Domanda di Gnatologia

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Ho un problema di bruxismo evidente, ma non sintomatico.

Scritto da valentina / Pubblicato il
Ho 35 anni e un problema di bruxismo evidente, ma non sintomatico. l'unico problema conseguente al mio bruxismo e' la conseguente usura dei molari e degli incisivi. Ho consultato molti dentisti che coralmente mi hanno quasi tutti consigliato la devitalizzazione e la ricopertura di tutti i molari con corone che avrebbero rialzato la masticazione riportandola all'origine. Ho deciso di affidarmi alle cura di un importante centro stomatologico di Milano, certa che li avrei trovato le cure migliori e piu' avanzate. Sono stata sottoposta a test gnatologici da medici specializzati che hanno valutato gli eventuali problemi di malocclusione, ma nonostante le numerose e ripetute indagini, non sono emersi problemi di alcun tipo, oltre all'evidente usura dei denti. Ho portato un bite rigido per quasi un anno, col risultato di aver fatto nascere in me un desiderio fortissimo di stringere il corpo estraneo in bocca. Cosa che non mi era mai accaduta prima. I medici, un po' perplessi dai risultati ottenuti hanno alla fine optato per una soluzione meno demolitiva delle precedenti, ovvero intarsi in composito al posto delle gia' presenti otturazioni e, attraverso questi, ottenere quel rialzo della masticazione che ho perduto. Il problema pero'e' che, facendo gli intarsi al ritmo di una mezza arcata ogni 2 settimane, mi sono accorta che il rialzo che ottengo oggi, tra una settimana (ovvero al momento di apporre i controlaterali) e' pressoche' sparito e di nuovo gli incisivi si scontrano quasi come prima. Da qui deduco che il composito sia un materiale piu' debole dello smalto e certamente piu' debole della ceramica. Ceramica che lo specialista che mi segue (un medico di grande esperienza), non e' solito usare per gli intarsi in quanto la ritiene troppo rigida e sogetta a fratture, soprattutto in casi come il mio, dove rischio di scaricare la tensione muscolare sull'articolazione temporo mandibolare, qualora non fosse in parte assorbita da un materiale piu' duttile come il composito. Ho terminato l'arcata inferiore, tutti intarsi in composito e due capsule in zirconio per 2 denti devit. La mia preoccupazione ora e' quella che se completassi col composito anche gli intarsi dell'arcata superiore, in capo a poco tempo mi -mangerei- il rialzo forse ancor prima di completare gli incisivi con le faccette o le capsule propostemi. So benissimo che sono i dentisti a scegliere le cure che ritengono adatte, ma so anche che in molti casi possono non avere sempre ragione, col risultato di enormi esborsi supplementari al previsto e magari anche disagi risparmiabili. Voi che fareste in un caso come il mio? Posso proporre al mio dentista la valutazione di intarsi in ceramica almeno per l'arcata superiore? In fondo, quelli di sotto sono pur sempre di composito e si accomoderanno un pochino. grazie
Non mi rendo conto del grado di usure che si sono verificate già a soli 35 anni, ma queste soluzioni, capsule, intarsi etc, in genere si rendono necessarie nel ventennio successivo. Io avrei visto invece una cosa importantissima: l'occlusione da un lato (ed effettuato un trattamento ortodontico) e dall'altro la psiche (perchè somatizzare ansia e stress in questo modo?). Tenga presente che la sua bocca sta rispondendo alle sue domande: il composito si consuma subito e le ricostruzioni non tengono, perchè le forze in gioco sono.. immani! Ma tenga presente anche un'altra cosa: che "forzare" il sistema, con rialzo della masticazione etc, e alterare così profondamente l'anatomia della bocca, sono buona cosa, ma bisogna fare i conti con l'oste. Che è il parodonto: i tessuti di sostegno del dente gradiranno tutto ciò e come risponderanno?? Un conto è riportare armonia e funzione con l'ortognatodonzia, e un conto è forzare artificialmente l'anatomia. Questo semmai a 60 anni, non a 35. Ma queste sono opinioni del tutto personali, e del tutto fantasiose e visionarie perchè così a distanza chi può dire di più??
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Diversi tipi di Bite ed Arco facciale di trasferimento per completare la valutazione Gnatologica. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo Gnatologo di Cagliari
Cara Signora Valentina, gli intarsi in composito non servono praticamente a niente. Sono come fossero otturazioni in composito! Dice di non avere sintomi senza rendersi conto che il bruxare è giù un sintomo patologico! Così anche le faccette di usura sono un sintomo! Da quanto scrive si evince che ha una diminuzione della dimensione verticale e precontatti certanente nelle tre disclusioni, ossia patologie gnatologiche notevoli. Il rialzo della dimensione verticale non la si fa a caso, ma dopo accurata diagnosi e sua misurazione e non certamente con intarsi in composito (a meno che non la si voglia fare provvisoriamente!) non è terapia semplice e tantomeno obbligatoria! Di regola la si affronta solo se si è in presenza di sintomi dolorosi incompatibili con una vita dignitosa o una sindrome algico temporo-mandibolare severa, con contrattura dei muscoli Pterigoidei e rumori seri alle ATM! Non è detto che se una persona ha una malocclosione, una disgnazia, una diminuzione della dimensione verticale della bocca, si debbe per forza intervenre. In assenza di sintomi è molto sconsigliabile! In ogni caso, quale che sia il motivo, lo Gnatologo l'avrà certamente informata sui rischi e problemi amche gravi cui sarebbe potuta andaqre incontro con la terapia suggerita! Poi sa dire era da uno Gnatologo, non da un Dentista Generico, può voler dire tutto e niente perchè come ci sono Dentisti e Dentisti, così ci sono Gnatologi e Gnatologi e questo vale per tutte le specialità! Ora le suggerisco di farsi visitare da un certamente noto e competente e famoso Gnatologo per risolvere i suoi problemi con cui non può certo convivere! Sarei curioso di sapere se questo Gnatologo ha già fatto la registrazione con arco facciale della posiuzione spaziale delle sue arcate rispetto alla base cranica e se ha misurato il movimento di bennet! tra il piano sagittale ed il movimento del condilo in lateralità della mandibola che è la fotografia reale della sua patologia! Per esempio, maggiore è il movimento di Bennet e minore è l'altezza delle cuspidi e viceversa, quindi l'occlusione e il rapporto delle cuspidi tra antagonisti e tra di loro, incidono sul movimento di bennet e sulla misurazione dell'angolo che forma con le strutture citate ed in ultima analisi con le patologie del lato lavorante e di quello non lavorante della testa dei condili. Questo movimento di bennet può essere immediato o progressivo a seconda delle patologie presenti o non patologie presenti, ovviamente!Il movimento di lateralità è bene studiarlo anche clinicamente con la palpazione perché è determinato dalla contrazione dello pterigoideo esterno del lato opposto a quello verso cui si sposta la mandibola. Un dolore durante questa palpazione indica una contrattura del muscolo e quindi la presenza di una patologia articolare. Palpazione che va fatta non solo in lateralità ma anche in apertura. Solo così si può arrivare ad una corretta DIAGNOSI che porta poi ad una terapia. Perchè se non fosse stato fatto questo, mi domando come possa aver deciso di fare rialzi articolari e modellarli! A questi rialzi ci si sarebbe dovuti arrivare non solo analizzando i modelli con arco facciale di trasferimento e montati su un articolatore a valore semiindividuale o addirittura individuale (rari), ma anche costruendo con l'arco facciale e questo articolatore, un bite terapeutico-diagnostico che avesse la funzione Il bite in sostanza serve invece per far dimenticare al cervello la posizione attuale e farlo diventare una "tabula rasa" per ricercare la sua originale posizione ed arrivare così alla terapia vera e propria che può essere con semplice ma fine e complesso allo stesso tempo molaggio selettivo, protesi od ortodonzia a seconda della situazione clinica. La placca di riposizionamento fondamentalmente serve per ricercare una posizione terapeutica con corretta dimensione verticale, equilibrio della funzione muscolare dei due lati della faccia e cambiamento della posizione dei condili e dei menischi delle ATM. Ovvio che prima bisogna fare una diagnosi accurata sul fatto che si tratti di una patologia ascendente o discendente, ma questo è ovvio ed ogni Gnatologo lo sa. Ovvio ancora che placche di riposizionamento e bite vengano costruite per quel paziente e con studio su articolatore a valore medio, almeno, o meglio individuale. Tutto questo poi deve essere completato da un ceck up ortodontico completo e da una analisi cefalometrica di angoli e piani reperiti su una teleradiografia con riferimento anche a foto del profilo e di fronte! Se tutto questo fosse stato fatto, sarebbe importante saperlo! Ripeto c'è Gnatologo e Gnatologo! Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Signora Valentina, è strano che le abbiano deciso ed eseguito dei rialzi della dimensione verticale con intarsi, dopo il fallimento della prova di rialzo occlusale col bite. Mi piacerebbe sapere se lei è stata sottoposta a test posturali (tipo il test dei rotatori o altro) ed alla TENS. In linea di principio, si procede alla riabilitazione protesica (corone ed intarsi) solo dopo una diagnosi sicura. Con i masseteri (responsabili del bruxismo) non si scherza: Sebbene così piccoli, sono i muscoli più potenti del corpo, dopo i grandi glutei. Tenga presente che il bruxismo é un sintomo, e che la causa può essere distante. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Purtroppo dovrà leggere tra le righe perchè apertamente non posso dire ciò che penso di come il suo caso sia stato inquadrato. I miei più sinceri in bocca al lupo.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig. ra Valentina, se non sopporta il bite, non sopporta neanche gli intarsi in composito. Qualcosa non quadra. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Voler curare il bruxismo con intarsi in plastica è come curare il mal di testa con la musica oppure come farsi la doccia con l'impermeabile addosso. Lei scrive di un importante centro stomatologico di Milano, importante per il denaro che le fanno spendere, suppongo. Il risultato era scontato, perché il bite che ha portato inutilmente per un anno ha alzato in modo imprudente la dimensione verticale che non va molestata. Prima del massacro finale a colpi di trapano, lei deve curare il bruxismo, che sarebbe un tic irrefrenabile che spinge i denti a masticare se stessi. Non servono tac e tens. Serve leggere con certosina attenzione il piano di conbaciamento dentale, con la cura con la quale un archeologo legge e interpreta un geroglifico. Vada sul mio sito dove c'è un unico articolo già molto tagliato, e legga quel che lei già sa, ma non sa dire. Inutile riempire la piccola posta del dentista con consigli dettagliati e fuorvianti. Le dico a colpi di fulmine. Primo. Non si faccia fregare i soldi (omissis). Secondo. Più soldi spende, più la sua salute dentale peggiora. Terzo. Se le serve un dentista intarsista, gli intarsisti di razza in Italia saranno una dozzina, esagerando. Quarto. Gli intarsi seri sono fatti solo in oro platinato sui quadranti posteriori. Non posso continuare a scrivere un mezzo romanzo, tutto quel che le viene lo legga tra le righe. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Un bite non va bene? Ci sono "tanti tipi di bite" provi a cercare queste parole su google e vedrà che non è peccato aumentare la dimensione verticale, cioè "alzare i denti". Troverà citazioni di articoli scientifici internazionali. Cerchi "allungare i denti". Le linee guida internazionali raccomandano anche l'uso di ginnastica mandibolare. Cerchi "stretching mandibolare". Saluti

Scritto da Dott. Daniele Tonlorenzi
Carrara (MS)

Cara Valentina, il bruxismo è una parafunzione indotta da un errore occlusale, ed esercitata dai muscoli masticatori (e posturali della mandibola) che producono un forte sfregamento e conseguente usura dentale nel tentativo di trovare un combaciamento dentale che sia il meno sfavorevole possibile da un punto di vista propriocettivo. Eseguire dei ''rialzi'' sopratutto in materiale composito, meno resistente dei denti naturali, nella migliore delle ipotesi comporterà la frattura od il distacco dei medesimi senza assolutamente risolvere la causa del problema. Occorre determinare con metodiche strumentali computerizzate (i geroglifici li leggono gli egittologi) i più fini movimenti tridimensionali della mandibola che avvengono nel passaggio da una normale posizione di riposo al contatto dentale, in pratica ciò che avviene durante l'atto della deglutizione che ogni individuo compie naturalmente circa tremila volte al giorno e il conseguente meccanismo muscolare studiato attraverso l'elettromiografia mediante tracciati grezzi ed elaborati. Risulta chiaramente che nessun operatore, non disponendo di mezzi adeguati può indagare tale piccolissimo movimento coperto dalle labbra e dalle guance. Tutto ciò permette il ritrovamento di un corretto rapporto cranio mandibolare che riprodotto prima su di un posizionatore mandibolare detto ortotico (i bites tradizionali non servono a nulla) deve essere verificato clinicamente prima di procedere verso una qualunque ricostuzione protesica. Molti sono i casi come il suo risolti definitivamente mediante una semplice ortodonzia eseguita senza sacrificare del tessuto dentale in una giovane come lei. Se le servono chiarimenti potrà contattarmi telefonicamente. Cordiali auguri Michele Lasagna.
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Valentina, comincio con dirle che di bruxismo soffrono moltissime persone, spesso non è sintomatico come nel caso suo per cui si può non intervenire. Se il motivo del bruxismo è il rumore la notte questo si evita con il bite, se il bruxismo le ha provocato usura eccessiva dei denti soprattutto anteriori e posteriori in questo caso dopo aver ritrovato l'altezza giusta dei denti in termini di dimensione verticale e possibile ricostruire i suoi denti con terapie odontoiatriche non invasive quindi faccette estetiche assolutamente in ceramica non invasive(senza toccare i suoi denti) per gli elementi dentali anteriori per ridare estetica e funzione per i posteriori assolutamente intarsi in ceramica e non in composito anche per questi le proporrei preparazioni non invasive. E' assurdo che un paziente gnatologico venga riabilitato con ricostruzioni in composito.
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Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Prof. Franco Mongini Torino. Cerchi, non dico altro.

Scritto da Dott. Pierluigi Scaglia
Calenzano (FI)

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