Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 5

SEGUITO ALLA DOMANDA: A seguito di un ascesso, dovrò far riaprire un dente già devitalizzato

Scritto da francesca / Pubblicato il

Salve dottori, grazie per le risposte alla domanda di ieri. Nonostante stia assumendo Augmentin da sei giorni, il gonfiore sulla gengiva persiste..a questo punto sospetto che non sia un ascesso, dato che l'antibiotico dovrebbe quantomeno ridurre la sintomatologia. Ad ogni modo non so se l'anestesia sia una buona idea, o meglio: non si sa in quale dei tre canali sia rimasta della polpa necrotica, perciò se mi faccio fare l'anestesia, tutto il processo di pulizia dei canali avverrà in modo indolore e non si capirà quale dei tre sia infetto, così come non si capirà se effettivamente con questo secondo tentativo la polpa sia stata asportata del tutto. Se invece il dentista inserisce l'aghetto da devitalizzazione in ognuno dei tre canali, si renderà conto, dal dolore che provo, quale è ancora infetto e in seguito mi farà l'anestesia,così da ripulire il canale in questione in tutta tranquillità. Cosa ne pensate? Vi ringrazio molto. Dr Petti, non deve ringraziarmi, sono io che devo farlo. E' evidente che lei esercita la sua professione con grande passione e accuratezza ed è ammirevole che metta a disposizione di tutti le sue conoscenze. La stimo molto, anche perché sono un'appassionata di medicina e odontoiatria. Grazie davvero.

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http://www.dentisti-italia.it/dentista_domande/endodonzia/6265_apertura-dente-gia-devitalizzato.html

 

A mio parere dovrebbe fidarsi del suo dentista; non e' detto che infezione e dolore siano sempre in coppia per cui lasci eseguire il ritrattamento al suo dentista come meglio crede

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Cara Signora Francesca, lei scrive "Se invece il dentista inserisce l'aghetto da devitalizzazione in ognuno dei tre canali, si renderà conto, dal dolore che provo, quale è ancora infetto e in seguito mi farà l'anestesia,così da ripulire il canale in questione in tutta tranquillità. Cosa ne pensate?" E Rispondo:" Che si faceva così nel "Medio Evo"!!! Non si preoccupi di come si deve fare, il suo Dentista lo sa e quindi abbia fiducia in lui e si rassereni. Una canale radicolare con una terapia canalare corta, perchè di questo mi sembra di aver capito che si tratti, la si diagnostica non sentendo se c'è dolore all'inserimento dello strumento endocanalare, ma prima con visita clinica ed Rx endorale per individuar5e il canale visivamente ed anche dai segni indiretti di sofferenza dello spazio parodontale periapicale ma anche solo periradicolare ed in particolare dalla caratteristica frammentazione che assume la teca ossea alveolare, segno di sofferenza dello spazio parodontale a sua volta segno di sofferenza endocanalare. Quindi il Dentista sa come deve agire! Non si ponga problemi inutili, e' lui che se li deve porre e li deve risolvere col suo "sapere" e "Professionalità" e "Cultura"!La voglio vedere serena e tranquilla, non ci pensi!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Potrebbe essere possibile la presenza di un quarto canale non individuato in prima battuta!! Pertanto il mio consiglio è di farsi fare un ritrattamento in anestesia locale dal suo dentista di fiducia, previa attenta valutazione rx.

Scritto da Dott. Paolo Bassani
Bolzano (BZ)

Sig. Francesca, che lei sia un'appassionata di medicina e odontoiatria non ci sono dubbi e la stimo per questo, ma deve lasciar carta libera al povero odontoiatra che la dovrà curare, in fondo se vuole il buon fine delle cure, con un professionista che si assuma tutte le responsabilità, non deve interferire e lasciar fare tutto quello che occorre senza alcun compromesso, che potrebbe darle delle complicanze.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Francesca, per passione mi occupo prevalentemente di endodonzia, nella mia giornata lavorativa rappresenta circa il 70-80% dell'impegno... detto questo, non mi sono mai sognato di negare l'anestesia a un paziente per effettuare improbabili "test di vitalità pulpare" intraoperatori, andando a pungere a casaccio per evocare risposte dolorose che oltretutto non sono nemmeno chiaramente interpretabili (polpa? strumentazione oltre apice? Perforazione? boh...). L'endodonzia è un'altra cosa, si basa su poche regole ben precise da rispettare rigidamente, strumentazione dedicata e ovviamente anestesia efficace. Le faccio i miei auguri.
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Scritto da Dott. Andrea Balocco
Paruzzaro (NO)

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