Domanda di Gnatologia

Risposte pubblicate: 7

Quale rimedio si prospetta per i miei acufeni?

Scritto da antonio / Pubblicato il
Due anni fa mi hanno estratto gli ultimi due molari sinistri facenti parte di un ponte fisso installatomi venti anni fa. Da allora ho un forte acufene all'orecchio sinistro. Mi è stata sconsigliata l'implantologia e da due mesi porto uno scheletrato con i molari mancanti. Al momento non ho avuto alcun miglioramento nella sintomotologia. Tale acufene aumenta al risveglio, in posizioni sedute scomode e soprattutto quando il tempo cambierà in peggio. Sono state escluse patologie anche pregresse a carico dell'orecchio. Ho avuto negli ultimi due anni due interventi chirurgici in anestesia totale per neoplasie. Non ho affrontato chemio o cure specifiche. Dormo abitualmente sul lato sx. Quale rimedio si prospetta per i miei acufeni? Grazie. Antonio
Caro Antonio. Lei parla degli acufeni come se fossero dovuti sicuramente dai denti. E' vero che una occlusione non più perfetta può provocarli. Ma un Otorino l'ha sentito?? Si è fatto visitare da un otorino? Credo sia implicito nel suo discorso e che la risposta sia si. Allora se l'otorino dice che tutto è ok, effettivamente la perdita del ponte e lo scheletrato attuale possono aver creato, anche se l'apparecchio è ben fatto, un sovvertimento della stabilità occlusale che ha scatenato il disturbo. Legga un mio articolo nel mio sito su la sindrome di Costen e gli acufeni. La prima cosa da fare è farsi rivedere bene la protesi mobile e farla controllare e ribasare, o sistemare se serve. Deve essere fatta molto bene, con criteri gnatologici, appunto, per non creare questi disturbi.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Signor Antonio, cosa centra mai fare due impianti con l'acufene? L’Acufene è un sintomo proprio cocleare o dell'orecchio medio od interno o di una patologia sistemica importante! Vada da un Otorino di fama e nel caso , poi, da un Medico Specialista in Medicina Interna! Anche una nevralgia a frigore del ganglio del nervo trigemino può essere in causa, vada anche da un bravo Neurologo! Poi certamente , può essere in causa anche una malocclusione ascendente o discendente col coinvolgimento patologico della colonna vertebrale e della postura, ma possono essere allora tante cose! In genere quando non ci si capisce niente si da la colpa sempre all'occlusione o alla postura e che questo venga da un Otorino, mah! Diverso è se lo Diagnostica un Dentista. La Diagnosi di Acufene e la sua terapia, come detto, sono di pertinenza dell'Otorinolaringoiatra ed a lui quindi che deve rivolgersi ed è lui che nel caso deve inviarla da altri specialisti se lo ritenesse opportuno! Per le patologie dell'ATM e Gnatologiche come le ho già spiegato, servono il Dentista Gnatologo, il Posturologo etc che devono però visitarla e non certo attraverso email o forum o post!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Antonio, con gli acufeni la miglior soluzione è imparare a conviverci, in fondo sono fastidi che non provocano altri danni al nostro corpo, forse questi mali arrivano per aiutarci a dimenticare problematiche più importanti.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile paziente ammesso che la vista dall'otorino è stata eseguita e ha escluso complicanze all'orecchio, il suo disturbo è sicuramente legato all'articolazione temporo mandibolare ATM, per cui deve prima eseguire una RMN risonanza magnetica nucleare dell'ATM con la quale si farà una diagnosi accurata della patologia, a questo punto se possibile dovrà risolvere il suo problema con uno gnatologo e poi con un odontoiatra. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Signor Antonio, gli acufeni, quando non sono un sintomo di malattia primitiva dell'orecchio o secondaria da cause ipertensive, cardiovascolari, neurologiche (neuroma acustico), o da farmaci ototossici, o da altre patologie che vengono analizzate e riconosciute dall'Otorino, allora frequentemente sono dovuti ad una disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM), di competenza del Dentista-Gnatologo. In tal caso gli acufeni sono frequentemente associati a cervicalgia e malocclusione (la "Sindrome di Costen", nominata dal Collega Passaretti). Il suo caso sembra rispondente a quest'ultima situazione, anche in base a quanto ci racconta, riguardo la sua posizione di decubito preferenziale notturno sul lato sinistro, l'acuirsi della sintomatologia al risveglio, nelle posizioni scomode ed alle variazioni di pressione atmosferica che altera la pervietà della Tromba di Eustachio. Il mio consiglio è, quindi, quello di rivolgersi allo Gnatologo. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

L'acufene è sempre un brutto cliente. Lei non ha scritto se è notturno stabile, o se si rinforza al risveglio dopo la mobilizzazione posturale, o continuo, o tanto variabile solo per la pressione barometrica. Lei dorme con una posizione fissa, obbligata o preferenziale? La famiglia riconosce nella sua persona dei manierismi posturali? Se ha dei filmati, si giudichi da solo. Se prima dell'estrazione dei molari non aveva acufene, il suo dentista non può chiamarsi fuori adesso. Ora il suo scheletrato è livellato preciso, si dice, ma chi lo assevera? Incominciamo dalla bocca nuda. Occorrono due impronte di altissima precisione riportate su un goniometro per simulare la chiusura della bocca. Occhi esperti possono già trovare un guasto. Altrimenti servirà una placca solo anteriore, che annulli almeno i più recenti rumori di scroscio. Nei casi fortunatissimi si evidenzia un unico punto “trigger” (grilletto), da neutralizzare. Rivediamo dopo lo scheletrato che, indovinando, potrebbe sedere in sotto contatto. Il test si fa con uno spessore di 7 micrometri (1 μm = un milionesimo di metro o un millesimo di millimetro). Possiamo fare un test di compensazione per eccesso, alzando in sovra contatto per 25 micrometri, in via d’esempio. La varianza dell’acufene tradisce una relazione tra causa ed effetto? Poi si fa un test specifico di scostamento laterale (omissis). Per tutta questa impresa occorrono mani esperte e una mente fine e coltivata. Trovi il suo uomo, che faccia quel che deve, e solo poi cerchi in altri ambiti specialistici (neuro-otorino), altrimenti prenoti un volo per Lourdes. Altre info per telefono, al bisogno. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig. Antonio, dopo aver consultato una serie di medici preposti alle varie discipline come già ampiamente indicato dai colleghi nelle precedenti risposte, io le consiglio di rivolgersi anche ad un Osteopata possibilmente della scuola di Pescara (A.I.O.T Accademia italiana di Osteopatia Tradizionale) o dell'università dell'Aquila. Probabilmente non le risolveranno il problema ma le miglioreranno la qualità di vita. Può rivolgersi anche ad odontoiatri che collaborano con Osteopati iscritti all'accademia I.A.P.N.O.R. (Accademia Internazionale per la ricerca in ambito neuromuscolare, occlusale e posturale). Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo Zobi
Napoli (NA)

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