Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 7

Durante un pasto, mi si è staccata un'otturazione in composito.

Scritto da Simone / Pubblicato il
Gentili Medici, Vorrei approfittare della vostra gentilezza e della vostra esperienza, per avere da voi un parere su un problema che mi attanaglia da parecchio tempo, vado ad illustrare brevemente la situazione: verso fine agosto, durante un pasto, mi si staccò un'otturazione in composito fatta nella parte anteriore del secondo molare dell'arcata superiore a sinistra, essendo in periodo festivo, non trovai nessun dentista per riotturare il buco di circa 4-5 mm e profondo fino al nervo, quindi comprai in farmacia una pasta provvisoria e la applicai, dopo circa una settimana andai dal mio dentista e riotturai il dente. Da qui cominciarono i miei problemi, già dal secondo giorno nacque una iper-sensibilità al caldo ma soprattutto al freddo, cosa che prima non avevo minimamente, se per caso ho le mani leggermente fredde e tocco con un dito il dente in questione, vedo le stelle in una frazione di secondo. Pensando che tutto ciò fosse normale, ho atteso qualche tempo pensando che sparisse da solo, ma il problema è rimasto tale, ed in più per giunta, da circa 4 settimane, mi capita, del tutto casualmente oppure per cause che non riesco ad identificare, che il dente mi faccia male costantemente per 2-3 giorni, poi il dolore sparisce, per ripresentarsi dopo altri giorni. Visto che la situazione peggiorava, sono tornato dal mio dentista e ho fatto presente tutta la questione e lui affermò che era un caso di sensibilità del colletto e che non dipende dall'otturazione fatta, e mi ha messo una pasta desensibilizzante che non ha dato nessun beneficio; sono tornato da lui due volte fino ad ora, per mettere sempre questa pasta, e tutte le volte che cerco di insistere sulla mia opinione, ovvero che tutto dipenda dall'otturazione in quando prima il dente era perfetto, il dentista dice che ciò non è possibile. Il mio dentista è noto per avere un caratterino e non è facile parlarci, chiedo dunque consiglio a voi sperando di avere più indicazioni e consigli su questo mio grattacapo. Può essere vere la mia ipotesi che tutto ruoti attorno alla nuova otturazione? forse il compositi "preme" sul nervo? Grazie mille per la vostra disponibilità e scusate per la lunghezza della mia domanda. Un caro saluto
Necrosi radicolare con osteolisi in un dente molto compromesso recuperato con endodonzia, conservativa, protesi e chirurgia parodontale
Cara Simone...la sua storia fa male sentirla e fa male sentire che il suo "dentista è noto per avere un caratterino e non è facile parlarci"... non fa certo onore alla nostra Professione che è al "servizio" del paziente... poi ... se è vero quello che ha detto e se lo ha raccontato bene...mi dispiace ma il suo Dentista...sta andando a "tentoni"... non ha fatto una Diagnosi semplicissima...a distanza non si può certo fare ...ma non è necessario essere aquile e neanche visitarla (per confermare si, però)... per dirle che il suo molare in questione è in pulpite...probabilmente in sindrome radicolare della polpa...ossia pulpite che sta andando in necrosi...bisogna confermare la diagnosi e procedere se confermata (ma ritengo proprio di sì) ad una terapia endocanalare (= devitalizzazione)...le spiego quello che avrebbe dovuto fare il suo dentista e quello che dovrebbe fare a diagnosi confermata ora:...il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!...se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esca più con la vena danneggiata...si ha pressione che può anche scatenare dolori forti...o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi...e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti...però è sufficiente da parte del dentista fare un semplice esame che si chiama di stimolazione termica: si saggia la risposta del dente ad un liquido che abbassa la temperatura istantaneamente a qualche grado sotto zero...dai 37 gradi che abbiamo in bocca...a -4 , il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente và devitalizzato... ...ora non potendo raggiungere gli apici delle radici per la presenza della corona...per via normale...li si raggiungono per via retrograda ...sigillando..gli apici con MTA o Amalgama chirurgica priva di zinco...bisogna procedere così: 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intra muscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì...la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana osmotica per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi dolore! E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana osmotica... 5-infine in terza seduta si chiude il dente. ... se per disgrazia ci fossero problemi veramente insormontabili per una terapia canalare quasi impossibile...però possibile)...allora si curerebbero le radici per via retrograda ossia entrando nel dente dagli apici per via chirurgica e poi sigillando gli stessi con vari materiali chi preferisc l'amalganma chirurgica priva di zinco chi altri particolari cementi chirurgici...curato così...il dente si salva ne stia certo! basta essere esperti endodontisti e chirurghi endodontici ... o più generalmente basta essere eccellenti Dentisti!!!!! ...Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologo in Cagliari, Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Simone, quando un’otturazione cede, probabilmente, è presente anche una carie secondaria che protegge il nervo dagli insulti termici. Il suo odontoiatra giustamente ha rimosso tutta la carie avvicinandosi in prossimità della camera pulpare, in questi casi la sensibilità è maggiore e fastidiosa. In alcuni pazienti questa sensibilità tende a diminuire nel tempo per formazione di dentina secondaria, in altri si arriva alla devitalizzazione del dente. Le consiglio di attendere ancora qualche mese con dei controlli frequenti e come ultima spiaggia optare per la devitalizzazione.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Simone, se il dente aveva una carie profonda e a tutt'oggi le è causa di fastidio, l'unica cosa da fare è valutare la devitalizzazione come mezzo per risolvere radicalmente il problema. Questo solo a condizione che il fastidio che lei prova le alteri in modo serio ed intollerabile la funzione masticatoria. Cordialità.

Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)
Consulente di Dentisti Italia

Bisogna cercare di essere sempre il più conservativi possibile, ma se il suo molare continuerà a darle problemi l'unica strada sarà la devitalizzazione!

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Questa è una di quelle tipiche situazioni nelle quali l'ozonoterapia dentale potrebbe evitare la devitalizzazione. Impossibile dirlo con precisione, dipende da mille fattori. Ma l'applicazione dell'ozono, con il suo formidabile potere di sterilizzazione nella profondità del dente (penetra fino a 3 mm) elimina quei batteri che sono causa dell'insulto alla vitalità del dente, e se non è troppo tardi, il dente, che è una struttura viva e biologicamente attiva, inizia i processi di riparazione. In questo modo, c'è rapida regressione dei sintomi, in una percentuale dei casi significativa, e un tipo di terapia estremamente conservativa. E' lo stesso principio di un sistema al plasma (?) di cui si è parlato molto nel web, anche in questo forum di domande. Già esiste da tempo ed è l'ozonoterapia. Io posso affermare senza timore di smentita, che da quando ho questo sistema di terapia, ho usato molto meno il trapano (e quindi l'anestesia), e ho devitalizzato meno denti.. In accordo con la ricerca scientifica delle migliori università italiane, tedesche ed inglesi.
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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Caro Simone, se l'otturazione ti si è staccata probabilmente vi era una carie secondaria (infiltrazione cariosa dell'otturazione);il tessuto molle cariato ha un ottimo potere isolante per cui, se non è già in atto una pulpite, il paziente non avverte alcun tipo di sensibilità termica. La rimozione del tessuto rammollito elimina questa protezione aumentando la sensibilità; è comunque da considerare che la dentina sana sottostante non è un tessuto impermeabile, ma presenta migliaia di tubuli che la connettono alla polpa, tubuli che sono delle autostrade se confrontate con le dimensioni dei batteri per cui spesso l'invasione della polpa da parte dei batteri precede il rammollimento della dentina vicina alla polpa, per cui è già presente una pulpite asintomatica che viene resa sintomatica e spesso irreversibile dalla fresatura della dentina per rimuovere la carie. Credo che il tuo dentista visto che ormai i sintomi sono spontanei e non più provocati solo dagli sbalzi termici debba provvedere alla terapia endodontica (devitalizzazione) per rimuovere la polpa malata che è la causa dei tuoi problemi. E' comunque un atteggiamento prudente attendere la possibile remissione della patologia pulpare, visto che devitalizzazione è una manovra irreversibile.
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Scritto da Dott. Massimiliano Lanza
San Donà di Piave (VE)

Soltanto una buona endodonzia (=devitalizzazione) può risolvere i problemi del suo molare. Quanto alle cause dei suoi fastidi sicuramente esse sono molteplici e cioè: a) gli insulti ripetuti nel tempo da parte della carie che ha reso necessaria una prima ricostruzione del molare e che potrebbe essersi riformata (=carie secondaria o recidiva) e che potrebbe essere stata la causa del distacco della prima ricostruzione stessa; b)l'inevitabile irritazione della polpa dentaria (comunemente chiamata "nervo") che le ripetute manovre conservative (cioè le cure) hanno determinato; c) infine: la nota tendenza dei materiali compositi ad irritare chimicamente il "nervo" del dente curato, soprattutto se non si adottano alcuni particoari accorgimenti volti a limitarne l'effetto irritante
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Scritto da Dott. Emanuele Pani
Gonnosfanadiga (VS)

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