Domanda di Implantologia

Risposte pubblicate: 11

In regime di immunosoppressione è possibile l'implantologia?

Scritto da MARIA GRAZIA / Pubblicato il
Ho 40 anni e nel 2007, dopo 25 anni di diabete di cui 10 di insufficienza renale, sono stata sottoposta ad un doppio trapianto rene-pancreas. L'intervento ha avuto un ottimo esito. Però i 25 anni di diabete e gli ormai quasi 2 anni di immunosoppressori e cortisone hanno ridotto la mia bocca ai minimi termini. Dalla radiografia panoramica si vede chiaramente che ormai nessuna radice è più dentro l'osso. I denti sono talmente scesi che sembrano "zanne". Tutti i colletti sono scoperti pertanto il dolore è perenne sia quando mangio sia quando lavo i denti, per non parlare di quando faccio la pulizia dal dentista. Dopo tutto questo preambolo, la mia domanda è: dopo un trapianto, in regime di immunosoppressione, la soluzione per il mio problema potrebbe essere innestare degli impianti? Se sì dovrei farlo in una sala operatoria ospedaliera immagino. E' possibile? Vi ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto. Maria Grazia
No. La soluzione è la protesi totale (dentiera). Niente impianti.

Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Cara Signora Maria Grazia, anzitutto le esprimo la mia "vicinanza" per tutte le "sofferenze" da Lei coraggiosamente patite. Direi che un'implantologia in regime di immunosoppressione sarebbe molto ma molto rischiosa...se non addirittura proibitiva...anche un eventuale trattamento parodontale sarebbe molto rischioso...però non lo "escluderei" a priori...bisognerebbe sinceramente visitarla e ... ritengo...che una soluzione di riabilitazione Parodontale ossea e muco-gengivale..."con dei compromessi"...accettabilissimi...potrebbe essere anche possibile!... sono ormai 32 anni che mi occupo di riabilitazioni orali totali parodontali e protesiche in casi clinici complessi (appunto : diabetici scompensati...immunodepressi...cardiopatici scompensati...etc) ... e si possono trovare delle terapie parodontali e riabilitative protesiche di "eccellente compromesso"... che consentono di riavere una bocca con un sorriso..una funzione...e una assenza di dolore...veramente sorprendenti...sono cure in genere lunghe...ma se si possono attuare...ne vale veramente la pena! ... Cordialmente
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile signora Maria, non sono d'accordo con i miei ottimi colleghi. Ho una casistica di pazienti trapiantati che hanno effettuato implantologia e non hanno avuto alcun tipo di problema. L'intervento non necessita di una sala operatoria in quanto e' sufficiente la sala operatoria di uno studio odontoiatrico, ovviamente, attrezzato per una chirurgia con il massimo scrupolo possibile. Anche il post-operatorio non comporta alcun tipo di alterazione; e' controllato con normale programma di terapia antibiotica ed antinfiammatoria. Per quanto riguarda la parte parodontale ho effettuato molti interventi di gengivectomia anche molto estesi sull'intera arcata in pazienti trapiantati ed in trattamento concomitante con cortisone e ciclosporina A ottenendo ottimi risultati, permettendo cosi' al paziente un'igiene domiciliare significativamente valida. Ovviamente le consiglio di rivolgersi ad un Chirurgo Maxillo facciale che rappresenta la figura professionale piu' esperta per queste situazioni limite e delicate, non alla portata di tutti. Il diabete ormai non rappresenta una controindicazione assoluta, infatti ho operato negli anni pazienti insulino-dipendenti che pero' si sono assoggettati ad un regime di controlli post-implantologici scrupolosi con visite prima trimestrali e poi via via semestrali, comprendendo l'importanza di una corretta igiene domiciliare associata ad una terapia causale ottimale- Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordialmente
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Scritto da Dott. Francesco Sacco
Salerno (SA)

Sig.ra Maria Grazia, lei è giovane ma può benissimo convivere con delle protesi totali, ben realizzate, ottenendo un’ottima estetica e una discreta masticazione.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Signora Maria Grazia, purtroppo la salute non le ha riservato una vita facile. Faccia in modo di non andare a cercarsi altri problemi che potrebbero mettere in crisi l'equilibrio che il suo organismo sembra avere raggiunto. Diffidi da chi le propone facili soluzioni basate non si sa su quali casistiche: la "pelle",ricordi, è solamente sua. Rinunci agli impianti che, nonostante la moda sfrenata per la quale vengono oggi proposti, non sono soluzioni terapeutiche buone per tutti. Nessun chirurgo coscienzioso potrebbe darle certa e definitiva sicurezza ove decidesse di optare per gli impianti. Mi perdoni la franchezza delle mie parole ma il compito del medico, anche di questi tempi, è soprattutto quello di affiancarsi al paziente senza far prevalere l'aspetto tecnicista: "primum non nocere".
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Scritto da Dott. Giovanni Ghio
Livorno (LI)

La parodontite che le ha fatto cadere i denti non è stata causata dai suoi problemi di salute. Ma "solo" fortemente aiutata: la causa è sempre e solo la placca batterica. Se si crede a questo, come ormai il mondo della parodontologia fa, lei è un paziente da seguire con attenzione, ma assolutamente trattabile. Se poi il trapianto, come dice ha avuto successo e i suoi valori sono regolarizzati... a maggior ragione può valutare l' implantologia con serenità. Le serve un dentista che la segua attentamente e la porti prima di tutto in uno stato di salute gengivale perfetta, con una rigorosa istruzione all' efficacia dell' igiene casalinga. Naturalmete questi discorsi in generale devono essere validati da un esame obiettivo, e da radiografie adeguate. A genova le posso suggerire il collega ed amico Mennella.
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Scritto da Dott. Alessio Bosco
Sanremo (IM)

Implantologia minimamente invasiva
Gent.le M.Grazia innanzi tutto la mia solidarietà per le sue vicissitudini pregresse di salute assieme ai miei auguri e complimenti per la vittoria sulla malattia che ha ottenuto. Sicuramente la sua è una situazione delicata che va trattata adeguatamente. Premetto che andrebbe valutata ovviamente con esami rx, visita accurata e collaborazione tra i curanti. Detto questo però data la sua descrizione provo ad ipotizzare una soluzione e le do alcune informazioni. Studi di insigni parodontologi della scuola Svedese di Goteborg hanno dimostrato che la flora batterica nella bocca di una persona completamente edentula ( senza più un dente in bocca ) è molto poco "aggressiva" per l'ospite rispetto a quella che si riscontra in bocche con presenza di denti affetti da parodontite cronica. Inoltre sempre più numerosi e recenti studi Americani stanno dimostrando gli effetti negativi delle parodontiti su tutti i distretti dell'organismo ( endocarditi, infarti, gravidanze pre termine ecc...) Quindi le consiglio: 1) Se indicato ( perdita di oltre il 70% del supporto parodontale ) estrazione di tutti i denti. Questo abbasserebbe drasticamente la presenza di batteri "pericolosi" nella sua bocca e quindi in tutto il suo organismo ( soprattutto utile nel suo caso in terapia di immuno soppressori) In sintesi si tratta di mettere sul piatto della bilancia rischi-benefici, se lasciare o no i denti!. Io sarei, indicativamente per le notizie che ho, per l'estrazione di tutti i denti e la realizzazione di 2 protesi totali mobili di eccellente fattura! Questo le darebbe modo di far guarire i suoi tessuti molli, da un lato la "tregua" con i suoi fastidi e dolori, e dall'altro la soddisfazione di avere un bel sorriso da sfoggiare, che è essenziale per tutti, tanto più per una donna di 40 anni! Purtroppo però questa terapia ha l'altra faccia della medaglia perchè psicologicamente è penalizzante e funzionalmente è riduttiva ( efficacia masticatoria ridotta del 70% circa - ma potrebbe esserlo anche adesso con i suoi denti malati, questo lo sa lei...) 2) Terapia con impianti. Esiste il metodo per trasformare la sua dentiera mobile già realizzata in precedenza, in una sola seduta, in denti fissi sostenuti da impianti. Trascorsi circa 2 mesi dalla realizzazione delle dentiere, si può, con le dovute accortezze ed esami, ( TAC eccetera) decidere di effettuare l'implantologia. Comincerei dall'arcata inferiore dove i problemi di stabilità della dentiera sono maggiori e dove l'osso è più compatto e quindi le probabilità di successo maggiori! Poi dopo aver verificato il successo, lo stato di salute e la funzionalità dei denti fissi inferiori passerei a realizzare impianti e ponte fisso superiore. Come fare in casi come il suo a fare impianti senza rischiare infezioni e altre complicanze? Una risposta inconfutabile, sempre che si decida per gli impianti è : L'IMPLANTOLOGIA GUIDATA DAL COMPUTER A CARICO IMMEDIATO SENZA LEMBO MINIMAMENTE INVASIVA! Questa tecnica rivoluzionaria è particolarmente indicata nei pazienti a rischio come lei. La applico da oltre 6 anni con grandissima soddisfazione dei miei pazienti e mia! Troverà maggiori notizie in due miei articoli pubblicati su dentisti-italia a mio nome e nei miei siti L'implantologia moderna guidata da computer  ; Chirurgia implantare computer assistita  ; Normalmente eseguo questi interventi nel mio Centro che è uno studio Odontoiatrico attrezzato per la chirurgia ma non una clinica .Questa tecnica non prevede nessun ricovero o anestesia totale che a mio avviso potrebbero, esse stesse, rappresnetare per lei un rischio inutile ! Mi consideri a sua disposizione per ulteriori approfondimenti e consigli Cordialità
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Scritto da Dott. Alessandro Palumbo
Pescara (PE)

Concordo pienamente con il dr Palumbo. L'implantologia computer guidata credo sia la soluzione migliore, avendo una minima invasività. Ovviamente bisogna passare dalla protesi totale; però se la situazione è così come ci dice ed i denti che ha sono ormai persi è l'unica soluzione. Non si demoralizzi ma si affidi ad un valido collega che dopo aver valutato attentamente la sua situazione anche con i medici che la seguono valuterà il piano di cura migliore. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Maurizio Ciatti
Varese (VA)
Consulente di Dentisti Italia

Personalmente mi sento in sintonia con i colleghi dr. Ghio e dr. Ruffoni. Però mi rendo conto che questa è una domanda molto specialistica. Il Dr Sacco ad esempio, ha una elevata dimestichezza con casi così difficili. E l'implantologia è una procedura che avanza di giorno in giorno con la velocità della luce. In linea di massima chi ha le difese immunitarie indebolite non reagisce bene alle possibili infezioni presenti nella bocca, che per ciascuno di noi è un luogo estremamente settico, ovvero pieno di germi. Io non eseguo implantologia e non conosco il limite cui ci si può spingere con questa tecnica. Chi pratica questa disciplina sa molto meglio di me se può funzionare.. Però mi viene in mente un altro aspetto: se la parodontopatia dovuta anche a tutte le sfortune che le sono capitate, ha compromesso l'osso attorno ai suoi denti in maniera così estesa, temo che di osso adatto per poter ospitare un impianto, ne sia rimasto davvero poco nella sua bocca. Temo che l'infezione cronica della piorrea le abbia consumato molto il supporto dove posizionare gli impianti. E che tutto quindi sia ancora più difficile. E' una valutazione che a distanza si fa male. Ma pensi anche ad un altra cosa: le protesi rimovibili NON sono affatto la condanna a morte, non è vero che sono una cosa che si porta male, si muove in bocca o ci si mangia male o sia antiestetica. Nulla di tutto ciò. Certo, la cosa migliore è avere i propri denti in buona salute, ma se dovrà ricorrere a questa soluzione, non si troverà così male, stia tranquilla. Dopo un breve rodaggio, potrà sorridere e mangiare benissimo. Ci sono molti pregiudizi comuni su questo, e derivano dalla associazione fra questo tipo di apparecchi e l'immaginario collettivo di chi ci arriva troppo presto. Lei non sa quante trentenni ce l'hanno e non si vede nulla..!!
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Daccordo con i colleghi, a malincuore le devo consigliare anch'io le protesi totali. Distinti saluti

Scritto da Dott. Gerardo Cafaro
Campagna (SA)

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