Domanda di Implantologia

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Vorrei sapere se davvero carotare gli impianti sia una cosa non fattibile

Scritto da Pietro / Pubblicato il
Mi rivolgo a questo sito sperando che la competenza dei professionisti che vi collaborano possano aiutarmi a fare chiarezza su un problema che da oltre un anno sta arrecando molti problemi alla mia fidanzata per quello che è per noi, ormai, un vero e proprio "calvario". In sintesi, dopo l'asportazione di parte di tessuto osseo mascellare (in corrispondenza di un incisivo centrale e del laterale attiguo) il medico che l'ha curata ha inserito subito degli impianti (2 appunto,per i 2 incisivi rimossi) senza attendere prima la rigenerazione ossea in tale sede. Da qui i problemi di questa persona sono aumentati considerevolmente perchè gli impianti le provocano fastidio e la gengiva, non avendo osso su cui crescere, ha iniziato a crescere in maniera anomala in direzioni innaturali, oltre ad essere perennemente infiammata. Le 2 protesi inserite in tali impianti non sono per nulla soddisfacenti sia a livello estetico (non corrispondono per nulla agli "originali"), sia, soprattutto, a livello funzionale in quanto portano la mia fidanzata, oltre ai consueti fastidi e dolori sia all'osso che alla gengiva, a problemi funzionali come masticazione e fonazione, obbligandola a posture innaturali della mandibola per pronunciare correttamente alcune lettere. Ci siamo rivolti, per pareri e consulti, ad altri specialisti e tutti ci hanno detto che gli impianti erano stati caricati troppo presto perchè si doveva prima procedere con la rigenerazione ossea e solo in un secondo momento caricare gli impianti, in aggiunta hanno constatato come ci fosse stata perfetta osteointegrazione degli stessi. Uno di loro ci ha detto che il massimo che poteva fare era"tappare le 2 viti"e tentare una gengivectomia, in seguito avrebbe posto una protesi unica (un"unico dente"per intenderci)per i 2 incisivi (gli impianti pertanto sarebbero rimasti in sede ma inutilizzati) perchè ha ritenuto, da par suo, troppo rischioso carotare uno o entrambi gli impianti in quanto, oltre al fatto che erano caricati su una zona già "povera di osso"(considerate che gli impianti praticamente sembra che "partano dal naso", tanto per usare un'allegoria figurata), erano stati posti l'uno troppo vicino all'altro (rendendo inattuabile, secondo lui, anche cercare di carotarne uno soltanto...a tutto ciò aggiungo che oltre a lui, anche gli altri specialisti consultati hanno bocciato l'idea del carotaggio, sostanzialmente adducendo come motivazione il rischio di peggiorare soltanto la situazione già grave considerando che non è mai certo sapere SE e QUANTA porzione ossea eventualmente si recupererebbe). Ciò che ci sembra assurdo è che ci sono persone che subiscono traumi ben peggiori di quello che ha subito la mia fidanzata eppure riescono ad avere risultati "ottimali", lei è provata fisicamente e psicologicamente, da oltre un anno combatte con una situazione che l'ha stressata, provata a livello nervoso e le sta creando molti problemi nella vita di relazione con gli altri perchè si sente sempre fortemente a disagio. Vorrei pertanto sapere se davvero carotare gli impianti sia una cosa non fattibile,se l'unica cosa che si può fare è una gengivectomia o se c'è qualche speranza legata alla rimozione degli impianti(inutili) attualmente presenti e ad una rigenerazione ossea o comunque qualunque altro modo e/o tecnica,perchè questa situazione davvero è letteralmente,da oltre un anno, un vero e proprio incubo. Grazie per l'attenzione e le risposte che vorrete fornirmi. Cordiali saluti. Grazie per l'attenzione.
Gentile Pietro, dalla sua lunga descrizione, il caso della sua fidanzata sembra complesso e confuso e non conoscendo realmente quale è la reale situazione clinica dare una risposta non è professionalmente corretto. Le consiglio di affidarsi ad un dentista con esperienza in implantologia che senz'altro troverà la soluzione se rimuovere gli impianti o, meglio, se è possibile intervenire con una rigenerazione (GBR e GTR) lasciando gli impianti in situ. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Chirurgia estetica Parodontale. Da casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Caro Signor Pietro, la sua richiesta d'aiuto è tanto accorata che ho letto con sofferenza reale quello che sta capitando alla sua fidanzata ed immagino quanto debba soffrire per questa situazione assurda. Iniziamo col dire che è impossibile rispondere adeguatamente senza visitarla clinicamente e strumentalmente. Però, data la mia esperienza le posso dire due o tre cose. Anzitutto lei ha bisogno che la sua fidanzata venga visitata da un eccellente Parodontologo, non da un implantologo che di solito di Parodontologia non ne capisce, mentre è vero il contrario, il Parodontologo in genere è esperto anche di implantologia. Poi le dico che se gli impianti fossero veramente troppo vicini, danneggerebbero col tempo il trofismo dell'osso interimplantare. Questo lo si può giudicare solo clinicamente e con una Rx endorale. Poi sappia che esistono degli interventi di chirurgia ossea parodontale per ricostruire l'osso intorno agli impianti se ce ne fosse bisogno. Poi sappia che l'osso deve avere una forma particolare con una particolare festonatura perchè su di esso si appoggia la gengiva, in parole povere la gengiva assume la forma giusta ed estetica solo se l'osso sottostante ha quella forma che idealmente deve avere. Non solo ma quella forma deve essere seguita anche dai margini delle corone in ceramica sugli impianti perchè la forma delle corone, dell'ìosso e della gengiva si integrano fra loro. se uno di questi fattori è sbagliato, salta tutto in aria, per così dire. Imfine sappia che per rimodellare una gengiva si può fare si una gengivectomia come le è stato detto ma solo se la gengiva aderente è sufficiente e solo se non scopre l'impianto. Se invece non è la gengiva aderente, ma è la mucosa alveolare a essere "deformata", l'intervento di elezione è mucogengivale e non gengivale come la gengivectomia. Esistono Lembi vari , innesti di gengiva e tanto altro. In linea di massima ritengo, così per esperienza che andrebbe però confermata clinicamente, che si debba fare chirurgia ossea parodontale con un lembo muocoperiosteo con innesto osseo ricostruttivo accompagnato da osteotomia osteoplastica. In un secondo tempo forse sarebe necessario intervenire con chirurgia parodontale estetica mucogengivale per la correzione della forma della gengiva.Le lascio una foto di questi tipi di interventi. Legga nel mio profilo "Chirurgia parodontale estetica



Introduzione Divulgativa alla Chirurgia Estetica Parodontale".Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. Pietro, difficile darle una risposta adeguata perché il caso della sua fidanzata è complesso. Rimuovere un impianto osteointegrato effettivamente può essere indaginoso, ma si può fare anche con l'ausilio della piezochirurgia che è molto più conservativa. Comunque vi sono svariate tecniche che possono rigenerare successivamente l'osso perso. Non capisco però se vi è un deficit di osso o di gengiva. Anche la gengiva si può aumentare, non certamente con la gengivectomia ma con un prelievo di gengiva dal palato e l'innesto nella zona interessata. Sono sicuro che il caso della sua fidanzata può essere risolto, non con le tecniche che finora vi sono state proposte. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Pietro, come lei descrive è un caso complesso, ma non penso irrisolvibile, dovrebbe inviarci qualche Rx e foto.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Mi riferisco solo alla lettera della tua descrizione. Quando due impianti sono troppo vicini il danno è irrimediabile. Per troppo vicini si intende meno di tre millimetri,, con eccezioni molto speciali caso per caso. Carotatura: senza tanti giri di parole, è una impresa feroce, vai a vedere in ferramenta una fresa a tazza e capisce perché. Buone notizie: la gengiva "perennemente infiammata" garantisce la perimplantite prossima ventura. La perimplantite non è una malattia naturale come la bronchite o l'orticaria, ma una malattia di recente invenzione causata dagli impianti sfortunati, che in tempi lunghi sono circa un terzo dei casi. Madre natura ha buon senso, si libera dei corpi estranei e gli impianti vengono giù da soli senza anestesia. Cosa fare nell'attesa? Bisogna smontare tutta la ferramenta e rimettere i due tappi di guarigione che gli impianti hanno di fabbrica, e poi progettare una protesi mobile scheletrata che se allestita da mani esperte viene un amore di eleganza e di robustezza, poi alla protesi mobile si devono ancorare uno o due denti in resina fissati (si dice così) leggermente scollati dalla parte infiammata. L'estetica è salva, e pure l'igiene. Quando saremo puliti, si dovrà recuperare un pochino di osso usando della segatura di osso finto o vero, più facile a fare che a dire. Si tratta di una chirurgia di estrema modestia, la grande chirurgia è un'altra cosa. Vedrai che la tua fidanzata avrà migliorato anche il suo carattere. Ultimo consiglio: mettetevi solo con persone serie. Auguri!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Impossibile dare un parere senza saperne di più, foto rx ecc. A titolo informativo giusto per rimanere alla domanda iniziale, ieri ho carotato un impianto, tecnica assolutamente fattibile e predicibile. Cordialmente Gustavo De Felice sapri.

Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Credo che ci occorra qualche documentazione in piu' per poter dissertare sul caso. Sono un po' scettico sugli impianti a carico immediato contemporanei a una rigenerazione ossea. Nel mio studio non vengono fatti perche' pensiamo di dare tempo all'osso che risi forma. Ma le e' stato detto che c'e' stata osteointegrazione quindi almeno quello è successo; certo che se l'osso è molto sottile fra gli impianti quello potrebbe essere un problema. Dal punto di vista della parodontologia le ha risposto esaurientemente il collega Petti.
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Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Bisogna valutare lo specifico caso con una radiografia; in ogni caso dal suo racconto si evince che tale intervento rappresenti sicuramente una necessità inevitabile! Il problema è stato causato da chi ha eseguito la prima volta l'implantologia, ma ora è imperativo che si ponga rimedio! Gli impianti si possono sicuramente rimuovere, contestualmente sarà possibile rigenerare l'osso perduto e riposizionare nuovi impianti correttamente e con un risultato funzionale ed estetico corretto!
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Scritto da Dott. Maurizio Signorini
Barbania (TO)

Sig. Pietro il caso mi sembra di semplice soluzione e da quello che lei descrive le hanno evidentemente generato, involontariamente, una gran confusione. Il problema non sono gli impianti o l'osso che c'è o non c'è ma è il piano di trattamento che deve essere chiaro e concordato con il paziente in base alla situazione e alle aspettative. Mi contatti a info@giannicarrazza.it e sicuramente potrò esserle di aiuto. Io lavoro anche a Salerno e a Sala Consilina.

Scritto da Dott. Giovanni Carrazza
Sala Consilina (SA)

Vada da un professionista implantologo preparato e si faccia consigliare

Scritto da Dott. Alessio Battistini
La Spezia (SP)

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