Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 11

E' possibile, quando c'è poca consistenza ossea, impiantare un perno?

Scritto da francesco / Pubblicato il
Gentilmente vorrei delle spiegazioni in quanto subito dopo l'estrazione di un molare, mi veniva impiantato un perno, che dopo 15 gg circa non teneva più. Successivamente dopo 6 mesi circa mi veniva impiantato un altro perno che dopo 15 gg si allentava. La causa del rigetto a dire del dentista è la mancanza di osso. Vorrei sapere se possibile nonostante la poca consistenza ossea di farmi impiantare un perno. Un saluto a tutti e grazie. Francesco
Caro Francesco, non conosco nulla della sua situazione ossea.. consistenza ed altezza disponibile. per un impianto che non "mantiene" non si parla di rigetto, bensì di perimplantite.. comunque esistono oggi varie metodiche per ovviare a questa carenza di altezza e spessore osseo.. ne parli con un buon implantologo. cordialmente, gianluigi renda.

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Sig. Francesco, anche nella letteratura implantologica è contemplato una certa percentuale d’insuccessi, probabilmente lei rientra in questi casi.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Per intenderci i perni moncone sono questi (in oro...ma possono essere anche in Carbonio)
Caro Signor Francesco ... dice bene il caro collega Dr. Renda, l'osso si può rigenerare sia in altezza che in larghezza, in linea di massima....ma lei sottolinea giustamente la consistenza ossea...ed è un concetto importante...se la QUALITA' dell'osso, in particolare visibile da un attento esame della sua trabecolatura, radioopacità e radiotrasparenza, nonchè consistenza alla palpazione e se l'operatore l'ha potuto vedere personalmente...magari durante un intervento parodontale o estrattivo o di altra natura...ha una importanza fondamentale per la tenuta dell'impianto ... se la qualità non è buona (anche per malattie sistemiche, farmaci necrotizzanto l'osso, radarterapia, chemioterapia ma più in senso lato qualsiasi farmaco molto nocivo) ...allora è molto "azzardato" fare implantologia......poi attenzione ...è sicuro che lei si riferisca agli impianti?...perchè parla di perno e un pernomoncone è+ un'altra cosa, esso lo si posiziona nella radice del dente e non nell'osso...quindi se la radice è buona e non ha problemi parodontali, di tasca gengivale per Parodontite...il perno moncone può farlo tranquillamente...questo per essere esaustivo e preciso................Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Se il suo dentista sa cosa fa allora il suo impianto funzionerà, se si improvvisa implantologo allora il suo osso non andrà mai bene. Cordialmente

Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Beh la domanda sorge spontanea che tipo di implantologia è stata effettuata? vale a dire l'impianto era a carico immediato o no? tutte le risposte sopra sono esatte, ma bisogna valutare le condizioni per cui si può fare un impianto e quando si deve attendere. considera che la consistenza ossea non è valutabile se non durante la stessa trapanazione ossea. l'anno scorso ho pubblicato un articolo su una rivista scientifica internazionale il Journal of Oral Implantology che parlava di questi argomenti. In realtà non sempre la ciambella esce col buco per cui occorre provare più volte fino al raggiungimento del risultato. gli impianti sono le uniche protesi ortopediche o meglio le uniche protesi endoossee che devono funzionare meccanicamente e avere un sigillo biologico tale da respingere gli attacchi batterici. Si fidi del suo dentista. Cordiali saluti dr. Pierluigi Avvanzo prof. a contratto di chirurgia orale e implantologia Università di Foggia
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Scritto da Dott. Pierluigi Avvanzo
Foggia (FG)

Se ho capito bene, le è stato fatto un impianto post estrattivo immediato e poi un secondo tentativo dopo sei mesi nello stesso sito...premetto che il rigetto in riferimento agli impianti non esiste in letteratura odontoiatrica, ma si parla di osteointegrazione o mancata osteointegrazione. Detto ciò, perche si possa fare un impianto immediato dopo una estrazione, è necessario rispettare almeno 3 regole base: 1)operare in assenza di infezione del sito, 2)cercare una forte stabilità dell'impianto dopo l'inserzione, 3)evitare possibilmente dei carichi occlusali che possano destabilizzarlo. Se l'impianto è un buon impianto (intendo la marca), se i protocolli sono stati rispettati, la predicibilità in termini di successo è davvero molto alta. Poi se sono trascorsi sei mesi dall'estrazione, trovando così nuovo osso, si fa un secondo rientro, la predicibilità è ancora più alta. E' anche vero di contro che se l'impianto si mette là dove non ci sono le condizioni anatomiche per operare, allora l'insuccesso è da aspettarselo...oggi la predicibilità di tali trattamenti viaggia tra 98 e 99 per cento di successi...pensa che sia poco??
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Scritto da Dott. Salvatore Zaffarana
Catania (CT)

Se dopo 15-20 giorni i suoi impianti non tengono più, c'è da chiedersi se chi li ha fatti si sia improvvisato implantologo oppure abbia una certa esperienza. Deve sapere che circa 15-20 giorni sono il periodo più critico per lo stesso impianto, a causa dell'attività OSTEOCLASTICA. Se i suoi impianti non superano questa fase, probabilmente non avevano una buona stabilità "PRIMARIA". Consulti un implantologo di provata esperienza.

Scritto da Dott. Alberto Ricciardi
Trebisacce (CS)

Non esiste rigetto nell'implantologia fatta con impianti certificati, esiste la scarsa capacità e conoscenza dell'operatore; il quale se addice cause di rigetto è oltremodo in cattiva fede. Siamo uno Studio all'avanguardia in Piemonte, con pazienti provenienti da tutto il centro nord Italia. I pazienti provenienti da fuori Regione vengono ospitati a nostre spese presso un bellissimo bed and breakfast della zona e tutti gli spostamenti vengono gestiti dal nostro personale. Cordialità
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Scritto da Dott. Maurizio Signorini
Barbania (TO)

Sig. Francesco, il successo implantare dipende da molti fattori: l'esperienza, prima di tutto, che impianto si usa, perchè non sono tutti uguali soprattutto nella sua superficie, la qualità dell'osso, ma nel suo caso visto al giovane età che ha, a meno che non ci siano malattie dismetaboliche, tutto dovrebbe essere nella norma. Per non dilungarmi molto, la invito a leggere i miei casi clinici: Chirurgia implantare avanzata, il carico immediato "one to one" dove spiego la superficie implantare e gli impianti post estrattivi. Cordiali Saluti
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Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Signor Francesco, mi viene spontaneo porle una domanda: per quale motivo le è stato estratto questo molare? Per problemi di carie, fratture o per problemi alle gengive? Perchè sarebbe altamente controindicato inserire degli impianti (così si chiamano le "viti" che si inseriscono nell'osso come radice artificiale, e non perni che invece si inseriscono in radici di denti naturali per ricostruirli) in un osso con infezioni, di qualunque genere. Occorre sempre avere un cavo orale con un'ottima igiene domiciliare e professionale (pulizia dei denti allo studio e a casa usando tutti i presidi consigliati, come spazzolino, ma anche filo e scovolini) prima di inserire impianti, considerando che gli impianti necessitano di un'attenzione superiore ai denti naturali. Oltre a questo ovviamente, come è stato già espresso dai miei colleghi, è fondamentale anche avere un osso di buona qualità e densità. Distinti saluti Valentina Tarone odontoiatra in Pescara
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Scritto da Dott.ssa Valentina Tarone
Pescara (PE)

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