Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 6

A distanza di 2 mesi dalla devitalizzazione i sintomi non accennano a diminuire ...

Scritto da Davide / Pubblicato il
Dopo otturazione in zona mesiale a causa di infiltrazione (profonda) su premolare superiore destro (15) eseguita a novembre del 2012, iniziava calvario su tale dente, dolori in masticazione, sensibilità a pressione e infiammazione che andava e veniva, inizialmente il dente era altissimo e picchiava sull'opposto anche se masticavo dall'altra parte, è stato poi abbassato...ma comunque a causa perdita del punto di contatto con il primo premolare (14) veniva ripetuta l'otturazione altre 2 volte a distanza di 2 mesi dalla prima (e rifatta 2 volte otturazione anche sul 14 per ricreare il punto di contatto), al 3° tentativo (eseguito da altro dentista) veniva ricreato punto di contatto ma sintomatologia non regrediva, fastidio-dolore con pane, pizza, cibi croccanti, patatine fritte, semini di kiwi, infiammazione che andava e veniva, dolorini anche a passarci il filo interdentale...dopo un anno di attesa senza miglioramento definitivo si procedeva a devitalizzazione del 15 con inserimento di perno in fibra di carbonio ma invece che risolvere il problema si accentuava nei primi giorni successivi con dolori acuti dalla vaga sensazione metallica toccando o applicando una pressione anche leggera sulle 2 cuspidi (specie l'esterna) con il dente sottostante, e sempre fastidio-dolore con cibi sopra descritti, senso di infiammazione che và e viene ed ora a distanza di 2 mesi dalla devitalizzazione sintomi che non accennano a diminuire ...il dente dopo qualche giorno dalla devitalizzazione è stato anche leggermente corretto per evitare interferenze nei movimenti di masticazione e minimi precontatti; il mio dentista dice che bisogna attendere e che tali problemi potrebbero persistere anche per 6 mesi/un anno dopo la devitalizzazione che sembrerebbe ben fatta dalle radiografie che allego, il problema è che io continuo ad avere notevoli problemi a questo dente e a quanto sembra non si capisce il motivo preciso. Qualche professionista iscritto a questo portale ha qualche spiegazione a questa situazione, prima che dopo un anno e mezzo che patisco a questo dente mi stanchi definitivamente e decida di farmelo levare ahimè ?...Ringrazio
Gengivite descritta nel testo e sua terapia con curettage e scaling e root planing. Da casistica dei Dottori Gustavo e Claudia Petti Parodontologi di Cagliari
Caro Signor Davide, purtroppo deve capire che senza una visita clinica, una accurata anamnesi locale e generale e accertamenti semeiologici e Gnatologici e Parodontali e conservativi, valutando anche i rapporti tra atturazione e solco gengivali, insomma se l'otturazione sia o no sottogengiva e quindi incongrua e sondaggio parodontale mirato a questo dente ed in sei punti di 0gni dente di tutta la bocca per valutare eventuali tasche parodontali espressione di parodontiti, non è possibile risponderle. Posso fare una analisi della Rx endorale che ci dici già molto. Si rileva infatti una leggera alterzaone della architettura ossea. Si vede anche uno spazio parodontale aumentato sia mesialmente, più coronalmente, che distalmente più apicalmente. E' presente una frammentazione della corticale ossea alveolare periradicolare parodontale. Il tutto porterebbe ad una sospetta diagnosi di endoparodontite se il resto del parodonto della bocca non avesse tasche parodontali o addiruttura di parodontite con endoparodontite se le tasche ci fossero! Che altro dirle. Si faccia visitare da un Parodontologo completo che faccia anche Gnatologia ed Endodonzia. Se l'otturazione fosse sotto gengiva, andrebbe corretta e praticato un allungamento della corona clinica per "portarla fuori" , estruderla e far si che la gengiva poi chiudesse sul dente e non sul materiale artificiale della otturazione. Sono tante le cose da vedere, anche l'aspetto della gengiva marginale libera se mantiene l'aspetto sano a buccia d'arancio o quello lucidi di una Gengivite.? La gengiva sana ha un aspetto roseo a buccia d'arancio dovuto alla compenetrazione bilaterale dell'epitelio (dall'esterno all'interno) con il connettivo, dall'interno all'esterno dello spessore della gengiva aderente. Quando si ha una infiammazione di questi tessuti, questa compenetrazione viene meno per la distruzione delle fibre connettivali e l'aspetto a "buccia d'arancia per l'alternarsi delle concavità epiteliali e delle convessità connettivali, vengono meno e si ha un aspetto lucido che indica patologia gengivale. (Le allego un Poster di quanto detto). La distruzione delle fibre connettivali, spiegata, apre la porta al distacco della Gengiva dal Dente, alla formazione della Tasca Parodontale per l'ingresso di batteri e alla formazione di difetto ossei parodontali per l'interazione dei batteri che da aerobi gram positivi, prima e da aerobi facoltativi poi, diventano infine anaerobi gram negativi che interagiscono col suo sistema immunitario in particolare delle cellule T e avviano la distruzione del ligamento parodontale, dell'osso, della gengiva connettivale ed epiteliale e del cemento radicolare che si necrotizza: è iniziata la Parodontite! Come vede è importante la funzione del sistema immunitario. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Estetica Dentale e del Sorriso e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Carissimo Davide, nonostante la sua precisa descrizione è indispensabile visitarla per cercare di capire la genesi dei suoi disturbi, probabilmente il suo dentista ha ragione e, a giudicare dalla radiografia che ha allegato, si direbbe che la devitalizzazione sia di ottima fattura. Probabilmente il problema che lamenta non è correlato a questo trattamento ma ad altri fattori che non sono valutabili per posta elettronica.

Scritto da Dott. Alvise Cappello
Padova (PD)

Sig. Davide, quando lasciamo ammalare di carie un dente, si formano delle lesioni permanenti che non potranno ridare una restitutio ad integrum. Per cui qualche fastidio lo si deve accettare e convivere con esso, nel suo caso, concordo con il suo odontoiatra che il tempo porterà pian piano ad accettare sempre di più la sintomatologia. Si ricordi che i miracoli non li fa nessuno e togliere il dente sostituendolo con un impianto le potrebbe dare complicanze maggiori.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Sig. Davide, il problema potrebbe essere endodontico e parodontale. Infatti esistono le lesioni endo - parodontali. Però per fare una simile diagnosi la sola radiografia non aiuta. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Più di un collega l'ha visto senza risolvere il problema, il rischio è che ci sia una incrinatura/frattura della radice. Ovviamente è un'ipotesi ma di fronte a una radiografia che sembra non evidenziare patologia apicale che può venire confermata da una cone bean non rimangono molte alternative ovviamente la valutazione clinica è importante. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile sig. Davide, premesso che sarebbe necessaria una visita accurata per dare un parere, dalla radiografia che ha allegato non si riesce ad evincere nulla di anomalo dal punto di vista endodontico. Da quello che ha riportato nella sua relazione restano aperte delle aree su cui indagare : 1) la situazione parodontale ovvero se sono presenti tasche parodontali 2) il trauma per un contatto anomalo del dente in lateralità , in protrusiva od un precontatto; tale situazione, a volte, può derivare da un'occlusione anomala o da un digrignamento dentale inconscio e/o notturno. Cordialmente Dott.Amato
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Scritto da Dott. Aldo Amato
Borgoricco (PD)

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