Domanda di Odontoiatria

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E' il caso di aspettare ancora o mi devo preoccupare?

Scritto da vittorio / Pubblicato il
Salve a tutti spero possiate aiutarmi e soprattutto tranquillizzarmi, sono molto preoccupato essendo una persona ansiosa già di mio. Sono stato da un dentista per un dolore ad un dente che avevo curato già due volte (primo molare inf.destro) e l'ultima volta non ho nemmeno terminato. Praticamente era devitalizzato (male) poi si è fratturato, quindi mi hanno tolto il pezzetto di dente rotto e dopo del tempo ritrattata la devitalizzazione, limato il dente rimasto (forse per farci una corona) e messo un provvisorio. A questo punto non sono andato più dal dentista, ormai da 4 anni. Il provvisorio è andato praticamente dopo 2/3 giorni, quindi sono stato per 4 anni con un dentino (quel poco rimasto)l imato all'esterno e un grosso buco al centro (parte occlusale). Dopo 4 anni però sono iniziati i dolori, la mia ragazza mi ha portato dal suo dentista in un ospedale di Roma. Mi ha detto che andava estratto, e qui comincia il calvario. Prendo 1 pasticca di zitromax per 3 giorni:venerdì, sabato e domenica, il giovedì successivo vado per togliere il dente, con ancora del dolore e un bozzetto sulla gengiva (vestibolarmente nel dente da togliere) glie lo faccio presente e mi dice che quello è un ascesso e via! parte con la prima siringa di anestesia proprio sulla bolla, poi ne fà un'altro paio e via che comincia a rompere e a raschiare. Lavoro molto complicato penso perchè c'era poco dente e per togliere la radice ha scassato molto con un attrezzo che non conosco, niente punti lascia aperto e vado a casa. Finisce l'anestesia e iniziano i dolori, prendo subito un aulin, i dolori riprendono sistematicamente al finire dell'effetto dell'aulin e io ne riprendo un'altro(cosa che odio visto che ho problemi di stomaco). Dolori continuano venerdì e sabato (non dormo la notte), sabato pomeriggio vado al pronto soccorso e mi fanno un toradol in flebo. All'una di notte finisce effetto e ricominciano i dolori fortissimi,fitta pungente al timpano dell'orecchio destro (anche tutt'ora) dolore alla mandibola, stranamente anche alla mascella sotto l'occhio, zigomo, ovunque (il timpano il peggior dolore). Comincio a non andare nemmeno a lavoro domenica parto e vado fino a Roma al pronto soccorso dell'eastman per vedere cosa dice un dentista ma mi conferma solo di prendere l'augmentin che mi ha segnato il pronto soccorso della mia città il giorno prima (ma perchè il dentista dopo l'estrazione non me lo ha dato?) il lunedì mattina parto per l'ospedale dove il dentista mi ha estratto il dente, dopo averlo avvisato del problema, e qui avviene la peggiore cosa che mi sia capitata in vita mia e non auguro al mio peggior nemico, una vera e propria "tortura". Mi siedo e comincia a raschiare nell'alveolo la polpa o non sò cosa, io mi dimeno e urlo e sudo e piango (ebbene si piango a 36 anni mai capitato) lui si ferma e mi fà, fa male? facciamo un pò di anestesia...ma scherziamo!!!non vi dico il dolore dell'anestesia!!e appena fatta l'anestesia riparte a raschiare e io riparto a piangere, urlare e sudare. Ma non si dovrebbe aspettare che faccia effetto? poi chiede del rocefin..credo e mi fa delle punture all'interno di questo liquido rosso. Vado via che ancora piango e piango in macchina e non sò come farò a fare 1 ora di macchina da solo. Prendo un aulin e stavolta solo dopo un'ora fa effetto, addirittura quando l'anestesia aveva fatto effetto (mandibola e labbro addormentato) il dolore non cessava dove mi aveva toccato. Comunque...continuo a prendere l'antibiotico da sabato;da lunedì lo prendo tre volte al giorno ma devo comunque interrompere i dolori con due aulin, uno la mattina che dura fino al pomeriggio e uno la sera che mi fa dormire fino la mattina. Quello che chiedo è il caso di aspettare ancora o mi devo preoccupare? che mi consigliate?grazie a tutti anticipatamente, saluti.
Caro Signor Vittorio, mi veniva voglia di consolarla e di iniziare con "poverino, queste cose qui non devono accadere", poi ho ricordato un detto popolare, i detti popolari hanno sempre una ragione d'essere:" Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!" Lei è rimasto con un provvisorio e poi con una radice esposta per ben quattro anni!Poi ho riletto tre volte il suo racconto ed ho concluso che molte cose non "tornavano" e non sapevo che risponderle perchè in 34 anni di professione un racconto così non l'ho mai sentito! Quanto è "realtà reale" e quanto "realtà diciamo romanzata ? " e lo dico con tutto il rispetto per Lei, naturalmente" Ed allora le dico :Anzichè raccontare, mi scusi, vada da un Dentista che la curi a dovere! e Che dirle se non andare da un Dentista Privato, Libero Professionista, che si prenda cura dei suoi problemi al meglio. In ospedale capita spesso che un paziente venga visto dal Dentista di turno e poi seguito da un altro . Da un Libero Professionista è sicuro che verrà seguito da lui e basta!Nel suo racconto ci sarà tanta verità ma leggo anche un atteggiamento completamente sbagliato "Lavoro molto complicato penso perchè c'era poco dente e per togliere la radice ha scassato molto con un attrezzo che non conosco" chi era un operaio che demolisce le strade col martello pneumatico? E deve conoscere lei i ferri chirurgici per una avulsione chirurgica? o li deve conoscere il Dentista! Il lavoro può sembrare complicato a lei ma certamente non al Dentista a meno che non sia alle prime armi come a volte accade in ospedale o nelle cliniche Universitarie o nei centri low cost, motivo in più per andare da un Dentista Privato! Il consiglio gliel'ho dato, poi faccia come crede!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Vittorio, aspettare 4 anni per decidersi di preoccuparsi del suo dente certo non ha giocato a suo favore tanto da verificarsi una alveolite post-estrattiva (complicanza non frequentissima ma comunque possibile) talmente elevata da procurare i sintomi da lei patiti. Una volta instauratasi l'alveolite spesso è necessario procedere al "raschiamento" dell'alveolo come lei ha descritto. E' probabile che una maggiore attenzione e accortezza eseguendo magari una cospicua ed efficace profilassi antibiotica prima dell'estrazione le avrebbe risparmiato le atroci sofferenze descritte. Le consiglio di consultare un buon dentista per una valutazione ed una diagnosi certa necessaria per procedere con una corretta terapia. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.re Vittorio, direi che bisogna cambiare via di somministrazione dell'antibiotico, bisogna passare da un antibiotico per via orlale a quella per via intramuscolo. Cambierei anche l'antidolorifico, passerei infatti al patrol (una compressa ogni 12 ore). Poi esiste una medicazione da mettere dentro l'alveolo (alveogyl ultra) che può essere utile, ma può metterlo solo un dentista (è per uso professionale). Per il resto bisogna solo aspettare (lo so che brutto sentirselo dire). Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Vittorio, vedrà che adesso probabilmente il tutto si concluderà per il meglio, spero che le sia servita la lezione di non stare 4 anni senza la corretta visita semestrale. Lei è tra i fortunati che ha incontrato solo dolore, pensi ai poveretti che hanno trascurato problematiche oncologiche.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Vittorio, chi è causa dei suoi mali pianga se stesso! Ok, voleva essere solo una battuta ma perchè ha atteso così tanto tempo prima d'intervenire! Le consiglio di affidarsi ad un solo dentista di fiducia e seguire le sue indicazioni e suggerimenti. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Per il futuro è molto importante che lei lavori sulla sua ansia o paura del dentista e riesca a imporre a se stesso dei controlli regolari a cadenza semestrale; pensi solo che questo atteggiamento le avrebbe consentito di salvare il suo dente, con notevole risparmio di tempo, costi e dolore... per quanto riguarda il problema attuale, verosimilmente si tratta di una alveolite secca post-estrattiva, è un'evenienza sfortunata e si cura con la modalità che le è già stata praticata... concordo totalmente col Dr. Tabasso sulle correzioni alla terapia. Le faccio i miei auguri, e le raccomando la PREVENZIONE... le cambierà la vita
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Scritto da Dott. Andrea Balocco
Paruzzaro (NO)

Lettere come la sua dovrebbero essere in via di estinzione, invece ogni tanto fanno capolino. Più che essere d'aiuto a lei (via web si può solo consigliare di decidersi a seguire una terapia seria e in modo continuato) ritengo che sia più d'aiuto ai visitatori occasionali del sito che possono apprendere dal suo sacrificio come la cura della propria bocca sia cosa importante. Avendo amici colleghi che si occupano di altre discipline mediche, non posso fare a meno di notare che le pause che alle volte il paziente si prende tra un intervento e l'altro, anche in presenza di cure non terminate, è allucinante. Provi a pensare a quel paziente al quale viene sostituita una valvola cardiaca. Secondo lei questo paziente potrà dimenticare una visita di controllo dal cardiologo? secondo me no, anzi si segna le prossime tre visite sul calendario di frate indovino... . Il paziente deve essere per primo convinto che le cure che il dentista gli ha prospettato sono utili. Se non ha intenzione di curarsi a dovere, si deve prendere le responsabilità del caso.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Mah, caro Vittorio, purtroppo pazienti indisciplinati come lei, ogni tanto capitano. Lei è l'unico responsabile dei suoi guai, se una radice si è calcificata a tal punto da rappresentare una avulsione complessa e dolorosa. Mi permetta anche di nutrire qualche riserva sulla storia che lei ha qui raccontato, sarebbe bene poter sentire anche la versione del collega che è intervenuto sulla radice del suo dente, per potersi formare un'opinione equilibrata. Si rivolga ad un altro odontoiatra per tentare una terapia antalgica più efficace, con il suo attuale direi che si è interrotto il rapporto di fiducia indispensabile per continuare, ed in futuro cerchi di comportarsi con maggior serietà e diligenza nel suo esclusivo interesse.
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Scritto da Dott. Giuseppe Quarta
Parma (PR)

L'alveolite post- estrattiva va curata, oltre che col curettage della ferita da una buona igiene orale domiciliare. Faccia uso di colluttori alla clorexidina e gel topici piuttosto che di aulin... Sono cose che possono accadere purtroppo....come anche la sua storia!!

Scritto da Dott. Vincenzo Zuccaro
Sannicandro di Bari (BA)

Si tratta dei sintomi di un'alveolite post-estrattiva, che si cura con antibiotici, meglio se intramuscolo, antinfiammatori, raschiamento dell'alveolo, e tanta pazienza. Certo meglio sarebbe stato non trascurarsi così a lungo, anche se non è detto vi sia una correlazione tra le condizioni del suo dente e l'alveolite che poi si è verificata, soprattutto se si tratta di alveolite secca. Cordialmente

Scritto da Dott. Alessandro Francini
Reggio Calabria (RC)