Domanda di Endodonzia

Risposte pubblicate: 8

Fistola. Se non intervengo cosa può succedere?

Scritto da Luigi / Pubblicato il
Gentili Dottori, circa un anno fa ho iniziato a sentire un leggero fastidio ad un molare superiore devitalizzato e incapsulato da circa dodici anni. Sulla gengiva è comparsa quella che il mio dentista ha definito una fistola per la presenza nel dente di un granuloma. Siccome non mi faceva male e per la presenza di ben due viti, il dentista mi ha detto di aspettare e poi un domani togliere il dente e fare un ponte (i due denti adiacenti sono anch'essi devitalizzati). Io continuo a non avere alcun tipo di fastidio. Se continuassi a soprassedere secondo voi cosa può succedere? Grazie
Caro Luigi, la presenza di un "granuloma", cioè di una infezione cronica localizzata a livello dell'apice radicolare del dente sostenuta da germi, è una condizione che -seppur di scarsa sintomatologia soggettiva come nel suo caso - è bene curare al più presto . Se non è più possibile ripetere una adeguata terapia canalare ,allora l'estrazione è la scelta migliore, naturalmente dopo aver eseguito Rx endorale ( in certi casi si può ricorrere ad apicectomia e toilette chirurgica del sito infetto). Le conseguenze ,in mancanza di adeguata terapia, possono spaziare da un progressivo ingrandimento del granuloma fino alla sua trasformazione in cisti per arrivare a complicanze generali a carico dell'organismo con coinvolgimento di organi bersaglio a seguito della potenziale diffusione in circolo della carica batterica.
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Scritto da Dott. Giovanni Ghio
Livorno (LI)

il collega Ghio mi trova ovviamente concorde. Se non è possibile rimuovere il granuloma chirurgicamente o fare una terapia canalare (riaprire i canali della radice, ripulire in più sedute e poi riotturare i canali stessi) allora l'estrazione va eseguita il prima possibile sotto copertura antibiotica. Da questo tipo di infezioni croniche possono originare delle diffusioni batteriche in altri organi del nostro organismo. Meglio evitare... auguroni

Scritto da Dott. Roberto Armando Cinti
Roma (RM)

Gentile sig. Luigi, se la situazione endo/parodontale del suo molare ha raggiunto un punto critico di non ritorno, consiglio di attenersi ad una''vigile'' attesa, intendendo per vigile, un monitoraggio della situazione ossea che possa consentirLe l'inserimento di due impianti post-estrattivi direttamente in sede alveolare e contestualmente all'etsrazione. Se invece la situazione clinica dell'elemento è già del tutto compromessa, sena possibilità di reintervento, consiglio senza alcun dubbio l'estrazione del dente e l'inserimento di due impianti negli alveoli dopo 15 giorni, tempo necessario alla guarigione clinica dell'area osteolitica periradicolare dopo un periodo di osteointegrazione di 3/6 mesi si potrà procedere alla protesizzazione rispettando gli elementi contigui
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Scritto da Dott. Maurizio Cirulli
Bologna (BO)

PAVIMENTO DELLA CAMERA PULPARE SFONDATA, ERA IN NECROSI, AVEVA DIFETTO OSSEI GRAVI PARODONTALI...ED Ť STATO SALVATO DIVIDENDO LE DUE RADICI, DEVITALIZZANDOLO, FACENDO UNA RIGENERAZIONE OSSEA E DUE PERNI MONCONI
Caro signor Luigi...pur con il beneficio del dubbio...poichè non conosco la sua situazione clinica...in linea di massima le dico fermamente...NO!!!...i denti in necrosi con granulomi e fistole non si estrraggono...si curano...le faccio vedere una RADIOGRAFIA DI UN DENTE CHE AVEVA IL PAVIMENTO DELLA CAMERA PULPARE SFONDATA, ERA IN NECROSI, AVEVA DIFETTI OSSEI GRAVI PARODONTALI...ED è STATO SALVATO DIVIDENDO LE DUE RADICI, DEVITALIZZANDOLO, FACENDO UNA RIGENERAZIONE OSSEA E DUE PERNI MONCONI CHE HANNO FUNZIONATO DA PILASTRO protesico riabilitativo.. ...ecco come si procede in un caso di granuloma con dente in necrosi:... .se si chiude il dente il gas dei microbi anaerobi gram negativi, i più cattivi, comprimendo le terminazioni nervose dentinali, scatenano un dolore insopportabile e allora allora la soluzione è bagaglio culturale terapeutico e clinico di qualsiasi dentista ecco la spiegazione: Le lascio poi una foto esplicativa 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico f.i.m. 1 Gr. in fiale intra muscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per via web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì...la seconda un Giovedì/Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari..se ci fossero.. e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana osmotica per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi dolore! E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana osmotica... 4-infine in terza seduta si chiude il dente... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana osmotica affinchè non avesse dolore...! Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di impedimenti insormontabili nella radice (raro...ma possibile)...si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica...si scolpisce un lembo di accesso all'osso...si perfora...l'osso...a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice...per via retrograda ...poi si sigilla l'apice ...senza fare una apicectomia..come molti purtroppo ancora fanno... con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco...: Ecco tutto ...Cordialmente e sua disposizione ...Gustavo Petti Parodontologo in Cagliari, Riabilitazione orale completa in casi clinici complessi.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Luigi, succede, che può perdere una certa quantità d'osso nella zona della radice e il granuloma può evolvere in ciste.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Il granuloma apicale, che assume il volume variabile di una lenticchia, provoca fenomeni di riassorbimento della lamina alveolare periapicale e successivamente un processo vero e proprio di osteite rarefacente. I germi contenuti nel tessuto di granulazione, oltre a provocare il processo osteitico, superando tale barriera possono raggiungere il circolo sanguigno determinando setticemie in tessuti ed organi a distanza (malattie focali).

Scritto da Dott. Vittorio Vindigni
Enna (EN)

Oltre tutte le terribili complicazioni quasi mortali cui hanno con opportunità e drammatica delicatezza accennato tutti i colleghi, c'è un altro aspetto, molto più banale. Questa è una situazione cronicizzata, che si può riacutizzare da un momento all'altro, fra un giorno o fra un anno.. A quel punto ci saranno sofferenze che è meglio prevenire ora..

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Il "DOMANI" si vedrà dovrebbe essere "OGGI BISOGNA INTERVENIRE". L'OGGI potrebbe anche essere a settembre, l'importante è decidere di affrontare il problema che potrebbe avere conseguenze gravi anche dal punto di vista generale, come le ha ben detto il dr. Vittorio Vindighini. Una eventualità molto rara ma molto grave. Per cui, o si riesce a salvare il dente, o va estratto. Nel caso dell'estrazione, prenda in considerazione l'implantologia se c'è disponibilità di osso, anche se i due denti adiacenti sono già devitalizzati.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

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