Domanda di Gnatologia

Risposte pubblicate: 10

√ą' conveniente sottoporsi all'intervento o potrei anche peggiorare?

Scritto da Federica / Pubblicato il
Buongiorno, sono una ragazza di 30 anni. Vorrei qualche chiarimento in merito a problemi mandibolari. Presento una terza classe dento scheletrica con lieve laterodeviazione della mandibola. Purtroppo ho portato apparecchi fissi e mobili sin da piccola e sono arrivata ad una situazione di compromesso. Inoltre a 20 anni ho fratturato la mandibola ( frattura composta sottocondilare bilaterale e parasinfisiaria destra) che è tata curata con ferule e blocco rigido per 33 giorni. Ora purtroppo presento molti problemi, click e scrosci a livello articolare, inoltre ho avuto numerosi problemi parodontali, presentando recessioni e ho eseguito alcuni innesto gengivali bilaminari. Per completare il quadro, presento purtroppo problemi posturali, dolori al rachide lombare, cervicale e cammino sempre tutta storta, tendendo sempre a sinistra. Ovviamente ho fatto le più svariate visite, gnatologi, dentisti, chirurghi maxillo facciali, fisiatra, fisioterapista, osteopata e chi più ne ha più ne metta. Ora mi hanno proposto di risolvere la terza classe con intervento di chirurgia. Premetto che per me non rappresenta un problema estetico, ma funzionale. Vorrei masticare decentemente e soprattutto preservare la mia bocca dai danni continui che si fanno purtroppo sempre più evidenti. Ma rango no molti dubbi posturali e anche per quella che è la situazione articolare, viste le esperienze che ho accumulato. È conveniente sottoporsi all'intervento o potrei anche peggiorare?
Risolvere la terza classe potrebbe portare a miglioramenti sia posturali che paradontali oltre che articolari. In virtù del quadro di disturbi che riferisce sicuramente è consigliabile affrontare il piano ortodontico-chirurgico. Ovviamente non ho alcun dato per entrare dettagliatamente sul piano terapeutico. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Signora Federica, Buongiorno. Fa una domanda a cui non è possibile rispondere senza una Visita Clinica Corretta e Sapiente con Ceck Up Ortodontico e studio Cefalometrico, non tralasciando l'esame della Postura della Lingua e senza un Ceck Up Gnatologico con Arco Facciale ed esame Baropodometrico e Posturale integrativo a quello Gnatologico con Arco Facciale di Trasfgerimento e tanto altro e senza una Visita Parodontale che è una doppia visita, ossia è costituita da due visite cliniche strumentali, semeiologiche e anamnestiche, intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora, indicherà la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Inoltre bisogna fare una visita mucogengivale per le Recessioni stabilendo soprattutto la quantità e qualità di Gengiva Aderente Presente e la Profondità del Fornice, in tutta la bocca.In parole semplici, intorno al dente, ci deve essere la Gengiva Rosa che circonda i denti e che aderisce all'osso sottostante e non la mucosa Alveolare che è quella violacea, elastica , che forma il fornice e si riflette sulle labbra e le Guance.Le spiego qualcosa sulle Recessioni Gengivali. Questo lo si può decidere solo clinicamente con adeguata visita parodontale. Diciamo che ogni Recessione ed ogni zona della bocca necessitano di interventi adatti e mirati! Questa è serietà! Non si vende il "fumo", si vende "l'arrosto"! :) Infatti la morfologia delle recessioni è varia: possono assumere l’aspetto di fessure verticali che attraversano la banda di gengiva aderente (fessure di Stilman), oppure di perdita parziale o totale della gengiva aderente che ricopre la radice. La classificazione più comune è quella di MILLER, che prende in considerazione l’aspetto clinico e lo stato osseo interprossimale, in particolare delle piramidi ossee sottopapillari: prima classe ; recessioni che non si estendono fino alla giunzione mucogengivale e nelle quali non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali. seconda classe ; recessioni che raggiungono o superano la giunzione mucogengivale, non vi è perdita di osso e di tessuti molli interprossimali terza classe ; recessioni che superano o raggiungono la giunzione mucogengivale con perdita di osso o tessuto molle apicalmente alla giunzione amelocementizia, ma coronale all’estremità apicale della recessione. quarta classe ; recessioni che superano la giunzione mucogengivale con perdita ossea interprossimale fino ad un livello apicale rispetto alla base della recessione. La scelta del trattamento Ogni recessione ha il suo intervento d'elezione: i parametri più importanti da valutare, a tale proposito, sono l'integrità dell'osso alveolare e la qualità del tessuto aderente. E' ovvio che se non esiste deiscenza alveolare, la condizione è senz'altro più stabile che non se esista invece la deiscenza. Condizione più labile e da considerare poi quella in cui si sia "perduta" la gengiva aderente e sia rimasta solo la mucosa alveolare, cedevole, elastica e quindi non perfettamente idonea a fungere da attacco epiteliale. E' quindi di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Il trattamento dovrà tendere a ottenere la completa ricopertura della radice denudata, senza venir meno però allo scopo principale dell'intervento stesso, che è quello di creare una zona di gengiva aderente intorno alla recessione. Gli interventi di elezione sono molti, tra questi: Innesto Libero di Gengiva , Il riposizionamento coronale del lembo (CAF) e sue varianti , Lembo Peduncolato Ruotato , Il riposizionamento laterale del lembo , Lembo con doppia papilla , Innesto bilaminare e sue varianti, Il lembo semilunare secondo Tarnow , lembo coronale posto a copertura di una membrana secondo i principi della GTR , amelogenine sulla superficie radicolare ,(veda nei miei Casi Clinici, ci sono tanti lavori, cliccando il mio nome ed entrando nel mio profilo). Il dolore agli stimoli termici o chimici lo da una carie o se no un denudamento della radice o per una recessione gengivale o per una tasca parodontale; si faccia visitare da un Parodontologo; le lascio una foto di recessioni gengivali curate con innesti liberi, legga nel mio profilo sotto pubblicazioni Recessioni Gengivali : Lembo semilunare, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo Riposizionato Lateralmente,POI RECESSIONI GENGIVALI: LEMBO CON DOPPIA PAPILLA (Bipapillare secondo tecnica di Goldman), in una grave terza classe di Miller, POI RECESSIONI GENGIVALI : Lembo peduncolato ruotato, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva con tessuto connettivo autogeno e protezione della zona donatrice con lembo a spessore parziale, POI RECESSIONI GENGIVALI: Trattamento chirurgico con lembo a riposizionamento coronale e innesto libero di gengiva, POI RECESSIONI GENGIVALI : Innesto libero di gengiva. Per concludere, se sono state fatte Diagnosi dopo le Visite Spiegate abbondantemente può dare fiducia altrimenti cerchi un VERO PARODONTOLOGO. Tutti gli interventi a Lembo nominati appartengono al gruppo di terapie che lei citava nella sua domanda!Le lascio un Poster di recessioni gengivali e loro terapia. Le preciso inoltre che i risultati ottenuti con gli interventi chirurgici parodontali mucogengivali di terapia delle Recessioni, sono stabili nel tempo. Se dovesse rincominciare a progredire la recessione in modo "continuo, cosa quasi impossibile", la velocità con cui si formerebbe, si approfonderebbe alla velocità di circa 1/7 di mm. all'anno o in casi molto rari al massimo di 1/3 di mm l'anno. Dato che funzionalmente il recupero della gengiva aderente è di almeno 3-5 mm e più, capisce che occorrerebbero veramente tantissimi decenni prima che si possa riformare una recessione, nell'improbabile e raro caso in cui rincominciasse la patologia. Questo lo spiego perché da alcuni Colleghi, purtroppo, per Ignoranza, ho sentito dire che le recessioni sono incurabili perché il tempo annulla prestissimo gli interventi. Niente di più falso!!! Ovviamente deve essere un Parodontologo ad attuare queste Terapie, se necessarie! Ripeto che E' di primaria importanza accertare se la recessione abbia creato un difetto funzionale dovuto alla perdita totale della gengiva aderente. Si metta in "mani buone" di un Eccellente Parodontologo e Gnatologo. Parodontologia e Gnatologia camminano insieme, quindi un buon Parodontologo è anche Gnatologo, così come un Buon Dentista ha sempre una mentalità Parodontale e Gnatologica che gli consentono di fare qualsiasi terapia di qualsiasi Specialità Odontoiatrica, anche solo Generica come la conservativa, senza prescindere dal Parodonto e dal giusto rapporto Gnatologico che ci deve essere tra le arcate, i denti viciniori e gli antagonisti e le disclusionoi canine, incisive ed in Relazione Centrica e ovviamente le ATM (Articolazioni Temporo Mandibolari) Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno Federica, è molto difficile darle un parere senza visitarla. E' verosimile che la correzione della sua malocclusione con la chirurgia possa migliorare il decorso dei suoi problemi ma non è detto che li risolva perché persistono da molto tempo. Personalmente le suggerisco la chirurgia ma solo lei, sulla scorta dell'entità dei suoi problemi, può decidere se intraprendere il percorso o no. Auguri

Scritto da Dott. Alvise Cappello
Padova (PD)

Sig. Federica, dipende da molti fattori e da corrette diagnosi, per cui se vuole stare tranquilla e affrontare l'intervento serenamente si faccia mettere per iscritto che la causa dei suoi mali descritti è solo dipendente dalla terza classe, vedrà che con questa risposta capirà se le è conveniente sottoporsi all'intervento.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Buongiorno, sig.ra Federica, problemi articolari associati a malocclusione possono essere abbastanza frequenti ma è anche vero che non tutti quelli che hanno una malocclusione hanno sempre problemi articolari, per tale ragione probabilmente Lei avrà anche una predisposizione (ad esempio condili articolari piccoli) a questo tipo di disfunzione. Sarebbe opportuno mediante una Risonanza magnetica articolare, capire le condizioni dei Suoi condili e successivamente valutare un eventuale intervento chirurgico.
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Scritto da Dott. Raffaele Sacco
Milano (MI)

Si sottoponga ad una visita gnatologica seria. Potrebbe risolvere il quadro senza chirurgia, intervenire chirurgicamente in presenza di dolore potrebbe peggiorare i sintomi.

Scritto da Dott. Daniele Tonlorenzi
Carrara (MS)

Gentile Sig. ra Federica alla sua età per correggere la III classe esiste solo la chirurgia. Ma vi sono molte persone in III classe che non hanno problemi articolari. Bisogna fare una diagnosi per capire quale sia il problema e porvi rimedio. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Un bravo gnatologo le può dare le risposte che lei cerca

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Impossibile rispondere esaustivamente senza averla visitata da capo a piedi. Così, molto in generale, una risposta grossolana è si: potrebbe anche peggiorare.

Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia

Cara Federica, lei soffre di una tipica sindrome algico-disfunzionale cranio-cervico-mandibolare causata da un errato rapporto craniomandibolare da ricercarsi nella disgnazia ( terza classe) di cui soffre, negli eventi traumatici subiti e, non ultimo, da trattamenti ortodontici incongrui. La chirurgia delle terze classi, checché taluno possa dirle, ha degli ottimi effetti estetici, se eseguita da capaci operatori, ma NON raggiunge MAI di per se un fisiologico riposizionamento mandibolare funzionale. I casi come il suo debbono necessariamente essere trattati, in primis, risolvendo lo stato algico disfunzionale presente e, solo in un secondo tempo, con un eventuale trattamento ortognatodontico con implicazioni chirurgiche solo per la correzione di eventuali inestetismi. La guarigione, nei casi come il suo, può essere raggiunta tramite una corretta interpretazione e correzione dell'occlusione dentale eseguita tenendo conto della componente neuromuscolare. Ciò avviene con opportune tecniche strumentali computerizzate in grado di interpretare, quantificare e correggere il rapporto cranio-mandibolare con appositi posizionatori che consentono una vita di relazione assolutamente normale e consentono la ripresa funzionale articolare temporomandibolare e il ripristino di un corretto assetto posturale generale in una percentuale di casi altissima.Se le venisse assicurata una completa guarigione con tecniche chirurgiche pretenda una dichiarazione formale firmata.
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

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