Domanda di Fistola

Risposte pubblicate: 9

Ascesso fistolizzato del 17

Scritto da Alessio / Pubblicato il
Salve, dopo una settimana di dolore alla gengiva oggi vado a fare un controllo dal mio dentista e mi riscontra un ascesso fistolizzato del 17 (dente che ho devitalizzato 4 anni fa), vedendo nella panoramiche che l'infezione è intorno ad entrambe le radici. Il dentista mi ha detto che vista l'estensione è inutile provare a curare il dente ma l'unica cura è l'estrazione. Personalmente preferirei evitarla, cosa mi consigliate? Se dovesse essere estratto devo mettere l'impianto o posso rimanere senza? (5 anni fa per motivi ortodontici mi è stato estratto il 18) Grazie mille
Retrograda da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo e Gnatologo di Cagliari e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi
Caro Signor Alessio, buongiorno. Ma che non dica "assurdità"! Non lo faccia estrarre per sostituirlo con un impianto, ma scherziamo veramente? Ha una normalissima patologia odontoiatrica endodontico-conservativa di routine assoluta. Ha un secondo molare superiore Dx (che ha tre radici e non due come ha detto) e due o tutte e tre sono in necrosi e si è sviluppata una osteolisi periapicale su ciascuna radice o almeno due. Si deve semplicemente curare endodonticamente e conservativamente il dente. Tutto qui. Le spiego: Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus. Tolti i microbi con la terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda, se fossero presenti ostacoli insormontabili come perni non rimovibili etc (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Si riassorbe anche la fistola che è solo un tramite epiteliale che mette in comunicazione l'osteolisi con l'esterno per fare uscire il pus! Le lascio un Poster di una Retrograda. Cari saluti e si metta in mani buone e sapienti. Ricordi sempre che non esiste il facile o il difficile ma solo ciò che si sa fare e ciò che non si sa fare! Ricordi anche che un Dentista è tanto più "bravo" quanto meno denti estrae e quanto meno impianti fa, come dice il "Buon" Collega Dottor Carpinteri, da queste stesse pagine! Ancora cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Alessio, il 18 sarebbe stato ora una bella ruota di scorta in sostituzione dell'impianto. Se la sentenza del suo odontoiatra è stata di dente malato terminale non possiamo di certo smentirla, soprattutto a distanza. Dopo l'avulsione si faccia spiegare tutte le indicazioni alla riabilitazione protesica.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

S.e il problema è endodontico ed una radiografia endoorale è piú precisa le uniche terapie possibili sono il ritrattamento o l'apicectomia. Se invece è endodontico- parodontale, l'estrazione è obbligatoria. poi si potrà fare l'impianto con rigenerazione ossea se necessario.
Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno Alessio. Senza una visita e senza una Rx è impossibile darle una risposta. Se l'elemento non è gravemente compromesso, solitamente si esegue un ritrattamento canalare, e si valuta la risoluzione delle lesioni apicali in 3-6 mesi con rx di controllo. Il fatto che la lesione abbia già fistolizzato non è proprio indice di una lesione piccola, ma tutto sommato una buona terapia canalare è sempre la prima scelta. L'estrazione deve essere considerata l'ultima spiaggia. Parli col collega che l'ha in cura e si faccia spiegare nei dettagli la situazione clinica.
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Scritto da Dott.ssa Vanessa Ciaschetti
Marostica (VI)

Poveri pazienti l'odontoiatra non è più un medico ma un imprenditore che non sa o finge di non sapere, importante guadagnare sempre di più, la sua terapia detto da un medico odontoiatra è  la terapia endodontica ma il dente lo conservi

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Per dare una risposta alla sua domanda sarebbe opportuno almeno vedere una radiografia del dente in questione. Meglio sarebbe aggiungere una visita, ma mi rendo conto della difficoltà. Se vuole inoltri una radiografia del dente e proveremo a darle un consiglio appropriato.

Scritto da Dott. Maurizio Ciaramelletti
Rieti (RI)

Buongiorno Sig. Alessio, un'infezione sotto alle radici di un dente può essere un qualcosa di curabile con una terapia mirata sul dente (ritrattamento o apicectomia) oppure un qualcosa che, come le ha detto il suo dentista, di incurabile; infatti la prognosi di un dente (cioè la vita del dente) dipende da molteplici fattori (lunghezza delle radici, quantità di osso che lo circonda, geometria dei canali, quantità di dente residuo e così via). Per valutare al meglio una situazione del genere, purtroppo, vi è necessità di una prima visita accurata che io, a distanza, non posso effettuare. Se non è convinto del "verdetto" del suo dentista, provi presso un altro specialista solo per ricevere un ulteriore parere e nient'altro. Spero di esserLE stato di aiuto. Le auguro una buona giornata
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Scritto da Dott. Angelo Itri
Genova (GE)

Caro Alessio, il suo molare è già stato sottoposto a terapia canalare, ma è ora presente una infezione. Per poterle dare un parere sensato sarebbe necessario un esame clinico ed una rx endorale. Se dalla visita e dalla rx non si evidenzieranno problematiche particolari (fratture corono-radicolari, perforazioni radicolari, strumenti rotti all'interno dei canali ecc.), l'elemento dentale potrà essere ritrattato con ottime possibilità di recupero completo. Cari saluti
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Scritto da Dott. Roberto Del Rosso
Terni (TR)

In linea generale, se l'elemento dentario viene definito assolutamente irrecuperabile, noi senza visitarla, né vedere una radiografia endorale, non possiamo contestare la diagnosi del collega. Anche l'eventuale riabilitazione implanto protesica successiva (preferibilmente non immediata), deve essere valutata dal collega dopo l'avulsione.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia