Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 5

Quali sono i sintomi che contraddistinguono una pulpite reversibile da una pulpite irreversibile?

Scritto da Gabriele / Pubblicato il
Gentili dottori, vi domando quali sono i sintomi che contraddistinguono una pulpite reversibile da una pulpite irreversibile e quali terapie si eseguono in entrambi i casi. Cordiali saluti.
Gentile Gabriele, in circa 26 anni di attività non mi è mai capitato un caso clinico di pulpite reversibile che eventualmente è un evento assai raro. Se è presente un quadro clinico di pulpite appurato con le manovre cliniche opportune l'unica terapia possibile è la completa ed accurata devitalizzazione del dente interessato. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Con una domanda impostata in maniera così precisa e netta, dovrei consigliarle un testo di semeiotica odontoiatrica ed uno di terapia conservativa odontoiatrica. Le consiglio invece di recarsi dal suo dentista di fiducia per una visita, se ha dolore pulpare ad un dente. In modo semplice le rispondo inoltre che, quando un dente fa molto male ed in maniera continua, spesso tale dolore è dovuto ad una pulpite irreversibile. Se invece il dente fa male solo se stimolato da aria o da cibi e bevande, allora ê il paziente stesso che riferisce dolore agli stimoli termici del freddo (pulpite reversibile), o del freddo e del caldo (pulpite irreversibile). Nel caso di pulpite reversibile, il dentista cura localmente il dente proteggendo la polpa dentaria con sostanze idonee e valuta l'opportunità di una terapia farmacologica a base di antidolorifico, antiedemigeno ed antibiotico, se è presente una infezione batterica da carie. Nel caso invece di pulpite irreversibile, il dentista procede immediatamente alla rimozione della polpa, mediante terapia endodontica. Quanto le ho detto vale, nella maggior parte dei casi, nelle pulpiti secondarie a carie dentale, ma si possono avere pulpiti anche per altre cause, per questo motivo il dentista, per poter stabilire la giusta terapia, deve prima fare una diagnosi "eziopatogenetica". Sperando di esserle stato utile, la saluto cordialmente.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Signor Gabriele, Fare una diagnosi in una situazione così è semplicissimo:prove termiche (una lastra endorale, una visita con percussione assiale e trasversale e cartina d'articolazione, le prove termiche che stabiliscano se il dente è in pulpite, in iperemia attiva, in iperemia passiva o in necrosi, un sondaggio di eventuali tasche parodontali ed un esame gnatologico),che le descrivo:le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo,esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare,la si scopre,il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato, ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria, ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale, una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea, ora LE SPIEGO LE ORIGINI ED IL SIGNIFICATO DI UN DOLORE PULSANTE: il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!.se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esci più con la vena danneggiata,si ha pressione che può anche scatenare dolori forti,o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi, e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI O DA FRATTURA MICROSCOPICA DI UN DENTE DEVITALIZZATO è invece sordo profondo e non pulsante.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Rispondo alla sua curiosità ricordandole di rivolgersi sempre e comunque al suo dentista. Pulpite reversibile: si tratta di un'infiammazione moderata della polpa dentaria che, se trattata precocemente ed in modo opportuno, conserva la propria capacità di guarigione. Il dolore che caratterizza la pulpite reversibile - accentuato dal caldo o dal freddo, dalla masticazione o dai cibi zuccherini - scompare immediatamente dopo la rimozione dello stimolo.La terapia è la conservativa. Pulpite irreversibile: si manifesta quando quella reversibile non viene curata per tempo. La forma irreversibile si caratterizza per un'infiammazione pulpare estremamente grave, accompagnata da un processo degenerativo che se non trattato evolve progressivamente in necrosi della polpa dentale. Una pulpite non adeguatamente curata può causare ascesso, parodontite, granuloma o cisti. Il mal di denti associato alla pulpite irreversibile persiste anche dopo la rimozione di stimoli meccanici (masticazione), chimici (zuccheri) o termici. La terapia è l'endodonzia.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.Gabriele, i soli sintomi non possono dare una corretta diagnosi differenziale, che è di tipo clinico con altri accertamenti diagnostici.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Sullo stesso argomento