Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 10

Io non ho dolori di nessun tipo al dente ma mi è stato consigliato di togliere questa ciste...

Scritto da Simonetta / Pubblicato il
Gentili dottori, sono una donna di 33 anni, avevo fatto una panoramica dentaria per l'estrazione di un dente del giudizio occluso che poi è stato estratto (sono stati estratti entrambi i denti del giudizio inferiori). In tale radiografia è stata avvistata una piccola ciste sotto un dente devitalizzato (due volte) circa 10 anni fa. Io non ho dolori di nessun tipo al dente ma mi è stato consigliato di togliere questa ciste con un intervento di chirurgia complessa ( mi pare si riferisse ad apicectomia). Può offrirmi eventuali delucidazioni. Lei dalla radiografia lo considera proprio necessario? Ci sono altre soluzioni. LA radiografia è di un anno fa, sarà necessario rifarla? Grazie
Se si riferisce alla lesione periapicale in corrispondenza del dente 3.6 (primo molare inferiore sinistro), direi che per dimensioni e rapporti con le radici la terapia di elezione dovrebbe essere un ritrattamento ortogrado, correttamente eseguito sino in apice e in ambiente adeguatamente protetto (diga di gomma); in caso di successo radiografico della nuova terapia canalare si può rimanere in attesa circa 6 mesi, e solo se al termine del follow up la lesione non sia ridotta valutare il ricorso alla chirurgia (che mi sembra complicata in quella sede anatomica...). Richieda la consulenza di un endodontista specialista, meglio se socio attivo SIE, li trova a questo indirizzo: http://www.endodonzia.it/ricerca-odontoiatri/ cordialmente
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Scritto da Dott. Andrea Balocco
Paruzzaro (NO)

Si, sotto al molare c'è una infezione e bisogna guarirla. Ci sono due modi: o ripetendo (se possibile meglio) la devitalizzazione (ritrattamento canalare) - ma questo è già stato tentato senza successo. Oppure con una apicectomia, che è un piccolo e relativamente semplice intervento che rimuove questa infezione conservendo il dente. L'intervento viene fatto in studio con la locale, niente di micidiale. I motivi per cui non si può lasciare così sono molti: questa infezione non fa bene all'organismo nel suo intero, non solo localmente. Poi si può risvegliare da un momento all'altro dando ascesso, etc etc. Ma l'obbiettivo principale è non togliere il dente ma conservarlo.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Retrograda spiegata nel testo. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Simonetta, penso che si riferisca al primo molare inferiore sinistro che ha una zona di osteolisi che va indubbiamente curata. Come? con un ritrattamento endodontico dopo aver rimosso la vecchia terapia canalare. Solo come ultimissima ipotesi e nuovo insuccesso della nuova cura canalare, si può fare una retrograda che non è un intervento complesso come dice o le hanno detto, ma d'ordinaria amministrazione! Le lascio una foto di una retrograda così la vede. Perchè rifare la terapia canalare? Le spiego.La Osteolisi Periapicale è una infezione dell'osso intorno all'apice, sostenuta da un Granuloma o da una Cisti o da una Parodontite apicale acuta. Per tutti e tre le spiego cosa è un Granuloma (essendo la terapia più o meno simile! Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus e quindi l'ascesso che si fa strada tra le fasce muscolari dove trovano meno resistenza, ecco che un ascesso può "emergere" anche abbastanza lontano dal dente di origine, tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo, ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta" . Una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati, sono pericolosi non solo localmente per i denti, il Parodonto, l'Osso, le gengive, ma anche per l'Organismo intero, dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri e dare infezioni pericolose, fortunatamente molto rare, ma esistono e sono pericolose ripeto! Queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi (o le cisti) si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice, le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma, curate le radici, il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo, ma i microbi non ci sono più! Se fosse impossibile curare le radici per la via "normale" le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari! Il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe! A questo punto mi permetto di spiegare come PROCEDO IO, PERSONALMENTE, in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento, non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata, lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì, la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo, in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE! E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione e si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile. 5-infine in terza seduta si chiude il dente, questo faccio io, poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta, ognuno agisce come meglio crede, esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 33 anni, con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi. Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE. Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula), difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica, si scolpisce un lembo di accesso all'osso, si perfora l'osso a livello degli apici delle radici e si curano le radici entrando in esse dall'apice per via retrograda,poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco, o altri materiali quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Visto che il dente è già stato trattato due volte e sicuramente il suo dentista conosce meglio di me la sua anatomia credo che la soluzione dell'apicectomia sia la migliore.

Scritto da Dott. Mauro Lattisi
Trento (TN)

L'otturazione va rifatta e il dente mantenuto, pena brutte conseguenze. L'apicectomia è una seconda scelta, e andrebbe evitata, e non faccia economie per evitarla. Servono mani esperte (esperte) nelle prime scelte. Buona fortuna!

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig.ra Simonetta la prima scelta terapeutica è il ritrattamento del dente, cioè si rifà la devitalizzazione in modo corretto visto che quella che si vede nella panoramica è incongrua. L'apicectomia è in questo caso una terapia di seconda scelta. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Piero Puppo
Imperia (IM)

Signora, un dente devitalizzato, o con polpa necrotica, non dà in genere nessuna sintomatologia dolorosa. Anche la presenza di cisti e di lesioni granulomatose all'apice di denti escludono la possibilità di avere dolori odontogeni di origine pulpare. Nel suo caso è indispensabile intervenire per eliminare la cisti, ma non sarà sufficiente l'intervento chirurgico di "apicectomia": bisognerà prima pulire, sagomare ed otturare il sistema canalare del dente per via ortograda (cioè passando attraverso la corona dentaria), per ripetere correttamente la terapia endodontica già fallita per due volte in passato. Solo dopo questa operazione, magari anche durante la stessa seduta, o meglio ancora dopo un periodo di osservazione anche di qualche mese, si potrà procedere alla rimozione chirurgica dell'apice infetto insieme a tutta la cisti, all'otturazione retrograda con guttaperca del tratto apicale della radice parzialmente amputata ed al sigillo apicale di tale radice con MTA o amalgama o altro materiale a scelta dell'Operatore. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Simonetta, sicuramente la lesione del 3.6 va curata. La devitalizzazione non sembra perfetta, pertanto la prima scelta è quella di fare un ritrattamento. L'apicectomia è sempre una terapia di seconda scelta. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Simonetta, il consiglio non è sbagliato, è chiaro che in quella zona devono lavorare mani esperte, perchè siamo a poca distanza dal nervo alveolare inferiore che deve essere rispettato. Dopo 10 anni un ritrattamento forse lo si potrebbe anche tentare.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

La lesione periapicale sul 36 anche se asintomatica va assolutamente trattata perchè rimane sempre un focolaio infettivo e perchè se aumenta di dimensioni potrebbe interessare il nervo alveolare inferiore. In questi casi la terapia rimane sempre il ritrattamento classico per via ortograda e solo in caso di fallimento la chirurgia endodontica. Per ulteriori delucidazioni può visionare il mio articolo sul trattamento delle lesioni endodontiche.

Scritto da Dott. Paolo Fulgenzi
Pescara (PE)

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