Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 9

Sono una ragazza di 31 anni e devo fare due impianti a due molari

Scritto da Martina / Pubblicato il
Salve a tutti. Sono una ragazza di 31 anni e devo fare due impianti a due molari. Spiego brevemente tutti i miei dubbi. Devo togliere due denti devitalizzati perchè hanno le radici infiammate e, avendo i canali otturati, non mi è stata garantita la riuscita di un intervento da sopra (non ricordo il nome, comunque tagliare la gengiva e radice per disinfettare). Mi è stato detto che la tecnica transmucosa è poco precisa quindi mi faranno un intervento con tecnica tradizionale. E' vero quanto mi è stato detto? lo chiedo perchè ho letto che questa seconda tecnica è molto meno invasiva e sarebbe molto più gradita. Se, comunque, decidessi di fare l'intervento tradizionale, dopo quanti giorni potrei tornare al lavoro? Inoltre, ritenete normale che venga estratto un dente devitalizzato per una radice infiammata? perchè non riscontro casistiche del genere sulle domande poste. Grazie mille per la cortese attenzione...
Sig. Martina, normalmente dopo un intervento odontoiatrico si può benissimo riprendere il lavoro il giorno successivo, salvo alcuni casi particolari o complicanze impreviste. Non sempre le terapie canalari e le apicectomie sono eseguibili con successo. Nel suo caso i colleghi preferiscono un lavoro sicuro e duraturo, sostituendo i denti lesi con degli impianti e relative corone. Difficile senza RX e visita stabilire qual'è la miglior cura.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gent Sig.ra Martina se ho ben capito prima deve togliere i denti e poi farà gli impianti, quindi a guarigione gengivale Le è stato proposto la tecnica a cielo aperto, incidendo la gengiva. una tecnica vale l'altra, in linea di massima, l'importanza è il chirurgo che la fa per cui se il collega di cui si fida le ha consigliato una delle due si affidi tranquillamente senza dubbio alcuno; poi, comunque, vi sono situazioni in cui la tecnica transmucosa non è applicabile. Cordiali saluti
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Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Signora Martina...che dirle...le terapie canalari (devitalizzazioni)..anche in denti già trattati...oggi giorno è quasi impossibile che non abbiano successo...se ci fossero impedimenti insormontabili...si procede per via chirurgica retrograda entrando e curando i canali dagli apici che vengono poi sigillati in amalgama chirurgica priva di zinco o in MTA...un materiale particolare creato appositamente... ,...certo, prendere un paio di pinze ed estrarre due molari e mettere due impianti è molto meno faticoso, estremamente più facile...molto più remunerativo...e "chi se ne frega" se il bene del paziente non è stato fatto...ho visto per motivi meno seri estrarre 22 denti in una volta e fare 22 impianti...purtroppo l'Odontoiatria sta andando in questo senso...sbagliato...ma facile...veloce e remunerativo...Cordialmente
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Tecnica transmucosa poco precisa... E' una palla clamorosa. E' solo più difficile, perchè si inserisce l'impianto senza vedere dove si sta andando. Richiede un implantologo ben preparato. Personalmente quando è tecnicamente possibile la prediligo, nonostante la maggior difficoltà, proprio per le ragioni da lei menzionate. -------------------------------------------------------------------------- Riguardo all'apicectomia, concordo con la valutazione dei colleghi curanti. Se è possibile ritrattare il dente per "via normale", bene, se non è possibile si estrae e si sostituisce. -------------------------------------------------------------------------- Perchè NO all'apicectomia: perchè i batteri responsabili del fallimento della devitalizzazione sono presenti in tutta la radice, non solo nella sua punta, che viene poi tagliata e otturata. A lungo andare il fallimento biologico è inevitabile, perchè questi batteri risaltano fuori rinnovando l'infezione. Senza tener conto che, per accedere alla punta della radice, si deve fare un buco nel prezioso osso indispensabile per fare gli impianti. -------------------------------------------------------------------------- Tutto questo viene fatto nell'interesse del paziente, che non viene esposto al frequentissimo rischio prevedibile di dover rifare dopo pochi anni il lavoro, con conseguente nuovo esborso economico, e danno irreversibile al prezioso osso. La motivazione non è quindi quella decisamente poco nobile suggerita precedentemente, al limite della denigrazione, che è (cito testualmente) "molto più remunerativo..."
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Martina, penso che sia necessario verificare se questi molari siano o no recuperabili. Magari rieseguendo la devitalizzazione in modo corretto potrebbero essere recuperabili ed evitare così il ricorso all'implantologia. Per quello che riguarda la tecnica sommersa oppure no questo dipende dalla scelta dell'operatore e dalle sue attitudini. Diciamo che per i molari, se ci sono le condizioni ossee appropriate è possibile effettuare anche la tecnica non sommersa. Comunque mi permetto di invitarla nel mio studio per un consulto gratuito e senza impegno ed a tal proposito le lascio il mio numero di telefono. Alessandro Gentile 3384169353. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Alessandro Gentile
Tivoli (RM)

Un dente che ha le radici infiammate, ovvero una infezione all'apice della radice, prima di tutto va ritrattato con una nuova procedura di devitalizzazione. Questa non si presenta sempre come una operazione semplice e sicura nel successo. Ma è la più conservativa facile non invasiva e economica e corretta. Poi, se questo non va, ci sono tante altre chances, fino a quella estrema dell'estrazione. Si tratta di provare a ripulire e chiudere meglio i canali della radice che già sono stati trattati senza successo. I motivi che non hanno portato al successo il primo tentativo potrebbero persistere, ma bisogna sempre riprovare.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentilissima Martina, senza visionare una Rx. è molto difficile darle una risposta esaustiva, certo se i canali hanno una ostruzione non superabile tipo frattura di uno strumento o si è creata una falsa strada difficile da correggere e se il livello dell'ostruzione è molto coronale tanto da vanificare una retrograda, allora è giusto fare l'avulsione e l'implantologia post estrattiva e se ha fortuna, con carico immediato. Ho presentato molti casi clinici con questa metodica. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Cara Sig.ra Martina, anche in questa sua domanda, probabilmente per la poca chiarezza espositiva del collega, ma anche perchè il paziente purtroppo molto spesso, ma questo è un dato di fatto in ogni campo medico e tecnico, recepisce meno del 25% di quello che viene spiegato durante una visita...vuoi perchè è agitato, vuoi perchè non capisce alcuni termini e di conseguenza il risultato è una certa confusione... allora : il suo dentista ha deciso di fare le estrazioni ai due molari perchè, probabilmente, a livello degli apici radicolari ( non possiamo dire a causa di che visto che non abbiamo nessuna Rx da controllare) si è venuta a creare una grave infezione cronica che ha causato un riassorbimento osseo attorno alle radici per cui gli elementi NON sono più mantenibili. Questa potrebbe essere l'ipotesi più verosimile, visto che Lei riferisce che il Collega, non ha ritenuto fattibile una apicectomia ( rimozione degli apici malati delle radici e rimozione del tessuto di infiammazione/infezione attorno ad essi per via chirurgica )probabilmente perchè l'infezione è ormai troppo estesa. A questo punto due sono le soluzioni successive. 1) contestualmente all'avulsione e previa pulizia dell'alveolo ( il "buco" rimasto dopo l'estrazione ) viene inserito l'impianto di diametro e lunghezza adeguate all'osso residuo. In questo caso si dice che viene effettuato un IMPIANTO POST-ESTRATTIVO IMMEDIATO che NON può essere transmucoso,, perchè l'alveolo e l'osso sono esposti e anzi devono poi essere richiusi col tessuto gengivale residuo, tramite una corretta gestione dei tessuti 2) si esegue l'estrazione e si lascia guarire l'alveolo magari aiutandoci con una rigenerazione ossea guidata in caso di particolari condizioni di deficit ossei di qualche zona o parete dell'alveolo. Dopo adeguato periodo di guarigione della zona( almeno tre mesi ) si può posizionare l'impianto. Solo in questo caso ed in questa fase si può parlare delle due tecniche di posizionamento implantare: a) transmucosa o meglio flapless( senza lembo chirurgico di accesso; b) tecnica a lembo aperto bifasica ( con incisione della gengiva e sutura della stessa ) Personalmente io preferisco in caso di avulsione di denti con infezioni, far guarire ed aspettare un periodo adeguato per la guarigione dell'osso, prima di posizionare gli impianti, che inserisco a seconda dei casi sia con tecnica flapless che in tecnica bifasica, a seconda se siamo in zone estetiche o meno . Cordialmente Giuseppe Lazzari Come vede, cara Sig.ra Martina, non c'è nulla di obbligato ma come tutte le situazioni mediche, bisogna saper valutare attentamente i pro e i contro di ogni tecnica per arrivare al risultato migliore.
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Scritto da Dott. Giuseppe Lazzari
Cernusco sul Naviglio (MI)

Gentile Sig.ra Martina, la gengivectomia (escissione chirurgica della gengiva a livello dell'attacco, per ottenere la creazione di una nuova gengiva marginale; procedura utilizzata per eliminare tasche gengivali o tasche parodontali, o per procurare un accesso ai tessuti parodontali per interventi chirurgici, oppure per guadagnare l'accesso necessario alla rimozione del tartaro all'interno delle tasche gengivali) e l’intervento di rizectomia (indica la sezione e l'asportazione di una radice degli elementi dentari pluriradicolati (molari inferiori e superiori) sono opportune con tecnica tradizionale. Una volta eseguite, si può tornare al lavoro il giorno successivo. In merito all’estrazione, si può effettuare, ma dipende dal caso. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Fabrizio Gorreri
Roma (RM)

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