli
Ospedaletto (PI)