Domanda di Fratture dei denti

Risposte pubblicate: 16

E' d'avvero così difficile, se non addirittura impossibile, individuare le fratture radicolari?

Scritto da Franco / Pubblicato il
Ho un premolare che da settembre 2010 mi crea forte dolore ai cambiamenti di temperatura ed alle percussioni e il dentista inizialmente mi ha confermato l’assenza di fratture ma solo una ipersensibilità consigliandomi un bite per il mio bruxismo. Col protrarsi però del fastidio, il medico ha avuto difficoltà nel capire le cause tirando in ballo anche l’infiammazione del trigemino. Considerando però che nel tempo il dolore è aumentato, il dentista mi ha aperto il dente constatando il nervo incancrenito e procedendo quindi alla cura canalare ma il giorno seguente il dolore è aumentato e successivamente la gengiva mi si è gonfiata. A quel punto il dentista mi ha confermato (andando per esclusione) una frattura radicolare non visibile con i raggi x effettuati per l’occasione ed una Tac effettuata in precedenza per valutare un altro lavoro alla sede vicina. L’unica soluzione ora è l’estrazione. Il dentista mi ha confermato anche che non ci sono apparecchiature o esami per evidenziare fratture radicolari ma i sintomi ora (soprattutto l’attuale gonfiore) confermano la frattura suindicata. Non ho dubbi sull’onestà del mio dentista che ha cercato fino all’ultimo di salvarmi il dente ma vorrei sapere da voi se secondo quanto esposto il dentista ha operato in maniera corretta e se è vero che è così difficile se non impossibile scovare le fratture radicolari? Se ci fosse un modo sicuro preferirei prima sottopormi ad un esame per avere la sicurezza che il dente sia fratturato. Grazie.
Oggi esistono apparecchi radiografici sofisticati per eseguire una radiografia a scansione che non sono in dotazione di tutti gli studi odontoiatrici ma che si possono trovare in studi radiografici particolarmente attrezzati, per cui la diagnosi strumentale è possibile. Ma c'è un modo più elementare per accertarsi: è quello di eseguire delle radiografie endorali in diverse proiezioni, in modo di avere immagini che escludano ogni sovrapposizione.

Scritto da Prof. Giuliano Falcolini
Roma (RM)

Riporto una parte di un mio articolo sulle fratture dentali e radicolari pubblicato su questo portale:la diagnosi deve essere molto accurata perché comporta sempre l'estrazione del dente: va da sé che sarebbe errore grave constatare sul dente estratto l'assenza della presunta frattura.   a) diagnosi visiva diretta   - la frattura è visibile a livello coronale, si tratta soltanto di stabilire se riguarda anche la radice  Due sono i sintomi caratteristici dell'incrinatura: l'estrema ipersensibilità al freddo e il dolore provocato facendo serrare i denti su una struttura deformabile (legnetto di balsa). Una risposta massima a entrambi i test permette una diagnosi quasi certa. b) diagnosi radiologica   - di evidenza quando si osservi una diastasi dei frammenti radicolari   - di presunzione quando sia visibile una lesione parodontale ossea: in presenza di un alone che circonda interamente la superficie radicolare non vi sono molti dubbi, ma si può trovare anche solo una zona con l'allargamento dello spazio periodontale; a questo punto si deve avere conferma dalla palpazione e dal sondaggio (eventualmente da altri test)   c) palpazione   - si avverte la deiscenza ossea, se la frattura è vestibolare: lungo la linea di frattura l'osso tende a riassorbirsi per la carica batterica presente sulla rima stessa.   d) sondaggio parodontale   - è caratteristicamente lineare in un punto o in due punti (vestibolare e linguale o mesiale e distale a seconda della direzione della frattura) e arriva per lo più fino all'apice.   e) lembo esplorativo   - è consigliabile nei casi dubbi   f) immissione di sostanze radiopache riassorbibili nel canale, è un mezzo molto elegante utilizzato per lo più in caso di coinvolgimento di un grosso restauro in cui si voglia evitare il lembo esplorativo.  
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Denti con gravi patologie endodontiche e di fratture e parodontali salvati con parodontologia endodonzia protesi. Da casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Caro Signor Franco, direi di no. Occorre fare una visita clinica molto approfondita. Esistono anche sostanza particolari che rivelano la presenza di fratture o microfratture o L'uso di particolari sorgenti luminose o Tomografie Assiali Computerizzate e le tecniche Cone Beam. Ci sarebbe da disquisire per ore! Riguardo al suo caso specifico un conto è avere sensibilità agli stimoli termici che indica sofferenza pulpare ed un conto è avere dolore alla pressione e percussione, Non faccia estrarre il dente! Prima è indispensabile fare una diagnosi, non per esclusione ma UNA DIAGNOSI VERA REALE E CONCRETA OLTRE CHE MEDICA E PROFESSIONALE! Sono a sua disposizione se non trovasse altre vie di uscita, ma non faccia estrarre il dente. Le lascio una foto con denti considerati "impossibili" e salvati egregiamente ed in bocca da 25-30 anni!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig Franco, la difficoltà nel reperire una frattura è reale, e spesso ci si arriva dopo sforzi di semeiotica e soprattutto dopo aver escluso tutto il resto. La possibile difficoltà sta in primis nel potere di risoluzione della radiografia, sia analogica che digitale, e al fatto che spesso l'anatomia delle radici dentarie sono spesso anfrattuose e con l'alternarsi di zone concave e convesse, che possono dare in rx sia falsi positivi che negativi. In più, anche se non si può parlare di riparazione di una frattura (come avviene per le ossa) spesso si assiste ad una sorta di calcificazione della rima di frattura, che anche se non rende il dente integro come prima, può tranquillamente confondere il quadro radiografico e clinico. Spesso tali calcificazioni secondarie (le chiamo così, ma non credo nemmeno sia una terminologia corretta), si palesano solamente all'estrazione. O estraendo il dente in due pezzi, o estraendolo in un pezzo solo, ma rivelando più o meno chiaramente la rima di frattura. Se il suo è un dentista "vero", saprà comunque risolvere il suo problema. Cordiali saluti.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Secondo me dovresti insistere per salvarlo, è più probabile che il dolore sia dovuto alla persistenza dei residui necrotici della polpa (nervo) e che non sia stata fatta una detersione completa del o dei canali.

Scritto da Dott. Stefano Petti
Napoli (NA)

Gentile Sig. Franco, il suo dentista ha operato bene e suppongo cha la frattura radicolare sia l'imputata. Abbia fiducia nel suo dentista. Cordialmente

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile sig. Franco, le fratture radicolari sono in genere infide, si basano su una certa mobilità di uno dei frammenti e sono diagnosticate in via presuntiva partendo da una anamnesi appropriata, es un trauma, nel caso di un'abitudine bruxista, certo è possibile. Tuttavia, se è vero che individuare una frattura non a tutto spessore non è facile, tuttavia più esami rx digitali in diverse proiezioni dovrebbero aiutare. Inoltre, con gli apparecchi che abbiamo a disposizione l'immagine può essere ingrandita e con la digitale a colori si può avere un aiuto diagnostico utile allo scopo. Cordiali saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Franco, la magistrale risposta del Dott. Del Deo, viene insegnata nel corso di laurea in odontoiatria, controlli se chi opera su di lei è iscritto all'ordine dei medici. Aprire un dente constatando il nervo "incancrenito" è un sistema di diagnosi lievemente invasiva. Se vuole conferma delle capacità del suo odontoiatra, le consiglio di farsi mettere per iscritto le motivazioni della cura del bruxismo con il bite, poi ci riscriva.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Salve Franco, anch'io non ho dubbi sulla professionalitàdel suo dentista. Non si abbatta..se la frattura è apicale e orizzontale, il dente può essere trattato con una terapia chirurgica che asporti l'apice fratturato. Cordialmene, Gianluigi Renda

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Gentile paziente, nel mio articolo: http://www.dentisti-italia.it/dentista/odontoiatria/515_fratture-radicolari.html ci sono le risposte alle sue domande. E' veramente difficile scoprire una frattura radicolare allo stadio iniziale. E' facilissimo scoprirlo quando è visibile in radiografia, ma è uno stadio conclamato, con grande distruzione ossea. La cosa importante è capire il confine fra lesione curabile e lesione irreversibile. ------------------------------------------------ Dal suo racconto, la vedo male per il suo dente. La scelta estrattiva al manifestarsi della frattura, anche se senza sintomatologia spesso è quella che preserva l'osso, fondamentale per poter inserire in sostituzione un impianto endoosseo. ------------------------------------------------ Lei ha ricevuto finora tanti pareri, anche contrastanti fra loro. Ci sono state critiche all'operato del suo dentista. A tal proposito la invito a leggere questo pezzo umoristico: http://www.formentelli.it/?p=278  . ------------------------------------------------ Ritengo di non avere nessun elemento per poter criticare l'operato del suo dentista.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia