Domanda di Odontoiatria

Risposte pubblicate: 5

Allergia a farmaci e responsabilità del medico curante

Scritto da Vincenzo / Pubblicato il
Salve, la mia domanda è la seguente: un mio parente si è recato dal dentista per un mal di denti, dopo la visita gli ha prescritto un antibiotico che gli ha fatto una brutta reazione. In questo caso il dentista non era obbligato ad informare il paziente, se allergico, che era possibile una reazione al farmaco e soprattutto senza fargli firmare il consenso informato? Mi piacerebbe sapere cosa prevede la legge e il codice deontologico. Ringrazio anticipatamente. Vincenzo
Caro signor Vincenzo...il Dentista ha l'obbligo di fare una anamnesi...nella quale raccogliere tutte le informazioni non solo odontoiatriche ma anche mediche internistiche...come appunto allergie...bisogna però vedere se il paziente ha riferito di allergie o intolleranze ad antibiotici...perchè se non le ha riferite il dentista non ha nessuna colpa...mica vede nella sfera di cristallo...se sono state dette allora ha responsabilità precise...in ogni caso quando si raccolgono i dati per una anamnesi...il dentista deve SAPER CHIEDERE..SAPER FARE LE DOMANDE PER CONOSCERE TUTTO...QUINDI CHIEDERE SPECIFICATAMENTE: "è allergico a medicinali, farmaci, anestetici, cibi o altro?"...e il paziente però può anche dire "bugie" o non ricoordarsi o non pensarci...QUINDI è DIFFICILE STABILIRE LE RESPONSABILITA'!...PER IL CONSENSO INFORMATO LO SI RICHIEDE ALL'INIZIO DI QUALSIASI TERAPIA CHIRURGICA E NON CHIRURGICA..E' UN DOVERE DEL DENTISTA E UN DIRITTO DEL PAZIENTE!
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Ma questo signore è allergico? Ha mai manifestato allergie o reazioni prima? E questo paziente non sapeva dunque di essere già allergico? Se lo sapeva, lui non ha pensato di informare il dentista? Si è dimenticato? Il dentista non gli ha chiesto niente? Il farmaco lo ha comprato con la ricetta del dentista o forse il dentista ha demandato la prescrizione al medico di famiglia che conosce molto meglio il soggetto?? E' possibile che ci siano gli estremi per un risarcimento, le assicurazioni professionali servono a questo, ammesso che il dentista ce l'abbia. E se non ce l'ha, forse è perchè il dentista non è un.. dentista, ma un abusivo?? Ma è stata una allergia o una intolleranza?? C'è una grande differenza. L'intolleranza al farmaco non è prevedibile in nessun modo. QUI STIAMO PARLANDO COME SE FOSSE UNA ALLERGIA, E QUINDI ANAMNESI ETC ETC. MA LO SCRIVENTE PARLA DI UNA BRUTTA REAZIONE: se leggiamo attentamente quello che la gente ci chiede in questo portale, forse possiamo rispondere più correttamente. Se io prendo una aspirina e poi mi fa male lo stomaco, cosa è secondo tutti voi?? Una allergia?? Se io prendo il cortisone e poi mi viene un buco nello stomaco, cos'è una allergia?? Qualcuno si ricorda della laurea in medicina?? Quello che voglio dire è che il parente del paziente che ci scrive, vuole farci ammettere che il collega ha sbagliato. Ma chissà come stanno davvero le cose??
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig. Vincenzo, sicuramente i fatti si sono svolti come lei li ha riferiti, (ma il fatto stesso che sono riferiti da lei per un fatto accaduto ad altra persona può di per sé avere punti di imprecisione). In ogni caso penso che difficilmente il collega che ha prescritto il farmaco lo abbia fatto senza un minimo di anamnesi, anche se non direttamente richiesta, ormai è un automatismo. Penso poi che un atteggiamento così pregiudizialmente accusatorio e rivendicativo nei confronti di un Odontoiatra ( sempre che lo sia) che immagino avrà cercato di aiutare un paziente sofferente con la prescrizione di un farmaco, non renda giustizia all'abnegazione che la maggior parte dei professionisti rivolge quotidianamente a tanti pazienti..Per quanto concerne gli obblighi deontologici, questi non contemplano un consenso informato rilasciato dal paziente solo in forma scritta, essendo sufficiente l'avvenuta informazione anche in forma verbale. Ad ogni buon conto, caro sig. Vincenzo, spesso ci si lamenta di essere trattati dalle strutture sanitarie come numeri e pratiche burocratiche, si imputa al personale sanitario un approccio col paziente scostante e poco umano per poi essere i primi responsabili di un tale atteggiamento di difesa da parte dei medici e dei paramedici: dobbiamo avere più fiducia nella coscienza di medici e odontoiatri per ristabilire un clima di collaborazione e rispetto reciproci che faranno bene ai sanitari ed ai pazienti.
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Scritto da Dott. Maurizio Cirulli
Bologna (BO)

Sig. Vincenzo, la classica domanda di un medico prima di prescrivere un antibiotico è "è allergico a dei farmaci". Questa domanda purtroppo non esclude al 100% un’eventuale allergia. Normalmente, una reazione allergica si manifesta dopo un precedente contatto, per cui, un soggetto può aver assunto una penicillina e ne rimane sensibilizzato, solo alla seconda somministrazione manifesterà un’eventuale reazione allergica. Tutte le persone dovrebbero sapere che esistono delle allergie agli alimenti, ai metalli, ai pollini, ai farmaci ecc. con possibilità di reazioni allergiche, che non devono per forza essere controfirmate dal paziente, anche perché nel suo caso all'interno della confezione c'era sicuramente, un foglietto informativo, che specificava la possibilità di allergia. IL MEDICO DI BASE, QUANDO PRESCRIVE UN FARMACO, FA FORSE FIRMARE QUALCHE CONSENSO RIGUARDANTE E ALLERGIE? Non capisco perché accusare solo il dentista, forse qualcuno conosce poco la nostra categoria.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Il medico non ha nessun obbligo di FIRMARE un "consenso informato". Un modulo prestampato non è inoltre idoneo alla funzione di infomare un paziente. Informare significa altre cose: spiegare, spiegare, spiegare. Si fa in genere con un colloquio, non con un pezzo di carta. E non bisogna confondere quello che è l'atto finale FACOLTATIVO, espresso con una firma, di una informazione OBBLIGATORIA che è a monte, nel colloquio fra medico e paziente. Ma qui si tratta invece di un'altra cosa: una possibile reazione avversa ad un farmaco. Se il suo parente è consapevole di essere allergico, allora non c'era bisogno di nessuna informazione. Se non era consapevole, è una cosa che può succedere, e va segnalata alle apposite agenzie di controllo farmacologico. Per la prescrizione di un farmaco di tipo generico, comunque, NESSUNO fa firmare "consensi informati" di nessun tipo. Dato che al medico di famiglia non è mai richiesto, non vedo perchè il medesimo atto debba essere richiesto al dentista.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia