Domanda di Devitalizzazione

Risposte pubblicate: 12

Ho un problema che mi attanaglia da circa 4 anni...

Scritto da Dario / Pubblicato il
Salve, ho un problema che mi attanaglia da circa 4 anni, so che la soluzione potrebbe essere la devitalizzazione ma prima di rassegnarmi volevo sapere se si possono esplorare terapie alternative alla devitalizzazione stessa. Allora, quattro anni fa, in seguito alla cura di una piccola carie intradentale, tra i premolari dell'arcata superiore sinistra, molto episodicamente ho cominciato ad avvertire dolori intensi durante sporadici movimenti nella masticazione, come mordere il pane o quando qualcosa si infilava sotto il dente. Il dolore è diventato nei mesi sempre più intenso, anche se sempre sporadico, durava una ventina di secondi e coinvolgeva a volte quasi tutto il lato sinistro della faccia. Dopo due anni passati convivendo con questi episodi sporadici, ho deciso di affrontare il problema dal mio odontoiatra, il quale ha eseguito una veloce radiografia al computer, non riscontrando alcuna anomalia, dopodiché ha levigato il primo premolare superiore sinistro in modo da evitare i continui urti durante la masticazione. Con questo piccolo intervento gli episodi altamente intensi sono scomparsi. Tuttavia, nei mesi seguenti, si è sviluppata sempre sullo stesso dente una ipersensibilità al caldo e al freddo, e ancora qualche episodio di dolore anche se meno intenso durante la masticazione. Consultando un secondo medico, che ha effettuato una radiografia completa delle arcate dentarie, ancora una volta non è stata riscontrata alcuna anomalia, ed egli mi ha detto che trattasi di "ipersensibilità asettica", che nel caso il fastidio o dolore sia sopportabile posso tenerlo senza grossi problemi, altrimenti l'unica soluzione possibile è la devitalizzazione. Nelle ultime settimane il dolore si è intensificato tantissimo e adesso sono sotto analgesici, ma non voglio rassegnarmi a devitalizzare il dente per i rischi di una devitalizzazione. Vorrei sapere se 1) è possibile andare in profondità alle cause di questa ipersensibilità e curarla in modo alternativo ad una devitalizzazione e 2) se evitando lo sfregamento del dente (passo giornalmente il filo interdentale) posso magari indurre una regressione dell'ipersensibilità e una reversibilità della presunta iperemia e 3) se corro il rischio, aspettando, che il problema diventi una pulpite, se non lo è già visto i dolori fortissimi che sto provando. Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che riceverò.
Gentile Dario, non capisco casa intende per "rischi" della devitalizzazione. Se cortesemente volesse spiegarceli potremmo fare chiarezza poichè potrebbe essere stato mal informato in quanto la devitalizzazione non presenta rischi particolari se ben eseguita. Comunque la diagnosi di pulpite che poi determina una devitalizzazione si fa dopo una accurata visita con test di vitalità e radiografia endorale. Solo sulla base di questi dati, se dovessero risultare positivi, si può decidere di devitalizzare un dente essendo in presenza di una pulpite acuta che presumibilmente è in atto considerati i forti dolori che lei avverte.Le consiglio di farsi visitare da un buon dentista e lasci decidere a lui il da farsi poichè lei non ha alcuna competenza in materia. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Caro signor Dario, "Dopo due anni passati convivendo con questi episodi sporadici, ho deciso di affrontare il problema dal mio odontoiatra"! Semplicemente "assurdo"! Mi scusi sa!Lei fa delle domande che mi lasciano veramente "basito" per usare un termine tanto di moda oggi! Ha una patologia probabilmente pulpare o endoparodontale normalissima e che si diagnostica semplicemente, velocemente e che si cura altrettanto semplicemente e velocemente. Non dovrei essere certo io a spiegare come si faccia una visita Odontoiatrica! Ma le spiego solo la parte più adatta a valutare la sua patologia. Dopo un controllo ed analisi clinico-Gnatologico, e dopo un sondaggio parodontale ed una o più Rx endorali in diverse proiezioni, meglio in pellicola che digitali, perchè hanno una migliore definizione non avendo i famigerati e tanto amati pixel, falsamente tecnologici, si fanno le prove termiche che stabiliscano se i denti coinvolti sono vivi e vitali o no! le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo,esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare,la si scopre,il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato,ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria,ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale,una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea,ora LE SPIEGO LE ORIGINI ED IL SIGNIFICATO DI UN DOLORE PULSANTE: il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti...o dal "picchiettarvi sopra"...o dagli stimoli termici...in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile...la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!.se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esci più con la vena danneggiata,si ha pressione che può anche scatenare dolori forti,o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta..le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono= necrosi,e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti. IL DOLORE DA NECROSI O DA FRATTURA MICROSCOPICA DI UN DENTE DEVITALIZZATO è invece sordo profondo e non pulsante. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Dario, da quanto lei scrive ho il sospetto che lei abbia una frattura del premolare. Comunque sia la realtà delle cose, si faccia visitare da un Collega competente, la soluzione è in una semplice visita. Cordialmente Gustavo de Felice

Scritto da Dott. Gustavo De Felice
Sapri (SA)

Caro sig. Dario senza dilungarmi per me lei e' un "super eroe"perche' quando uno preferisce continuare ad avere dolori piuttosto che risolverlo in maniera opportuna e dunque tornare ad una vita "masticatoria " asintomatica e noremale puo' accadere solo per quel motivo. Mi permetta di dire che e' troppo tempo che rinvia la soluzione del problema anche perche' potrebbe capitare che il dolore per sua " sfortuna " passi ma non perche' non ha piu' la pulpite ma solo perche' il nervo va in necrosi con la possibilita' di sviluppare nel tempo lesioni endodontiche con il manifestarsi di problemi ben piu' gravi e con terapie piu' complesse e magari dall' esito piu' incerto e nefasto. Non abbia paura! Curatelo!
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Scritto da Dott. Francesco Vurro
Modugno (BA)

Lei ha scritto: " si è sviluppata sempre sullo stesso dente una ipersensibilità al caldo e al freddo", e vista la corposa storia si direbbe che il confine tra azione omissiva e azione commissiva sia stato valicato. La devitalizzazione di un dente ha una cattiva stampa, giustamente, se eseguita con procedura maccheronica. Purtroppo la guerra dei prezzi ha accecato tutte le buone intenzioni, e si opera in feroce economia. Comunque le posso assicurare che esistono bravissimi dentisti, meravigliosamente bravi in endodonzia, per i denti da devitalizzare (se volesse prendere il volo Bari-Torino, non sono io!). Vada sul sito SIE (Società Italiana di Endodonzia) e si faccia dare l'elenco dei cavalli di razza disponibili entro il raggio di dieci chilometri da casa sua. Potrebbe anche telefonare per info verbale, per altri chiarimenti con cortese urgenza. Un dente devitalizzato a regola d'arte può sopravvivere oltre mezzo secolo, senza essere squarciato in modo da costringerlo con imperiosa urgenza dentro una capsula di vetro colorato. Purtroppo la qualità costa, ed è un problema che io condivido con lei, quando passo davanti a una vetrina di moda uomo griffata o una porta di un'osteria stellata. Buona fortuna!
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Dario, spero che l'utilizzo del filo interdentale glielo abbia insegnato un igienista o un odontoiatra, perché l'uso scorretto di questo strumento potrebbe dare anche gravi conseguenze.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Sig. Dario, non capisco quali siano i rischi nel devitalizzare un dente. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

La cosa da fare assolutamente è stabilire se il responsabile del suo dolore sia il dente in questione. Per motivi che riguardano l'anatomia "funzionale" del dente, ovvero la deformazione del dente sottoposto a carico, si può creare lo scatenarsi del dolore anche in assenza di carie. L'otturazione, anche se ben fatta, o la frattura composta come accennato dal dott. De felice (il più delle volte invisibile in rx) non fanno che abbassare la soglia di scatenamento. Sarei orientato su queste due opzioni, la prima delle quali prevede la devitalizzazione (che non è rischiosa se ben fatta), mentre per la seconda la cura è più brutta della malattia, perchè prevede una possibile estrazione. Io rimarrei qualche giorno in attesa mantenendo informato il suo dentista della situazione. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile paziente penso che la causa del suo dolore potrebbe essere una frattura verticale del dente in questione, molto difficile da diagnosticare, con radiografie, test di vitalità e sondaggio gengivale. Se fosse provata comunque va fatta la devitalizzazione, questo perchè fratture non curate o non diagnosticate possono portare all'estrazione del dente, cordiali saluti

Scritto da Dott. Stefano Salaris
Roma (RM)

Caro Dario, Credo che i suoi timori siano la sua peggiore malattia, e che la sua sopportazione ancorché ingiustificata sfiori l'autopunizione. superi il suo concetto di integrità fisica ad ogni costo e consideri che la salute è solo un periodo, col tempo sempre più breve, di assenza di malattia. Inoltre la " pulpite " è esclusivamente un termine istopatologico e non clinico e non ha alcun senso pratico riferirlo ad una specifica sintomatologia algica soggettiva. La diagnosi va fatta in studio con competenza e strumenti adeguati. Il resto sono solo parole. Mi sembra impossibile nel 2012 assistere a questa odissea.
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Scritto da Dott. Massimo Scaramelli
Ospedaletto (PI)