Domanda di Endodonzia

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Poco più di un anno fa ho iniziato ad accusare un'elevata sensibilità agli stimoli termici

Scritto da Thomas / Pubblicato il
Cari dottori, poco più di un anno fa ho iniziato ad accusare un'elevata sensibilità agli stimoli termici (freddo e caldo, con dolori anche persistenti) del primo premolare superiore sinistro. Il mio dentista ha stabilito che si trattava di una precedente otturazione che non sigillava più perfettamente ed aveva permesso l'avanzamento di una carie oltre l'otturazione. Ha quindi provveduto a rimuovere la carie e ad otturare il tutto (prima in maniera provvisoria e dopo un mese in maniera definitiva). La questione sembrava risolta, a parte una sensibilità al freddo che comunque non mi dava grossi problemi. Qualche mese dopo inizia qualche altro fastidio, con periodi in cui la sensibilità è particolarmente marcata; durante le visite di controllo segnalo la cosa al dentista che però ritiene opportuno non intervenire. Da qualche giorno oltre alla sensibilità acuta al freddo (i cui effetti scompaiono dopo qualche secondo), è comparsa quella al caldo (i cui effetti, meno acuti, permangono più a lungo). Sono stato mercoledì alla visita di controllo semestrale riportando i sintomi: il dentista ha effettuato il test della percussione con esito negativo ed ha effettuato i raggi che a suo parere non hanno evidenziato nulla che gli suggerisse la necessità di devitalizzare; per quanto fosse sorpreso, che dopo oltre un anno vi fosse ancora questa sensibilità, ha nuovamente ritenuto opportuno non intervenire. Nei giorni successivi ho avuto dei moderati dolori anche non legati a stimoli termici che ho controllato con mezza pastiglia di paracetamolo, ma ieri notte e di nuovo quest'oggi ho avuto dei forti dolori (impossibili da riferire ad uno specifico dente) che fortunatamente si sono risolti nel giro di una mezz'ora. Per controllare il dolore, in farmacia mi hanno suggerito ibuprofene anche in concomitanza con paracetamolo. Mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione in merito alla questione (peraltro fra un paio di giorni sarò di ritorno in Italia dopo un periodo trascorso all'estero e quindi mi sarà impossibile rivedere il dentista che mi ha seguito in questi anni). Mi scuso per la lunghezza e vi ringrazio in anticipo. Cordiali saluti.
Caro Signor Thomas, la sensibilità prolungata (ma bisogna constatare di persona quanto prolungata) è sospetta per una sintomatologia radicolare della polpa. LE SPIEGO QUALCHE COSA: Nella iperemia attiva , il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dagli stimoli termici, in questo caso il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!Se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti, tipici della Pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono = necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx endorale) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti.IL DOLORE DA NECROSI è invece sordo profondo e non pulsante. Potrebbe avere delle sinalgie, infatti esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata. bisogna fare un sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti per rilevare eventuali tasche parodontali che potrebbero essere causa nei sintomi. Poi bisogna fare delle prove termiche. Le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo, esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare, la si scopre, il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo, il processo è reversibile perchè si tratta di semplice iperemia attiva come spiegato più sotto e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite perchè si tratta di iperemia passiva e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito spesso , a seconda della situazione clinica e dell'operatore, sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa, qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Thomas, al suo ritorno richieda al più presto una visita odontoiatrica, L'associazione dei farmaci deve essere prescritta dal medico e non dal farmacista.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Forse è il caso di rivalutare la necessità di una terapia endodontica, per cui le consiglio di farsi rivisitare da un dentista, magari in Italia. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Carissimo Thomas, do per scontato che il collega sia certo della mancanza di problemi al dente. Il quadro potrebbe essere del tipo "sindrome da arto fantasma" e, pur manifestandosi su un dente, potrebbe essere a carico di un elemento dentario diverso. Senza visitarla non è possibile darle altre spiegazioni. Cordialemente

Scritto da Dott. Alvise Cappello
Padova (PD)

Gentile paziente , la sintomatologia che descrive potrebbe essere riferibile ad una pulpite e, pertanto, potrebbe rendersi necessario un trattamento endodontico del dente in questione. Consulti il suo odontoiatra di fiducia per una corretta diagnosi ed un eventuale terapia.

Scritto da Prof. Ciro Russo
Frattamaggiore (NA)

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