Domanda di Gnatologia

Risposte pubblicate: 14

A seguito di un'estrazione ho iniziato ad avere dei forti dolori alla testa e cervicali.

Scritto da Laura / Pubblicato il
Buongiorno, ho disperatamente bisogno di un parere su una situazione che mi trascino ormai da quasi un anno. Sono una giovane donna di 30 anni e qualche mese fa ho subito l'estrazione di un 7° a seguito della quale ho iniziato ad avere dei forti dolori alla testa e cervicali. Ho fatto degli esami ed in breve il risultato è che a causa di alcuni precontatti venutisi a creare la mandibola si è lateralizzata a sinistra. Fin qui più o meno tutti d'accordo. Quello che mi spaventa è la terapia: ho provato un bite inferiore ma il dolore nelle zone in cui i denti precontattavano era troppo e non sono più riuscita a portarlo. Ora le soluzioni che mi propongono sono: 1. ortodonzia immediata per riportare questi denti (che sono effettivamente inclinati) in linea ed evitare i precontatti, 2. splint di stabilizzazione superiore (solo la notte) per rilassare la muscolatura e poi molaggio selettivo dei precontatti ma questo mi lascia un pò perplessa, di giorno la mia mandibola non tornerà nella posizione errata e se ciò non fosse non avvenisse non avrò dolore ai denti che precontattano? 3.tens e ortotico tipo jankelson per 6 mesi e successiva eliminazione dei precontatti, qui il mio timore è che poggiando sui precontatti torni il dolore ai denti. Sono davvero molto confusa perchè spesso un parere contraddice l'altro e sono cmq terapia impegnative da seguire. Inoltre l'ultimo problema riscontrato è che, sfortunatamente a 30 anni può succedere mi hanno detto, il 7° antagonista in pochi mesi ha cominciato ad estrudere ed ho paura di perdere anche quello. Aspetto fiduciosa un vostro parere e vi auguro un buon lavoro. Grazie Laura
Gentile Signora, non posso entrare in argomento in maniera tecnica per ovvie ragioni di spazio e di impossibilità di un mio personale confronto clinico, ma credo che con ognuna di queste tre terapie lei possa migliorare o risolvere la patologia che accusa. Mi sento di rassicurarla che nessuna delle tre terapie contraddice l'altra, ma sono tre modi differenti per raggiungere lo stesso scopo, sebbene io preferisca la prima, seguita poi da coronoplastiche con protesi. Voglio anche rassicurarla per quanto riguarda la validità di rilassare la mandibola di notte: durante il sonno si ha uno spasmo della muscolatura in occlusione massima che non avviene di giorno, proprio perchè di giorno la funzionalità muscolare è controllata dalla volontà. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Laura, è molto probabile che fossero presenti dei problemi occlusali già prima dell'estrazione tali da creare un equilibrio instabile dell'occlusione che sono poi precipitati ed evidenziati con l'estrazione stessa, poichè è molto difficile che una estrazione di un settimo a distanza di poco tempo crei i problemi da lei descritti. Non avendo dati a disposizione riguardanti la sua situazione l'unico consiglio che posso darle è quello di essere seguita da un ortodontista-gnatologo capace che possa fare una sicura diagnosi primum movens per una corretta terapia. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Laura, tutte le soluzioni terapeutiche prospettale sono corrette e conducenti ad una risoluzione dei suoi dolori. Si affidi al collega che le ispira più fiducia. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Laura, difficile dare un parere senza una visita. Comunque la terapia più corretta dovrebbe essere la prima, cioè ortodonzia per ripristinare una corretta occlusione, ovviamente seguita da un ripristino protesico degli elementi mancanti. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Laura, l'ortodonzia mi sembra la terapia migliore. Quello che è da notare è il turnover veloce che porta a peggiorare questi precontatti, segno che bisogna velocizzare la terapia. Intanto, un bite notturno può aiutarla per evitare i contatti anomali notturni, che probabilmente la costringono a movimenti eccentrici della mandibola e di conseguenza a dolore muscolare. Si rivolga a un ortodonzista preparato e vedrà che risolverà il problema, anche se i risultati non si vedranno subito, dal momento che spostare le radici non è cosa che si fa in un giorno. Si faccia, coraggio, la saluto cordialmente
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Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Riabilitazione di denti con patologie molto gravi conservative endodontiche e parodontali. Da casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Cara Signora Laura, anzitutto la malocclusione che c'è era presente anche prima dell'avulsione del secondo molare ed allora si sarebbe dovuto diagnosaticarla prima di estrarlo e valutare se non fosse possibile salvarlo, perchè basta che siano sane le radici di un dente per poterlo salvare anche se la distruzione coronale andasse sotto gengiva ed anche sotto la cresta ossea, le lascio una foto di casi citati ora. Nessuno ha preso in considerazione l'ipotesi di un semplice (ma fine, nel senso che bisogna saperlo fare) molaggio selettivo, visto che la situazione era già presente prima di estrarre il molare e quindi con la sua estrazione magari sono semplicemente aumentati contatti già presenti e che non creavano patologia e che ora perso l'appoggio del settimo creano patologia essendo diventati precontatti? Spesso la soluzione più semplice è la più risolutiva! In ogni caso è ovvio che debba farsi visitare da uno Gnatologo e che venga "bloccata" l'estrusione dell'antagonista in attesa di risolvere la patologia gnatologica alla fine della quale va riabilitato o protesicamente se ci sono sesto ed ottavo o implantologicamente se si preferisce il settimo estratto ed intruso l'antagonista estruso!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sposo in pieno le premesse dei colleghi Petti e Savino. Ma ormai questo equilibrio si è rotto e d è necessario riabilitare. Il metodo? Secondo me la cosa più importante è il punto di partenza giusto, cioè la Diagnosi corretta. Se la sua mandibola è dislocata è necessario un metodo che ne determini la posizione fisiologica e la riposizioni correttamente per poi essere stabilizzata definitivamente ( protesi, ortodonzia, gestione dell'ortotico con estrusioni passive o attive). Io uso (quasi) sempre il protocollo di Jankelson, ma non è il solo. L'importante, le ripeto, è che non si imposti un piano di trattamento partendo da una posizione spaziale mandibolare scorretta.
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Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia

Concordo che le tre terapie non siano in antitesi, ma siano modi diversi per approcciare allo stesso problema. Una sola domanda: se si è sicuri di aver individuato i precontatti che in modo certo la portano al suo problema, perchè non si fa in modo di eliminarli? Forse perchè non si è sicuri di averli individuati con certezza? Ha sentito tre dentisti generici o erano tre esperti di gnatologia? Ci faccia sapere. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Il collega Alberti dice bene, io penso tuttavia che prima di iniziare una terapia riabilitativa bisogna stabilizzare i sintomi con placca, tens e fisioterapia e solo poi fare ortodonzia o protesi. è ovvio che bisogna fare una diagnosi per capire cose che non sappiamo. Saluti

Scritto da Dott. Orazio Maximilian Bennici
Catania (CT)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Laura, molte persone perdono un dente, ma non succede rapidamente il disastro che lei racconta, nella maggior parte dei casi basta riabilitare il dente mancante. Probabilmente le problematiche erano antecedenti all'avulsione, ora oltre la riabiltazione protesica, facilmente occorre anche una riabilitazione ortognatodontica.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

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