Domanda di Gnatologia

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Le mie tensioni muscolari possono dipendere dall'aumento della dimensione verticale?

Scritto da Dionigi / Pubblicato il
Buongiorno, A seguito di un trattamento ortodontico per allineare gli incisivi inferiori, ho iniziato ad accusare dolori muscolari al viso, frequenti cefalee e un occlusione "non naturale". Da un esame elettrognatografico è risultato quanto segue "quadri di alterazione delle tracce, con deflessioni destre sinistre nelle fasi di apertura e chiusura, come da intereferenze muscolari destre. Infatti nelle prove di pendolarità mandibolare si nota un quadro dissinergico muscolare. Esame globale della cinetica mandibolare fa presuppore ad una problematica di tipo tensivo muscolare." E' risultata inoltre una discrepanza trasversale sul lato sinistro ed un aumento della dimensione verticale. Il mio dentista mi ha proposto di intervenire con una placca di Michigan (6 mesi circa) per capire la posizione corretta della mandibola e procedere poi con una terapia ortodontica per ristabilire i contatti dentali sul lato destro e sinistro, ma senza spostare gli incisivi superiori ed inferiori visto che sono ben allineati. Voi cosa ne pensate? Spostare i molari e premolari di entrambe i lati senza toccare gli incisivi (inferiori e superiori) non rischia di creare altri problemi occlusali? Le mie tensioni muscolari possono dipendere dall'aumento della dimensione verticale?
E' possibile che il trattamento ortodontico abbia alterato l'occlusione invece che migliorarla, introducendo quindi anche questi disturbi che possono dipendere da una malocclusione residua o indotta. Ora per rimediare, conviene sentire un paio di opinioni...

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Arco Facciale di Trasferimento ed Articolatore a valore medio e diversi tipi di Bite e Esame Computerizzato Podometrico della statica e della dinamica. come esempio di piccola parte di una serie di Visite Gnatologiche. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo Gnatologo di Cagliari
Caro Signor Dionigi, buongiorno, la placca di Michigan non è niente altro che un Bite Plane a forma di ferro di cavallo che impedisce il contatto occlusale dei denti. Il Bite è un'arma a doppio taglio. Non è il toccasana! Soprattutto lo si deve usare per brevi periodi e nel modo giusto! lo Gnatologo l'avrà certamente informata sui rischi e problemi anche gravi cui potrebbe andare incontro con la terapia suggerita! In ogni caso segua alla lettera quanto le dice il suo Gnatologo. Il principio fondamentale di funzionamento di questo Bite è di tipo Diagnostico oltre che di rilassamento muscolare per risolvere la contrattura. Il bite in sostanza serve invece per far dimenticare al cervello la posizione attuale e farlo diventare una "tabula rasa" per ricercare la sua originale posizione ed arrivare così alla terapia vera e propria che può essere con semplice ma fine e complesso allo stesso tempo molaggio selettivo, protesi od ortodonzia a seconda della situazione clinica. La placca di riposizionamento fondamentalmente serve per ricercare una posizione terapeutica con corretta dimensione verticale, equilibrio della funzione muscolare dei due lati della faccia e cambiamento della posizione dei condili e dei menischi delle ATM. Ovvio che prima bisogna fare una diagnosi accurata sul fatto che si tratti di una patologia ascendente o discendente, ma questo è ovvio ed ogni Gnatologo lo sa. Ovvio ancora che placche di riposizionamento e bite vengano costruite per quel paziente e con studio su articolatore a valore medio, almeno, o meglio individuale. Tutto questo poi deve essere completato da un ceck up ortodontico completo e da una analisi cefalometrica di angoli e piani reperiti su una teleradiografia con riferimento anche a foto del profilo e di fronte! Se tutto questo fosse stato fatto, sarebbe importante saperlo! La costruzione del Bite Plane rilevando prima la posizione spaziale del piano occlusale e del movimento di Bennet, con un Arco Facciale di Trasferimento su un Articolatore a valore Medio, almeno, è , almeno a mio avviso , importante. Sarei curioso di sapere se questo Gnatologo già fatto la registrazione con arco facciale della posizione spaziale delle sue arcate rispetto alla base cranica e se ha misurato il movimento di bennet! tra il piano sagittale ed il movimento del condilo in lateralità della mandibola che è la fotografia reale della sua patologia! Per esempio, maggiore è il movimento di Bennet e minore è l'altezza delle cuspidi e viceversa, quindi l'occlusione e il rapporto delle cuspidi tra antagonisti e tra di loro, incidono sul movimento di bennet e sulla misurazione dell'angolo che forma con le strutture citate ed in ultima analisi con le patologie del lato lavorante e di quello non lavorante della testa dei condili. Questo movimento di bennet può essere immediato o progressivo a seconda delle patologie presenti o non patologie presenti, ovviamente!Il movimento di lateralità è bene studiarlo anche clinicamente con la palpazione perché è determinato dalla contrazione dello pterigoideo esterno del lato opposto a quello verso cui si sposta la mandibola. Un dolore durante questa palpazione indica una contrattura del muscolo e quindi la presenza di una patologia articolare. Palpazione che va fatta non solo in lateralità ma anche in apertura. Solo così si può arrivare ad una corretta DIAGNOSI che porta poi ad una terapia. Sempre ovviamente a mio avviso! L'aumento della dimensione verticale di cui parla non ci deve essere ed è "pericolosa" gnatologicamente parlando. La Gnatologia ha tante "sfaccettature e prospettive di visuale diagnostica e terapeutica. La mia è questa, oltre al consulto di un Posturologo e ad esami Computerizzati podometrici, come vedrà nel Poster che le lascio. Però si fidi del Suo Dentista e faccia quello che Lui ha deciso. Lui solo ha ben presente la sua situazione Clinica ma essendosi rivolto a noi e quindi anche a me, devo Professionalmente risponderle perché nel momento in cui chiede ed io rispondo, è come se "diventasse un mio paziente" , per così dire ed ho l'Obbligo Deontologico e Professionale di Rispondere al Meglio! Quindi, assolutamente niente da dire dell'operato del suo Dentista, non mi permetterei mai e non avrei neanche elementi per dire cose diverse. Ma tant'è! In conclusione, Fiducia e Stima nel suo Dentista sono fondamentali anche se Lei Gli ha usato una "scorrettezza" nel cercare altrove, e nel Web, altre risposte o conferme! Spero di essere stato Chiaro. Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Dionigi l'ortodonzia non è immune da complicanze! modificare quello che madre natura ha conquistato negli anni può dare come risultato i sintomi da lei descritti, ora lei dovrebbe essere in buone mani per cui eviti di fare proposte personali di persona non competente ricercando pareri non supportati da chiari accertamenti diagnostici e clinici.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La risposta è si. L'aumento della dimensione verticale è come un peccato mortale e capitale, se supera la soglia di tolleranza. Stando solo al testo scritto, il suo problema non dovrebbe essere un aumento, ma un deragliamento. Il suo caso è tipico dei moltissimi trattamenti ortodontici sfortunati. La placca, qualsiasi placca dal nome poetico, è un interruttore di contatto. Per "la ragion che nol consente" deve rialzare il morso e incrementare la dimensione verticale, e se cose stanno proprio - ma proprio - come lei dice si dovrebbe avere un drammatico peggioramento. Se non accade, come io mi permetto di insinuare, non si tratta di rialzo ma di deragliamento. Lei non dice se ha rumori (clic clac clunk sguck) a carico della cerniera mandibolare, che se interessata da forze diagonali prima o poi i legamenti sfiniti dovrebbero consentire un cedimento come i cardini di una porta presa a pedate, e il rumore di scatto diventa franco. Stando solo al testo scritto, penso che l'ortodontista abbia combinato guai a sufficienza, e ora il problema debba essere preso in carico da un dentista normale che sappia di gnatologia. Caso clinico semplicissimo, al momento. Se in mani esperte. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Dionigi, posso solo dirle che sicuramente il trattamento ortodontico non ha raggiunto un equilibrio occlusale, che le indagini alle quali é stato sottoposto non indicano dove sia questo equilibrio e, esistendo solo come certa l'ipotesi di un erroneo aumento della dimensione verticale, come si può pensare di risolvere la situazione interponendo fra i denti una placca che la aumenta ulteriormente ?? Occorre una diagnosi certa che non vedo proprio al momento.

Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

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