Domanda di Endodonzia

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Ho fatto una radiografia endorale 14-15-16 in seguito alla diagnosi di ascesso nella ragione 15-16.

Scritto da Claudia / Pubblicato il
Buongiono, il 3 febbraio 2010 ho fatto una radiografia endorale 14-15-16 in seguito alla diagnosi di ascesso nella ragione 15-16. Il risultato della radiografia è il seguente: reazione periapicale mesiale 16. Premetto che, causa lavoro, non potrò sottopormi ad una cura dal mio dentista di fiducia prima della fine di questo mese. In breve la storia del mio ascesso: a metà gennaio in seguito a lieve fastidio nella zona interessata (i molari 14-15 e 16 sono stati incapsulati un anno e mezzo fa con ponte in seguito ad estrazione del 15), mi sono recata presso un pronto-soccorso odontoiatrico, dove il dentista di turno mi ha diagnosticato un ascesso, consigliato terapia con antibiotico Augmentin per 6 giorni e ordinato una radiografia endorale 14-15-16. Devo dire che, diversamente dai casi di ascesso di persone che conosco, non ho avuto nè gonfiore facciale, nè vero e proprio dolore, ma soltanto gonfiore sulla gengiva corrispondente al molare 16 ed un leggero fastidio. Ad oggi non ho più dolore, a parte qualche mattina in cui sento fastidio quando mi capita di non utilizzare il byte (soffro di bruxismo). Dopo aver fatto la radiografia prima di ritirare i risultati mi sono recata nuovamente dal dentista che mi aveva visitato la prima volta, il quale, riuscendo a visualizzare sul suo pc la radiografia appena eseguita, si è consultato con un altro dentista. Secondo i due medici l'ascesso del 16 è probabilmente causato dalla mancata devitalizzazione del molare prima dell'incapsulamento. Inoltre il ponte è ancora tenuto da un cemento provvisorio. Secondo i due medici il cemento provvisorio deve essere tenuto soltanto per i primi 5-6 mesi dall'incapsulamento per tenere sottocontrollo eventuali problemi o fastidi. La persistenza del cemento provvisorio per più di un anno e mezzo può aver causato l'intrusione di batteri e quant'altro e quindi l'ascesso. L'unica "fortuna" è che si può togliere il ponte senza romperlo e procedere alla cura del dente. Ho chiesto ai due dentisti che mi hanno vista se, attendere la fine di marzo per procedere alla cura dell'ascesso da parte del mio dentista (che ha fatto il lavoro della protesi) potrebbe causare ulteriori danni al dente. Mi è stato detto di no, con la premura di tenere il dente pulito. Cosa ne pensate? Sono molto preoccupata, perchè non voglio rischiare di perdere un altro dente. Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicarmi.
Osteolisi periapicale in patologia complessa parodontale, endodontica, protesica, gnatologica
Cara Signora Claudia...a parte il fatto che una protesi definitiva...una volta provata si deve cementare subito con cemento definitivo ... perchè il provvisorio si "scioglie in pochi giorni o settimane e piccoli spostamenti della protesi per cementazione possono far fratturare la protesi stessa...per le infiltrazioni...mi scusi sa...ma non è il cemento che le evita...quanto la precisione con cui è fatta la corona protesica che dipende dalla "maestria" con cui è preparato il moncone protesico e la spalla e lo Chamfer (lo smusso di raccordo tra spalla e radice).....detto questo la zona di osteolisi è una infezione dell'osso periapicale dovuto per lo più ad una necrosi pulpare endodontica ...a proposito...la protesi definitiva si cementa subito per il semplice fatto che la diagnosi di eventuali problemi va fatta prima di preparare la protesi...non dopo!!!...l'osteolisi è causa di DOLORE DA NECROSI DI UN DENTE DEVITALIZZATO o no che è sordo profondo e no Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari pulsante come nelle pilpiti.......... Per fare DIAGNOSI si procede così:basta fare una visita...percussioni trasversali ed assiali , una Rx endorale e prove termiche per fare la diagnosi.....:...le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato...........ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria...ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale...una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea.....la zona di osteolisi può essere dovuta ad una parodontite periapicale acuta, ad una cisti o ad un granuloma....in ogni caso tenga presente che il granuloma prende origine da una infezione della radice del dente, anche se devitalizzato...o perchè non è stato a suo tempo sigillato bene l'apice con la terapia canalare o perchè possono essere sopravvissuti microbi anche in presenza di terapia canalare perfetta, per esempio in canalicoli radicolari più o meno vicini all'apice e con decorsi tanto inconsueti da non poter essere stati chiusi anche essi o perchè una carie penetrante trascurata ha causato la necrosi endocanalare della polpa (nervo e vasi )della radice o per altre mille cause tra cui la presenza residui epiteliali del Malassez, rete cellulare embrionale deputata alla formazione di cementoblasti che formano a loro volta le cellule del cemento della radice. Queste cellule delle Malassez prendono origine dalla guaina di Hertwig e stabilisce il limite inferiore dell'organo dello smalto e della futura corona del dente..tra i due si forma la zona del colletto. Orbene...qualsiasi ne sia la causa il Granuloma è difficile differenziarlo dal punto di vista diagnostico da una cisti, da una parodontite periapicale ... ma la terapia è più o meno la stessa, a meno che non siano presenti tasche parodontali...(e si parlerebbe di Parodontite = tutt’altra patologia)….le spiego: ...Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi ... tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo … ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta"….una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati...sono pericolosi non solo localmente per i denti...il Parodonto...l'Osso....le gengive...ma anche per l'Organismo intero....dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri...e dare infezioni pericolose...fortunatamente molto rare...ma esistono e sono pericolose ripeto!...queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato...: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice...le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma...curate le radici....il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo ... ma i microbi non ci sono più!...se fosse impossibile curare le radici per la via "normale"...le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari!...il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe! Ciò detto, le possibilità di dovere estrarre il dente sono molto ma molto remote...quindi con una buona terapia endodontica o di chirurgia endodontica...lei mantiene il suo dente ... se per disgrazia ci fossero problemi veramente insormontabili per una terapia canalare quasi impossibile...(però possibile)...allora si curerebbero le radici per via retrograda ossia entrando nel dente dagli apici per via chirurgica e poi sigillando gli stessi con vari materiali chi preferisce l'amalgama chirurgica priva di zinco chi altri particolari cementi chirurgici o altre sostanze...ottimo è l'MTA... stia certo! basta essere esperti endodontisti e chirurghi endodontici ... o più generalmente basta essere eccellenti Dentisti!!!!!le lascio una foto esplicativa ed il link al caso completo....che è in bocca da una trentina d'anni!!! ....Legga per favore il mio Articolo o Pubblicazione su questo stesso portale facendo così: clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi i seguenti sotto Casi Clinici (guardi che continuano aprendo "TUTTI I CASI CLINICI", in fondo in basso, sono 4 pagine): …....Lembo riposizionato apicalmente con colla di fibrina per la terapia di una frattura coronale linguale estesa sotto gengiva e sotto il margine osseo (classe IV di Ingle) di un elemento dentale 4.7 (che il caso clinico della foto che le lascio)..... ..............
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Buongiorno Sig.ra Claudia, quanto da Lei, in maniera esaustiva, raccontato e quanto affermato dai suoi dentisti, è una situazione ortodossa e che può capitare. Pertanto, Le consiglio di non perdere parecchio tempo per far rimuovere il ponte e procedere alla terapia canalare del 1.6 onde non rischiare di perdere anche quest'ultimo dente. Cordiali saluti. Dott. Aldo Santomauro

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Nota positiva del suo racconto: la cementazione provvisoria del ponte, che può agevolmente e senza conseguenze essere rimosso per consentire la terapia endodontica del 16, ma lo faccia entro i termini espressi.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

La possibilità di togliere il ponte cementato provvisoriamente è un opzione utilizzata, ma non certo per un anno e mezzo!I problemi che ha avuto potrebbero essere dovuti a negligenza sua, o del suo curante. Comunque attenda il suo dentista serena, potrebbe tranquillamente non aver problemi fino a fine marzo. Cordialmente

Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Visto che il ponte è fissato provvisotiamente, può essere rimosso, devitalizzato il dente e successivamente fissato il ponte definitivamente. E' probabile che il suo molare sia andato in necrosi per il trauma subito durante la monconizzazione del dente più che per il passaggio di batteri attraverso il cemento provvisorio, questo avrebbe fatto cariare il dente.

Scritto da Dott. Gino Perna
Roma (RM)

Sig. Claudia, un focolaio infettivo in atto c'è stato ed è stato spento con l'antibiotico, ma non è stata rimossa la causa. Se non vuole correre rischi di recidiva, meglio rimuovere la causa al più presto.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Sig. Claudia, il perdurare di questa situazione non le giova affatto sia per la lungaggine della terapia antibiotica che per l'aggravarsi della patologia, quindi anche se non si trova in sede e non può andare dal suo dentista di fiducia, le consiglio di trovare un collega valido dove si trova ed iniziare subito il trattamento. Per saperne di più legga il caso clinico da me redatto: Granulomi apicali &/o paradontite apicale cronica. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Maurizio Serafini
Chieti (CH)

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