Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 10

Dovendo recarmi per un mese a Cuba, per motivi di lavoro, cosa mi consigliate di fare per non incorrere in un'eventuale devitalizzazione in loco di un dente ricostruito ed ancora vitale, che mi sta dando fastidio?

Scritto da Gianluca / Pubblicato il
Gentili Dottori, sono il responsabile di una organizzazione che fa aiuto umanitario e per lavoro mi capita spesso di dover soggiornare alcune settimane in paesi in via di sviluppo. Nelle scorse settimane ho avuto una piccola frattura di un settimo inferiore vitale già molto curato e con estesa otturazione e la conseguente esposizione di alcuni giorni al caldo-freddo mi ha indotto una certa irritazione alla polpa con tenue ma persistente dolore, poi controllata con antinfiammatori. Il mio dentista mi ha ricostruito l'otturazione e mi ha detto che, ancorchè la ricostruzione sia vasta, preferiva conservarmi il dente vitale fino a quando il dolore fosse insopportabile e mi ha invitato a controllare eventuali ritorni di dolore con gli antinfiammatori. Ora, dopo due mesi dalla ricostruzione in totale assenza di sensazione alcuna ed in procinto di partire per un soggiorno di lavoro di un mese a Cuba, il dolore, tenuissimo ma persistente, è ritornato e con esso la mia preoccupazione che una pulpite mi colga all'estero. Mi chiedo dunque che fare: controllare di nuovo l'infiammazione con il nimesulide e l'attenzione al caldo-freddo o procedere con una devitalizzazione "preventiva" prima di partire? Il mio dentista è un consevatore (cosa di lui che apprezzo molto) ma non vorrei essere costretto ad una devitalizzazione a Cuba. Insomma, in questi casi cosa è meglio fare? Portarsi antibiotici (e quali) ed antifiammatori (e quali) nel viaggio da usarsi se il sintomo aumenta? O devitalizzare il dente anche se la situazione non è acuta e non pensarci più?
Egregio Gianluca, anch'io sono per la vitalità dei denti e spesso questo atteggiamento di attesa in alcuni casi e con un giusto supporto anche farmacologico l'ho attuato. Per il suo caso e per la mia esperianza (piccola che sia) non rischierei. Io se fossi il suo dentista lo devitalizzerei. Però non sono io il curante, non ho davanti nemmeno una rx endorale e non l'ho mai visitata. Converrà con me che la migliore soluzione la troverà parlando col suo dentista, esprimendo a lui tutte le sue giustificate preoccupazioni. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Cristian Romano
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Molto buona l'idea della conservazione, ma i dentisti cubani non so come se la cavano.. La medicina a Cuba è ad un buon livello, ma la storia è chiarissima: niente più farmaci (pericolosi alla fine) ma subito la devitalizzazione. Anche e soprattutto perchè se alla pulpite subentra una infezione, poi il dente è ben più difficile da recuperare: se i famosi test di vitalità pulpare dicono che il dente sta perdendo vitalità, non c'è da aspettare. Se per conservare dobbiamo finire in un ascesso, con tutti i farmaci che ne conseguono, e diminuire le chances della riuscita, che aspettiamo??? I nostri maestri hanno statistiche all'incirca del 97 per cento di successo sui denti non necrotici e del 94 su quelli infetti. Noi dentisti normali non siamo proprio dei maestri. Quindi...
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Indubbiamente il suo dentista è la migliore persona a cui chiedere consiglio, anche se, visto il peggioramente del quadro clinico, penso che questo dente debba essere sottoposto a terapia canalare.

Scritto da Dott. Andrea Lorini
Firenze (FI)

Sig. Gianluca, esistono due forme di pulpite acuta quella reversibile e quella irreversibile, la diagnosi giusta la può eseguire solo il suo odontoiatra, ne parli apertamente con lui dei suoi problemi. Si ricordi che anche una devitalizzazione può dare dei problemi, come qualunque altro dente della sua bocca. Sicuramente in caso di bisogno, nelle grandi città dei paesi in via di sviluppo, troverà un dentista che le praticherà una cura temporanea.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile paziente, prevenire è meglio che curare ma il buon senso è ciò che deve guidarci. Esponga al suo dentista i suoi dubbi ed i suoi sintomi: con una rx ed un test di vitalità pulpare, potrà essere più veggente. Cordialmente.

Scritto da Dott. Giuseppe Scandale
Roseto degli Abruzzi (TE)

Sig. Gianluca, anch'io le confermo quello che hanno detto i colleghi prima, consideri che delle volte un dente devitalizzato può comunque far male per un pò di giorni...auguri e complimenti per il suo impegno verso i più bisognosi.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Più di due mesi mi sembrano abbastanza. Io devitalizzerei. Naturalmente parlo a braccio senza aver visto la sua documentazione, ma basandomi su quello che dice (grossa otturazione, sensibilità caldo-freddo, dolorini dopo 2 mesi) non avrei quasi dubbi...

Scritto da Dott.ssa Emma Volpe
Siracusa (SR)

Se fosse il mio dente, e dovessi partire per paesi stranieri, e le valutazioni del suo dentista fossero quelle che la situazione ormai è a un passo dalla pulpite, come sembrerebbe dai sintomi riferiti, non avrei dubbi e mi sottoporrei a terapia canalare per poi ricostruire il dente nel migliore dei modi ( ricostruzione del moncone con perni canalari in fibra e ricopertura con corona. ) Cordialmente e complimenti per la sua attività umanitaria ( sono un LIONS e posso solo apprezzare gli sforzi di chi si dedica il suo tempo agli aiuti umanitari nel mondo )
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Scritto da Dott. Giuseppe Lazzari
Cernusco sul Naviglio (MI)

Sig. Gianluca, conservare si, ma di fronte all'incognita di un viaggio prolungato le consiglio di effettuare la cura canalare. Distinti saluti

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

Caro Gianluca, il suo dentista saprà consigliarla come ha già fatto in precedenza. Daltra parte dato che i fastidi non cessano, bisogna anche essere pragmatici, se non vuole rischiare, si faccia devitalizzare il dente! Cordialità

Scritto da Dott. Alessandro Palumbo
Pescara (PE)

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