Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 8

Quali percentuali di successo può avere un impianto se l'apparato osseo è carente?

Scritto da irene / Pubblicato il
Gentili dottori, ho 35 anni e un canino incluso, deciduo ancora in sede. Ho scoperto di aver il 13mo incluso da adolescente, ma non ho mai trattato il problema. Sono affetta da osteogenesi imperfetta, per cui dalla nascita a oggi la mia vita è stata un calvario di fratture, lussazioni, interventi di artrodesi e problemi vari, che mi hanno sempre spinta a rinviare la questione (spesso arrivare alla poltrona del dentista è stato un miraggio, visto che sono sovente immobilizzata). Non ho mai sentito l'urgenza estetica di risolvere la cosa, perchè il deciduo è ancora in sede e nel complesso, sia pur più piccolo del definitivo, il sorriso non ne risente. Il mio ortodonzista dice che si potrebbe tentare una trazione del dente, perchè la posizione non è male, sebbene la mia età e il fatto che il canino non si sia spostato di un mm da una panoramica del 2002 induce a pensare che ci sia un'anchilosi. Per me l'idea di mettere un apparecchio per un anno senza la certezza di un risultato è terrorizzante, ho perso l'udito quasi del tutto negli ultimi anni e ho già molti problemi a comunicare con gli altri. Non mi serve un motivo in più per temere di sorridere. D'altra parte l'idea di un impianto è tutta da verificare, perchè ci vorrebbe un innesto osseo (aspettare i miei tempi di calcificazione sarebbe un suicidio) e poi vedere come va. Lui dice che oggi gli impianti si fanno anche su persone molto anziane che hanno una situazione ossea paragonabile alla mia, basta sospendere i bisfosfonati per un po'. Quel che vi chiedo è: quali percentuali di successo può avere un impianto se l'apparato osseo è carente? qualora mi sottoponessi a una terapia ortodontica, sarebbe possibile effettuare la trazione del canino con un apparecchio fisso linguale? a prescindere dalla posizione, per quanto ho modo di vedere io dalla panoramica, il canino è molto più grosso dell'altro. possibile che riesca davvero a scendere? e una volta sceso, dovrò fare una coronoplastica per renderlo uguale all'altro?
Cara Signora Irene, sarebbe "un suicidio" fare un impianto anche perché si dovrebbe estrarre prima il canino incluso con tutto ciò che ne consegue data la sua malattia. Riportarlo in arcata sembrerebbe essere la via più sicura. Personalmente di fronte ad un canino incluso la prima cosa è stabilirne la posizione, ossia se esso sia vestibolare o palatale rispetto agli incisivi ed altri denti. Ci sono varie tecniche, come fanno notare due colleghe studiose dei Canini Inclusi, in un bellissimo lavoro le Dr.sse Alessandra Marino e Patrizia Massaro e, dico, l’OPT ( la panoramica che ha fatto non serve a niente). Una Rx occlusale Evidenzia i contorni del canino incluso che, se posizionato all'interno della linea che idealmente unisce gli apici degli altri denti, è palatale, mentre, se posto all'esterno, è vestibolare. Regola della Posizione Vestibolare: Se l'angolazione verticale del cono cambia di circa 20° in due lastre successive, il Canino vestibolare si sposterà in direzione opposta alla fonte di radiazioni. In caso contrario di canino palatale, esso si sposterà nella stessa direzione della fonte di radiazioni. Rx endorali con incidenza diversa (regola di Clark o tecnica dello spostamento del tubo). Se il canino si sposta nella stessa direzione del tubo radiogeno, la diagnosi è quella di inclusione palatale. Se il canino si sposta in direzione contraria a quella del tubo radiogeno è in inclusione vestibolare. Infine, se il canino non cambia posizione, è in posizione intermedia, in senso vestibolo-palatale. A questo punto della diagnosi si interviene ortodonticamente, dopo ovviamente diagnosi cefalometrica e ceck up ortodontico, come detto sopra, qualora non vi sia nell'arcata lo spazio sufficiente al suo riposizionamento, prima dell’esposizione chirurgica. Se questo spazio invece ci fosse lo si sposta ortodonticamente previo intervento chirurgico per agganciarlo e "trascinarlo" in sede L’eruzione chirurgica può essere "chiusa", utilizzando un lembo ribattuto e posizionato e liberando nel modo giusto il dente dal tessuto osseo che lo ricopre ,oppure può essere portato in sede con escissione dei tessuti duri e molli limitrofi alla corona del dente che viene ancorata al dispositivo ortopedico. Personalmente pratico una alveolectomia conduttrice di Chatelier, che facilita il riposizionamento chirurgico-ortodontico del canino (in pratica faccio un canale osseo in cui guidare il canino in posizione La legatura che preferisco è quella fatta con un filo di acciaio inossidabile sotto al cingolo del canino incluso o se l’equatore fosse poco pronunciato o assente, faccio una banda, o un intarsio o un perno nella corona del canino! Sempre personalmente faccio tutto questo in una sola fase e tutto è molto "veloce", sempre entro certi limiti che dipendono da una infinità di problemi clinico-anatomo-chirurgici e ortodontici! Ovvio che lo deve fare chi lo sa fare! Ovvio anche che bisogna va lutare bene la sua "Osteogenesi Imperfetta", facendo anche una chiacchierata con gli Specialisti che l'hanno in cura! Cosa potrei dirle di altro che le potesse essere utile? Purtroppo niente senza una Visita Clinica. Ne parli col suo Ortodontista e con lo Specialista che l'ha in cura per la sua "Osteogenesi imperfetta"! Non dice neanche se è di tipo 1 (Malattia di Lobstein ) o di tipo 2 (Sindrome di Vrolik) o di altro tipo (Sindrome di Eddowes). In ogni caso è compromesso molto il collagene, per mutazione genetica. Quindi l'opinione sulla fattibilità di un intervento simili deve essere discussa col suo Medico Specialista che la cura per questa malattia! Ci vuole collaborazione ed umiltà da parte del Dentista e dell'altro Specialista! Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Indipendentemente dalle sue condizioni di salute purtroppo non ottimali, considerando che ha una bella bocca completa (con tanto di tutti e 4 i denti del giudizio e solo un lieve riassorbimento osseo orizzontale) le consiglio assolutamente di tentare in ogni modo il recupero del canino incluso. Il fatto che sia del tutto o in parte anchilosato non impedisce, ad un bravo Ortodontista che lavori in collaborazione con un altrettanto bravo Chirurgo, di "liberare" il canino parzialmente dall'osso alveolare, legarlo con attacco ortodontico, "allargare" di quanto necessario lo spazio fra premolare - incisivo laterale e favorirne una progressiva discesa fino al raggiungimento della posizione ottimale (eventualmente la corona del canino potrà essere leggermente corretta, ma questo è il minore dei suoi problemi). E' vero, possono volerci anche 12 mesi, ma i primi risultati si vedono già dopo poco tempo. Inoltre il canino è in posizione favorevole al recupero in arcata. Estrarlo, rigenerare l'osso, per poi mettere forse in un secondo momento un impianto è un suicidio biologico per la sua bocca (come per quella di chiunque altro) non scherziamo.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Irene, per dire che basta sospendere i bifosfonati per un pò significa conoscere con certezza l'emivita di questi farmaci che ancor oggi è dubbia e variabile, infatti tra le controindicazioni all'implantologia troviamo i bifosfonati. La via chirurgico-ortodontica dovrebbe essere la preferibile, in caso di completo insuccesso prima dell'impianto è sempre possibile un reimpianto e come ultima spiaggia si giocherebbe l'impianto, prendendo anche in considerazione una riabilitazione fissa tradizionale.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La soluzione ortodontica, gestita da mani esperte, è quella più consigliata (in quanto conservativa in tutti i sensi).

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Irene, aggiungo un tassello alle cose precedentemente dette dai colleghi; anche se malauguratamente si decidesse per l'impianto, occorrerebbe spostare i denti per poter avere un canino compatibile con l'estetica perchè il canino deciduo è più piccolo del permanente e lo spazio che occupa è minore dello spazio necessario. Quindi perchè non portare in arcata il canino? Il rischio è inferiore anche se bisogna valutare con uno specialista il rischio dell'intervento di estrazione del deciduo e conseguente aggancio del permanente.
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Purtroppo l'Osteogenesi imperfetta è una controindicazione all'implantologia. Per sua fortuna ha una dentatura completa per cui potrebbe evitare di pensarci...

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Le risposte dei colleghi dicono tutte la stessa cosa. L'impianto e i bifosfonati non vanno assolutamente d'accordo! Lo spazio per il canino su impianto, come dice il dr. Vergiati mirabilmente, non c'è assolutamente e verrebbe una soluzione esteticamente inaccettabile, oltre che difficile da realizzare protesicamente. Dovrebbe quindi fare una ortodonzia preprotesica. ma allora meglio mettere a posto TUTTO, tutta l'occlusione recuperando il canino, che non è assolutamente anchilosato: se non è mai nato (e ha smesso di aver voglia di spuntare durante l'adolescenza, per cui è del tutto normale che non si sia mosso più in età adulta) è perchè bisogna ricreargli lo spazio con l'apparecchio. La unica soluzione è ortodontica. Esistono apparecchi in zaffiro che sono trasparenti, bellissimi, quasi gioiellini, e quasi invisibili. L'intervento per agganciare il canino con l'apparecchio e tirarlo giù forse (questo non lo posso dire da qui) può essere fatto con il laser, un semplice scappucciamento del tutto mininvasivo e senza nessuna conseguenza e compatibile con i bifosfonati. Questi farmaci non credo che li possa interrompere. C'è differenza se si fanno in compresse o in iniezioni: nel primo caso i guai per i dentisti sono minimi o assenti. Invece c'è da pensare a questa problematica di questi farmaci per l'estrazione di tutti i denti del giudizio, necessaria per qualsiasi allineamento ortodontico...
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Salve a tutti i colleghi ed alla signora Irene, non ho nulla da aggiungere sotto il profilo diagnostico terapeutico che abilmente sono stati già analizzati, mi sento solo di aggiungere un consiglio: primo non nuocere. Sig.ra Irene le considerazioni fatte sono tutte valide faccio solo un analisi del costo biologico che una terapia del genere le comporterà. Ogni cosa che facciamo comporta dei rischi e degli insuccessi che sono difficili da prevedere, e che solo lei conoscendo bene le sue condizioni di salute potrà stabilire se se la sente di andare avanti. La situazione attuale potrà rimanere tale ancora per molti anni, ed in ultima analisi potrebbe sostituire il dente da latte con un protesi fissa tradizionale senza rimuovere il canino, il giorno che questo si dovesse rendere necessario. Ciò non toglie che la soluzione più conservativa é il ripristino del canino incluso previo trattamento ortodontico ma con un indagine preliminare tipo una Cone Beam 3D che in via preventiva analizza la fattibile fuoriuscita del canino come le mostro nella foto allegata. Cordialità
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Scritto da Dott. Francesco Baldinucci
Napoli (NA)

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