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Domande di Odontoiatria



Domanda di Implantologia

Il medico che mi ha in cura dice che non ci sono rischi di nessun tipo

Maria
Buongiorno, mi rivolgo a voi per un consiglio. Sono in cura da 2 mesi per osteoporosi con un farmaco (acido alendronico in compresse), è fuori valori solo la moc vertebrale. Soffro di grave malattia parodontale, il mio dentista mi ha proposto le estrazioni dei denti compromessi e inserire degli impianti. Vorrei sapere da voi se c'è un rischio (si sente parlare di necrosi ossea) nella terapia che il dentista mi ha consigliato. Il medico che mi ha in cura (ho appurato che non è un abusivo) dice che non ci sono rischi di nessun tipo. Sono spaventata. Ringrazio anticipatamente


Le risposte dei medici

Pagine: 12
Risultati trovati: 13
01-02-2012  
Sig. Maria, il rischio zero non esiste, ma studi scientifici hanno dimostrato che usando corretti protocolli il rischio equivale a quello dell'allergia all'anestetico che è bassissimo. Specifico che la cura che lei sta facendo è ben diversa di una chemioterapia con Zometa, anche se entrambi i farmaci appartengono alla stessa categoria, dove l’utilizzo del chemioterapico può dare la complicanza di osteonecrosi. Perciò, ritengo "valida" la risposta del suo odontoiatra.

Dott. D. Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
01-02-2012  
Gentile Maria, anch'io come il suo dentista la penso allo stesso modo in quanto due mesi di terapia con bifosfonati sono pochi per poter determinare necrosi ai mascellari. Non perda ulteriore tempo. Cordiali saluti

Dott. A. Santomauro
Palermo (PA)
Consulente di Dentisti Italia
01-02-2012  
Tasche parodontali infraossee in Parodontite grave curata con chirurgia ossea ricostruttiva ed in fondo rigenerativa. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari Cara signora Maria, se la Parodontite fosse allo stadio terminale, come presumo debba essere dato che non le è stata proposta nessuna terapia, vorrebbe dire che l'osso è talmente devastato dalla malattia parodontale che i danni che "bifosfonati" possono fare sono talmente più banali dopo solo due mesi di terapia che la qualità ossea dovrebbe essere molto compromessa e quindi non adatta a ricevere impianti plurimi! La quantità di osso si può correggere. La qualità no! Le consiglio prima di fare estrarre i denti, di farsi visitare da un bravo Parodontologo che sondi le tasche parodontali durante la prima visita, faccia una preparazione iniziale parodontale con curettage e scaling e Root planing, una serie completa di Rx endorali in proiezione parodontali, modelli di studio, seconda visita di rivalutazione con secondo sondaggio parodontale arrivando così infine a emettere una diagnosi corretta riguardo alla parodontite, una prognosi ed una eventuale terapia parodontale chirurgica ossea di riabilitazione completa! Se tutto questo che ho descritto non fosse stato fatto, ma si fosse addivenuti ad una diagnosi di Parodontite non trattabile se non estraendo i denti, così con un solo sguardo e non con quanto descritto, si faccia visitare, ripeto , da un Parodontologo che abbia Notorietà perchè vorrebbe dire che chi l'avesse vista in questo modo non solo non sarebbe un Parodontologo, ma non "capirebbe assolutamente nulla" di Parodontologia anche in senso lato!Legga nel mio profilo "VISITA PARODONTALE" così capisce se chi l'ha visitata si intende di Parodontologia, poi "Parodontite (nozioni di etiopatogenesi, clinica, diagnosi)" e "Terapia chirurgica della parodontite La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." Così capisce cosa sia la Parodontite e come si cura. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia, e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia ed Endodonzia, la figlia Claudia Petti, in Cagliari.

Dott. G. Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia
01-02-2012  
Salve Maria. Penso che dopo una così breve assunzione il pericolo di un'osteonecrosi sia veramente lievissimo. Ciò non toglie che si debba seguire una profilassi antibiotica adeguata (solitamente Amoxicillina piu' ac. clavulanico e Metronidazolo) e possibilmente la chiusura dell'alveolo estrattivo tramite lembo chirurgico e sutura. NB: ultime revisioni indicano il valore CTX come non determinante.

01-02-2012  
Gentile Sig. Maria, il rischio di ostonecrosi esiste, ma nel suo caso è bassissimo. Seguendo dei corretti protocolli la soluzione prospettata dal suo dentista è corretta. Cordiali saluti

Dott. M. Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia
01-02-2012  
Concordo con la risposta del collega Faccin. Aggiungo solo una aggravante per il sesso femminile con pregresse malattie tumorali

01-02-2012  
Sono d'accordo. La chirurgia sia il più possibile pulita, ben suturata e adeguatamente coperta da adeguata terapia farmacologica. Siano frequentissimi i controlli (anche ogni due giorni la prima settimana), e sia prestata molta attenzione anche a casa nella cura della ferita, con l'alimentazione e l'igiene. D'altro canto se il trattamento odontoiatrico è necessario, questo va eseguito per forza, e non rimandato in eterno perchè si sta assumendo un farmaco, ma si devono mettere in atto le dovute cautele. Cordiali saluti.

Dott. D. Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia
02-02-2012  
Purtroppo non esistono ancora protocolli precisi, ma solo qualche linea guida proposta da alcuni ricercatori. Posto che le terapie iniettive sono a più alto rischio di quelle per bocca, sicuramente il fatto di essere in cura da poco la agevola. Il consiglio che le posso dare in via cautelativa è quello di alcune delle linee guida proposte, ossia la sospensione dell'assunzione del farmaco tre mesi prima delle cure e fino a tre mesi dopo il termine. Prima di tutte le procedure che possano in qualche maniera traumatizzare l'osso è indicata una profilassi antibiotica. Dopo tali procedure è indicata la clorexidina per uso topoco.

Dott. L. Boschini
Rimini (RN)
Consulente di Dentisti Italia
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