Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 9

Cosa mi consigliate un'impianto dentale o un ponte..?

Scritto da liliana / Pubblicato il
Salve Dott. Mi chiamo Liliana. Ho subito estrazione circa 15 anni fa di tutti e quattro i primi premolari. oggi uno dei secondi premolari rimasti ossia quello superiore sinistro è stato estratto a causa di un granuloma riscontrato da una panoramica dentale. Referto: lieve rarefazione ossea di 25 e 46. Inclusi, in disodontiasi l'ottavo superiore destro ed inferiore sinistro. Agenesia dei primi premolari inf e sup. (Che poi non era agenesia ma sono stai estratti!). A causa della doppia estrazione ...cioè dei due premolari sup sinistri..mi trovo con uno spazio un pò più grande da poter essere chiuso da un solo dente. La domanda é : cosa mi consigliate un'impianto dentale, anche se c'è rarefazione ossea, o un ponte..? Attendo con ansia un suo riscontro. Grazie in anticipo. Liliana.
È importante rilevare che il granuloma oggi con tecniche endodontiche corrette e sotto diga di gomma (!) è possibile trattarlo con altissime probabilità di successo... purtroppo il 25 è stato estratto, purtroppo soprattutto se il referto della radiografia descrive. La soluzione biologicamente migliore è quella dell'impianto o degli impianti se si volesse chiudere anche lo spazio del primo premolare ma è necessaria una valutazione clinica per capire quale sia la quantità e qualità ossea, la vicinanza del seno mascellare che potrebbe rendere necessario un intervenzo di rialzo del seno mascellare, la presenza o meno di malattie sistemiche come ad esempio il diabete, la presenza di malattia parodontale (piorrea), il grado di igiene orale presente. L'alternativa è un ponte di quattro elementi che rappresenta una scelta più "aggressiva" dovendo limare due denti (canino e primo molare) per sostenere il manufatto protesico. Dovrà essere il suo dentista che assieme a lei consigli la soluzione migliore per il suo caso clinico.
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Scritto da Dott. Paolo De Carli
Majano (UD)

poster di denti cosiddetti "impossibili" curati ed in bocca sani ormai da 25-35 anni a dimostrazione che i denti si devono curare. Da casistica Riabilitativa Completa e Complessa del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Liliana, il Collega ed Amico Dottor De Carli, mi ha preceduto e le ha spiegato già esaustivamente con la sua solita "scioltezza culturale" tutto! Non le nascondo che leggere nella sua domanda "è stato estratto a causa di un granuloma riscontrato da una panoramica dentale. Referto: lieve rarefazione ossea di 25 e 46." è molto avvilente per questa Professione che amo tantissimo, perchè un dente con una osteolisi periapicale lo si deve curare! E' all'ordine del giorno ed è un "crimine" estrarre un dente solo perchè ha un normalissimo granuloma. concettualmente, i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus e quindi l'ascesso che si fa strada tra le fasce muscolari dove trovano meno resistenza, ecco che un ascesso può "emergere" anche abbastanza lontano dal dente di origine, tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Questa rigenerazione "rigenerazione" ossea avviene in molti mesi, fino a 24 mesi! In ogni caso dopo qualche settimana si incomincia a notare il miglioramento della trabecolatura ossea e la diminuzione dell'intensità della zona radio trasparente della osteolisi, cisti o granuloma che fosse, non avrebbe importanza per la terapia, questo però lo si nota, come detto, con una Rx endorale e con un "occhio clinico" esercitato e "capace"!Se non ci fosse la possibilità di rimuovere ciò che ricostruisce il dente, per esempio un perno moncone in oro, per dirne uno o se la corona fosse una Richmond a perno, si procede alla terapia per via retrograda, ossia chirurgica, dall'apice! Le lascio un poster di denti cosiddetti "impossibili" curati ed in bocca sani ormai da 25-35 anni a dimostrazione che i denti si devono curare!Ricordi sempre che l'impianto è una seconda scelta! La sua giovane età può far deporre per scegliere proprio l'impianto ma la bocca deve essere Ortodonticamente, Gnatologicamente e Parodontalmente in ordine perfetto! La decisione quindi è solo Clinica e dopo Visita Clinica come lungamente ed esaustivamente le ho spiegato! Ripeto diffidi di chi procedesse a terapie senza adeguata Visita Completa sul tipo di quella descritta! Questa ovviamente è il mio modo di procedere ad una valutazione Clinica, non è detto che lo debba essere per tutti. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Oramai, granulomi curabili o incurabili, lei i premolari non li ha più, quindi è inutile rigirarsi nel letto con il dubbio che si sarebbero potuti salvare. Imperativo è rimetterli, altrimenti alla sua età andrà incontro a problemi ingravescenti anche di tipo articolare, dai quali si esce dolorosamente, lentamente e ...saltuariamente. Le modalità per rientrare in possesso della sua bocca sono almeno una dozzina, dalla più semplice e lieve anche economicamente, alla più complessa e pesante finanziariamente. Solo lei e il suo dentista di fiducia potrete stabilire quella più opportuna. In bocca al lupo.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Cara Liliana. L'implantologia quando possibile è la prima scelta in caso di riabilitazione dentaria in quanto le permette di sostituire il dente mancante senza interessare i denti contigui. Il vantaggio è doppio sia in termini biologici che economici. Riguardo alla rarefazione ossea se necessario questa può essere rigenerata. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Vincenzo Carpentiere
Barletta (BT)

Nessun dubbio che l'impianto sia la prima scelta, seguendo la sua descrizione. Perché? Perché ha il costo biologico più basso. Inoltre l'impianto è alla portata di tutti i dentisti, anche i meno cari. Discorso diverso nell'ipotesi ponte. Un ponte di alta classe presuppone mani esperte, poi un laboratorio più valido e più caro, poi l'impiego di metalli di struttura di alta qualità e di alto titolo. La decisione deve essere presa solo da lei, e in collaborazione con il dentista di sua fiducia. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Salve Liliana io lavoro oltre che su Roma anche su foggia dove ho uno studio associato con mio fratello se vuole posso farle una visita per chiarirle meglio i pro ed eventuali contro delle varie terapie applicabili in rapporto soprattutto al suo caso particolare. Se vuole mi può contattare all'indirizzo info@studioavvanzo.it specificando che ci contatta tramite dentisti Italia. Dott.ri Pierluigi e Andrea Avvanzo

Scritto da Dott. Pierluigi Avvanzo
Foggia (FG)

Gentile Sig.ra Liliana, la valutazione tra impianti e un ponte va fatta con il paziente esponendo i pro e i contro. Infatti gli impianti sono sempre preferibili a patto che gli spazi siano giusti. L'osso si può sempre ricreare, ma la terapia diventa più complessa e non è detto che in questo caso il ponte tradizionale non sia preferibile. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Liliana, a 33 anni in questa situazione e si preoccupa impianto si o no; non ha mai pensato che con delle semplicissime costanti visite semestrali, probabilmente tutto questo non sarebbe successo! Ora per la sua salute dovrà affrontare le migliori riabilitazioni ad alti costi economici con minor costo biologico; le scelte le lasci al suo odontoiatra.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Liliana è dal non tanto lontano 1990, da quando, cioè, l'università italiana si rese conto, finalmente, che l'implantochirurgia orale doveva entrare nel bagaglio culturale di ogni medico dentista e/o odontoiatra che la mancanza parziale o totale di elementi dentari, al fine della riabilitazione architettonica delle arcate dentarie, va curata assolutamente con impianti endoorali. A questo punto è inutile disquisire dottamente( Lei non ce lo ha chiesto) "sul latte versato" ma è opportuno che si affidi ad un buon dentista per la riabilitazione della sua bocca Auguri Dott. Antonio Di Vito
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Scritto da Dott. Antonio Di Vito
Atripalda (AV)

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