Domanda di Odontoiatria

Risposte pubblicate: 11

Gli impianti hanno una loro carta d'identità? C'è la possibilità del rigetto di un impianto?

Scritto da GIOVANNI / Pubblicato il
Abito in provincia di Pavia. Volevo sapere se questo preventivo rientra nella norma: 2 rialzo del seno mascellare q1q2 =5000 2 mantenimento di cresta (26-27-16-17)1200 5 impianti 15-16-17-26-27 =6000 tot 12200. E' vero che gli impianti hanno una loro carta d'identità? C'è la possibilità di un rigetto? Mi sembra di aver capito che il rialzo del seno lo faccia ( lo dico cosi brutalmente) con osso di maiale. Grazie delle risposte e buona giornata.
Il preventivo, pur non significando nulla, è nella media. Gli impianti (almeno le marche più famose ) hanno una spece di tesserino di riconoscimento che ne individua marca modello posizione ecc... Parlare di rigetto per gli impianti è errato. Questo non avviene mai perchè e peculiare di un organo trapiantato che l'organismo riconosce come estraneo, not-self e lo rifiuta. Per gli impianti invece si pùò parlare di mancata osteointegrazione (solidarizzazione intima di impianto e ossso) che in genere è una complicanza legata a scarsa qualità o quantità dell'osso presente nel sito o frutto di una contaminazione o di infezione del sito. Questi fallimenti implantari si possono evitare quasi sempre rivolgendosi ad un implantologo esperto, che escluderà in partenza stati di salute generale o farmaci assunti che controindicano l'interveto, userà protocolli rigidi e profilassi farmacologica, pianificherà con attenzione ed esperienza i siti più adatti a ricevere le fixture. Una nota: anche se l'osso suino è una delle sostanze che si possono usare per promuovere l'ossificazione del seno max., ci sono alcune tecniche minimamente invasive e semplificate che tendono ad evitare, dove possibile, l'intervento di rialzo dei seni mascellari. Auguri per la sua riabilitazione
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Scritto da Dott. Alessandro Palumbo
Pescara (PE)

Trovo il preventivo assolutamente allineato con le mie tariffe (parlare di media è difficile..) L' osso suino è uno dei riempitivi possibili per la tecnica di grande rialzo del seno mascellare, con accesso vestibolare. Tecnica questa che, se eseguita con i giusti protocolli e indicazioni, ha dimostrato in letteratura percentuali di successo paragonabili all'implantologia tradizionale in osso nativo. Percentuali ottenute proprio con l' uso di materiale particolato osteoconduttore, come quello proposto dal collega. Personalmente uso osso di derivazione bovina, totalmente deproteinato, ma pare che il tipo di particolato non faccia differenza in modo significativo. Buona giornata!
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Scritto da Dott. Alessio Bosco
Sanremo (IM)

Gentile paziente, parlare di prezzi delle prestazioni è estremamente difficile. Proprio come quando si rivolge al suo parrucchiere, ci sarà sicuramente qualcuno più caro o più economico. Allineato o meno alle tariffe delle prestazioni, non può essere giudicato. Purtroppo molte volte risparmiare è sinonimo di ridotta qualità, sia dei materiali sia delle riduzioni delle tecniche. A volte un mio preventivo viene "battuto" da altri che propongono "meno" prestazioni ( i miei colleghi avranno visto molti blocchi superiori di 14 elementi poggiati su 4 impianti...). Alle domande hanno risposto esaurientemente i colleghi Palumbo e Bosco. Se poi vuole, mi contatti: le fornirò indirizzi all'estero (reperiti in rete) dove potrà "risparmiare". Ma... Cordialmente.
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Scritto da Dott. Giuseppe Scandale
Roseto degli Abruzzi (TE)

Sig.Giovanni, ogni libero professionista è libero di applicare qualunque tariffa, quelle che lei cita sono nella media. Gli impianti, hanno una certificazione. Il rigetto, è un termine non perfetto, diciamo che possono non integrarsi. Può essere utilizzato osso di suino per il rialzo del seno mascellare.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Sig. Giovanni, ogni impianto, che non sia un clone, posseggono un talloncino da dare al Pz. dove sono descritte tutte le caratteristiche come: le misure, il lotto, la sterilizzazione, la scadenza, la provenienza. Il prezzo è allineato con il nostro mercato, ovviamente con ricevuta fiscale. All'Est costa meno, ma la qualità Italiana non l'avrà. Per quanto riguarda il riempitivo: osso suino, è equivalente a tutti gli altri riempitivi ed è facoltativo usarli, in quanto ci sono altre tecniche meno invasive e con materiali omologhi tipo il P.R.P. Sono a Sua disposizione per chiarimenti.
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Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Gent.le Sig.Giovanni, come già accennato da diversi colleghi le tariffe dipendono un pò da tanti fattori, non ultimo il tipo di Studio, ma soprattutto la qualità che il professionista che l'ha in cura le ha saputo dimostrare, la sua esperienza, quanto è aggiornato, se fa parte di società scientifiche di cui segue puntualmente congressi e corsi d'aggiornamento; anche il tipo di impianti che le posizionerà incide in un certo qualmodo sui costi: 5 o 6 sono gli impianti di Case produttrici, che hanno fatto negli scorsi 20 anni ricerca costante e migliorato i loro impianti puntualmente. Le case che nascono e muoiono in pochi anni, creando cloni di impianti, non danno una garanzia di sicurezza, perlomeno ai professionisti più precisi e coscienziosi ( certo costerrano di meno... ). Anche la capacità del laboratorio odontotecnico che realizzerà poi i manufatti protesici( corone ponti etc ) può modificarne il valore ma anche il risultato finale. Le sue tariffe in ogni caso sono più o meno allineate alla media nazionale, però non ho capito se sono poi comprese le corone e/o ponti che andranno posizionati sopra gli impianti...! Per quanto riguarda il rialzo di Seno mascellare e il particolato che viene inserito per mantenere il volume d'osso richiesto, diversi sono i materiali in commercio. Anche qui la casa principe che commercializza osso dentigenato e deproteinizzato da molti anni, usa osso bovino e a tutt'oggi in letteratura sembra che nel lungo periodo non ci siano differenze significative nell'usare un tipo d'osso eterologo ( cioè non di origine umana) rispetto all'osso autologo ( cioè quello del paziente ) prelevato da altri siti, orali od extraorali. Cordialmente
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Scritto da Dott. Giuseppe Lazzari
Cernusco sul Naviglio (MI)

Gentile signor Giovanni, desidero risponderle a proposito del "rigetto" che anche lei, come molti pazienti, crede possibile a proposito degli impianti. Non esiste nessun rigetto. Al massimo può esserci la mancata osteointegrazione che vuol dire che non si forma osso intorno alle spire dell'impianto, ma non che ci sia intolleranza verso il titanio. Se non si ha osteointegrazione, cioè se l'impianto non "attecchisce" al primo posizionamento (5% dei casi da statistiche ufficiali), niente di grave, si toglie e si posiziona nello stesso punto, dopo aver pulito l'alveolo artificiale, un nuovo impianto che avrà alte probabilità di avere successo. Il preventivo fattole, per il piano di cura da lei descritto, è in linea con i costi medi degli studi. Cordialità.
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Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Giovanni, sul preventivo non entro nel merito, è vero gli impianti hanno una loro carta d'identità o tracciabilità che ne identifica le caratteristiche. Il rigetto è un termine inadeguato perchè in caso di insuccesso si parla di mancata osteointegrazione in quanto il titanio è un biomateriale. Come riempitivo è in uso impiegare osso eterologo (suino, bovino) osso autologo del paziente stesso; ed anche il p.r.p.(proteine ricche di piastrine) tecnica che prevede un prelievo di sangue del paziente per ottenere un gel piastrinico ad elevata azione osteoinduttiva. Saluti.
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Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Giovanni, a mio parere per un lavoro di qualità l'onorario che ti è stato richiesto è equo; per quanto riguarda il "Passaporto Implantare" esistono molte ditte che lo danno ed è un marchio di qualità e serietà di chi produce gli impianti e ovviamente di chi li utilizza. Per quanto riguarda l'utilizzo di un sostituto osseo di origine suina vorrei confortarti sulla assoluta efficacia di questo materiale (se correttamente utilizzato, ovviamente) e te lo dico con cognizione di causa visto che ho appena presentato ad una giornata di aggiornamento a Milano i risultati di un lavoro di ricerca su questo materiale fatto con il gruppo di ricerca di cui faccio parte diretto dal Prof. Sennerby dell'Università di Goteborg. Sperando di essere stato utile ti porgo cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Massimiliano Lanza
San Donà di Piave (VE)

Caro sig. Giovanni in merito alla sua descrizione il preventivo mi sembra congruo. Gli impianti devono avere un tagliandino che si applica nella cartella clinica indicante la casa costruttrice e il numero del lotto, poi nella scatola c'è scritto il tipo di sterilizzazione e la scadenza. Se le posso dare un consiglio valuti bene i preventivi inferiori in quanto possono celare delle sorprese

Scritto da Dott. Marco Dettori
Sassari (SS)