Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 5

E' possibile che abbia ragione io nel ritenere che il responsabile sia ora il dente mal devitalizzato?

Scritto da Margherita / Pubblicato il
Gentili dottori, Vi chiedo un parere in riferimento a una situazione che riguarda il lato destro della mia arcata dentaria inferiore. Premetto che l'ottavo mi era stato tolto anni fa e che quest'area ha subito a partire dallo scorso giugno (quando ho iniziato a sentire dolore tra il settimo e il sesto), svariati interventi mal riusciti ad opera di diversi medici. Il sesto molare è stato devitalizzato due volte, dato che la prima volta il trattamento non era arrivato fino in fondo ai canali. Il secondo trattamento è stato fatto a luglio, ma non è stato terminato (è stata messa una pasta provvisoria che tuttora permane). Il settimo è stato estratto a fine agosto dopo che anch'esso aveva subito due devitalizzazioni mal fatte: la prima volta un pezzo di strumento rotto era rimasto in un canale; la seconda volta il pezzo era stato rimosso, ma si era poi formata un'infezione. Mi era stato allora somministrato antibiotico per 3 settimane, ma, non ottenendo miglioramenti, il dente, mi era stato, appunto, tolto. In seguito a ciò, mi era venuta l'alveolite e per porvi rimedio il 5 settembre mi è stato fatto un innesto sintetico. La situazione sembrava finalmente risolta. Attorno a fine novembre, però, ho ricominciato ad avvertire dolore nella zona dell'intervento e del sesto molare. Mi sono allora rivolta a uno studio dentistico garantitomi dal mio medico di base. Qui dopo un'attenta visita e un'ortopanoramica, mi è stato detto che l'innesto non ha "attecchito" e che la devitalizzazione del sesto, pur essendo stata fatta due volte, non è stata ben eseguita (un canale non è stato raggiunto fino in fondo). La causa del dolore, comunque, è stata imputata all'innesto "fallito" (la rx mostrava una netta linea di demarcazione tra il materiale inserito e la mia gengiva), ma non alla devitalizzazione mal riuscita (la medesima rx non mostrava reazioni apicali, né ascessi). Il 27 novembre sono stata, pertanto, sottoposta ad un'operazione per rimuovere il materiale innestato, senza, però intervenire sul sesto molare mal devitalizzato. Il problema è che tutt'oggi, a distanza di 3 settimane dalla rimozione, continuo ad avvertire, in maniera più o meno costante, dolore sia nella zona dell'operazione, sia al sesto molare, sia, in certi casi, ai denti successivi. Io temo che ora la colpa sia del sesto molare mal devitalizzato, ma i dentisti che mi stanno curando sostengono che non sia così (anche una seconda rx fatta settimana scorsa mostra l'assenza di reazioni apicali) e imputano la causa a una nevrite dovuta ai troppi interventi e a una mia ipersensibilità. Per questo mi hanno prescritto il Deltacortene. Il dolore che sento non è sensibile né al caldo, né al freddo, nè avverto una sensazione di "pulsazione" o male alla masticazione. E' un dolore spontaneo. Chiedo quindi a Voi se è possibile che abbia ragione io nel ritenere che il responsabile sia ora il dente mal devitalizzato? Ringrazio in anticipo per le risposte.
Sig. Margherita, a volte si tenta di salvare l'impossibile e questi sono i risultati, escluse eventuali problematiche dentali, forse questa zona merita di essere lasciata in pace, con i suoi tempi di guarigione.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Cara Signora Margherita, mi dispiace per tutte le sue sofferenze, però c'è una grande "confusione" in questa "ecatombe odontoiatrica". Troppi Odontoiatri, troppi fallimenti. Parla di osso sintetico senza specificare se si tratti di osso riassorbibile o non riassorbibile. Parala di innesto "fallito" (la rx mostrava una netta linea di demarcazione tra il materiale inserito e la mia gengiva)",osservazione che non significa assolutamente niente perchè la "demarcazione nel caso dovrebbe essere apicalmente all'innesto, ossia tra esso e l'osso, non la gengiva che in radiografia non si vede neanche! Non solo ma se fosse stato usato un osso artificiale riassorbibile, dopo due mesi non lo vedrebbe neanche a seconda del materiale di cui fosse composto, infatti, il materiale più usato è il solfato di calcio che è radiotrasparente e non visibile quindi alle radiografie, specialmente alle ortopantomografie panoramiche che perdono i dettagli e deformano tutto. La radiografia giusta è quella Rx endorale singola in una o più proiezioni! Deve essere finita tra le mani di Dentisti particolari, controlli che siano iscritti all'Albo degli Odontoiatri ed all'Ordine dei Medici ed Odontoiatri della sua Provincia, perchè non è grottesco quello che racconta. Questa è normalissima semplicissima Odontoiatria di routine e soffrire così non solo è disumano ma inammissibile. Inconcepibilmente non è stata fatta nessuna Diagnosi. La Diagnosi, l'eterna assente. Non si può fare terapia senza Diagnosi! Vada da un Dentista Libero Professionista. A Bergamo e Provincia, o vicinanze ci sono eccellenti Odontoiatri, ripeto . Basta seguire la "Vox Populi" o cercare su questo portale in "Trova Dentista " in Home page digitando la città e leggendo i curricula fino a trovare un buon Dentista . Poi digiti il nome del Dentista su un motore di ricerca e se il Professionista è uno studioso, troverà curriculum, foto di interventi, corsi, congressi, pubblicazioni. Non sarebbe indispensabile avere tutto questo, ma almeno sa che sta recandosi da un Dentista colto e che fa cultura, il ché è già un buon inizio!In bocca al Lupo. Non continui a "perdere tempo prezioso".Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Estetica Dentale e del Sorriso e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La sua storia a è un toccante saggio di odontoiatria fatta alla rovescia. Idee chiare e distinte. Il sesto. La cura canalare deve essere portata a termine a regola d'arte. Vada sul sito SIE, Società Italiana di Endodonzia, portale dedicato al pubblico dei pazienti e cerchi il "socio attivo" più vicino a casa sua. L'ideale è che abiti dirimpetto, o almeno che vi possiate incontrare nello stesso supermercato o parrocchia, in modo che debba incrociare il suo sguardo iroso se qualcosa andasse storto. La Sie è una garanzia per lei visto i criteri di ammissione, a meno che non sia stata ammorbidita qualche regola a mia insaputa. Chieda una obbligazione di risultato: visti i suoi precedenti, lei pagherà se avrà un risultato positivo. Il settimo perduto. La cosa mi sembra sospetta, perché l'innesto è tanto facile che qualsiasi dentista di città o di paese riesce a fare una bella figura. Azzardo una ipotesi, per via d'esempio, che la sterilità del campo operatorio fosse stata molto scadente; oppure, ma solo per via d'esempio, che lei abbia taciuto di una malattia infettiva sua, anche con indebolimento del sistema immunitario. Rimosse queste obiezioni, su di lei c'è solo da fare un figurone. Posso avvertirla di affidarsi a mani esperte, e anche ad un dentista un poco più caro, perché nessuno regala niente. La salute non va messa all'asta. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Stando solo al testo inviato, sono più propenso a pensare che i suoi problemi derivino più dalla serie di interventi subiti che alla devitalizzazione carente. Spesso si repertano casi di trattamenti canalari assolutamente carenti ma silenti. Proverei ad attendere per vedere se la situazione migliora, ma soprattutto cercherei di non fare in modo che più dentisti si rimpallino eventuali responsabilità. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Margherita, molte cose non tornano. Non si cura un alveolite con osso sintetico, si può mettere ad alveolite risolta per ricostruire l'osso. Ma anche l'affermazione che in radiografia vi era una netta demarcazione con la gengiva (forse l'osso)e quindi l'innesto non aveva attecchito è sconcertante. Dipende dal tipo di biomateriale. Alcuni alla radiografia si presentano proprio in quel modo (molti biomateriali vengono riassorbiti per essere sostituiti da osso). Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

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