Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 10

Dovrei optare direttamente per una devitalizzazione o quant'altro?

Scritto da Michele / Pubblicato il
Buongiorno, vorrei avere un vostro parere, in seguito a 2 giorni di intenso dolore e notti insonni mi sono recato dal mio dentista il quale dopo una visita mi ha diagnosticato una pulpite, dicendomi che il dente andava aperto. Continuando l'ispezione ha notato che era molto sensibile e troppo dolorante e mi ha quindi comunicato che preferiva non operare in quel momento, mi ha dunque prescritto una cura di antibiotici (e antinfiammatori al bisogno) per una settimana dicendomi che in un paio di giorni il dolore passerà ed in tal modo potrò arrivare serenamente al prossimo appuntamento (tra circa 10 giorni). Ora, ovviamente ho appena cominciato e non mi aspetto che passi subito, ma nel frattempo ho dato un'occhiata qua e là in internet e mi pare di aver capito che è opinione comune che ne antibiotici ne antidolorifici siano propriamente indicati, ne tantomeno risolutivi in questi casi. Dando per scontato che ciò corrisponda al vero (come lo so io che non sono indicati credo che lo sappia anche lui) non riesco a capire il perchè di questa scelta. La domanda è: mi conviene tentare questa strada per qualche giorno e vedere se ha effetto oppure dovrei optare (magari presso un'altro studio) direttamente per una devitalizzazione o quant'altro? Grazie mille per l'attenzione. Buon lavoro. M.
Spero l'abbia già iniziata, in quanto non sempre sono inefficaci e comunque non sono risolutivi. Ovviamente è indispensabile l'intervento. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Michele, è ovvio che senza una visita è impossibile poterle dare una risposta certa. Basandosi solo sul suo racconto mi sembra che ci si trovi di fronte ad una caso di pulpite come detto e diagnosticato dal suo dentista ed in questi casi è necessario procedere ad una terapia d'urgenza con decompressione della camera pulpare per alleviare il dolore. Probabilmente il suo dentista avrà ravvisato la possibilità di una possibile remissione con terapia farmacologica. Chiaramente la decisione del suo dentista sarà stata valutata attentamente per decidere in tal senso. Il consiglio che posso dare è quello di chiedere chiarimenti al suo dentista anziché cercare soluzioni e pareri su internet che potrebbero non essere risolutivi per il suo caso. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Signor Michele, prassi alquanto inusuale! In questo modo il dolore e la sua sofferenza rimangono quasi certamente e tra i doveri del Medico c'è quello di alleviare il dolore quando ciò sia possibile. Mi spiego. I casi sono due. O c'era il tempo logistico di fare la terapia o non c'era. Nel primo caso il dente in pulpite va trattato endodonticamente subito. Il dolore dipende dalla iperemia passiva che si instaura in una pulpite, ossia dal danno venoso che fa accumulare il sangue nella camera pulpare con aumento della pressione e dal gas del catabolismo dei batteri presenti che, creando pressione in una camera chiusa come è quella pulpare del dente, causano il dolore. Basta aprire il dente, prima fase della terapia , per decomprimerlo e non avere più dolore durante il resto della terapia. Per dominare questo primo dolore, si fa una serie di anestesie. Sarebbe bastato fare una anestesia regionale, nel senso di tronculare del tronco nervoso che innerva quella particolare "regione" della bocca, da trattare terapeuticamente, anzichè la sola anestesia locale! Ripeto, basta potenziare l'anestesia plessica o tronculare con anestesie peripress nello spazio parodontale e subperiostea ossea e, aperta la camera pulpare, intrapulpare, che l'effetto diventa pieno in qualsiasi situazione patologica! Nel secondo caso invece si sarebbe dovuta fare una pulpotomia d'urgenza sempre allo scopo di decompressione ed eliminazione del dolore e poi rinviare la seduta che non ci sarebbe stato il tempo di completare. Sarebbe bastato usare materiali di chiusura che funzionano similmente ad una membrana osmotica. Fanno uscire i gas del catabolismo dei batteri e non fanno entrare al contempo altri batteri che infetterebbero ulteriormente il "campo". Uscendo i gas, non si ha dolore per la decompressione che si crea. Ovviamente tutto questo deve essere provvisorio fino alla chiusura definitiva dei canali! Il suo Dentista avrebbe dovuto darle tutte le spiegazioni ed indicazioni ed eventualmente farmaci del caso! Così non avrebbe sofferto ancora a casa ed il dente non avrebbe corso il rischio di involvere in necrosi come probabilmente accadrà! Auguri. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Estetica Dentale e del Sorriso e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno, credo che la soluzione migliore sia aprire il dente il prima possibile ed eventualmente supportare la suddetta terapia con antidolorifici. Saluti

Scritto da Dott. Raffaele Sacco
Milano (MI)

Buongiorno La fiducia che ripone nel suo dentista è ottima direi, la parola di un medico che ha passato parte della sua vita sui libri per curare al meglio una persona è messa in discussione e non capisco il motivo dato che si è comportato nel modo più corretto da parole che lei riferisce aver trovato su alcuni siti messi da non so chi quale persona forse neanche un medico, ora il dubbio viene a me . Abbia fiducia nel suo medico magari si rivolga ancora a lui per il suo problema e non disperi
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Scritto da Dott. Fabio Vaja
Milano (MI)

Caro Michele, se davvero di pulpite si tratta, il dente va aperto e devitalizzato immediatamente per far cessare una situazione dolorosa imponente nella quale i farmaci antidolorifici, anche i più potenti, sono inefficaci !!! Poi si può scegliere di lasciar morire spontaneamente il dente in tempi più o meno lunghi e con sofferenza del paziente per non affrontare una pratica anestetica al momento della devitalizzazione che può richiedere pratica e decisione dell'operatore, specialmente nel caso di molari inferiori!! Michele Lasagna
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Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Michele, la peggior cosa che può fare un paziente è confrontare le sue cure in internet, ogni caso è a se stesso, per cui troverà solo una gran confusione. Gli hanno prescritto una cura, si sottoponga, se tra 2 giorni non vede miglioramenti ricontatterà lo studio per chiarimenti.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Ben detto, gli antibiotici e gli antinfiammatori non sono risolutivi. Mistero della fede: perché il nostro non ha agito subito? Altri pazienti? Pressanti affari personali? Dopo "2 giorni di intenso dolore e notti insonni" lei è nel pieno diritto di trovare un dentista più affabile, più tenero di cuore e dalle mani più esperte. Buona fortuna!

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

La terapia della pulpite è sempre endodontica...prima la si attua e meglio è.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Gent.mo Sig. Michele, se il suo dentista ha ritenuto opportuno prescrivere una terapia farmacologica prima di aprirle il dente pulpitico l'ha fatto nel suo interesse e non certo perchè pensasse di risolvere il suo caso con farmaci. Talvolta l'infiammazione della zona può essere tale da rendere inefficace l'anestesia, il resto lo lascio immaginare a lei se si dovesse intervenire a prescindere da questa valutazione. Prenda i farmaci come da prescrizione ed appena possibile si faccia eseguire un terapia endodontica. Buona fortuna.
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Scritto da Dott. Marco Gabriele Longheu
Milano (MI)

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